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Autore Topic: Lettera ai miei figli  (Letto 10165 volte)
liber
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« il: 4 Marzo 2009, 13:31:39 »

Ogni mattina, come tutte le mattine,  mi sveglio con la speranza che sia stato solo un brutto sogno.Mi basta aprire gli occhi per essere catapultato nella dura e triste realta' della mia vita. Vita, se la si può chiamare tale! Il dolore non bussa per chiedere se puo' entrare, ormai si è impadronido del mio corpo, creandone la sua fissa dimora.
Mi guardo intorno e nel silenzio della stanza quasi forzato, mi appare un'ombra vaga di pace. Mi basta un solo movimeto, un solo gesto e l'ombra sparisce, lasciando il posto all'eterno dolore. Quante notti passate insonni, nel buio più cupo! Quante notti,sotto l'effetto dell'alcol, ho pensato di farla finita!Quante notti.....! La speranza comincia a diventare un vago ricordo e pensieri distruttivi martellano, senza tregua,senza pace, quello che ne e' rimasto del mio cuore, della mia anima! Finalmente, dopo tanto tempo passato a guardare il silenzio, riesco ad alzarmi. Barcollo come sempre ed appoggiando la mano sul comodino, riesco a mettermi in piedi. Scendo le scale, aggrappato alla ringhiera, non dimenticando di contare, per l'ennessima volta, i gradini; 19, sembrano migliaia. Quella scalinata mi separa da un'ancora più triste realta', la realtà della vita quotidiana in famiglia, da cui ormai da tempo non ne faccio più parte. Ogni mattina e come se di nascosto, senza farmi sentire, senza essere intrappolato dal buongiorno di mia moglie e di mia figlia, un buon giorno che suona di indifferenza totale, volessi raggiungere velocemente il mio ufficio e chiudermi dentro in una pace apparente. Lentamente, il dolore fisico si e' completamente svegliato ed insieme a lui, il dolore che mi logora dentro. Seduto alla mia scrivania, guardo fuori, guardo la natura svegliarsi, ascolto il canto degli uccelli ed alcune lacrime scivolano sulle mie guance, lacrime non di dolore ma, di perenne tristezza. A volte mia moglie,irrompe con violenza nel mio ufficio, frasi inutili, senza senso, escono come lava dalla sua bocca. Cerco di non ascoltarla, di non vederla ma, la sua voce si unisce, inesorabilmete a tutto il resto. Ogni volta, aspetto con ansia che vada via,mentre il dolore aumenta sempre di più. Aspetto di poter chiudere quella porta a chiave, di poter ritornare ad essere solo con me stesso. Ore ed ore passate al pc, alla ricerca di un'illusione, alla ricerca di un piccolo viottolo nascosto che mi faccia uscire da questo labirinto, alla ricerca di qualcuno che, con violenza, mi tiri fuori. Quante volte mi sento ripetere: Michele, Tu sei vivo! c'e' tantissima forza in te! E' una forza apparente, e' la forza che trasmetto ma che, non riesco a farla mia. E' una forza che nasconde tantissima fragilita', tantissima sofferenza. Questa malattia invisibile mi corrode sempre di piu', mi uccide attimo dopo attimo. Nella mia vita, l'unica cosa viva
e' il dolore, fisico, mentale e sentimentale. Qesto dolore che a volte si manifesta con violenza all'incomprensione delle persone che amo; Mia figlia e mio filgio! Un amore dilaniato dalla superficialita' della vita, dell'egoismo, dall'indifferenza inculcata loro, quante volte  senza tregua, attimo dopo attimo, gesto dopo gesto. Quante volte ho pianto! Quante volte ho mendicato un gesto di affetto, una parola di conforto da parte loro, quante volte ho sbagliato! Quante volte hanno sputato sulle mie parole e non guardato dentro di me per capire, o almeno cercare di capire, la mia sofferenza, il mio dolore. Forse neanch'io, preso dai miei problemi, ho guardato dentro di loro.
Non posso condizionare la loro vita con la mia eterna sofferenza. Hanno bisogno di vivere la gioa, la felicita' che io non riesco a dare. Quanto vorrei poterlo fare! Non ho più desideri, non ho piu' voglia di continuare a vivere cosi', non ho più voglia di niente.
Sono già morto! Spero solo di poter concentrare le mie poche forze rimaste, nel cercare di veder apparire un sorriso sul viso dei miei figli, un sorriso che possa darmi un po' di serenita'. A volte riesco a liberare il mio dolore, la mia rabbia, attraverso la poesia, mia eterna compagna di sventura. La notte, eterno mantello della mia solitudine e sofferenza, e' li ed aspetta che io mi metta al pc e la mia anima scrive, scrive, scrive. Le mie dita scivolano, senza pausa,  sulla tastiera ed in quegli attimi, solo in quegli attimi, il dolore sembra svanire. E' solo l'eterna illusione che ripete il suo gioco senza fine! Figli miei, non so' se un giorno riuscirete a farlo, non so' se riusciro' a vedere quel giorno ma vi prego, perdonatemi! Perdonate l'eterna sofferenza di un padre che cerca e desidera, anche se in modo sbagliato, la vostra felicità! E' duro scrivere tutto questo ma forse, e' l'unica cosa che riesco ancora a fare, scrivere!
Le lacrime mi chiudono gli occhi, quegli occhi che, vorrebbero essere chiusi per sempre!

Con Amore
vostro padre
« Ultima modifica: 4 Marzo 2009, 17:27:49 da liber » Loggato

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« il: 4 Marzo 2009, 13:31:39 »

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kant.51
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« Risposta #1 il: 4 Marzo 2009, 13:40:31 »

Michele, grazie per aver condiviso con noi questo tuo grande dolore.
Umilmente grazie.
Un abbraccio, senza altre parole.
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cKappa ^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*° Sì che ti voglio bene, bene davvero...
darkangel εїз
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« Risposta #2 il: 4 Marzo 2009, 13:44:22 »

Posso dirti che sto piangendo. E' una lettera bellissima. Ma quella tua voglia di andarte non mi piace per niente. Dovresti vivere per i tuoi figli e non lasciarli. A malapena riesco a scrivere, ho un nodo alla gola e non riesco a smettere di pensare a te, a come stai, a tutto quanto.
 Sick#39;( un enorme bacio per te Michele!!!
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In ogni lacrima c’è una lezione, Ti rende più saggio di prima i rende più forte di quanto tu possa sapere E ogni lacrima Ti fa avvicinare ai tuoi sogni Nessun errore, nessun cuore spezzato Ti può distogliere da ciò per cui sei stato creato
edinnic,e
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« Risposta #3 il: 4 Marzo 2009, 18:31:39 »

I tuoi figli non sono indifferenti, ne sono certa. E' solo la tua sofferenza che chiude le porte alla "comunicabilità". Non sei morto, per fortuna, e questo lo sai, se riesci a scrivere così bene del tuo stato d'animo.... E' una lettera molto triste, ma a noi è piaciuta, e ti prego, continua a farlo...Michele, pensa, basta anche solo pensarlo, che oltre il buio c'è la luce...
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brezza
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« Risposta #4 il: 4 Marzo 2009, 18:41:34 »

Interessante.  Molto...Purtroppo la conoscenza personale su queste pagine è molto difficile, come è molto difficile  credere a ciò che si vede scritto dagli altri in bene o in male,in sofferenza o di gioia.   Non è la prima volta che leggo lettere simili alle tua e apprendere dopo pochi giorni che la realtà della persona che lo aveva scritto era totalmente diversa o quasi,per cui l'ho letta con senso critico e devo dire che ciò che esprimi può anche essere inteso come violentemente sofferto per cui l'ho condiviso nella sua tristezza.   Non è mai facile scendere nella realtà delle persone che su queste pagine si espongono agli altri proprio per il fatto che vi sono un gran numero di millantatori di se stessi e quindi si perde la genuinità del contesto.   E' quindi da questa premessa che, rivolgendomi a te, compiango questa tua situazione di dolore fisico e distruzione molare all'interno della tua famiglia e ti auguro,per quanto difficile sia, che la tua situazione cambi ma soprattutto che allorchè questo si avverasse tu abbia maturato consapevolmente ciò che questa tua sofferenza avrebbe dovuto insegnare nel tuo intimo e verso gli altri, sia che siano i tuoi familiari o che si tratti di altre persone con le quali  imbastisci un qualsiasi rapporto.  in caso contrario potrei citarti una celebre frase di un film di fantascienza..."si perdono nel buio come lacrime di pioggia".    Auguri sinceri.
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liber
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« Risposta #5 il: 4 Marzo 2009, 19:43:04 »

Brezza!
Quello che ho scritto, l'ho scritto come se avessi scritto una poesia, per me stesso!
Volevo iniziare un racconto, non ne ho mai scritto uno e sono "caduto" nella trappola delle mie dita. Quando scrivo una poesia, non penso e credo che si sia capito. E' successo anche stavolta. Dov'e' la differenza tra una poesia e  questo scritto?
Lo stato d'animo rimane immutato! Le parole? anche, quasi! Volevo vomitare la mia rabbia, il mio sentire ed in questo periodo riesco a farlo, solo scrivendo! Non c'e' nessun pubblico, Brezza!
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brezza
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« Risposta #6 il: 4 Marzo 2009, 21:52:32 »

In quanto all'assenza di pubblico direi che, visto il numero di anime che passa su queste pagine, a meno di scambiarle per sassolini ve ne è da riempire un teatro.  Per quanto riguarda lo scrivere per se stessi direi che la "cosa" è assai difficile a meno di scrivere su un diario che rimarrà sempre chiuso in un cassetto.  Per quanto riguarda l'unica possibilità che ti è rimasta attualmente, beh, ne comprendo la frustuazione e se questo può servirti per proseguire il tuo cammino direi che oltre essere una buona cosa sei in compagnia numerosa...purtroppo, infatti non è vero che mal comune fa mezzo gaudio.
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« Risposta #7 il: 5 Marzo 2009, 05:01:46 »

Brezza,
Ti prego di scusare l'ncomprensione di quello che scrivo.
Quando scrivo che non c'e' pubblico e che scrivo per me, le due cose si intrecciano. Mi spiego: Io scrivo le mie emozioni, quello che sento dentro, quindi scrivo per liberare quello che c'e' dentro di me, per farlo uscire. Il pubblico, che puo' esserci o no,
e' solo una conseguenza, non il principale obbiettivo. Non so se mi sono spiegato bene. Comunque, grazie! Le tue risposte mi aiutano!
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Traduzione Italiana a cura di SMItalia