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Autore Topic: physis  (Letto 738 volte)

Offline gpdimonderose

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physis
« il: 1 Luglio 2009, 21:51:02 pm »
Né il pensiero poetante, né il pensiero ontologico dell’ultimo millennio hanno eventuato quella disvelatezza.

La fondatezza ontologica abita il futuro nella presenza della fondatezza virtuale, immaginaria, kaosmica quale modello ontologico del dicibile della koinè ontologica eventuante i paradossi ontologici, ma gettante, oltre la verità ortogonale, i paradossi dell’adeguatezza categorica imperante paradigmatica.

Non si può eventuare un mondo in poco tempo se nessuno riuscì nell’intrapresa nei tre secoli dell’ ultimo millennio: ma l’inizio del futuro qualcuno da qualche parte dovrà svelarla nel presente, altrimenti il parakleta rimarrà criptato, obliato per altri tre millenni.

Qui il futuro abita il presente nell’essenza della fondatezza ontologica, o meglio dagli eventi godeliani è possibile dispiegare una metaontologia della fondatezza della mathesis.

Quale completezza della fondatezza non sarà sufficiente solo una fondazione ortogonale, noetica, imperativa, categorica, modale adeguata all’inferenza della volontà di potenza paradigmatica sia per l’infinita’ degli eventi che sfuggono o che rimangono nell’oblio, sia per

la disvelatezza dell’essere ontologico che eventua la fondatezza ontologica della verità, ma anche della stessa fondatezza virtuale della technè frattali, sia della fondatezza immaginaria della temporalità, sia soprattutto e per lo più per l’eventuarsi della fondatezza kaosmologica

fluttuante topologica, intuita dallo stesso Godel, poco prima dell’al di là, con le sue teorie kaosmiche degli universi transfiniti, ma sinestetici nella temporalità ontologica.