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Autore Topic: Le favole a rovescio  (Letto 6927 volte)

Offline ciaccarella

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Le favole a rovescio
« il: 15 Luglio 2010, 13:27:45 pm »


   


C'era una volta
un povero lupacchiotto,
che portava alla nonna
la cena in un fagotto.
E in mezzo al bosco
dov'è più fosco
incappò nel terribile
Cappuccetto Rosso,
armato di trombone
come il brigante Gasparone...,
Quel che successe poi,
indovinatelo voi.
Qualche volta le favole
succedono all'incontrario
e allora è un disastro:
Biancaneve bastona sulla testa
i nani della foresta,
la Bella Addormentata non si addormenta,
il Principe sposa
una brutta sorellastra,
la matrigna tutta contenta,
e la povera Cenerentola
resta zitella e fa
la guardia alla pentola.
Non amare è un lungo morire.

Offline ciaccarella

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Re: Le favole a rovescio
« Risposta #1 il: 15 Luglio 2010, 13:35:06 pm »
C’era una volta, in un paese lontano, una bellissima fanciulla dai capelli neri come l’ebano, le labbra rosse come il sangue e la pelle bianca come la neve, che si chiamava Biancaneve. La sua matrigna era gelosissima della sua bellezza e aveva dato ordine di ucciderla, ma Biancaneve si era rifugiata nel bosco, dove viveva insieme a 7 nanetti. Un giorno, arrivò alla casupola un messaggero del re, che portava una notizia: tutte le fanciulle del reame dovevano presentarsi a corte. Il principe Filippo dava un ballo, e avrebbe scelto tra di loro la sua futura sposa. Tutta eccitata, Biancaneve si cucì un abito bellissimo, decorato con i diamanti e le pietre preziose che i nani le avevano portato dalla miniera, e attese con ansia la sera della festa. Al tramonto si preparò, e si avviò verso il palazzo.
Intanto, appena all’uscita del bosco, in una casa grande e luminosa, anche Anastasia e Genoveffa erano indaffarate nei preparativi per la festa e ordinavano continuamente alla povera Cenerentola di stirare qualcosa, lavare un abito, preparare da mangiare, cercando di tenerla più occupata possibile. Non volevano che la loro sorella si presentasse dal principe. Quando furono pronte, le due sorellastre montarono sulla carrozza, pronte per conquistare Filippo, senza di lei. Cenerentola, disperata, si rifugiò singhiozzando in giardino. Ma in quel momento, da una nuvola di polvere di stelle, uscì una donnina dalla faccia tonda, avvolta in un mantello: “Sono la fata Turchina, ho aiutato Pinocchio, aiuterò anche te!”. Così prese una zucca e la mutò in una bellissima carrozza. Con un tocco di bacchetta trasformò gli stracci di cui era vestita in un magnifico abito e al posto degli zoccoli spuntarono deliziose scarpette di cristallo. Poi le fece un ammonimento: se fosse rimasta più tardi di mezzanotte, l’incantesimo sarebbe svanito. Cenerentola promise, e partì alla volta del castello.
Così si ritrovarono a palazzo Biancaneve, Cenerentola, Anastasia, Genoveffa, e tutte le fanciulle del regno. Il principe però, sembrava totalmente insoddisfatto. Quel mattino, cacciando nel bosco, era stato incantato da una voce melodiosa. Cercando colei che cantava, aveva trovato Rosaspina, che danzava con gli animaletti del bosco e se n’era innamorato all’istante. L’aveva pregata di venire al castello, ma di lei, quella sera, non c’era traccia.
Rosaspina in realtà era la principessa Aurora, ed era vissuta nel bosco per nascondersi da Malefica, la strega cattiva, che il giorno della sua nascita aveva predetto che la bambina sarebbe morta pungendosi un dito con un fuso. Rosaspina, ignara della sua reale identità, dopo l’incontro col principe, era tornata dalle sue zie, tre fate buone, nella casupola nel bosco, e aveva festeggiato con loro il suo sedicesimo compleanno. Ma dopo tanti anni, proprio quel giorno, Malefica aveva trovato il suo nascondiglio, e così si era travestita da vecchina, pronta ad ucciderla, ed era andata nella capanna nel bosco. Rosaspina le aveva offerto una fetta della sua torta di compleanno, e la vecchina le aveva donato in cambio una mela, una mela avvelenata. Rosaspina aveva dato un morso, e subito era caduta a terra, addormentata.
Malefica poteva essere soddisfatta: l'unico antidoto era il primo bacio d'amore, ma lei l’avrebbe trasportata nella sua casa di marzapane, sicura che nessuno si sarebbe mai avvicinato per non cadere nella sua trappola. Le tre fate però, non trovando più Rosaspina, e vedendo la mela a terra, avevano capito cosa era successo, e si erano precipitate al palazzo di Filippo, che stava ballando con tutte le fanciulle, ma sperando in cuor suo, di veder comparire la bella Rosaspina. Le fatine spiegarono velocemente al principe quello che era successo, e lui, senza pensarci due volte decise di andare a liberare la sua amata. Le tre fatine buone decisero allora di addormentare tutti nel palazzo e spruzzarono polvere di sonno. Filippo si mise gli stivali delle sette leghe e corse alla casa di marzapane dove Rosaspina era prigioniera.
Quando arrivò, si avvicinò lentamente. Malefica stava controllando se il forno era abbastanza caldo per cuocere il pane che aveva fatto per festeggiare il sonno di Rosaspina. Filippo non perse tempo e con un colpo, la spinse dentro, chiuse lo sportello di ferro e tirò il catenaccio. Uh! Che urla terribili gettò la strega!  Le fatine gridarono urrà, il principe si chinò sul letto dove giaceva la principessa Aurora, e la baciò delicatamente... Immediatamente Aurora aprì gli occhi e sorrise: quel primo bacio d'amore aveva spezzato l'incantesimo.
Le tre fatine, Filippo e Aurora tornarono al castello, e il principe annunciò di aver trovato la sua principessa. Cenerentola e Biancaneve divennero amiche e decisero di andare a salvare Raperonzolo, che quella sera non aveva potuto partecipare alla festa perché era ancora rinchiusa nella torre. Anastasia e Genoveffa, accecate dall’invidia per Aurora se ne andarono con la matrigna. Fu una festa bellissima. E da quel giorno vissero tutti felici e contenti.
Non amare è un lungo morire.

Offline doremicri

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Re: Le favole a rovescio
« Risposta #2 il: 15 Luglio 2010, 13:49:17 pm »
Brava Ciaccarella !!!
E che carina l'idea di riscrivere le fiabe in maniera così simpatica  :-d
 
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Offline Juliet

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Re: Le favole a rovescio
« Risposta #3 il: 19 Gennaio 2011, 21:55:53 pm »
hihi bellissima!  :-d
"L'effetto trigger" esiste,ma nessuno può dimostrarlo.Perchè nessuno è immune da esso.Tutti abbiamo rimosso dalla nostra mente una brutta esperienza.E allora come sappiamo che esiste davvero?Provate a chiedere alla vittima di una guerra,di un abuso,di una violenza e scoprirete che non sto mentendo.Perchè un viaggio nella mente umana è come un viaggio all'inferno,nel più profondo degli incubi..Anzi, peggio!

Offline lulli

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Re: Le favole a rovescio
« Risposta #4 il: 7 Febbraio 2011, 18:26:00 pm »

   


C'era una volta
un povero lupacchiotto,
che portava alla nonna
la cena in un fagotto.
E in mezzo al bosco
dov'è più fosco
incappò nel terribile
Cappuccetto Rosso,
armato di trombone
come il brigante Gasparone...,
Quel che successe poi,
indovinatelo voi.
Qualche volta le favole
succedono all'incontrario
e allora è un disastro:
Biancaneve bastona sulla testa
i nani della foresta,
la Bella Addormentata non si addormenta,
il Principe sposa
una brutta sorellastra,
la matrigna tutta contenta,
e la povera Cenerentola
resta zitella e fa
la guardia alla pentola.

E' bellissima questa favola di Gianni Rodari :-) :-) :-)
hai un cuore troppo grande per essere felice...

Offline Pal

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Re: Le favole a rovescio
« Risposta #5 il: 9 Febbraio 2011, 21:40:53 pm »
C'era una volta,in un luogo che non si sa e in un tempo che non c'è..
una fanciulla che fanciulla non è..
Aveva lunghi capelli color cioccolato e labbra rosse di ciliegio..
..e due occhi grandi che..
...opperbacco! chissà di che colore..(?!)
 sempre chiusi per sognare,che nessuno li aveva visti mai ..! B)