Forum leParole
Forum tematici => Religione => Topic aperto da: Nocera87 - 4 Giugno 2007, 01:39:23 am
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hhahahah.... grazie a Dio no..... almeno non da parte mia.... sono troppo peccatore
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Veramente si... o_O
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No, no...sono lontana da una vita contemplativa e senza un compagno e dei figli...
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mi hanno proposto pure questo... :P ma ovviamente ;) (wizard) (wizard)
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Te lo hanno proposto??? In base a quali criteri??? o_O
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Hanno tentato di farmi diventare chirichetto, ma invano! Figuriamoci prete! E poi, dopo aver scoperto il terzo male ho deciso che la religione non è per me! (policeman)
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cm diceva sant'agostino: Dio liberami dalle passioni...... ma il più tardi possibile...
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Hanno tentato di farmi diventare chirichetto, ma invano! Figuriamoci prete! E poi, dopo aver scoperto il terzo male ho deciso che la religione non è per me! (policeman)
Che cos'è il terzo male?
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haha questa è bella! (LOL) (LOL) (LOL)
l'idea della vocazione non mi ha mai sfiorata (anche se in chiesa ci circolo molto e uno dei miei migliori amici è diventato prete, missionario per di più!)
uhuh ma vi immaginate a me con la tonaca??? che taglio! (LOL) (LOL) (LOL)
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Hanno tentato di farmi diventare chirichetto, ma invano! Figuriamoci prete! E poi, dopo aver scoperto il terzo male ho deciso che la religione non è per me! (policeman)
Che cos'è il terzo male?
Nemmeno io ho capito... :-" :'( o_O
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Al mondo, lo sanno tutti, esistono due mali certi: la natura e la storia. Il primo è quello della terra e ci porta pesti, carestie, siccità e malattie varie; il secondo è quello dell'uomo, che ci porta alle guerre e alla ripetizione di errori che dovrebbero essere ricordati. Esiste poi un terzo male, meno conosciuto; sono pochi a crederci e in pochissimi capiscono la sua profondità: sto parlando del male di Dio. Dio, che crea delle cappe di religione, che ha disegni che non ci è concesso di comprendere. Alcuni, come Mozart nel Dies Irae o come Manzoni, hanno visto il terzo male e l'hanno combattuto, fino a cedere sconfitti e a lasciarsi trasportare da esso...
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Scusa, Istar, con "cedere e lasciarsi trasportare" intendi diventare religiosi?
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Penso di sì kant,anche se io credo sia una conquista piuttosto che una sconfitta... ^_^
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...Come fa la natura ad essere un male se non è dotata di volontà propria?
Se bene e male sono valori etici, non ci vuole l'intelligenza per operarli?
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No, non diventare religiosi... Lasciarsi trasportare dal male, lasciar scorrere la propria penna sul foglio, il proprio scalpello sulla statua, il proprio pensiero nell'aria.
Sul male della natura e della storia, stiamo parlando di tesi famose. Il primo sostenitore di questo fu Leopardi(basti pensare al pessimismo storico e cosmico, per non parlare di quello psicologico), e molti la ripresero successivamente, come il già citato Manzoni o anche Pascoli... La natura è matrigna umana, e dà all'uomo degli inganni, che lo rendono infelice. Resta poi valido il discorso sulle malattie già fatto prima!
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rifletterò su questa cosa e mi documenterò meglio, a naso direi che partiamo da impostazioni diverse...vedremo poi...
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No, non diventare religiosi... Lasciarsi trasportare dal male, lasciar scorrere la propria penna sul foglio, il proprio scalpello sulla statua, il proprio pensiero nell'aria.
Sul male della natura e della storia, stiamo parlando di tesi famose. Il primo sostenitore di questo fu Leopardi(basti pensare al pessimismo storico e cosmico, per non parlare di quello psicologico), e molti la ripresero successivamente, come il già citato Manzoni o anche Pascoli... La natura è matrigna umana, e dà all'uomo degli inganni, che lo rendono infelice. Resta poi valido il discorso sulle malattie già fatto prima!
Studiati da poco,quindi so a cosa ti riferisci...non per niente ho provato sempre tanta compassione e tenerezza per Leopardi...perchè gli è stato impedito di vivere....quando era più giovane infatti vedeva la natura come benigna....basta leggere l'idillio Alla luna....
Secondo me dipende da come uno vede la vita...certo sul male della storia non ci sono tutti i torti,anzi... :'( :s
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no no no...poi con le idee che ho io del mio futuro... >:)...no vabbè scherzo comunque sinceramente credo che qualsiasi altra strada uno prenda è sempre vocazione...solo a qualcosa di diverso...
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leopardi aveva una sua filosofia, o l'hanno ricavata gli altri dalle sue parole anche.
Quello che so io, con la solita mancanza di logica e la solita partecipazione interiore, è che quando lo leggo mi sento letteralmente stringere lo stomaco e posso anche piangere...mi vergogno un po' a dirlo, ma tanto ci si conosce talmente bene ormai che si può anche fare...
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leopardi aveva una sua filosofia, o l'hanno ricavata gli altri dalle sue parole anche.
Quello che so io, con la solita mancanza di logica e la solita partecipazione interiore, è che quando lo leggo mi sento letteralmente stringere lo stomaco e posso anche piangere...mi vergogno un po' a dirlo, ma tanto ci si conosce talmente bene ormai che si può anche fare...
se ci si deve vergognare per certe cose! ^_^ Leopardi poi dà delle emozioni... :-X
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c'è stata un'altra volta che questa cosa è successa: anni fa, non molti, ho messo per la prima volta piede a Firenze: quella mattina ero sola e sono andata a vedere Piazza della Signoria.
Quando ci sono arrivata da una stradina e mi si è offerta agli occhi...che emozione...le lacrime venivano giù..per fortuna faceva un freddo terribile e non è stato difficile mimetizzarle...
Ancora non ho visto gli Uffizi però...
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E' bello come ti fai travolgere dalle emozioni kant... ^_^
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colpa dell'arte! Non sono piagnucolona, per dolore piango poco, metto su la corazza, ma il bello, l'arte, si insinuano e mi colgono di sorpresa, non ho difese...
Anni fa al Castello fu ospitata una mostra in cui era esposta "la ballerina" di Degas, insieme ad altre bellissime opere, sono rimasta lì a guardare un bel po'...
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Penso di sì kant,anche se io credo sia una conquista piuttosto che una sconfitta... ^_^
Giustoooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!! W00T! W00T! W00T! W00T!
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Esiste poi un terzo male, meno conosciuto; sono pochi a crederci e in pochissimi capiscono la sua profondità: sto parlando del male di Dio. Dio, che crea delle cappe di religione, che ha disegni che non ci è concesso di comprendere. Alcuni, come Mozart nel Dies Irae o come Manzoni, hanno visto il terzo male e l'hanno combattuto, fino a cedere sconfitti e a lasciarsi trasportare da esso...
o_O o_O o_O o_O o_O o_O Sono sconcertata...Male di Dio? Il male sta in quello che ho letto secondo me...Ma sono pareri...Accetto ma non condivido ASSOLUTAMENTE!
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Non è mica un'idea mia... Il primo a teorizzarla è stato Manzoni! Non intendo dire che chi crede in Dio si porta addosso una maledizione o una sfiga terribile, né che che Dio è un essere maligno come Satana; voglio dire che Dio sarà anche buono e giusto, ma è anche un terribile castigatore e non sempre perdona...
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ma è anche un terribile castigatore e non sempre perdona...
In questo caso la vediamo in modo molto diverso... O:) ^_^
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ma è anche un terribile castigatore e non sempre perdona...
In questo caso la vediamo in modo molto diverso... O:) ^_^
Quotoooo!!! E' la cosa più falsa e triste che abbia mai sentito... :'(
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e noi...siamo capaci di perdonare noi stessi e gli altri?...
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Eh... Bella domanda.......! :s :s :s
Personalmente cerco di vedere sempre l'aspetto positivo delle persone, e quasi sempre riesco a perdonarle... Quando si tratta di me stessa, invece, ci sono delle volte che proprio non riesco a capirmi e dico cose che non penso senza poi riuscire a giustificarmi. Oppure agisco in maniera impensabile e mi stupisco dei miei comportamenti... ed infine me ne pento amaramente, incolpandomi degli errori commessi...
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cerco di comprendere me e gli altri, se mi impegno ci riesco e devo dire che si vive con serenità...
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ma è anche un terribile castigatore e non sempre perdona...
In questo caso la vediamo in modo molto diverso... O:) ^_^
Quotoooo!!! E' la cosa più falsa e triste che abbia mai sentito... :'(
"E se lo trovo[Don Rodrigo]," continuò Renzo, cieco affatto dalla collera, "se la peste non ha già fatto giustizia... Non è piú il tempo che un poltrone, co' suoi bravi d'intorno, possa metter la gente alla disperazione, e ridersene: è venuto un tempo che gli uomini s'incontrino a viso a viso: e... la farò io la giustizia!"
"Sciagurato!" gridò il padre Cristoforo, con una voce che aveva ripresa tutta l'antica pienezza e sonorità: "sciagurato!" e la sua testa cadente sul petto s'era sollevata; le gote si colorivano dell'antica vita; e il fuoco degli occhi aveva un non so che di terribile.
"Guarda, sciagurato!" E mentre con una mano stringeva e scoteva forte il braccio di Renzo, girava l'altra davanti a sé, accennando quanto piú poteva della dolorosa scena all'intorno. "Guarda chi è Colui che gastiga! Colui che giudica, e non è giudicato! Colui che flagella e che non perdona! Ma tu, verme della terra, tu vuoi far giustizia! Tu lo sai, tu, quale sia la giustizia! Va', sciagurato, vattene!"
[...]
Dopo pochi passi, il frate si fermò vicino all'apertura d'una capanna, fissò gli occhi in viso a Renzo, con un misto di gravità e di tenerezza; e lo condusse dentro.
La prima cosa che si vedeva, nell'entrare, era un infermo seduto sulla paglia nel fondo; un infermo però non aggravato, e che anzi poteva parer vicino alla convalescenza; il quale, visto il padre, tentennò la testa, come accennando di no: il padre abbassò la sua, con un atto di tristezza e di rassegnazione. Renzo intanto, girando, con una curiosità inquieta, lo sguardo sugli altri oggetti, vide tre o quattro infermi, ne distinse uno da una parte sur una materassa, involtato in un lenzolo, con una cappa signorile indosso, a guisa di coperta: lo fissò, riconobbe don Rodrigo, e fece un passo indietro; ma il frate, facendogli di nuovo sentir fortemente la mano con cui lo teneva, lo tirò appiè del covile, e, stesavi sopra l'altra mano, accennava col dito l'uomo che vi giaceva.
Stava l'infelice, immoto; spalancati gli occhi, ma senza sguardo; pallido il viso e sparso di macchie nere; nere ed enfiate le labbra: l'avreste detto il viso d'un cadavere, se una contrazione violenta non avesse reso testimonio d'una vita tenace. Il petto si sollevava di quando in quando, con un respiro affannoso; la destra, fuor della cappa, lo premeva vicino al cuore, con uno stringere adunco delle dita, livide tutte, e sulla punta nere.
"Tu vedi!" disse il frate, con voce bassa e grave. "Può esser gastigo, può esser misericordia. Il sentimento che tu proverai ora per quest'uomo che t'ha offeso, sì; lo stesso sentimento, il Dio, che tu pure hai offeso, avrà per te in quel giorno. Benedicilo, e sei benedetto. Da quattro giorni è qui come tu lo vedi, senza dar segno di sentimento. Forse il Signore è pronto a concedergli un'ora di ravvedimento; ma voleva esserne pregato da te: forse vuole che tu ne lo preghi con quella innocente; forse serba la grazia alla tua sola preghiera, alla preghiera d'un cuore afflitto e rassegnato. Forse la salvezza di quest'uomo e la tua dipende ora da te, da un tuo sentimento di perdono, di compassione... d'amore!"
Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, cap. XXXV
Ecco il passo che citavo... Lascio a voi il giudizio.
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ma è anche un terribile castigatore e non sempre perdona...
In questo caso la vediamo in modo molto diverso... O:) ^_^
Quotoooo!!! E' la cosa più falsa e triste che abbia mai sentito... :'(
"E se lo trovo[Don Rodrigo]," continuò Renzo, cieco affatto dalla collera, "se la peste non ha già fatto giustizia... Non è piú il tempo che un poltrone, co' suoi bravi d'intorno, possa metter la gente alla disperazione, e ridersene: è venuto un tempo che gli uomini s'incontrino a viso a viso: e... la farò io la giustizia!"
"Sciagurato!" gridò il padre Cristoforo, con una voce che aveva ripresa tutta l'antica pienezza e sonorità: "sciagurato!" e la sua testa cadente sul petto s'era sollevata; le gote si colorivano dell'antica vita; e il fuoco degli occhi aveva un non so che di terribile.
"Guarda, sciagurato!" E mentre con una mano stringeva e scoteva forte il braccio di Renzo, girava l'altra davanti a sé, accennando quanto piú poteva della dolorosa scena all'intorno. "Guarda chi è Colui che gastiga! Colui che giudica, e non è giudicato! Colui che flagella e che non perdona! Ma tu, verme della terra, tu vuoi far giustizia! Tu lo sai, tu, quale sia la giustizia! Va', sciagurato, vattene!"
[...]
Dopo pochi passi, il frate si fermò vicino all'apertura d'una capanna, fissò gli occhi in viso a Renzo, con un misto di gravità e di tenerezza; e lo condusse dentro.
La prima cosa che si vedeva, nell'entrare, era un infermo seduto sulla paglia nel fondo; un infermo però non aggravato, e che anzi poteva parer vicino alla convalescenza; il quale, visto il padre, tentennò la testa, come accennando di no: il padre abbassò la sua, con un atto di tristezza e di rassegnazione. Renzo intanto, girando, con una curiosità inquieta, lo sguardo sugli altri oggetti, vide tre o quattro infermi, ne distinse uno da una parte sur una materassa, involtato in un lenzolo, con una cappa signorile indosso, a guisa di coperta: lo fissò, riconobbe don Rodrigo, e fece un passo indietro; ma il frate, facendogli di nuovo sentir fortemente la mano con cui lo teneva, lo tirò appiè del covile, e, stesavi sopra l'altra mano, accennava col dito l'uomo che vi giaceva.
Stava l'infelice, immoto; spalancati gli occhi, ma senza sguardo; pallido il viso e sparso di macchie nere; nere ed enfiate le labbra: l'avreste detto il viso d'un cadavere, se una contrazione violenta non avesse reso testimonio d'una vita tenace. Il petto si sollevava di quando in quando, con un respiro affannoso; la destra, fuor della cappa, lo premeva vicino al cuore, con uno stringere adunco delle dita, livide tutte, e sulla punta nere.
"Tu vedi!" disse il frate, con voce bassa e grave. "Può esser gastigo, può esser misericordia. Il sentimento che tu proverai ora per quest'uomo che t'ha offeso, sì; lo stesso sentimento, il Dio, che tu pure hai offeso, avrà per te in quel giorno. Benedicilo, e sei benedetto. Da quattro giorni è qui come tu lo vedi, senza dar segno di sentimento. Forse il Signore è pronto a concedergli un'ora di ravvedimento; ma voleva esserne pregato da te: forse vuole che tu ne lo preghi con quella innocente; forse serba la grazia alla tua sola preghiera, alla preghiera d'un cuore afflitto e rassegnato. Forse la salvezza di quest'uomo e la tua dipende ora da te, da un tuo sentimento di perdono, di compassione... d'amore!"
Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, cap. XXXV
Ecco il passo che citavo... Lascio a voi il giudizio.
Per me,conferma la mia idea. ;)
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i disegni di Dio sono imperscrutabili. Ma dentro di me non potrei mai coltivare nè odio nè rancore, forse a volte c'è dolore, da cui ci si riprende un po' alla volta, sarebbe più facile superarlo nella luce, invece la vita è spesso oscura, incerta, con sicurezza posso dire che alla fine della galleria c'è luce, tanta luce.
Comunque questo passo e le discussioni ad esso collegate mi hanno fatto venir voglia di rileggere i Promessi Sposi, con la maturità di oggi...
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Comunque questo passo e le discussioni adesso collegate mi hanno fatto venir voglia di rileggere i Promessi Sposi, con la maturità di oggi...
Fai bene, una rilettura ogni tanto la merita... Anche se non l'ho mai potuto sopportare!
P.S. Dai una letturina approfondita al cap. XIII...
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no... o_O Qual'era il tredici?Ricordo di averlo raggiunto con la scuola... o_O non sarà mica Gertrude? O:) O forse era il nove quello? :s che confusione! (LOL)
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Gertrude è il nove, la sua infanzia è il dieci... Il tredici è la rivolta dei pani; molto più interessante di quanto sembri... (bandit)
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Gertrude è il nove, la sua infanzia è il dieci... Il tredici è la rivolta dei pani; molto più interessante di quanto sembri... (bandit)
ah già,chi se la dimentica.... (bandit) il prof ci chiese i minimi particolari all'interrogazione...ho odiato il pane... :-d
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Eh, ma là dentro ci sono certi spunti fantastici...
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Preferisco il nove e il dieci ... ^_^ (e quando Renzo si ubriaca,rompe un po' la monotonia! (LOL) (LOL) (LOL) )
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Del dieci mi piace molto la frase:"Così fatto è questo guazzabuglio del cuore umano"(non so se ricordi che parte è...)! E' una scena molto molto bella!
Quando Renzo si ubriaca poi è fantastico... Pensa a quando mangia i tre pani: uno davanti alla porta della città, prima di addentrarsi nel male della rivolta; uno quando arriva davanti al duomo, come un'immaginaria consacrazione,(ogni riferimento è puramente casuale...); il terzo nella taverna, dove si ubriaca e ha per la prima volta contatto col male!
E' praticamente una comunione all'inverso... (:) (bandit)
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Del dieci mi piace molto la frase:"Così fatto è questo guazzabuglio del cuore umano"(non so se ricordi che parte è...)! E' una scena molto molto bella!
Quando Renzo si ubriaca poi è fantastico... Pensa a quando mangia i tre pani: uno davanti alla porta della città, prima di addentrarsi nel male della rivolta; uno quando arriva davanti al duomo, come un'immaginaria consacrazione,(ogni riferimento è puramente casuale...); il terzo nella taverna, dove si ubriaca e ha per la prima volta contatto col male!
E' praticamente una comunione all'inverso... (:) (bandit)
Vero,quella frase è molto bella... :)
non ci avevo badato sulla comunione all'inverso...resta il fatto che sono morta dal ridere(per quel che può riuscire nei promessi sposi... :-d )
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Io invece ci ho buttato il sangue su quel capitolo XVII... Tutto questo per un tronchetto di cioccolato da due kg! (LOL)
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Tutto questo per un tronchetto di cioccolato da due kg! (LOL)
Bè,allora ne vale la pena! W00T!
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io più che farmi prete mi dovrei far benedire da tutte le religioni :D :D :D
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(bandit) (bandit) (bandit) (:) (:) :P Policeman =:) (bandit) (LOL) (LOL) (LOL)
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purtroppo ci sono alcuni che hanno avuto la vocazione...e poi violano il voto di castità...io quella gente non la capisco proprio!!!
Lascia i voti!!! o cambia confessione religiosa!!! (policeman)