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PensieriParole: Cosa ne pensi su... => ...un artista => Topic aperto da: Eclissi - 7 Ottobre 2008, 13:23:37 pm
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John William Godward (Wimbledon, 9 agosto 1861 – Londra, 13 dicembre 1922) è stato un pittore inglese, operante nella fase finale del periodo preraffaelita/neoclassico.
Godward era un pittore neoclassico vittoriano molto vicino a sir Lawrence Alma-Tadema (era considerato il suo pupillo). Godette di vasta popolarità, ma il suo stile pittorico risultò superato e perse i favori del pubblico e della critica con l'avvento delle avanguardie. Si suicidò all'età di 61 anno e pare che in un biglietto di commiato abbia motivato il suo atto con lo spregio della bellezza che vedeva essere invalso nella pittura, scrivendo che «il mondo non è abbastanza grande» per lui e per un Picasso assieme
Artisticamente Godward era seguace delle teorie di F. Leighton. Ma il suo stile era più vicino ad Alma-Tadema, con cui condivideva una forte passione per l'architettura classica, e soprattutto per le strutture marmoree. Nella maggior parte delle sue opere, sempre sontuose e colme di grazia, sono rappresentate donne in abbigliamento classico posanti su sfondi marcatamente decorativi, spesso su un terrazzo di marmo, anche se nelle sue opere non mancano figure femminili nude o seminude (esempio notevole ne è il Tepidarium, 1913: un titolo mutuato da una controversa opera di Alma-Tadema). I titoli delle sue opere riflettono la fonte della sua ispirazione: la Civiltà classica, in particolare quella dell'antica Roma (attestante la sua vicinanza artistica ad Alma-Tadema), ma anche – talvolta – quella greca, a testimonianza dei suoi, seppur più limitati, legami con Leighton.
Data la diffusione dell'erudizione classica tra il potenziale pubblico delle sue opere, la meticolosa cura per i dettagli era notevolmente importante per un pittore di questo genere. Alma-Tadema che, oltre che pittore, era anche archeologo, si recava sui siti storici e collezionava reperti, utilizzati poi nei suoi dipinti: anche Godward studiava minuziosamente l'architettura e l'abbigliamento classico per fornire alle proprie opere il marchio dell'autenticità. Inoltre, nei propri quadri egli riproduceva scrupolosamente altri particolari, quali pelli d’animali (v. i superbi esempi dei dipinti Riposo meridiano, 1910, e Un fresco ritiro, 1910) o fiori selvatici (ad esempio Nerissa, 1906, o Fiori d’estate, 1903).
Il fatto che in tante tele di Godward compaiono belle donne in pose studiate, congiunto alla vivacità di colori della sua tavolozza, ha indotto taluni ad annoverarlo erroneamente tra i preraffaelliti. Tuttavia, la scelta dei suoi soggetti, per lo più legati alla civiltà classica (anziché, ad esempio, alle leggende del ciclo arturiano) tradisce la sua appartenenza alla tendenza, comune a tanti pittori del periodo, del Neoclassicismo vittoriano appunto, che attraverso la lente dell'omaggio all'antichità faceva riprodurre immagini di un mondo idealizzato e romanticizzato, tanto da far parlare d’una visione del mondo da «vittoriano togato», come venne rinfacciato, sia a Godward che ad Alma-Tadema.
Una delle sue opere più note è Dolce far niente (1904). Come in molti altri casi, Godward dipinse diverse varianti di questo quadro, la prima delle quali – a quanto è noto – risale al 1897.
(http://img110.imageshack.us/img110/9343/dolcefarnienteah4.jpg)
Dolce far niente
(http://img110.imageshack.us/img110/7788/godwardthetambourinegirap2.jpg)
The tambourine girl
Qui ci sono molti appassionati ed esperti d'arte, io di certo non sono tra questi ultimi :P ma.....mi sono imbattuta nelle opere di quest'Artista e ne sono rimasta affascinata! Il candore del Femminile, la morbidezza del loro corpo e del loro Essere, la Luce che sembrano emanare.... I colori vivaci ma non gridati, le armonie delle tonalità che rendono possibile l'insieme delicato e lieve di ogni dipinto. Sono queste le Emozioni che ricevo, come un sublime suono di giardini purissimi.......
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grazie per averl postato, Eclissi.
Adesso dirò una corbelleria, ma è quello che ho pensato appena ho osservato i quadri: se fosse vissuto un po' più vicino ai nostri tempi, avrebbe fatto foto d'arte...
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é vero, Kant, l'ho pensato anch'io :-)
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Molto affascinante! Simile alle figure femminili di Leighton, citato nel testo.
C'è da domandarsi quali corde nascoste alcune opere riescano a far vibrare dentro noi stessi...e perchè alcune ci riescano ed altre no.
Vi racconto la mia esperienza di alcuni mesi fa.
Mi trovavo per caso a Rovigo e, ovviamente W00T!, sono corsa a vedere la mostra sulla Belle Epoque, aperta in quei giorni.
L'ho trovata spettacolare, oltre ogni previsione...ma mi ha colto un vero colpo di fulmine per un artista che, confesso, non conoscevo Vittorio Matteo Corcos. Le sue figure femminili sono morbide, coinvolgenti ed estremamente sensuali...una in particolare si chiamava, l'eroinomane...pensate, a quell'epoca (siamo a fine '800)! L'ho cercata tanto qui sul web, ma inutilmente. Vi lascio un'altra sua opera, ma provate a cercare con google immagini e mi direte la vostra opinione.
Provate questo "gioco", cercate questa l'immagine e mettetela come sfondo...vedrete che effetto! A me ha colpito tantissimo...le solite corde personali....
(http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2007/12/ridimensiona-divittorio_corcos.jpg)