Oscar Wilde e gli estetisti di fine Ottocento credevano profondamente che l'arte fosse selettiva, elitaria, e che non dovesse esser soggetta al giudizio morale, ma solo a quello estetico...
vi riporto alcuni stralci della prefazione a "Il ritratto di Dorian Grey" (leggo che su di esso ci son già molti topic) e vorrei che ne discutessimo insieme...
[...]Coloro che scorgono brutti significati nelle cose belle sono corrotti senza essere affascinanti. Questo è un errore.
Coloro che scorgono bei significati nelle cose belle sono le persone colte. Per loro c'è speranza.
Essi sono gli eletti:per loro le cose belle significano solo bellezza.[...]
La vita morale dell'uomo è parte della materia dell'artista, ma la moralità dell'arte consiste nell'uso perfetto di un mezzo imperfetto.[...]
Nessun artista ha intenti morali.[...]
...pensate che oggi possa ancora valere questa concezione, o essa aveva motivo d'essere solo nel contesto del Decadentismo-Simbolismo?
a voi la parola!