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Community => Conosciamoci meglio => Topic aperto da: gpdimonderose - 28 Giugno 2009, 23:22:28 pm

Titolo: nulleggia
Inserito da: gpdimonderose - 28 Giugno 2009, 23:22:28 pm
 W00T! :-" >:) O:) :-* lì  il nulla è  Chora  Sublime! O Sublime dynamis transinfinita. O Chora che nimfeggia MONadeCHORDa SUblImE! O luce che museggia! Sublime alterezza! Infinita MONadeCHORDa SUblImE!  Infinita verità c'è nel sublime! canta la sublime canzone che  nimfeggia la canzone della MONadeCHORDa SUblImE infinita: aldilà della bellezza demiurgica! dà sé nello spazio della MONadeCHORDa Möbiusiana SUblImE, si dà exstatica! è l'Essere MONadeCHORDa SUblImE!  Così pletoneggiò ChOraphyxyx vibrante! essere oltre, è l'eternità della MONadeCHORDa SUblImE! Così è la luce della MONadeCHORDa SUblImE! c'è un'ondeggiare profondo: superonda Infinita! Così pletòneggia la MONadeCHORDa SUblImE! flusso della plexora! Exstasy della MONadeCHORDa SUblImE! è la  plexora, è armonia Möbiusiana demiurgica che  museggia, ma è sempre se stessa, è  intercettanza plexromatica Sublime Abissale. Pitagora  svelò  ai  suoi la Khora sublIme dei numeri immaginari.  Pitagora  disvelò il  museggiare armonico eterno dell'essere: l'armonia musicale della MONadeCHORDa. Pitagora museggia l'armonia tonale della monadechorda, o supercorda in risonanza Möbiusiana mobile o dynamis delle superstringhe suonore. La Plexora supercorda della MONadeCHORDa. Pitagora museggia l'armonia Möbiusiana numerica, o meglio geometrica o ontopologica della MONadeCHORDa, geometria perfetta pre-post-eUklidea che  platoneggia. È la scoperta del sonoro armonico Möbiusiano con dissonanza: è armonia Möbiusiana nella Xoora. È  musica in equilibrio stabile nel movimento degli astri, nelle forme geometriche, nella natura plexromatica Abissale. La supercorda vibra nel museggiare i modelli paradigmatici fisico-musicali in risonanza infinita, o museggia nella musica quantica timbrica  della superonda della Tetractys pitagorica. E' l'armonia Möbiusiana della mondità. I pitagorici museggiano musicalmente il "cosmo" Con l'armonia ac-corda-ta in consonanza perfetta risonAnte. La polifonia degli accordi pitagorici è dinamica dissonanza Möbiusiana tra dissonanze armoniche, lì si ac-corda la stabilità strutturale consonante. L'armonia della Xoora pitagorica  ac-corda consonanze Möbiusiane melodiche Plexromatichè, né statiche né dinamichE, o sia della dynamis sia del nulla: melodie pitagoriche per l'armonia  risonante plexarmonica Abissale musicale della MONadeCHORDa SUblImE musicale:armonie musicali che museggiano nella musica della  supercorda della Chora musicale, la supercorda senza demiurgia:il numero lì è la misura di tutti i suoni, è la plexsonanza  o  transonanza musicale geometrica pre-post-euclidea infinita, illimitata. O Chora musicale che risuona o Platoneggia  nel pensiero matematico, o geometrico, o ontopologico Matematico Plexromatico Risonante. Werner Heisenberg nimfeggia la superstringa  teorica della MONadeCHORDa SUblImE cosmica, o plexstringhe, o chorastringhe vibranti. L' ondeggiare delLe superstringhe Äbissali Pitagoriche risuonano in armonia  plexarmonica senza perché, e con o senza demiurgia. Eraclito si ispirò a Pitagora, ma  la  chora Pitagorica è Eraclitiana. Pitagora nimfeggia la matematica, o l'aritmetica, o  la geometria, o l'ontopologia della musica: è la musica-matematica Möbiusiana.  La musica è l'armonia numerica della mondità  plexromatica di per sé Infinita, perché è divisibile in infinito perfetto: la luce della MONadeCHORDa SUblImE Infinita, il mondo intero é numero perfetto, la differenza nel vibrare sismico Pythagorico ritmeggia nelle matematiche paradossali, perché la matematica è  museggiare Abissale plexromatica. Novalis svelò La matematica plèxora o ontopologica, è la matematica degli dei demiurgi, è la matematica della risonanza Möbiusiana, è la matematica della purèzza o  plexmatesis. Pitagora ispirò Leibniz. Leibniz nimfeggia così  la monade o MONadeCHORDa SUblImE. Eraclito nimfeggia la MONadeCHORa SUblImE. Eraclito nimfeggia l'essere Plexora: Eraclito sprofonda in-der-abgrund-seyn  la xoora abissale, perché nimfeggia lì il ritmeggiare della plexphysis sisma, o choraphysis o phyxyxora, tale flusso Abissale Pletoneggia. Eraclito nimfeggia l'equilibrio della MONadeCHORa SUblImE. Eraclito nimfeggia la consonanza armonica della MONadeCHORDa, o l'armonia plexromatica o armonia invisibile più nimfeggiante di quella svelata dal  museggiare Platonico. L'armonia di Eraclito  è la tensione plexromatica profonda luminosa Infinità, è luce in-der-abgrund-seyn! Stringa Möbiusiana della MONadeCHORDa SUblImE! luce della Superstringa! O essere l'eternità pleromatica oltre la demiurgia, al di là abissale infinita MONadeCHORDa SUblImE, abissale splendenza! Le superonde nimfeggiano la profondità silenziosa abissale vertiginosa senza perché, né deMiurgia, lì danza il profondo abisso di luce! lì c'è il  grido verità!  essere è nulla o nulla è il mondo! è mondo che  mondeggia! verità plexora! Qui è l'essere che nimfeggia in MONadeCHORa SUblImE, più profonda! la più perfetta  è infinita dissonanza Möbiusiana, perché l'essere nulla al di fuori  per essere MONadeCHORa SUblImE, né nulla che Platoneggia nella più profonda Xoora Abissale, è mythos che nimfeggia la Xoora o Chora mythos, plexmythos dell'essere mythos della MONadeCHORDa, o singolarità  nuda SUblImE,  singolarità  senza  orizzonte  degli  eventi  demiurgici, quale paradigma Abissale dell' essere Xhora senza perchè, senza  demiurgia cosmica o orizzonte degli eventi Demiurgici, ma solo la singolarità sublime  che  nimfeggia in  Xhoraparadigmatica eterna, o quale modello della  singolarità quantica nuda libera  dagli  eventi demiurgici della  bellezza  geometrica, eterna MONadeCHORDa SUblImE. Platoneggia così il paradigma  dell'eternità del tempo quale paradigma dell'eternità che nimfeggia l'eternità paradigmatica Xhora, o paradigma dell'eternità senza perchè e senza  orizzonte, o modello cosmico paradigmatico ontopologico dell'essere MONadeCHORDa SUblImE dell'essere mythos dell'essere Abissale: il mythos è la dissonanza che nimfeggia nel mythos, nimfeggia lì l'essere nimfagete, il mythos della MONadeCHORa SUblImE, è il mythos onTopologico. Platoneggia così l'onteologia  Demiurgica che museggia la bellezza geometrica Demiurgica, è la bellezza della physis dell'essere per sè Demiurgia geometrica della bellezza, o armonia che platoneggia il  musagete Platone, o la natura che  museggia. Platoneggia così la Demiurgia ontoteologica quale differenza della chora cosmica o natura Abissale, lì  nimfeggia al di là quale chora della MONadeCHORDa SUblImE, o chora-spaziale dell'essere infinitezza  ontopologica, o spazio-chora-invisibile e indicibile della singolarità  nuda  senza  orizzonti quale MONadeCHORDa SUblImE. L'Essere chora, o chora-che-pletoneggia, o chora in movimento senza  orizzonte cosmico, è in sè il movimento, o meglio è  la  dynamis abissale matematica della struttura ontopologica della MONadeCHORa SUblImE. La chora è il movimento anche di  sè, della  sua  stessa singolarità  abissale senza orizzonti e senza  finalità, o della stessa chora, è la chora-singolarità-Sublime della MONadeCHORa SUblImE, o chiasmachora, o struttura ontopologica spaziale exstatica che così Pletoneggia la dissonanza Möbiusiana ontopologica, lì il musagete demiurgico Platoneggia l'armonia cosmologica o l'anima della mondità. La luce è movimento, mythos che Pletoneggia nella verità senza perchè, o filosofia del nimfagete che Pletoneggia. Il Plexroma dell'essere singolarità senza eventi orizzontali demiurgici ma solo la MONadeCHORDa SUblImE kosmica Infinita. Hölderlin il  nimfagete così pletoneggia Eraclito il solo che fonda-in-der-abgrund-seyn l'armonia sulla dissonanza Möbiusiana eristica, o khorapoiesis sublime. Hölderlin così  nimfeggia il sublime infinito, poetante, immerso nella  plexora transinfinita. Pletoneggia così Hölderlin la poesia-plexora o khorapoiesis. La xoorapoiesis è il pletoneggiare del sublime Eraclito. La struttura ontologica dell'essere così nimfeggia. È l'enthousíasis che sorge dalla bellezza sublimata, o dal museggiare che nimfeggia in Hölderlin. Così pletoneggia Hölderlin il nimfagete eracliteo.  Hölderlin  così museggia la bellezza armoníca, quale eristica o dissonanza exstatica eraclitea miticA Abissale. Risonanza  Möbiusiana della khorapoiesis o  arché  Plexromatica nella MONadeCHORa. La bellezza museggia nel mondo e  nella MONadeCHORa. Per Hölderlin invece la khorapoesia nimfeggia nell'eristica  della MONadeCHORa sublime di Eraclito: lì la poesia-armonica si  sublima quale xorapoiesis di Hölderlin in essere sublime dell'essere. Eraclito il  nimfagete svèlò  la  xorapoiesis nella MONadeCHORa. Hölderlin così nimfeggia l'essere-La-poesia dell'essere ontopologico senza orizzonti in-der-abgrund-seyn. L'ontopologia eraclitea dell'essere nimfeggia nell'Eraclito höderliniano, così nimfeggia  la sublime khorapoiesis hölderliniana, quale natura sisma dell'essere plexora della singolarità nuda, o MONadeCHORDa senza orizzonte  degli  eventi  demiurgici armonici, ma  solo  quale MONadeCHORDa  dell'armonia museggiante. E' così  che  nimfeggia  il  sublime hölderliniano tragico abissale, abGrund del nimfagete Hölderlin quale khoraphysis sublime. La chora-abissale è la struttura ontopologica poetica della tragedia dell'essere, così nimfeggia Hölderlin il nimfagete. Hölderlin pletoneggia nella MONadeCHORa. Hölderlin è il tragico nimfagete dell'essere. Lì il sublime oscilla, ondeggia tra l'essere e l'oltressere in equilibrio instabile paradossale, o ossimoro che nimfeggia la Plexora  della  poiesis di Hölderlin, o tragedia  ypodóxè che pletoneggia. Hölderlin nimfeggia la sublime poiesis-in-der-abgrund-seyn hölderliniana dell'essere o oltressere: così nimfeggia il  sublime  abissale  di  Hölderlin, aldilà del museggiare armonioso perfetto in movimento demiurgico dinamico catartico. Dal sublime lo spazio Xhora della MONadeCHORDa invisibile è la xiasmaxora Möbiusiana eterna della physisxora o natura-sisma, è la voce in silenzio, è l'oscillare, ondeggiare in movimento senza orizzonte demiurgico, o MONadeCHORDa dei numeri del tempo.  Xora è la MONadeCHORDa invisibile armoniosa, è armonia eterna numerica o natura-sisma eterna del movimento in  orbita, natura-sisma eterna dell'essere MONadeCHORDa in essere, o essere-sublime dell'essere flusso invisibile, flusso nella MONadeCHORDa in flusso fluid..
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: brezza - 29 Giugno 2009, 00:22:48 am
...E...GIA'!! :-d >:)
 o meglio:...la filosofia è la paligenetica obliterazione dell'io cosciente che si infutura nell'archetipo prototipo dell'antropomorfismo universale...TIE'  ;)
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: gpdimonderose - 29 Giugno 2009, 00:37:21 am
Brezza, Nulla è l'evento THOMöbiusiano dell'in-der-abgrund-seyn, o Nihil abissale, oNihil  della  xora, o choralogia del Nihil-dissonante, o  instabilità  cromodinamica, o doxa della nulla-RisonanzA Möbiusiana del Sublime che nulleggia: nihil è senza perché abissale sublime, o in-der-abgrund-seyn del nulla singolarità THOMöbiusiana dell'essere. La disSonanza Möbiusiana abissale Sublime è l'in-der-abgrund-seyn del nulleggiare. La dissonanza Möbiusiana si dà, o nulleggia in-der-abgrund-seyn, o nell'abissalità infinita dell'essere in-der-abgrund-seyn del nulla.  Il nulleggiare abissale dell'essere è l'eventuarsi della Chora Infinita, è  in-der-abgrund-seyn, o dissonanza  Möbiusiana  abissale  dell'essere, è transonanza  Möbiusiana  abissale che nulleggia senza Perché, o è l'essere del sublime THOMöbiusiano  dell'essere, è, c'è, perché si dà l'essere, perché l'essere sublimeggia in-der-abgrund-seyn, perché il nulleggiare è l'essere in-der-abgrund-seyn Sublime, è la presenza dell'assenza nulla, o nulleggiare abissale che si eventua dal nulla del nulla, o essere in-der-abgrund-seyn THOMöbiusiano. La dissonanza Möbiusiana abissale dell'essere nulleggia l'Armonia, o la simmetria dell'essere il nulla. La Dissonanza Möbiusiana  kromoDinamica del nulla, lì si dà il nulleggiare in in-der-abgrund-seyn, ò lì c'è l'essere che nimfeggia  abissale dell'essere THOMöbiusiano. Abissalmente il nulleggiare è nulla dissonanza Möbiusiana, è  Nulleggiare della xoralogia dell'essere, nulleggia lì l'aBissale in-der-abgrund-seyn  ypodoxè, o nulla ipogeo. Nulleggia lì l'essere vuota dissonanza Möbiusiana dell'essere, o l'essere dissonanza Möbiusiana abissale del nulleggiare. La Singolarità abissale infinita, al di fuori della armonia, si dà al di là del nulla, o è la ChorA-in-der-abgrund-seyn. AbissAle in-der-abgrund-seyn spaziale che si sottrae: il nulleggiare è l'abissale dissonanza Möbiusiana, o nulleggiare che si dà nel sottrarsi alla  simmetria  armonica, quale dissonanza Möbiusiana abissale in-der-abgrund-seyn del nulla, o esserci del nulleggiare. L'essere è la nulla dissonanza-in-der-abgrund-seyn, o è l'essere THOMöbiusiano. E' essere dissonanza-nulla. È matesIs Abissale pleromatica della singolarità in-der-abgrund-seyn del nulla, o non-euclidea matematica ontopologica THOMöbiusiana. L'Abissale nulla-dissonanza dell'essere è l'essere che si dà quale dissonanza Möbiusiana, o della xoralogia in-der-abgrund-seyn. L'essere elevatezza è il nulleggiare che è, o non è nulla: è essere-il-nulla-DissonanTe, al di là di tutte le simmetrie armoniche possibili, o immaginabili, o udibili, o dicibili, o Pleromatiche, o nulla pleromatico dell'essere che non è, o nulla abissale pleromatico che nulleggia, è il nulla plechora, o essere dissonanza Möbiusiana Pleromatica. È dissonanza  della Khora abissale pleromatica, è la dissonanza exstatica che Nulleggia quale essere abissale invisibile dell'essere-nulla, o essere lo zero. Lo zero che nulleggia è l'evento numerico che dà la struttura ontologica alla matesis, alla  simmetria, all'armonia musicale. Lo zero è l'abissalità numerica. Lo zero è l'essere infinito abissale Sublime: è nulla senza perché, è invisibile in-der-abgrund-seyn. O  è invisibile dissonanza Möbiusiana infinita Sublime dissonanza del «nulleggiare». La dissonanza si svela essere l'evento del nulla. L'ontopologia del nulla è la Dissonanza-evento-Seyn abissale, o khoraSeyn, o essere Khora-in-der-abgrund-seyn: chOraSeyn della Dissonanza Möbiusiana abissale. Il flusso degli eventi abissali in-der-abgrund-seyn è la Lichtung Abissale Infinita: è  la verità dell' Essere in-der-abgrund-seyn, o choraSeyn della Dissonanza Möbiusiana Pleromatica CHoralOgica, è Ontopologia-Dissonanza in-der-abgrund-seyn, è CHora-essere già gettata in elevatezza abissale, o ypodoxè profonda, è gettatezza in-der-abgrund-seyn. Hölderlin è il nimfagete della Lichtung-in-der-abgrund-seyn, è la Seyn abissale che nulleggia. O è Essere-in-der-abgrund-seyn, o ChoraSeyn  PleromaticA, o Seyn abissale della Dissonanza Möbiusiana. Seyn è evento-in-der-abgrund-seyn exstatica. Da-sein abissale dell'Essere Sublime. O è in-der-abgrund-seyn! Nulleggia lì l'essere abissale o ypodoxè! Essere abissale choraSeyn della Dissonanza Möbiusiana, è l'essere xoralogia della SeynChora-Sublime dell'essere. L'in-der-abgrund-seyn è la supercorda infinitÃ, vuotÃ, Pleromatica che nulleggia, o infinita ed eterna in-der-abgrund-seyn. Nulla è l'elevatezza PleromatIca dell'essere infinito. In-der-abgrund-seyn-pleromaticà della dissonanza-pleroma. Nulleggiare pleroma aBissale della musica Sublime. O Essere-In-der-abgrund-seyn della natura sismica, è Khora ontopologica infinita della dissonanza ontologica, più stabile In-der-abgrund-seyn, è la dissonanza ontopologica, è ontopologia che fonda la dissonanza ontopologica, è dissonanza exstatica. È l’abissale dissonanza dell'essere struttura ontopologica In-der-abgrund-seyn dell'essere Plexora Khoralogica, o ontopologia della dissonanza abissale nella singolarità della monade in-der-abgrund-seyn dell’essere. L’essere ontopologica naturale sismica in-der-abgrund-seyn. È l’essere evento abissale della dissonanza Möbiusiana, o Ereignis-in-der-abgrund-seyn che fonda la Ge-stell abissale dell’essere In-der-abgrund-seyn: l’essere verità abissale dell’essere exstatica Sublime-Gestell della natura sismica, quale abissale evento in-der-abgrund-seyn. La dissonanza Möbiusiana ontopologica della verità dell’essere è l'evento abissale, o Chora-in-der-abgrund-seyn. Plotino museggia così l'armonia naturale con l'estasi vuota delL'Essere al di là dell'Esserci-Pleroma, quale sublime in-der-abgrund-seyn-ChorAcuspide Möbiusiana.  La xora catastrofica Möbiusiana, o meglio THOMöbiusiana, è l'essere spaziale abissale kromodynamis-Dissonanza, o NulLeggIAre sublime della Monade-in-der-abgrund-seyn invisibile, quale monade Chora-abissale o in-der-abgrund-seyn-monade PleromAticA. Quell'in-der-abgrund-seyn è il pleroma Abissale dell'essere indicibile, inaudito, invisibile essere in-der- ......
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: kant.51 - 29 Giugno 2009, 09:48:19 am
gpdimonderose, non ce l'ho fatta a leggere tutto il tuo discorso filosofico! Mi sono persa tra la danza universale dei numeri pitagorici, in assonanze/dissonanze armoniche e il nulleggiare, neologismo molto interessante in questi vacui tempi moderni.
Non so che cosa sia Mobiusiano, o meglio thombiusiano, mi piace l'unione di termini greci e latini che tu fai in modo creativo ( nihil/ xora,scritto col chi greco che non so fare sul computer) e questa unione fantasmagorica di monadi, corde sublimi, rassegna delle filosofie fondamentali greche e poi anche del mondo filosofico moderno...insomma: sono travolta! o_O
Certo hai una mente che ribolle e riversa questo suo mondo veloce come un vortice sulla carta ( virtuale...) a valanga...
Ti accompagno in questa danza verbale, se vuoi, con fiducia e con un sorriso, ma non ti comprendo!
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: brezza - 29 Giugno 2009, 11:46:31 am
Cantuccia!--E' la filosofia dell'Essere intesa come avulsa dal pensiero cristiano, ossia l'uomo che interroga se stesso sulla sua radice al di fuori da qualsiasi religione. E' quindi a mio parere il confronto estremo dell'uomo tra se stesso e l'universo che lo circonda, è il SE' spogliato dei "sensi" che condizionano il suo pensiero.  E' la massima espressione dell'anima che ricerca l'IO supremo.  A mio parere in esso manca come espressione figurata il confronto con la divinità, ultima frontiera di quella sublimazione con il "Creatore" nel quale tutto viene svelato e di cui facciamo parte.  E' ovvio che Parmenide e company in questa ricerca hanno tentato sradicando la loro concezione delle divinità del "momento" che a loro parevano false e bugiarde di trovare una strada che li isolasse dalla materialità e rendesse l'uomo libero, come pura astrazione fisica.  In ultima analisi e sempre a mio parere, tutta questa ricerca di pensiero non è altro che il desiderio dell'uomo di strapparsi di dosso tutto ciò che lo condiziona per sentirsi libero in SE' senza alcuna costrizione.   E' "un gatto che si morde la coda" in quanto ci manca un tassello fondamentale ed è la coscienza dell'esistenza del "Divino" o meno in forma concreta.
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: kant.51 - 29 Giugno 2009, 12:12:35 pm
Grazie Brezza, alla luce delle tue spiegazioni ci vedo un po'  ( solo un po'! :-) ) più chiaro, sono andata a rileggermi ( in sintesi eh!) Parmenide e mi sono ritrovata sui banchi del liceo...certo non ho avuto buoni prof di filosofia, nonostante il secondo avesse un gran nome e molti libri pubblicati, perchè c'è un sapere e un PORGERE IL SAPERE, che in ambito didattico è fondamentale...
Quindi grazie a te, Brezza, perchè porgi delle chiavi mentali a chi brancola,  :-) , piano piano approfondirò...e grazie a Monderose ( mi perdonerà l'abbreviazione del suo nome...) per l'argomento stimolante...
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: gpdimonderose - 30 Giugno 2009, 01:12:33 am
nulleggia
Leopardi e il nichilismo
Alberto Caracciolo
Giornale di Metafisica: revista bimestrale di filosofia, ISSN 0017-0372, Vol. 11, Nº. 1, 1989, pags. 41-50

Nulla religioso e imperativo dell'eterno
Alberto Caracciolo
Giornale di Metafisica: revista bimestrale di filosofia, ISSN 0017-0372, Vol. 10, Nº. 2, 1988, pags. 147-158

Rileggendo Die Selbstbehauptung der deutschen Universität di M. Heidegger
Alberto Caracciolo
Giornale di Metafisica: revista bimestrale di filosofia, ISSN 0017-0372, Vol. 9, Nº. 3, 1987, pags. 395-404

Figure della sofferenza fenomenicamente inutile
Alberto Caracciolo
Giornale di Metafisica: revista bimestrale di filosofia, ISSN 0017-0372, Vol. 4, Nº. 1, 1982, pags. 65-84

Esistenzialismo, ermeneutica, nichilismo
Alberto Caracciolo
Giornale di Metafisica: revista bimestrale di filosofia, ISSN 0017-0372, Vol. 3, Nº. 1, 1981, pags. 3-32

Ermeneutica e traduzione. Introduzione a una ricerca
Alberto Caracciolo
Giornale di Metafisica: revista bimestrale di filosofia, ISSN 0017-0372, Vol. 2, Nº. 2-3, 1980, pags. 229-232

Schöne Seele e moi haïssable. Progetto di una ricerca
Alberto Caracciolo
Giornale di Metafisica: revista bimestrale di filosofia


 
 
gpdimonderose  Data:  29/06/2009 23:17 Titolo:  nulleggiare
 il nulla è Chora Sublime! O Sublime dynamis transinfinita. O Chora che nimfeggia MONadeCHORDa SUblImE! O luce che museggia! Sublime alterezza! Infinita MONadeCHORDa SUblImE! Infinita verità c'è nel sublime! canta la sublime canzone che nimfeggia la canzone della MONadeCHORDa SUblImE infinita: aldilà della bellezza demiurgica! dà sé nello spazio della MONadeCHORDa Möbiusiana SUblImE, si dà exstatica! è l'Essere MONadeCHORDa SUblImE! Così pletoneggiò ChOraphyxyx vibrante! essere oltre, è l'eternità della MONadeCHORDa SUblImE! Così è la luce della MONadeCHORDa SUblImE! c'è un'ondeggiare profondo: superonda Infinita! Così pletòneggia la MONadeCHORDa SUblImE! flusso della plexora! Exstasy della MONadeCHORDa SUblImE! è la plexora, è armonia Möbiusiana demiurgica che museggia, ma è sempre se stessa, è intercettanza plexromatica Sublime Abissale. Pitagora svelò ai suoi la Khora sublIme dei numeri immaginari. Pitagora disvelò il museggiare armonico
 
 
gpdimonderose  Data:  29/06/2009 23:19 Titolo:  nulleggia
Quelle plexsuperstringhe sono infinite khorasuperstringhe cosmiche, è la plexsuperstringa MONadeCHORDa SUblImE ad essere"accordata" in risonanza vibrante emittente in discordanza pitagorica o MONadeCHORDa SUblImE Möbiusiana, o essere PLExromatica temporale, divisibile emanazione xoralogica, è la choramonade differenziale Sublime, è la Khora curvatura o MONadeCHORDa Möbiusiana, SUblImE curva o Tetractys cosmica, movimento sismico dell 'anima. La dissonanza Möbiusiana PLExora è il cosmo Infinito o PLExromAtica della Tetractys Divina in interagenza Demiurgica, opera della potenza divina. La Tetractys sfondo è geometrica khoramonade ontopologia numerica pitagorica, plexmonade è Mundus o MONadeCHORa SUblImE sismica nel PLExroma armonico, lì l'essere geometrico è ontopologia in movimento geometrico, o essere pitagorico pre-post-Euclideo, o geometrica MONadeCHORDa SUblImE ontopologica. Pletone-Timeo museggia l'essere in equilibrio, la Plexora è pletonicA. L'Essere lì è il temp
 
 
gpdimonderose  Data:  29/06/2009 23:20 Titolo:  nulla
La più sublime, è siderale armonia Sublime Pitagorarica, o musica delle sfere celesti o canto cosmico celeste. La stella del mattino canta quale MONadeCHORDa SUblImE o Musica nella musica. L' essere in armonia E' la monade-chorda eterna delle sfere celesti armoniche nella Natura, in movimento, che canta. Pitagora museggia la celeste musica, è Pitagora che ritmeggia il cosmo in immensa monadechorda-singolarità o superstringa, la monade-corda tesa tra il celeste e la gea fullerenica, o sfera vuota delle stelle sfere, è pitagorica la scala diatonica delle sfere infinite nello spazio, è il suono æthere in movimento armonico, è la sfera stella o Musa sinfonica, è Mnemosyne o sfera sacra. Il primeggiare celeste o suono sacro è il sacro cantare in perfetta armonia o lode dell'essere, Pitagora museggia la sfera, Pitagora ritmeggia la stringa-lira-corda dell'essere armonia. La MONadeCHORDa SUblImE canta nel sacro e suona nell'essere Divinità nel mondo-della-Musica. I pitagorici
 
 
gpdimonderose  Data:  29/06/2009 23:23 Titolo:  sublime
è l'Evento Möbiusiano che vibra nella MONadeCHORDa SUblImE o vibra abissale, o vibra cromodinamicamente nel Mythos della plexMONadeCHORDa SUblImE o plexora Möbiusiana o plexromatica MONadeCHOra SUblImE, o plexromatica Abyssale, o Abyssale MONadeCHORa SUblImE o Abysso plexromatico, o Abysso Möbiusiano o Abysso che nulleggia. Jacob Böhme svelò l'Abyssale nulleggiare o l'Abyssale MONadeCHORDa SUblImE Abyssale. Jacob Boehme ritmeggia l'Abysso, museggia l'Abysso, o l'AbyssAle MONadeCHORDa SUblImE Abyssale, o l'evento AbyssAle, o l'AbyssAle Chora della MONadeCHORDa SUblImE Möbiusiana plexmonade plexromAtica, o Chora-musica AbyssAle vibrante e sismatica. L'AbyssAle Choralogia o Chora Abyssale risuona in PITAGORA, il filosofo della musica. Pitagora museggia il numero o monadecorda o corda vibrante o suono stabile, o suono musicale. La consonanza MONadeCHORDa SUblImE è la Möbiusiana consonanza dissonanza, è consonanza tra suoni in dissonanza Möbiusiana, è il contrast
 
 
gpdimonderose  Data:  29/06/2009 23:24 Titolo:  xora
horalogia della musica nella MONadeCHORDa Möbiusiana SUblImE, è lo spazio plexromatico che nimfeggia, la choronysa si dà da sè e dà sè nella MONadeCHORDa SUblImE, lì ritmeggia la struttura ontopologica, è il sublime plexromatico abissale Infinito, è la struttura della MONadeCHORDa SUblImE, abita poeticamente MONadeCHORDa SUblImE o abita il mondo della musica poetante. Khoranysa ritmeggia poetante la Choralogia della MONadeCHORDa SUblImE poietica, è spazio pleromatico o Chorapoiesis sublime, è fondatezza della MONadeCHORDa Möbiusiana SUblImE, è poesia della musica sublime, è struttura ontopologica della plexChora che ritmeggia la struttura ontopologica della MONadeCHORDa SUblImE infinita poietante dell' essere, è poesia MONadeCHORDa SUblImE, o poiesis plexromatica della poesia Khoralogica PLExromatica della Natura sismica, o Physis-Choralogica Plexromatica Sublime abissale plexora. La MONadeCHORDa SUblImE Plexora Pletoneggia la Dissonanza Möbiusiana nella xoora che nimf
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: gpdimonderose - 30 Giugno 2009, 01:20:16 am
Brezza:
 svelò   la  differenza    ontoteologica  o  mitologica   del  Chronos  sublime   e  la   Chthonie     o   Ground   o  grund   o  meglio   ab-grund  quale  spazialità   ontoteologica   o  mitopoietica  sublime.  ANAXIMANDro   disvelò  l'apeiron   spazio  temporale  quale   physis  infinita   e  senza  fine,   infinitamente    sublime  dynamis,   mentre  Diodorus e    Democritus    differenziarono   l'apeiron    e  l'archè   nel    cosmo   quale   cosmesi   o   bellezza   finita  dell'infinito  sublime    anaximandreo:   delicate membrane   spaziali  o  topologiche,   quali  varietà  sferiche   consentivano   la   sensibilità  dell'apparenza    o  phenomena,   quali  imago   dell'ecstasy  eonyka  platonica,    o  ideale   Cronotopia   della Physis Ontologica. Lo spazio è  la libertà del sito, Spaziatura, ove appare un dio,  là  ove gli dei sono fuggiti, Gli spazi  sublimi  di  spazi sacri. Lo spazio è la libertà del sublime. Nello spazio il  sublime  disvela eventi. Cos'è lo spazio  sublime? La natura di quell'evento è il sublime. Ma qual è il  sublime? Che cosa ne è del vuoto dello spazio? Il divario  appare  come una lacuna. Il vuoto  è  sublime. Il vuoto non è più nulla. Né è la mancanza,  la decostruzione ha luogo, è un evento sublime, decostruisce  la  sublime differenza. L'evento della differenza è  il movimento che disvela  le differenze sublimi e apre all'alterità,  è  la differenza ontologica heideggeriana   quale struttura ontologica perchè   è  l'eventuarsi dell'essere  dell'ente presente   o  sublime  parousia, è  il  presentarsi  sublime  dell' essere decostruzione della fenomenologia, purezza della presenza  sublime  spaziatura,   quale spazieggiare indecidibile dell'evento della decostruzione, è in decostruzione là  l'ontopologia, cioè l'ontopologia sublime  del   sublime  ontologico essere-presente  stabile  dello spazio dell'eidousia o entità ideale spaziale, filosofia e geometria, ontologia e topologia sono la medesima insorgenza dell'evento  sublime, che disegna il  sublime, la struttura ontologica  del  sublime: sempre evento di  spazio Ontopology Dasein. Luogo o  Chora sublime  è l' evento che dà  la  fondatezza al mondo. La verità sublime è  in  excstasi, nell'excstasi accade  il  sublime  della verità dell'essere. Nell'arte è sublime l'essere  dell'ente nella libertà. L'arte è lo spazio sublime. Heidegger ricordò il  metafisiggiare aristotelico dello spazio come insieme di luoghi finiti in grandezza e determinati qualitativamente, e lo spazieggiare diventa  pura estensione omogenea, uniforme, pronta a venir calcolata-parcellizzata, per trasformarsi  con Kant in forma  prioritaria  intuitiva. E' qui che la Tecnica trova la sua giustizia filosofica. Se la Tecnica occupa lo spazio, l'arte lo sospende, ne fa sublimità: lo lascia-essere  sublime,  la spazialità dell'essere sublime  al di là della sua determinarezza calcolante; cos'è lo spazieggiare  sublime? si è sempre pensato lo spazio dell'essere   sublime  o  Dasein, Esserci o essere nel mondo. Quale spazio  che  si fa spazio.  Raum raumt: lo spazio spazieggi, così come  Welt weltet, il mondo mondeggi, spazieggiare significa qui rendere libero, sfoltire, diradare, lasciar sorgere eventi, una costellazione heideggeriana: Essere e tempo già si in-spazia: ein-räumen la Lichtung, la radura ove  abiti  poeticamente la verità intesa come   chiasma  ontologico di illuminazione e nascondimento, un'evidenza che custodisce in sé il mistero. In L'arte e lo spazio   il  crearsi-spazio diventa libera donazione di luoghi e la scultura un   crearsi-corpo di luoghi. Vuoto  ontologico, ciò-che-dà-spazio  Einräumende   sublime che raccoglie, la chora sublime del Timeo platonico, risonante in Aristotele nella Fisica come topos,  o luogo. In  ontopologia  sublime  della radura sacra agli dei  ove  si  possa  fondare l'archè dell'architettura, la sua origine  sublime fondata   dall'archegete, è il celebre saggio heideggeriano: Costruire, abitare, pensare  il  sublime. Se lo spazio  spazieggia quale vivenza  erlebniz che soggiorna  e  temporeggia nel mondo, è  l'epigenesi  del luogo,   o  contrada, automovimento dello spazio della libertà, arcifigura,  forma originaria della libertà  come  spazio  libero  del  movimento  dinamico  dell'essere  sublime  o singolarità  che spazieggi, varia, cresce nella sua spaziatura: lo spazio  spazieggia nella sua libertà  e accorda contrade ove  l'essere  vi  abiti poeticamente. Più filosofica della scienza e più rigorosa, più vicina all'Essenza della Cosa stessa, è l'arte. L'arte  è lo spazio. Dasein  sublime  o l’essere in  exstasi o  esser-fuori-da, l’essere dell’esserci è l’e-stasi  sublime. In esser-ci sublime: essere e-staticamente il sublime. Spazio  sublime  del  sublime e-staticamente di fronte all’essere  sublime  che spazieggia: essere-in-una distesa aperta o  Essere  che  spaziotemporeggia  quale esserci. E' l’esserci come essere-la-radura,  Lichtung-sein, la radura aperta  del  sublime,  la comprensione dell’essere   sublime non è una qualità tra le altre, ma la  fondamentale dell’esserci sublime  che  spazieggia nella radura sublime  o  Lichtung sublime dell’essere. Nel pensiero heideggeriano l’essere si dà sublime, si nega quale  sublimeggiare, si destina nella verità dell’essere sublime,  è nel destino della verità. Heidegger spazieggia l’essere come estaticità sublime gettata dall’essere nella verità, l’essere si dà e può darsi soltanto là dove si  spazieggia  quale  sublime svelarsi, l’essere non è senza lo  spazieggiare  dell’esserci sublime. I  tigli del castello-giardino e lo sguardo oltre il muro splendono brillantemente tra il crescente risveglio  a tempo di Pasqua, o dietro la collina al prossimo Natale. Dal   campo  chiasma si piega verso la foresta. Poi, passato il suo bordo si saluta in alto la quercia. Occasionalmente  sul banco alcuni  grandi pensatori scrivono   poesie, che un giovane prova a decifrare. Ogni volta è  un enigma, e una via d'uscita è in vista, là nel  campo  della  radura  ove  spazieggia l'esserci, perché tranquillamente guida il piede su un percorso di svolta attraverso l'estensione del terreno risplendende. Temporeggia  lì   l'esserci  o  è  in  attesa  dell'eventuarsi e di nuovo, pensando segue lo stesso le  scritte, o va innanzi per tentativi sul sentiero dove il  sentiero  interrotto passa attraverso il campo. Il sentier  dell'essere rimane il più vicino possibile al passo del pensatore come a quella  delle prime ore del mattino. Con il passare degli anni, la quercia nel suo percorso più spesso comporta una reminiscenza di  gioco e di scelte, quando  è  sotto il colpo di ascia  in mezzo al bosco, attraversando boschi e radure. Qui è trascorso il tempo, durante il tempo e la  temporalità.  La Risonanza  è rimasta nascosta e ancora poco visibile  quale  splendore della madre. Era la cura. Nel frattempo, la durezza e il profumo parlano più chiaramente della lentezza e costanza: tale crescita  fonda quello che dura e  cresce, apre la distesa dei cieli, si radica nelle tenebre dell'abisso, prospera nei più alti cieli  elevati  e sublimi. Ancora una volta  raccoglie per ciascuno che cammina  ogni stagione, con una vicinanza costante  in evoluzione. Se le montagne delle Alpi al di sopra della foresta  in  crepuscolo  serale nel corso di un crinale collinare sale in estate e  di mattina, se il vento da Est, se giorno dopo giorno la nebbia getta la sua tristezza sui campi il mondo  è L'enigma  sublime  dello   spazio  che  temporeggi  o  del  tempo  che spazieggi e  prende dimora  in un lungo periodo. La distesa dell' abitare sublime  dà  l'eventuarsi del mondo. È solo Dio, è Dio, è  il sublime.  Sono lì  la loro origine. Il pericolo  minaccia. Il  Campo sublime  percorso risveglia uno spirito che ama l'aria aperta, e salta  in un finale serenità, è Kuinzige o  sublime invisibile. Nessun percorso nella tempesta d'inverno emoziona di primavera  Ma in un'unica armonia, la cui eco  porta con sé silenziosamente il  sublime, è il sereno. Il sapere è  serenità sublime eterna. L' enigma splende   nel  sublime. Dietro il castello vola la torre di San Martino della Chiesa. Lentamente undici colpi di ore svaniscono nella notte. Il  campanile trema sotto i colpi dell'ora di martello, la cui  risonanza nessuno dimentica. Il silenzio  è più silenzioso. È l'anima? È il mondo? È Dio? è  il  sublime.
Tutto ci fa sentire a casa in un lungo di origine  invisibile  sublime  o  sublime poetante. Heidegger   disvelò  così  la Gestell del  tempo  che  spazieggia. Gestell sublime  del Dasein che  spazieggi. Dasein è l'excstasi  sublime del  tempo  che  spazieggia:  è  l' evento  che  spazieggia  per  Heidegger,  invisibile  poiesis  è l'invisibile-essere-sublime è  spazio-sublime  che  sublimeggia o vuoto sublime che  spazieggia.  E' lo spazio  che consente la risonanza o il Kuinzige o La Gelassenheit sublime,  è   la stabilità ontopologica   che  spaziotemporeggia  è  La verità, è  la Gelassenheit l'abnegarsi  sublime  che  sublimeggia. Gelassenheit è   l'abneganza  sublime  che  spazieggia,  la  sublime  neganza  che  nulleggia, lì  negheggia o  nienteggia  la  kronotopia  sublime, la verità della  sublime Gelassenheit, veritas sublime  che accada  o  abnegheggi. Meister Eckhart svelò l'idea di Gelassenheit  sublime  che  abnegheggia. Gelassenheit quale  Essere  che  abnegheggi  o  nulleggi   o  nienteggi  nell'abissalità  sublime, essere  che  spazieggi  nel  vuoto o  nulleggi  nell'Essere sublime. Eckhart vuoteggia o  vuota lo  spazio  che nulleggia,  o  temporeggia  nel  nulla  sublime.  Meister Eckhart   svelò Il Gelassenheit  sublime  che  sublimeggia o  spazieggia  nel  nulla che  vuoteggia,  o  nel  niente  che  abnegheggia. Il Gelassenheit di Eckhart   è  la  sublime indifferenza  che  nulleggia. Eckhart  è l'archegete  della  sublime INDIFFERENZA che  spazieggia  nell'aletheia  sublime Gelassenheit.   AH   la  sublime Gelassenheit che poeticheggi. Dasein  sublime che  nulleggia  o  Essere lo spazio  del  sublime  che  spazieggia, o spaziotemporeggi nell'essere risonanza  che  risoneggi. Essere  sublime  che sublimeggi   o  nulleggi quale Gelassenheit, Quale sublime Gelassenheit che annienteggi.    Gelassenheit che ANIMeggi il  sublime Essere che sublimeggia. Heidegger svelò il chiasma   del Gelassenheit-Kuinzige che spazieggi, o  il Gelassenheit-Kuinzige che chiasmeggi nella sublime  abneganza che nulleggii. La  Gelassenheit che negheggia o
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: gpdimonderose - 30 Giugno 2009, 01:22:01 am
Kant:
.......................... c'è il tempo ontologico e pre-metrico, il futuro non è un entità. Il tempo o lo spazio-tempo è  il curveggiare dello spaziotempo nello spazio. Da dove ha avuto origine la differenza ontopologica  tra  presente,  passato e  futuro? Perché si ricorda il passato ma non il futuro?  L'evento sublime dell'Essere sullo spaziotempo abisseggia, dà la visione dell’Essere sublime dall’invisibile, dà ascolto al silenzio inaudito, dà senso al sublyme: getta i sentieri dell’essere sublime nell’Abgrund-sublyme, nel senza fondo che fondeggi l’Essere: il campo sublyme è la Gestell-sublyme dell’Abgrund-sublyme, s’eventua nei sentieri dell’abisso sublime.
Lo spaziotempo del sublyme è l'ontopologia dell’essere sublime, è  la Gestell sublime dell’abisso, dell’Abgrund-sublyme, radura sublime dell’invisibile, sublime indicibile.
Il  sublyme è la transonanza dell’Essere che  getteggi nello spaziotempo il sublyme.
Il sublime è la Gestell nell’Abgrund-sublyme,  senza fondo nell’aldilà, oltre l’orizzonte, oltre il tramonto, oltre la fine e il fine, oltre l’eclisse.
Il sublyme  che  spazieggi, la Gestell-sublyme, l’impianto sublime ove l’Essere sublime avviene,  getteggi dall’aldilà, ci viene in-contro e si incontra nella sublyme spaziotemporale, quale Essere aldilà che si presenta di fronte, davanti, dinnanzi quale intervolto, dell’invisibile, indicibile, inaudito del sublyme.
Il  sublyme-spaziale si presenta sempre aldilà: evento che si incontra nei sentieri della gettatezza quale Abgrund-sublyme dell’Essere abissale che si in-contra nella radura ontopologica, nel vuoto ontopologico, nelle singolarità  della cronotopia sublime. La differenza ontopologica tra il sublime e la sublyme  spazialità che eventueggi nella differenza tra l’Esserci sublime dell'onTopologia dell’Essere sublime che ci viene incontro, che si in-contra, di fronte quale sublymanza dell’aldilà, dell’abisso, quale matastabilità, Gestell dell’Abgrund-sublyme.
La sublyme spazialitità dell’Essere che ci in-contra di fronte: è la sublyme abissalità che ci sta sempre di fronte, ci abita e che ci in-contra quale aldilà. Ma il sublyme si presenta quale struttura ontopologica,in qualità di salvezza, cura, pensiero poetante del sublyme. La sublyme spazialità è l’Essere-sublyme: metastabilità dell’abisso sublime, dell’invisibile, dell’indicibile, dell’inaudito, dell’aldilà, è libero, è più libero, sublyme è la libertà dell’Essere-sublyme che  sublimeggi. Il  sublyme è la radura ove si getta e si incontra sempre di fronte l’evento dell’Essere sublime. La spaziotemporalità sublyme è l’accadere della presenza dell’Essere sublime che si dispiega dall’abisso, dall’aldilà, dall’invisibile, dall’indicibile, dall’inaudito:  decostrueggia il tempo  dell’Esserci,  o  il sublyme  spazio eventueggia l'Abgrund-sublyme, dà fondatezza alla Grund-sublyme, si svela in-contro, di fronte, in relatività, quale Essere che  sublimeggi l’Esserci, o la Physis, Ikona-sublyme del pensiero poetante della Physis-sublyme, è la differenza  dell’Essere sublime che  getteggi la Physis dell’Essere che si eventua quale Essere  dell’Abgrund-sublyme dell’Esserci, o dell’Essere che mondeggi la Physis-sublyme-ontopologica. Lì la transonanza dell’Essere sublime ci in-contra, dà senso all’ontopologia poetante della Physis-sublyme. Ma il campo della Physis-sublyme-ontopologica è l'onTopologia dell'abgrund-sublyme: immagine dell’abisso dell’Essere o dell’Essere abissale che getteggia il sublyme  che  sublimeggia il grund-sublyme o gestell-sublyme, ikona-sublyme della struttura ontopologica ove si eventua l’Essere-sublyme dell’Esserci Physis-sublyme: si eventua quale essere-sublyme dall’abisso dell’Essere o Physis-sublyme o sua struttura ontopologica. E’ l’Essere-sublyme quale evento che ci incontra nel chiasma-sublyme dell’Essere ontopologico e si eventua  Physis o koinè, disvela la differenza ontopologica della Topologia dell’Essere sublime: Esserci sempre nell’Essere-sè e nell’Essere al di là dal sé, senza-fine-sublyme transinfinitezza della Physis. Physis-sublyme  che  spazieggi  la misura dell’ indeterminatezza, dell’invisibile, dell’infinitesimale, dell’indicibile, dell’inaudibile, del bene e del male, adilà del bene e del male, aldilà del mondeggiare e del nulleggiare, aldilà del tempo e dello spazio sublime, Essere sublyme, Essere in relatività con l’Essere aldilà. L’ontopologia del sublyme è la spazialità dell’essere nella physis, o della physis dell’essere sublime  che  sublimeggi. Il disvelarsi dell’aletheia ontopologica è il venire alla luce, il darsi alla luce, la gettanza che si dà alla luce nella radura sublime  vuota e libera della spaziotemporalità sublime della physis dell’essere sublime. Il venir fuori della disvelatezza discopre la spaziotemporalitàdella physis sublime ontopologica dell’essere. È la spaziotemporalità della radura sublime vuota, dello  spazieggiare ove abita sublime  e poeticheggia l’essere che disvela  physis o aletheia dell’essere, quale ontopologia poetante, o quale ontopoiesis sublime dell’essere nella physis. È lo  spazio che  spazieggi l’essere che getteggi le fondamenta, si getta e  de-costrueggi la radura sublime della physis e si eventui in spazitempi della physis dell’essere e si disveli quale
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: kant.51 - 30 Giugno 2009, 17:45:02 pm
Ho letto, con concentrazione massima e ...non è facile, anche perchè io sono più una persona che intuisce anzi che una persona che ragiona...ho cercato di assorbire le tue parole e i tuoi concetti, Monderose, e tantissime immagini scorrevano davanti ai miei occhi: c'erano galassie, spazi siderali, suoni sconosciuti all'orecchio umano,( ho pensato anche alla musica dodecafonica, di cui so poco, ma me l'ha ricordata, con le sue armonie disarmoniche) ho pensato a diverse forme d'arte come momento di genesi e creazione...
 Mi manca la terza parte, ma leggerò, con la solita testardaggine che mi ritrovo...
Se vado troppo fuori strada con le mie interpretazioni non scientifiche, signori filosofi di questo forum, ....tiratemi le orecchie! :-)
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: gpdimonderose - 30 Giugno 2009, 18:13:22 pm
Kant, Forse lì non c’è il nichilismo assoluto , non regna l’instabilità fluttuante del tempo e della spazialità, ove il principio di indeterminatezza si svela quale principio ermeneutico o d’interpretanza catastrofica.

Si potrà invece classificare una varietà topologica che disveli un’area, ove fluttuino singolarità metastabili,interpretabili con una nuova ermeneutica quantistica, o se non si creasse suscettibilità, una vera e propria ontologia quantica.

Là nella dimensione metastabile, compresa tra il 10- 18 ed il 10- 33, vigerà sempre ed eternamente il principio di indeterminatezza, ma sarà presente, o apparentemente assente,l’ermeneutica dell’interpretanza morfogenica, o morfologica od ontologica.

C’è un chiasma di interagenza tra le due o tre mondità: la stabile o cronotopica immaginaria; la instabile, fluttuante e chaotica; la
metastabile e metamorfica od ontologica, ove si svela la morfologia dell’ermeneutica quantica.
Lì le singolarità si eventuano in trivarietà a densità assoluta o relativa.

Quando gli eventi virtuali trovano una morfogrnesi chaosmica in sé, la loro metastabilità si disvelerà in una trivarietà a curvatura positiva o negativa, genesi di eventuale materia, o energia, o antimateria.

La morfogenesi subquarkica è l’evento metastabile che genera più interessere: se si desidera interpretare la sua morfologia dinamica superficiale,l’ermeneutica coinciderà con le teorie delle supercorde o delle membrane, ove le dimensioni energetiche sono eventuabili con la supersimmetria quantistica o graviquantica; se invece si immergesse la sonda nell'intimità chaosmica della varietà, scelta trinitaria per consentire una simmetria con gli eventi graviquantici, si disvelerà la mondità autentica della ontologia quantica.

La trivarietà vuota, nella sua spazialità topologica, è abitata dall’orbita di un superquark, o gluone, o gravitino, o leptone, o neutrino virtuale nel toroide di destra, sinistra, centro; ma anche nella spazialità animata nucleare si eventueranno presenze vuote, o nulle, o neutre, o virtuali, o immaginarie.

La loro morfologia sarà super simmetrica ai graviquark o fotogluoni, ma con incastri inifitesimi ed infiniti dalla dimensione 10- 18 fino alla topologia fluttuante del 10- 35. Si è in presenza di varietà supersimmetriche virtuali ed immaginarie e metastabili,supergravitazionali,le quali si eventuano nel nucleo eccentrico animato della trivarietà del subquark, o subgluone, o subgravitone declinabili e classificabili con un ermeneutica quantica in: morfoquarks, o ontoquarks, o archiquarks infinitesimi o chaosmici: ove sarà impredicibile ed imprevedibile l’essenza ontologica, ma previsibile ed interpretabile l’essenza morfologica e topologica, tanto da eventuare, anche una possibile epistemologia o modellistica matematica computabile, ma, già da ora l’essenza di una ontologia quantica.

Là, si disvelerà l’essere chaosmico infinito ed infinitesimale degli arkquarks: essenze virtuali ed immaginarie della cronotopia supersimmetrica delle trivarietà metastabili, nella dimensione di Gödel, prossime e comprese tra la dimensione di 10- 18 e quella di
10- 33.

Al di là , o se si desidera al di sopra, della regione instabile di Planck o al di qua, o al di sotto, della regione stabile o iperstabile del tempo immaginario di Hawking, c’è l’area metastabile e chaosmica virtuale ed immaginaria di Gödel, ove s’eventuano le varietà dell’ermeneutica quantica, o graviquantica, interpretabile e classificabile con l’ontologia quantica.

Le singolarità morfogeniche disvelano modelli di arquarks orbitanti intorno ad eccentrici ontoquarks: supersimmetrici e dimensionalmente sinestetici, si danno quale fondatezza degli eventi virtuali ed immaginari metastabili,interpretabili quali prodromi delle super
stringhe, o supergravità,supercorde, o membrane unificanti le interagenze fondamentali, oppure potranno essere la morfogenesi degli eventi disvelati nelle dimensioni dell’alterità chaosmica: buchi neri, sinergie delle cronotopie, solitoni virtuali, tempo immaginario originario, metastabilità topologica della regione fluttuante di Planck.
Lì, nell’universo, si presenteranno quali singolarità infinite; nella microfisica quali physis infinitesima.

Le presenze di ontoquarks nell’animato vuoto eccentrico degli archiquarks, o la loro assenza, eventueranno i modelli supersimmetrici dei gravifotoni o dei leptoni, la loro carica elettromagnetica, la super gravità o gravità quantica e l’interagenza deboleforte.

Dentro la monade trivarietà è possibile fermarsi nell’interpretanza superficiale o dimensionale, o, se si desidera, è consentito inoltrarsi nella ermeneutica ontologica della physis, fin là ove disvelasse l’instabilità assoluta o il chaos fluttuante di Planck.

Quelle singolarità metastabili chaosmiche, potranno essere, più formalmente, dei vari attrattori quantistici o attanti quantici.

Meglio: gli arkquarks possono essere attrattori quantistici, prossimi alla teoria della supergravità o superstringhe, o supercorde, o supermembrane supersimmetriche o alle teorie della grande unificazione delle interazioni fondamentali, là ove sarà vigente il principio di indeterminatezza, ma la cui morfologia sarà interpretabile con l’ermeneutica quantica.

L’ontoquark potrà essere, invece, l’attante quantico, strano o chaosmico,che dà alla luce le singolarità metastabili dal nulla,eternamente instabile, del kaos di Planck lì vigerà, come sempre, l’indeterminatezza, ma la morfogenesi topologica, virtuale e immaginaria, può essere passibile d’interpretanza con l’ontologia quantica.

La sinestesia tra l’attante e l’attrattore chaosmici, o strani, o virtuali, o immaginari, darà senso all’essere degli eventi morfogenici metastabili: quando le orbite topologiche della trivarietà saranno abitate dagli ontoquarks e le trisfere animate eccentriche vuote, l’attante arkquark disvelerà le interegenze leptoniche,gravimagnetiche, neutriniche,gluoniche,fotoniche.

Qualora le orbite della trivarietà topologica si presentassero vuote, mentre le eccentriche animate trisfere abitate singolarmente, o totalmente, o perzialmente dagli ontoquarks, l’attante arquark svelerà le supersimmetrie nucleari dell’interagenza forte, le forze elettrodeboli, i fenomeni polari, i paradossi della quinta antigravità o supergravitazionali, le singolarità chaosmiche dei buchi neri aggettanti e dissipanti raggi fotonici.

Si è in presenza d’una ermeneutica quantica, utile per creare il sintagma delle interagenze fondamentali ma lì si eventuerà la morfogenesi primigenia della ontologia quantica della physis animata.
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: brezza - 30 Giugno 2009, 20:02:10 pm
Come esercizio di scrittura direi che potrebbe essere pregevole ma solo per chi si diverte nello scrivere frasi più o meno roboanti sul filo di pensieri inconcludenti.  Meglio fu in altra espressività il D'Annunzio nel rincorrere sapientemente la successioni di vocaboli l'erotico in tutte le sue accezioni.   Visto che però tu hai citato tutta una serie di teorie non provate te ne "butto" giù una molto più realistica anche se anch'essa non provata.  " La multiforme esistenza di infiniti è data dalla variazione della vibrazione fondamentale delle molecole che li compongono per cui qualsiasi fenomeno o spiegazione degli stessi è fine ad ogni loro esistenza".
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: gpdimonderose - 30 Giugno 2009, 23:29:47 pm
Brezza, è  presenza che abita il luogo ove non ha mai abitato né l’entità, né l’Esserci, né la mondità, né la metafisica, ma solo la risonanza dell’Essere in/visibile che ci viene in-contro.  L'in/visibile Gegenstand si getta ed abita l’Essere quale in/visibile ontologia: si incontra l’Essere ove l’Essere si dispone nella contemplazione, nell’ascolto,nella visione,nella sensibilità e nel pensiero in/visibile dell’Essere di fronte, dinnanzi, davanti che ci viene incontro, nel Gegenstand  o   fondale in/visibile delle radure,  dei vuoti ontologici, ove l’essere si eventua per essere contemplato e per abitare l’essere di fronte, oltre che abitare  solo il mondo. Quando un luogo, una radura, un vuoto sono abitate dall’Essere in/visibile che si getta e che viene in-contro all’Essere, si eventua la presenza in/visibile qui ed aldilà del mondo, o lo spazio vuoto, la radura ove è custodito, curato, evocato e contemplato il Gegenstand-in/visibile dell’Essere che viene incontro per abitare il mondo, o l’ikona dell’Essere, l’essenza dell’Essere, l’Essere  in/visibile-Essere ontologico. Si eventua così nello spazio e nel tempo del mondo la differenza ontologica: si presenta la topologia dell’Essere-in/visibile di là e di qua in ontopologia fluttuante dell’Esserci, del mondo ontologico in/visibile. Il mondo dell’Essere-in/visibile si getta invisibile, indicibile, inaudito, all’assenza presente. La Topologia dell’essere in/visibile topologia animata dell’Essere che trascende l’Esserci,  è l’Essere in/visibile ontologico: è invisibile,         indicibile, inaudito, estatico;è anzi l’unico che dà senso, stabilità, l’impianto, la Gestell in/visibile dell’Esserci, dell’Esser qui, dell’Esser là, dell’Esser aldilà. La topologia in/visibile è la Gestell del mondo e dell’Essere animato, quale Esserci che ci viene in-contro nella sua morfogenesi di Essere animato in/visibile. Giacchè solo quell’Essere è  L'in/visibile che ci potrà salvare, o curare, o consolare, nel vuoto ontologico, nella radura  dal nihilismo in/visibile, nella singolarità del nulla, quale Gestell in/visibile: Essere che ci incontra e avviene, si getta nell’Essere  in/visibile dell’Esserci Topologia in/visibile chiasma dell’Essere.  L’Esserci  in/visibile che ci viene in-contro, quale Gegenstand  in/visibile o  fondale  è la donazione di misura, la misurata topologica che abita visibile l’invisibile, l’indicibile,l’inaudito, l’indecidibile svelato infinitamente o  L'in/visibile singolarità dell’Essere vivenza nell’Esserci, sia quale vivenza della mondanità, infinita, indicibile,inaudita. L’Essere in/visibile che vi viene in-contro o che si in-contra è l’essere animato che dalla latenza kriptata, custodita, curata, della radura della Topologia dell’Essere, si eventua visibile quale misura del tempo e dello spazio o visibilità all’infinito, un’armonia  in/visibile dell’entità pensante. L'esseri animati è la sensazione in/visibile  della visione della dynamis  del flusso in/visibile,  o flusso e flussi nel nulla.   L'in/visibile flusso dei flussi. Flusso immateriale e  in/visibile al di sopra della Krisis. Husserl ideò la spazialità  in/visibile della spazialità, così  si dispiega lo spazio in/visibile  o spazio intuitivo e spazio geometrico a-euclideo. Merleau-Ponty separò lo spazio pre-categoriale  o grund-in/visibile  o Zentralkörper della spazialità naturale distinguendola dalle geometrie a-euclidee o varietà categoriche. La varietà  in/visibile categoriale pura della spazialità si annuncia nella fenomenica della visione dello spazio,  indeterminato ed in/visibile spazio in cui abita il     mondo-della-vita: la sua purezza ideale in/visibile infinita spaziale.  Merleau-Ponty ideò la  transcendenza dei fenomeni   ideali  o l'invisibile.   L'apeiron  c'è  sempre senza  fine, infinitesimo o abissale  senza  fondale  ove  c'è  l'eventuanza  o  si  dà  diafanè  la transvedenza,  quale  klinamen  o  ab-scissa  dell'archè  o l'eventurarsi  della singolarità  della  splendenza.  A  quella  transvisione  quantica  si  aggiunse  nel  corso  del  tempo  una  dinamica quale  enucleanza  o  coniuganza   kategorica,   quale eventuanza  dell' essere  abissale disubissato  o che  si   eventui  nell'evidenziarsi   svelatezza   senza  fine,   quale  risplendenza  o  transplendenza  o  splendenza  o  splendezza:  qui  la  purezza  in/visibile è  katarsi   o  depurarsi   o  abnegarsi,  è  la  fenomenica  tensione  o  l'in/visibile  intermittenza  tanto  da   evidenziarsi in  diafanè   o fenomeno-noumeno,  ovvero  il  fenomenico-in/visibile-noumenico. La monade  può   essere visibile purezza d' essere: lì c'è       l'evento, è la  completezza o completa armonia afenomenica  dell'immaginarsi che  si  dà e trascenda se stessa,  o è l' EREIGNIS  delL'in/visibile dell' Essere evento in/visibile  dell'Ereignis. Ereignis è il  pensiero che si pensi pensiero  dell'essere, o originale evento  dell' essere in/visibile. Il pensiero in/visibile è  l' originale  pensiero   dell'essere  perchè  è  il  pensiero  dell'evento  in/visibile dell'essere  abissale o  eventuanza   dall'Abgrund,   o  l'eventuarsi  dalla verità  abissale ecstatico dell' essere. La verità dell'essere  in/visibile è   l' Ereignis abissale, quale  Ereignis abissale  della verità dell' Essere-in/visibile o dell' Essere o  Lichtung-in/visibile, o Essere in cui risplende L'in/visibile. L'Essere in/visibile è  dispieganza   nello spazio-tempo dell'evento. La verità dell'essere  evento  è   l' Ereignis,  ed è   l' Essere  che  dispieghi   la verità dell' Essere  come evenienza o  dispieganza  dell' essere in/visibile. L'infinito quantico,  infinitamente grande o     infinitamente piccolo, è di per sé  l'infinita  in/visibilità dell'evento. L'infinitamente grande e infinitamente piccolo sono  l'evento  dell'in/visibile infinità Quantica di per sé connessa  o quantica infinita dispieganza. Quell'essere quantica infinita  è  in se stessa   eventuanza in  excstasi,   o  è  estasi  quantica, l'al di là  transinfinita in/visibilità:   è il suo   essere-per-sé o  il  suo  eventuarsi  transinfinita non più al di fuori di essa, ma in sé   quale  essersi o dispiegarsi   o   eventuanza  in  excstasi: il suo essere al di là  e  al  di  sopra, o  sempre  nell'oltre   dispieganza   dell'eventuarsi  essere  quantica infinita   di se stessa. Così il suo essere al di là di se stessa o  al  di  sopra  o  nell'oltre  è oltre-ideale, o essere-per-sé L'in/visibile transinfinita.  L'in/visibile mostrarsi  asimmetrico dell'evento oltre  i phaenomena. L' imago in/visibile  è transcendenza ontologica  quale nous  o noumenica imago abissale transvisione dell'esserci,  quale transinfinito abissale sempre di  fronte, gegenstand-imago-in/visibile,   e  sempre  aldilà,   oltre transcendenza exstatica. Nel corso della temporalità l'imago-in/visibile, o la  sua  iconomorfia quale  modello dinamico dell'essersi   sempre di fronte con l'imago transinfinita, con  la transtabilità delle  imago decostruite  dalla instabilità  della spazialità   transinfinita  in exkstasis. L' imago  in/visibile  è  instabile, o  meglio  è  transtabile  quale  stabilirsi  dell'evento  dell'imago  dell'essere  sublime, quale  transinfinita matematica.  E' l'exstatica  imago-in/visibile  transvisiva   della spazialità, o  Transvisione della transcendenza  dell'essersi. L'essere senza  fine, senza  confine e senza telos, è  transevidenza In-fondata e  imago  abissale,  excstasi che si dà   nel mondo, c’è  nell'essersi  excstatica in/visibilità  transinfinita: è l' evento della verità  dell'essersi  imago in/visibile. Il suo luogo transcendentale  è  l'imago ontopologica  dell'essere spazialità  transinfinita  sempre  oltre  o  al   di là   delle ontologie regionali, della  fenomenica  o epistemica, perchè   il Gegenstand-in/visibile si  svela  sempre   quale transpazialità  della verità, è  l' Abgrund dell' imago in/visibile transcendentale, quale  verità della transcendenza  in/visibile, la quale precede e rende possibile  ogni altra  verità fenomenica   o  epistemica  o  empirica  o  noumenica. Qui  c'è  il mostrarsi  della Verità excstatica  dell'in/visibile imago o singolarità   davanti-alla-sguardo, o   senso dell’essere come evento priorità  prima  del  fenomeno.  L'in/visibile disvelò  l’intenzionalità topologico-transcendentale che si  dà   nell'imago  fondersi  abissale che si sottrae o si  annulla,  si  nega   o  è  l'abnegarsi   transpaziale  e  transtemporale   della transcendenza  fenomenica,  per  eventuarsi poi imago  dell' essersi evento in/visibile.  L'in/visibile-Gegenstand  sta di-fronte quale  imago-Gegen-stand  dell'essersi,  sempre  al  di  là  del   categorico o  della  vivenza  o  della  mondità  o  mondanità    o  ideale  o  della Fenomenica noumenica. Nell’evidenza  si dà  La fenomenicità del fenomeno,   ma  eccede quella   transevidenza   per essere  la  transvedenza excstatica  dell'essersi eccedenza,  o  l’eccedenza   excstatica  in/visibile  dell'imago.   La spazialità  in/visibile è  la struttura ontologica  dell'eventuarsi  fenomenica noumenica, è il senso che si dà in/visibile intenzionalità dell’essere-nel-mondo: non è più   solo  fenomeno o  noumeno,   ma si dà   quale  imago in/visibile dell'Ereignis dell'essersi, è l’eccedenza   excelsa quale  imago per eccellenza  dell'essersi in/visibile.  L’apparire nella luce del  fenomeno  dell' apparenza è l’essere-il-visibile o   l'esserci-del-visibile  o  l'essersi-visibile, non l'abnegarsi,  non la sua privatezza, non la sua sussunzione  funzionale  o  subornazione a uno scopo o a una utilità, nemmeno però  l'abnegarsi nella noumenica.  L'in/visibile singolarità, o singolarità in  perenne  transcendenza, La  singolarità è  l'imago  dell'essersi  o singolarità   nell’essere transinfinita excstatica.  La dimensione dell'in/visibile è  il  luogo dell' evento  dell' apparenza o  del  mostrarsi dell' essere quale non-ente, niente,  nulla, o evento dell'essere  in eccedenza sempre   al di là della natura calcolata,  o  della sua matematizzante   fenomenica ideale  o  noumenica.   L'in/visibile è una forma dell'icona  del  lasciar-essere  l'eventuarsi, o  lì   c’è  il  mostrarsi  o il manifestarsi dell'abnegarsi   dell’essere. Il “luogo” del consenso, evento  del senso  dell'Essere in/visibile o   La   transEVIDENZA  o  transvedenza  excstatika è la forma dell'eventuarsi  dell'essersi   purezza  dell’evento, o  incompletezza ideale dell’evento quale   Gegenstand-in/visibile o  singolarità monade  dell’evento:  è  la  vaga  erranza nel mondo, è  la  singolarità   dell'evento, è   il  nulla    o  l'abnegarsi  dell'essersi.  L'in/visibilità dell’evento senza  fine, senza telos, senza logos, è  la  cronotopia della  mondità o  della  mondanità. L’evento in/visibile è  la      differenza  ontologica  dal   fenomeno  o  noumeno,  è l’al di là del  fenomeno e  del  noumeno,  è l’al di là della temporalità,   transinstabile  equilibrio del nulla senza   fine  e  senza perché,  o   solo  epigenesi  dell'Ereignis Singolarità. L'in/visibilità si dà nella singolarità o  nella transcordanza, quale concordanza dell’evidenza, è il  mostrarsi  dell'evento  dell'essersi  quale evento o singolarità dell'essersi: La  singolarità  in/visibile  si  dà  quale  evento  dell'essersi  senza  fine,   senza nulla, senza tempo.  È fondamento in/visibile della singolarità a-temporale non ‘rappresenta’ nulla,   è “solo” se stessa, pura apparenza  o evento  della singolarità. È la singolarità che eventua  se stessa,  fonda  L'in/visibilità dell'evento  dell'essere. Qui è la singolarità a  gettarsi  o  abnegarsi nella  dispieganza dell' eidos,  o  evidenziarsi  o  mostrarsi  ideale. L’eidos dell'imago  della singolarità  iconica si  eventua  aldilà  della purezza  fenomenica  o noumenica,  quale  evento di- fronte, o  Gegen-stand-in/visibile infondatezza. Nella Recherche Proust disvelò il pensiero  poetante  in/visibile: È l’essersi che c'è  o  si  eventua  dal  nulla,  è ideale apparire nell’essere la più apparente   o  apparenza  ideale, evidenza  della  purezza. Proust  dis-velò  La verità aldilà  dell'adeguatezza   ideale. La verità non  è  più  la  Platonica visione ideale,  o  la fenomenica  o   noumenica  purezza ma la singolarità  dell'evento: l’essere  è l'evento  della singolarità   o  alterezza  in/visibile.  E' IL PENSIERO DELl'icona-in/visibile non  più  ideale, ma singolarità dell'evento  della dissonanza nella  consonanza,  quale  transonanza o discordanza   nella  concordanza,  quale  transcordanza in/visibile singolarità che si dà   senza   perchè,   quale  Gegenstand  dell'evento  visione  Proustiana, ò evidenza  dolorosa, quale  verità  inedita che  dischiude l'evento dell'esserci: il mondo  non è stato creato una volta per tutte, ma lo è ogni qual volta sorge un nuovo evento  ci appare  nella sua differenza ontologica. È la differenza che crea l’evidenza della  verità capace di vedere e sentire più profondamente le  differenze: è il segnale che il pensiero si elevi, che abbia scoperto e stabilito i nessi tra eventi  e  fenomeni  e  noumeni. Una  imago  o  una  icona evento  del pensiero  poetante: tra il transvisibile  pensare c'è  l'evento  dell'essere luce  del pensiero, la luce  si pensa o  si  eventua  nel  pensiero  poetante  dell'esserci.L’immagine  dell'imago è una simulazione del mondo sensibile  o  idea  Platonica,  è Essa stessa l'idea quale excstatica,  o  meglio il pensiero oltre  la  categorialità   fenomenica  o  noumenica. Nel colore c’è il pensiero. La pittura per Proust, non solo pensa, ma è  l'eventuanza  dell'essere in/visibile infinito vortice vivente, l' invisibile,  l'indicibile. Il  pensiero abita il colore o abita il suono,  i colori pensano, i profumi raccontano, il colore pensa da sé. L’esserci  in/visibile  non è altro che il suo essere evento, si dà come evento in/     visibile. È la  singolarità  che crea se stessa  ed  è  la  verità  della singolarità estatica  dell’evento, o  il   rivelarsi o  mostrarsi  o  abnegarsi  o manifestarsi  della  Transcendenza in/visibile. Platone svelò  la visibilità  o  luminosità  o  splendezza. Platone  Ideò la verità nell’apparenza. L’adaequatio è  un’intuizione eidetica della  presenza fenomenica  o  noumenica.  L'in/visibile è invece  sempre eccedente, è   l'ecxstasi nel suo esserci,  è nel nulla, nulla stesso che si configura e si costella, è  il Gegen-stand  della  spazialità: un di-fronte  o  rivelarsi senza Grund,  o  senza  fondo  o  senza  fondatezza, è l’eccedenza excstatica  dell'evento. Non è mai una semplice presenza  ideale,  o  fenomenica  o  noumenica, è  l’evento  della  singolarità,o  la   Differenza ontologica   del pensiero  che  si  dà  quale  evento, è l’aldilà ontologico dell’eventuanza  dell'essersi! CHE COS’È L’ESSERE in/visibile? L’esser-in/visibile è il puro essere, l’essere è  in/visibile non-essere, indicibile essere, essere non-essere.  PLATONE dispiegò l' armonia in/visibile o ESSERE In/visibile. Essere infinito Essere? Meinong ideò l'intenzionalità in/visibile o l'intenzionalità del  non-esserci. Edmund Husserl in FILOSOFIA DELL’ARITMETICA fondò la fenomenologia dell'infinito-in/visibile.  Già Karl Weierstrass o Georg Cantor idearono una Filosofia dell’aritmetica infinita in/visibile o intenzionalità  infinita  o  transfinita. Non ancora l'ontologia dell'intenzionalità in/visibile ma l'ontologico cognitivo dell'essere c'è. Franz Brentano è l'archegete dell' intenzionalità,  o degli atti mentali dell'infinito in  atto. Ogni fenomeno psichico è ciò che gli scolastici medioevali chiamarono l'in/esistenza intenzionale mentale,  è la Gegenständlichkeit. Ogni fenomeno psichico contiene in sé la presenza, è presenza infinita in/visibile, nel desiderio desiderato. L'in/visibilità intenzionale per la mente intenzionale o in-esistenza intenzionale, c’è,  esiste è in/visibile intenzionare l' inesistente. In/visibile-    è  la  catastrofe  
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: kant.51 - 1 Luglio 2009, 00:16:20 am
ma come fai a pensare tutte queste cose, Monderose?
non so citare tutti i filosofi e pensatori che hai nominato: dalla radura dell'essere in cui si compie il divenire, alla diafania, all'evoluzione, alla cura di noi "donazione di misura" e poi dynamis e krisis, e l'Ereignis, che non avevo mai sentito, e mi sembra una specie di Verbum in via di esplicazione e quindi di nascita, e l'extasis come superamento del limite, e la mente fenomenologica, e poi ancora l'arte:
Citazione
Nel colore c’è il pensiero. La pittura per Proust, non solo pensa, ma è  l'eventuanza  dell'essere in/visibile infinito vortice vivente, l' invisibile,  l'indicibile. Il  pensiero abita il colore o abita il suono,  i colori pensano, i profumi raccontano, il colore pensa da sé.
parole bellissime...
per non parlare dei concetti matematici...lì mi nascondo e sparisco...
Monderose, sei una persona fuori dell'ordinario! o_O  :-)
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: brezza - 1 Luglio 2009, 19:17:44 pm
...non male come risposta  :-)
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: gpdimonderose - 1 Luglio 2009, 21:40:31 pm
Kant:
è ontologica....sula scia dell'ontoteologia leibniziana o kantiana....ma la soluzione c'è? per kant è impossibile...qui è rigorosa ma incompleta, quindi non c'è, ma solo quale logos teista e non quale ontica dell'essere superente divino....o fenomeno o noumeno....meglio trans-monade ontoteologica....leibniz docet....

Brezza:
...modelli ontologici delle icone consentiranno d’eventuare le icone morfogeniche, immaginarie, virtuali, trascendenti, transfinite, kaosmiche che si gettano nel campo della Gestell disvelano gli attanti dell’ontofisica, ontopoietici della velocità del tempo, del vuoto ontologico, dello spazio metastabile, delle ontovarietà ontoboliche.

La icona è una varietà ontologica ontobolica o un ontovarietà kaosmica che ci sta di fronte dinnanzi sempre davanti: i gegenikona

Nella Gestell o struttura ontologica planckiana le icone dei sentieri creativi si eventuano nel vuoto ontologico ora quali singolarità kaosmiche, leibniziane, morfogeniche di varietà gluoniche, ora in qualità di singolarità immaginarie ontogeniche di varietà cuspidali, ellittiche, quarks.

Nell’isteresi degli eventi della Gestell o struttura ontologica planckiana, le varietà iperboliche si alternano a quelle paraboliche il loro interesserci, intersein, si dà quali ikone del vuoto ontopoietico fluttuante e dispiegante singolarità virtuali immaginarie, trascendenti

transfinite, kaosmiche

L’ontofisica consente di eventuare modelli ontologici anche per le singolarità immaginarie, supergravitazionali o kaosmiche:immagina quali attrattori unidirezionali e per simmetria, o supersimmetria, aggettanti intermittenze quantiche, cosmiche.

Ma un modello ontofisico si possono eventuale varietà ove l’attente si presenta in tutte le direzionalità kaosmiche, sia in micro che in macro o mega,giacchè i sentieri creativi morfoattanti si gettano in campo globale: ogni infinitesimo per ontogenesi si eventua quale singolarità non solo immaginaria anche virtuale,trascendente, transfinita, kaosmica
..........
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: kant.51 - 1 Luglio 2009, 21:56:22 pm
sarò sincera:  :?... non riesco a immaginare attrattori unidirezionali per simmetria, nè polidirezionali per asimmetria, anche se aggettanti alternità quantiche...
Sono sbalordita, Monderose!  o_O
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: gpdimonderose - 1 Luglio 2009, 22:05:05 pm
........... o con più pregnanza all’essere-che-resta-invisibile o all’essere-che-resta-inaudito o all’essere-che-resta-indicibile o che fin allora era-invisibile, era-inaudito, era-indicibile, e che si disveli lì ed aldilà in essere che si eventui nell’ontosonanza e ontovisione dell’ontikona o nell’ikonapoiesis o nell’imagopoetante dell’essere musa delle post-muse-in-essere-create dall’arte. Lì in quell’essere-per-la-fine dell’arte o con-figura-disfigura-postfigura delle configurazioni postikonoklaste o in quell’essere-per-la-fine-dell’essere che è ancora invisibile-inaudito-indicibile-abis sale-kaosmico si disveli l’evento dell’essere per la fine della morte o dell’essere per la fine della morte-dell’arte quale ikonapoetante dell’essere per la vivenza dell’essere o dell’essere per la vivenza dell’esser-arte-postikonoklasta-pos t-mitoklasta o dell’essere per la vivenza dell’opera d’arte post-muse o dell’essere per la vivenza della verità nella messa .......................
........................
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: kant.51 - 1 Luglio 2009, 22:28:55 pm
Mentre ti leggevo vedevo la tua figura immaginaria decuplicarsi, centuplicarsi all'infinito, perchè tu esponi una teoria, un concetto, e poi, per approssimazione, immediatamente vicino, tutte le teorie e i concetti in confinanza e contingenza, come se fossero migliaia di universi paralleli che riesci a scorgere contemporaneamente...
svenuta e sbalordita...plaudo! =]
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: gpdimonderose - 4 Luglio 2009, 01:06:22 am
  
   pletho...  disvelò l'apeiron spazio temporale quale physis infinita e senza fine infinitamente sublime, mentre Diodorus e Democritus differenziarono l'apeiron e l'archè nel cosmo quale cosmesi o bellezza finita dell'infinito sublime anaximandreo: delicate membrane spaziali o topologiche, quali varietà sferiche consentiva la sensibilità dell'apparenza o phenomena quali imago dell'estasy eonyka platonica o ideale Cronotopia della Physis Ontologica. La frattalità kronotopica dell'apeiron di Anaximandro o i frammenti dell'archè di Anaximandro consentirono alla Ontologia dello spaziotempo di Anaximandro di dispiegarsi nel vuoto nulla di Melissus, per eventuare una Philosophy a della temporalità nel Timaeus Platonico:lì l'apprensibile modello paradigmatico svela il comprensibile Platonico Cosmos quale adeguatezza alla verità Platonica paradigmatica. E' l'universo paradigmatico dello spaziotempo Platonico quale estasy exstatica dell'eternità,o paradigma della physis eterna che si dà solo quale fenomeno visibile dell'ideale invisibile, ma intuibile con la metafisica della verità o logos animato. 1Solo così è possibile percepire le differenze spaziotemporali dei phora o dei periodos o delle periphoras o dei kykleseos: tutti misurabili secondo il paradigma pitagorico dell'identità tra aritmos e curvatura dello spaziotempo, in una sublime armonia cosmica e mousikale quale perfezione ideale delle eterne sphere spiralimorfe Platoniche. Si dà così la continuità dello spazio tempo in dinamica sublime e in infinito apeiron sublime ma apparente nei fenomena quale discreto e finito,anzi aritmos,senza ritmo,in stasi inerziale ocontrastanza ob-gettata o gegenstand istantanea,attimo,momentanea o atto, o essere solo in atto,o apparire nei fenomena solo nell'esserci dell'atto discreto quale singoralità temporale del presente, o apriorità dell'archè della kronotopia infinita. E' la differenza nella temporalità che si dà quale aritmos della presenza per creare la trascendenza al passato ed eventuare la possibilità eventuale del futuro, o futuro anteriore o eterno ritorno o apokatastasy ciclica o in lineare sequenza: Zeno Docet.Finito ed infinito non sono possibili nella stessa frazione di tempo: l'apeiron dovrà essere frammentato ed i suoi frattali fondare la rigorosità e l'esattezza, altrimenti la divisibilità o l'analitica o la dyairesis infinite possono creare dei paradoxa spaziotemporali infiniti. Aristotele inventò così le distanza discrete irriducibili nella temporalità kategorica memore delle omeomerie anaxagoriane, ma sempre nella dynamis dell'essere in atto nella presenza e di essere in potenza nel futuro o nel futuro anteriore quale passato.Leibniz nei Fundamenta Theoria Motus Abstracta del 1671 svelò una Philosophy Ontoteologica dello spaziotempo quale relatività Leibnizia della simultaneità degli eventi:Gödel si ispirò a quel paradigma per immaginare l'apokatastasy kaosmika, ma quella sarà un'altra sublime story, qui invece si è in presenza del versus Newton o della monade versus la gravità. Newton pensò al paradigma del tempo ab-soluto quale ab-soluta verità del tempo mathematico, la cui durata può essere misurata con il pensiero calcolante degli infinitesimi microkronotopici ma non-infinitamente divisibili. 2E' il Newton versus Leibniz o la syntesy dell'analitica degli eventi temporali: Gravità-Newtoniana dello Space-Time in contrastanza con la relatività della simultaneità degli eventi della monade sublime. Newton nei Principia immagina gli eventi istantanei con un paradigma empirista o non si cura di spiegare la struttura ontologica dell'evento, mentre Leibniz con la sua ontoteologia della monade svela una metafisica ermeneutica della verità che si eventui sia nei fenomena, sia nelle verità nascoste o kryptate o non ancora in dis-oblio nella mente sublime ed infinita della divinità: è la Leibniz-Theory della Temporalità Ontoteologica che si dà quale nuovo paradigma della Leibniz-Theory dello spazio tempo, giacchè nella struttura ontologica della monade non c'è più differenza sia nell'intra che nell'extramonade, quale mondità, o mente sublime ed infinita della divinità. Leibniz nei Mathematicarum Metaphysica del 1715 explicita definitivamente la struttura ontologica degli eventi simultanei dello spaziotempo quale dynamis sublime delle intramonadi o delle extramonadi in sistole e dyastole o quali intermittenze sublimi della struttura ontologica della monade.E' l'ermeneutica della temporalità o l'interpretazione dello spazio tempo intuitivo, quale consapevolezza dell'adeguatezza della metafisica della verità fenomeniche, o kriptate quali eventi virtuali nella mente sublime della divinità o monadea o eventi sublimi noumenici o noetici del pensiero pensante. Russell nella sua riscoperta critica del paradigma Leibniziano introdusse l'immaterialità post-newtoniana, ma le conferì un paradigma logico e non ontologico, tanto da intraprendere una controversia con il suo coevo Whitehead, più in proximità con il paradigma Leibniziano. Axiomi degli eventi dinamici delle monadi eventueranno una cronodinamica della Philosophy del Tempo di entità imaginarie o entità metafisiche immateriali e virtuali, un bel paradosso giacchè le entità nell'immaginaririo non ci sono o sono latenti o kryptate nella mente sublime della divinità monaDea. 3Gottfried Leibniz pensò quegli assiomi virtuosi e virtuali come paradigmi epistemici o metaontologie o ontoteologie matematiche.Christian Wolff invece quali axiomi della mathematica della physis e quindi dello spaziotempo: è il Methodo dell'Analytica dello spazio tempo che tanta fortuna addusse a Kant e ai Mathematici della Durata e della magnitudine dei quanta spazio-temporali, così Christian Wolff eminente philosofo della Germany promosse Leibniz nella philosophya universale. Leibniz aleggiò quel paradigma nell' Analysis Situs, o Geometrya della Situatione emotiva o cronodinamica della monadea. Lì gli axiomi della Geometrya Euclidea si disvelano quali assiomi della metafisica delle verità fenomeniche e virtuali e perciò assiomi di una geometria immaginaria, senza entità ilemorfiche, quasi un'ontoteologia topologica o una metaphysica topologica o geometrica o metamatematica o ontologia della mathesis della monadea. Leibniz, nei fragmenti del 1671, definì la quantità come se fosse il chiasma o l'apokatastasy della qualità spaziale e simbolica: l'infinito è il simbolo della qualità di un logos virtuale e così l'infinitesimo, o lo zero della mathesis. Quantità e adeguatezza degli eventi si riflettono nella qualità della monadea, quale innovativa Philosophya del Tempo in alterità con la Classica Philosophya che da Aristotele dominò in Europa , una differente versione del Mythos Rhapsodico di Chronos: quale movimento o ontodinamica immaginaria dell' eternità o ontokronia cronodinamica della monadea.Leibniz nella celebre controversia si ispirò a Plotino quasi presago di una virtuale relativity-theory. Plotino disvelò l'estasi del tempo quale autoevento dell'esserci nella mondità o dell'esserci della monadea. Plotino
.......
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: saragalea - 8 Luglio 2009, 23:23:29 pm
 :-O
em ..... penso che ritornerò in questo argomento quando, non lo so quando ma ci ritornerò
Per ora scappooooooooooooooooooooooooooooooooooooo W00T!
Titolo: Re: nulleggia
Inserito da: gpdimonderose - 8 Luglio 2009, 23:40:16 pm
 W00T! :-" O:) -_-......l'essere  s'eventua  da  sè,   senza  la   legge  che  non  c'è.....senza   il   logos   che   non  c'era,   senza   il   dio   che   mai  ci  sarà.....Ah   l'essere   s'eventua  aldilà   del  dio  che  non  c'è   più....ah   l'essere  si   dà   luce  da   sé....senza   il  dio  del  bene   e  del  male  che  non  c'è   mai  più.....ah   l'essere   s'eventua   aldilà  del  bene  e  del  male  che  non  c'è  più.     L'essere   si   dà   alla  luce  da  sé,   aldilà  del  dio  dell'eterno  ritorno  che  non  c'è  mai  più.   Ah   l'essere  si  dà  luce  e  si  darà  alla   luce  aldilà   del  tempo  che  non  c'è,   aldilà   del  tempo  dell'eterno  ritorno  che   non  ci  sarà   mai   più.   Madre  della  sublymanza   sublyme..nei  suoi  occhi   c'è   l'essenza   della  nostra  morte  eterna....non  saprei  come   e  senza  un  perchè,  né   saprei  come  mai  la  notte  si  nascose  nel  letto  delle  nuvole   e  si   rivelò   all'alba  con  il  raggio  di  luce  sublyme   di  un  tempo   che   fu  e  che  sarà:   oh  quante  volte   gli  occhi  hanno  visto  l'invisibile   sublyme    senza  scorgere  la  disvelanza  sublyme  dell'essere?    A   chi  si   rivolga  il  tempo  quando  pensi  alla  destinanza   e  giochi   con   le  sorti   degli  universy?   La   dea sublyme     non  gioca  mai  con  la   mondità,   ma  soffia  le   sue  auree sublymy  nei   pensieri  delle  stelle  che  mai   guardano  a   ieri,   ma   illuminano   i   sentieri  della  destinanza  sublyme  dell'essere.    Madre   sublyme  ed eterna   che  guardi   e  contemply  senza   parole   e  getty   e  lancy   i   segni   degli  ewenty  sublymy  della  destinanza  senza  deklyny,   come   il  volgersi  degli   eventi  astrali   degli  immensi  ed   infiniti   universi,   né  replicante   o  klonante   come  le  stagioni  del  cuore  della  natura,   o   le   intermittenze   sulymy   della   notte   o   del   giorno   in  disperanza  disanimata della   destinanza  sublyme.   Ma   solo   lì   la  singolarità   sublyme   dell'evento  dà   alla  luce  la   destinanza   dell'exstasy  sublyminare che  dagli  abyssy  sublymi   sorge,   si  dà,   si  ewentuy  qualy   lucy   della  vivenza  sublyme  delle  aurore  senza  più  le  scorie   di  ieri  e  senza  più  le  pre-visiony  del   domany:   oh   madre  sublyme   della  destinanza  dia  all'essere   l'ewento  invisibile   del  sogno  sublyme,   affinchè  l'esserci  possa  raggiungere   le   lontananze  sublymi  delle  lucy  borealy   e   naufraghy  nel  sublymynare  abysso  degli  ewenty  waghy,   ewanescenty  ma   pregnanty  di   miraggy   della  desideranza  sublyme.    AH   ascoltay  la  sera   con  i  pensiery  rivolty   verso  le  veglie  ed  ora  si  è  qui  ad  attendere  gli   ewenty  sublymy  velaty  di  presagy   e   ricordy.   Non   saprei  quando   possa  durare   l'attesa   dei   sogni  sublymy,   né  se  la  notte   sublyme  della  destinanza  salvi   dalle  spire  degli  abissy  della  sublimanza,    ma  se  la   madre dell'eterna   sulymanza   e della  destinanza   sublyme  disvelasse   agli   sguardy  il  tramonto   e  giammai  invocasse  il  deklyno  eterno  degli  abissy   sublymy,   l'eternità  abiterà  le  menty  sublymy  quale  gioia  sublyme   senza  fine   e  senza  finy        e   grazia  sublyme   fluttuante  nelle  tempeste  di  tutty  i  wenty  degli  ewenty  abissaly  della  destinanza  sublyme...................