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Forum tematici => Taboo al contrario/Oobat => Topic aperto da: kant.51 - 29 Settembre 2009, 19:51:02 pm
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Pensateci...può essere un momento atteso con gioia, oppure un attimo di imbarazzo superato, la soluzione di un vecchio rancore oppure il sancire un'amicizia che nasce....
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Sorrise e poi si preparò a stringere quella mano tesa, era la prima volta che si recava in quel posto, la prima volta che vedeva lui, la mano era calda, leggermente ruvida, forte e ricettiva, grande ma rassicurante la stretta che esercitava. Gli occhi di lei si rispecchiarono in un paio di chiare scaglie di cielo, limpidi occhi azzurri, circondati da una ridda di piccole rughe, sinceri e profondi, nascondevano in se un mondo che ella voleva scoprire, esperienza, conoscenza che lui era pronto a condividere. Ma cosa l’aveva spinta qui, il cammino era stato lungo, una strada costellata da indecisioni, due passi avanti e tre indietro, decidere e poi ripensarci, restare per un po’ a guardare mentre la vita scorre veloce, mentre ti scorre addosso l’indifferenza della gente, pensieri profondi che a volte son troppo e ti fanno scoppiare la testa… Parecchie volte ella si era guardata intorno cercando negli occhi degli altri, scrutando attentamente per capire se almeno uno di loro si arrovellava l’anima in continua ricerca di qualcosa di indefinibile, possibile che la vita sia solo andare e venire, lavoro, famiglia, svago… e poi più nulla? Il solito piattume di tutti i giorni, fai una cosa e ne pensi altre mille, la mente vaga indisturbata e tu la lasci a briglia sciolta … e vivi solo di sogni, ti rifugi nell’irreale.
“Ora sono qui, sono nel qui e ora, non sto vivendo solo un’altra fantasia, sto facendo qualcosa di concreto per capire, per condividere, per trovare risposte, ho finalmente deciso e ora si vedrà se questa è la strada…. solo il tempo saprà rispondere”.
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hai l'incredibile capacità di delineare un'intera vicenda in poche parole...brava! W00T!
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Sorrise e poi si preparò a stringere quella mano tesa...con un po' di apprensione.
La stretta fu molliccia, per niente gradevole, poi lui le indicò il suo posto, mormorò "buon lavoro!" e sparì nell'altra stanza.
Era pur sempre il suo primo giorno di lavoro e ...l'apparenza era cordiale, sì, ma si trattava del suo "capo", quello per cui avrebbe lavorato da quel momento in poi.
Sedette al tavolino, per fortuna era accanto alla finestra, attutiva il senso di ristrettezza e promiscuità della stanza, erano in sei, due ragazze più lei, un impiegato anziano, cui era riservata la scrivania più grande e comoda e due ragazzotti dall'aria spavalda
"questi vogliono far carriera"...pensò Linda.
Accese lo schermo, guardò la pila di documenti da registrare e cominciò il suo lavoro
Il sole le accarezzò i capelli con i raggi caldi, sentì il suo profumo esalare con forza, riscaldato dal sole.
Le nacque dentro un senso di gioia, aveva finalmente un'occupazione: avrebbe avuto una paga, ne avrebbe potuto parlare, era cresciuta davvero.
Il ticchettio dei tasti le parve musica...