Ciao Tompa, scusa per il ritardo della risposta. Volevo dirti che secondo me "Dio" non è un qualcosa o un qualcuno da pregare quando ti ritrovi ad affrontare le disgrazie che la vita ti può presentare. Più che una utopia alla quale aggrapparsi per poter giornalmente sperare in un mondo migliore, io lo percepisco come un forte sentimento che nasce dal tuo profondo in grado di stupirti e di stupire chi ti sta vicino, che ti avvolge ed avvolge gli altri anche in questi momenti difficili. Non vi è volontà superiore nelle guerre e nelle carestie, che possa fare il cattivo o il brutto tempo, non siamo semplici pedoni inermi posizionati da mano superiore nella scacchiera della vita, ma abbiamo tutti la possiblità di esprimere la propria mossa grazie a ciò che abbiamo dentro. A volte anche una sola persona con un solo gesto o un solo atteggiamento verso il prossimo, espresso in un momento particolare della propria vita, può riuscire a toccare l'animo di altri, facendogli ritrovare nel proprio "cuore" quello stesso sentimento e scatenando così un effetto a catena che può realmente modificare il mondo. La disgrazia di un bambino di 10 anni che muore per tumore in una corsia di ospedale è un evento terribile, ma che non può essere imputato a nessuno. Il fare in modo invece che questo bambino muoia in pace con un sorriso sulle labbra, grazie all'affetto di chi gli sta vicino, che non sia necessariamente un parente, riesce a far si che nasca anche in questo evento un sentimento bellissimo, in grado di scuotere come un terremoto il muro che separa la vita e la morte. Questo sentimento è Dio. Quello che possiamo fare è ritrovarlo dentro di noi e diffonderlo agli altri, affinchè ci sopravviva. Basta un piccolo sasso che cada in mezzo ad uno stagno che l'onda causata dal suo urto si diffonda velocemente a tutte le gocce che lo compongono. Ritroviamo in ognuno di noi il nostro sassolino da lanciare per diffondere il nostro amore anche a chi ci circonda. Ciao buona notte a tutti!!