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Autore Topic: ADONIS  (Letto 6852 volte)

Offline kant.51

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ADONIS
« il: 18 Marzo 2008, 21:43:10 pm »
 ORIENTE E OCCIDENTE
di Adonis
     
Una cosa si era distesa nel cunicolo della storia
una cosa adorna, esplosiva
che trasporta il proprio figlio di nafta avvelenato
al quale il mercante avvelenato intona una canzone
esisteva un Oriente simile a un bambino che implora,
chiede aiuto
e l’Occidente era il suo infallibile signore.

Questa mappa è mutata
l’universo è un fuoco
l’Oriente e l’Occidente sono una tomba
sola
raccolta dalle sue ceneri.

[da Memoria del Vento, Guanda, 1998]


Adonis è universalmente riconosciuto come il maggior poeta arabo oggi in vita. La poesia che qui proponiamo è del 1968, ed è difficile che non affiori alla mente quella vecchia massima che vuole il poeta, anzitutto, uno straordinario profeta.
Adonis è insieme tutto, e insieme nulla. È siriano, ha vissuto a Beirut, la più occidentale delle città arabe, e da decenni vive a Parigi. Nella vita di tutti i giorni usa il francese, è laico, così tanto da aver intitolato una propria raccolta “Il Libro”, quando per la traduzione islamica il Libro è uno solo; è il Corano. Eppure scrive in arabo, in un arabo ricco, ancora ricolmo di casi, che attinge appieno alla grande tradizione religiosa, prima coranica, quindi mistica, eppure mantiene orgogliosamente la propria nazionalità, eppure non scrive mai direttamente in francese; neanche i suoi articoli da giornalista.
Difficile poter aggiungere qualcosa a questa poesia, purtroppo un po’ sacrificata dalla traduzione, ma estremamente chiara, nel messaggio che lancia. Difficile poter aggiungere altro al grido di allarme, di paura, di aiuto. Merita però far notare una cosa, sull’autore, su questo arabo colto che vive a Parigi: Adonis non è un sincretista; non è fautore della fusione, dell’appiattimento, bensì Adonis è poeta della convivenza, del vivere assieme, senza barriere, senza paure. Convivenza anche difficile quindi, ma fattibile, la convivenza che nasce dalla conoscenza, quindi dal rispetto, e in un ultimo anche dall’ammirazione, e dall’amore.
Federico Zuliani
*******************************
Non sono Gilgamesh e nemmeno Ulisse,
non dall'Oriente, dove il tempo è una miniera di polvere,
né dall' Occidente dove il tempo è ferro arrugginito .
Ma dove vado? E cosa farò se dicessi:
<<La poesia è il mio Paese e l'Amore il mio cammino>>.
Così risiedo viaggiando,
Scolpendo la mia geografia con lo scalpello dello smarrimento.
Ed ecco la luce!
Non corre più nei passi dei bambini,
Allora perché il Sole ripete il suo volto?
Non scenderai tu pioggia
Per lavare questa volta l'utero della Terra?
La notte.
Lampi di tessuti del tempo, bruciano,
La verità si vela.
La Terra.
Sognami e dì:
<<Ovunque io vada,vedrò una poesia abbracciarmi>>
Sognami.
Veramente.
E dì allora:
<<In ogni poesia vedrò una dimora per me>>"


*********************

Le Stelle
Cammino e dietro camminano le stelle
verso il domani delle stelle
l’enigma, la morte, quel che fiorisce e la fatica
finisce i passi fanno sangue di me esangue

sono cammino non iniziato
non vi è giacimento a vista –
cammino verso me stesso
quel che verrà a me stesso
cammino e dietro camminano le stelle.

Adonis, Nella pietra e nel vento, Mesogea, 1999.
   
« Ultima modifica: 23 Marzo 2008, 00:18:49 am da kant.51 »
cKappa ^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*° Sì che ti voglio bene, bene davvero...

Offline Young dreamer

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Re: ADONIS
« Risposta #1 il: 30 Marzo 2008, 21:27:00 pm »
Non sono Gilgamesh e nemmeno Ulisse,
non dall'Oriente, dove il tempo è una miniera di polvere,
né dall' Occidente dove il tempo è ferro arrugginito .
Ma dove vado? E cosa farò se dicessi:
<<La poesia è il mio Paese e l'Amore il mio cammino>>.
Così risiedo viaggiando,
Scolpendo la mia geografia con lo scalpello dello smarrimento.
Ed ecco la luce!
Non corre più nei passi dei bambini,
Allora perché il Sole ripete il suo volto?
Non scenderai tu pioggia
Per lavare questa volta l'utero della Terra?
La notte.
Lampi di tessuti del tempo, bruciano,
La verità si vela.
La Terra.
Sognami e dì:
<<Ovunque io vada,vedrò una poesia abbracciarmi>>
Sognami.
Veramente.
E dì allora:
<<In ogni poesia vedrò una dimora per me>>"
   
non so perchè,ma questa mi colpisce tanto...è come se...mi comunicasse qualcosa che un po' conosco...non so spiegarmi :">
E dopotutto ci sono tante consolazioni! C’è l’alto cielo azzurro, limpido e sereno, in cui fluttuano sempre nuvole imperfette. E la brezza lieve […]
E, alla fine, arrivano sempre i ricordi, con le loro nostalgie e la loro speranza, e un sorriso di magia alla finestra del mondo, quello che vorremmo, bussando alla porta di quello che siamo.
(Fernando Pessoa)       Blog: http://sogna-ragazzo-sogna.blogspot.com/

Offline kant.51

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Re: ADONIS
« Risposta #2 il: 30 Marzo 2008, 22:25:41 pm »
Young, capisco perfettamente quello che dici, è come se una voce conosciuta ripetesse cose che sono già dentro, un'eco ancestrale, mi sembra di rivedere il pastore leopardiano del canto notturno in veste d'oggi, è come se una musica nota tornasse a riecheggiare in chi alza lo sguardo in una notte stellata e si interroga, un canto di tutto l'Universo, e l'uomo, piccolissimo eppure grande come nessun'altra creatura, sfida con amore Tutto con le sue domande...
E forse trova nell'arte, nella poesia, quella terra d'approdo dell'anima così anelata...
cKappa ^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*° Sì che ti voglio bene, bene davvero...