Il passato vive del ricordo di qualcosa che c’era e che ora non c’è più; chiave arrugginita che gira nella toppa di una stanza infinita. Nostalgica perdita di una sensazione, che non può più tornare, di un sentimento perduto nei meandri di un inafferrabile tempo che sfugge ad ogni controllo. Struggente pensiero; dolce reminescenza in una notte abitata da sogni intaccati di una coscienza sopita, di cui la notte favorisce l’inconsapevole risveglio. Attimi, come sassi nelle profondità delle acque che tornano a galla, mostrandoci frammenti di vita vissuta, in una chiave del tutto nuova e condannata allo sfacelo: quella del passato che lentamente svanisce come si ossida il ferro nel tempo, perdendo lo splendore e qualsiasi cosa sia vivente invecchia, causa la finitudine eterna.