Cammina alla luce del sole, Paola, e si ricongiungono in lei sogni, desideri, progetti, tra i tiepidi raggi del sole, ma anche paure ed assillanti preoccupazioni. Guarda in alto, cercando spazio tra il limpido azzurro e le rimanenze paffute che corrono attraverso l'infinita volta. A volte vorrebbe essere una nuvola, per scoprire come si ci possa sentire leggeri, distaccati dalle umane questioni e dai mali che affliggono la terra sottostante. Paola però non può essere nuvola; il suo destino di corpo e anima pensante è immutabile. Allora il suo occhio va a posarsi sull'asfalto che tace qualsiasi traccia del suo passaggio, come fosse piuma, Paola; come se sorvolasse il mondo, invisibile. La vita, pensa, è così intricata e breve.. Passa in un baleno e la memoria si disintegra nel tempo. Destino crudele per noi che viviamo di noi stessi. Le persone ci arricchiscono e ci tolgono allo stesso tempo. Rimaniamo solo noi, un po' svuotati, un po' appesantiti, forti solo di noi stessi. Paola torna alla vita passata, gioie e dolori, armonie e dissapori; pensa alla morte, che dopo la malattia le ha strappato il suo amore.. Vorrebbe rinascere, come il sole. Guarda ancora il cielo, sospira e si stringe intorno al proprio cuore. Finchè c'è vita, c'è speranza..