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Autore Topic: Il Fiume dei Sogni  (Letto 1938 volte)

Offline Juliet

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Il Fiume dei Sogni
« il: 23 Giugno 2010, 22:06:45 pm »
Ogni notte, nel cuore della notte, cammino lungo sentieri impraticabili alla luce del giorno; supero montagne, attraverso vallate di piccola, sottile erba che si muove lievemente sospinta dalla brezza notturna; nuoto in profondi laghi illuminati dalla luna d’argento e mi muovo furtiva nella giungla. Ma solo una volta sono arrivata sulle bianche rive del Fiume dei Sogni. Quella notte ho camminato più veloce che mai, stanca di viaggiare sempre a vuoto, senza mai raggiungere la mia meta. E l’ho visto, il Fiume dei Sogni, che correva sinuoso nel deserto, tra una duna e l’altra. Blu come la notte, brillava davanti ai miei occhi sotto la luce delle infinite stelle del cielo. Mi chinai per osservarlo da vicino: intravidi la vita che scorreva con lui; piccoli pesci guizzavano nell’acqua e alcuni crostacei venivano a darmi il benvenuto sui ciottoli bianchi. Udii una musica, un dolce violino. Alzai lo sguardo verso la duna alle mie spalle: una donna eterea, vestita di un lungo abito bianco, leggermente trasparente, discendeva la duna di sabbia con passi leggeri e sicuri, suonando quella melodia che riempiva la notte solitaria. Gli animali ai miei piedi rivolsero un breve inchino alla donna, la quale seguitò a suonare il suo violino con dita magiche dopo aver dato loro uno sguardo pieno di tenerezza. Quando fu a pochi centimetri da me, si fermò e con lei cessò la musica: lasciò cadere le braccia lungo i fianchi, tenendo l’archetto in una mano e il violino nell’altra.
“Dimmi cara, chi sei?”, mi chiese con una voce soave, quasi cantando.
“Sono Sarah”, risposi timidamente, deponendo lo sguardo sui ciottoli bianchi ai miei piedi.
“Sarah.. che bel nome! Quanti anni hai, Sarah?”
“Otto, Signora.”
“E dimmi Sarah, cosa ci fai qui, al Fiume dei Sogni?”
“Io sono arrivata qui attraversando montagne e giungle. Avevo sentito parlare di questo fiume e volevo vederlo, una volta sola nella mia vita”, dissi consumando tutto il fiato che avevo in gola. Poi ripresi: “Avrei una domanda da farti, se posso.”
“Credo che tu abbia più di una domanda da porgermi: dimmi pure, piccola.”
Tornai ad osservare i suoi occhi; sola allora notai un particolare: erano bianchi, come il suo abito, le pupille non esistevano, l’iride era un tutt’uno con la sclera. Era cieca. Distolsi nuovamente lo sguardo,pur sapendo che non poteva vedermi e domandai:
“Chi sei tu? Perché questo fiume è chiamato Fiume dei Sogni?”
“Vieni con me, ti racconterò la storia con calma.”
La donna mi condusse in un punto del fiume dove sorgeva una piccola casetta di legno: nonostante non potesse vedere, si muoveva con estrema grazie e in modo sicuro. La seguii all’interno della casa, dove mi fece sedere ad un tavolo, nel centro di quello che doveva essere il soggiorno. Con la stessa sicurezza di prima si diresse verso una cassetta piena di legna: ne prese un po’ e la gettò nel caminetto. Fu solo quando cominciai a sentire il tepore del fuoco che mi resi conto di avere freddo.
“Le temperature qui nel deserto scendono anche di molti gradi sotto lo zero durante la notte. Ma tra poco ti sentirai meglio. Ti preparo un tè?”, disse la donna, come se mi avesse letto nel pensiero.
Annuì piano e lei si recò in cucina, riempiendo una piccola padella di acqua, che dispose sul fuoco. Dopodiché si sedette di fronte a me.
“Vuoi davvero sentire la storia del Fiume?”
Annuì nuovamente, assaporando il suo profumo che precedentemente non avevo notato. Non capivo che genere di profumo fosse, ma non importava: la donna cominciò a cantare, raccontando la sua storia e quella del suo Fiume. La sua voce melodiosa si diffuse nella mia testa e mi lasciai andare a quella ninna-nanna:
“Christabel è il mio nome
Da un infinito vagare
Sono giunta in questo luogo
Dove il tempo non possiede
Nessun trono.
Incontrai un bambino,
la pelle scura ricoperta
di segni: simboli di
un’antica dinastia.
Giocava sulle rive del Fiume;
quando mi vide si alzò e
prendendomi per mano
mi portò in un posto segreto.
Mi mostrò la Fonte e tutto
Ciò che avrei dovuto custodire,
Segreti sacri persi dagli uomini.
Poi il bambino svanì,
Lasciandomi alla sola
Compagnia del Fiume dei Sogni,
che mi insegnò tutto della vita.
Ci fu chi tentò di fermare il Fiume,
ma egli si difese, e aiutò me.
I nemici attaccarono duramente,
una notte, favoriti dalle tenebre.
Rimasi ferita, perdendo la vista,
ma attraverso gli occhi del Fiume
posso ancora osservare:
È lui che mi guida quando
Cammino ed è lui che
Mi mostra ciò che io non
Posso scorgere.”
La donna fece una breve pausa per tirare via dal fuoco la pentola, che depose sul tavolo e mise in due tazze delle foglie di tè. Poi, stando attenta a non sprecare nemmeno una goccia, versò l’acqua. Mi porse la mia tazza e si risedette al tavolo, continuando la storia.
“Nasce il Fiume da
Una fonte sotterranea.
I suoi poteri sono rinomati,
ma da non sottovalutare.
Fiume dei Sogni si chiama
Poiché la tua vita e i tuoi desideri
Puoi vedere in esso.
Egli ti trasporta sulla Riva dei Sogni
Dove i tuoi desideri più
Profondi, vedi realizzati.”

Christabel bevve un sorso di tè, poi posò i suoi occhi ciechi, eppure così pieni di vita, su di me:
“Vuoi che ti mostri i poteri del Fiume?”, mi chiese sottovoce.
Incerta, rimasi immobile un attimo. Poi feci sì con la testa. La donna si alzò, prendendo in mano il suo violino e mi ricondusse fuori, portandomi nello stesso punto in cui l’avevo incontrata. Quando fummo lì mi disse di entrare nel Fiume con i piedi e di abbassarmi ad osservare l’acqua che scorreva sotto di me. Feci ciò che mi aveva detto, ma non vidi nulla, tranne i pesci che avevo visto poco prima, fino a quando Christabel non iniziò a suonare. La melodia si innalzò dal suo violino, giungendo alle mie orecchie e scendendomi nel cuore. Chiusi un attimo gli occhi e quando li riaprii vidi nel Fiume scene della mia breve vita scorrere nell’acqua. Mi voltai verso Christabel:
“Il Fiume mostra anche il futuro?”, chiesi speranzosa.
“No, mia cara”, rispose lei, interrompendo la musica. “Il fiume può mostrare ciò che è già avvenuto o ciò che tu vorresti avvenisse.”
Mentre lei inforcava nuovamente il violino, tornai a rivolgere lo sguardo al Fiume: le scene che mostrava erano sempre le stesse; scorreva con un forte impeto, ma non cercava di trascinarmi con sé. La sua anima era forte e al tempo stesso delicata. Iniziai a desiderare di giungere sull’altra sponda, sulla Riva dei Sogni; improvvisamente mi sentii cingere il bacino da morbide braccia d’acqua. Christabel smise di suonare e mi prese per mano, mentre il Fiume mi portava sulla riva opposta. Tenevo gli occhi chiusi, un po’ per paura, un po’ per godermi quella strana sensazione. Quando le braccia del Fiume mi posarono a terra, li riaprii: invece di essere ancora nel deserto, mi trovavo in un campo verde. Il profumo dell’erba tagliata mi raggiunse, penetrandomi nelle narici. Guardai Christabel: per tutta risposta lei mi sorrise e cominciò a camminare tra gli alti papaveri, sfiorandoli con le lunghe dita. Toccandoli infondeva in loro la vita che stavano perdendo. I fiori alzavano la testa al suo tocco e assumevano sembianze umane: uomini, donne, bambini rinascevano da quei fiori, con le loro risa e le loro voci allegre. Christabel seguiva il corso del Fiume mentre operava questo miracolo. Io la seguivo a distanza, ma vedendo quello che era in grado di fare mi misi a correre e quando la raggiunsi la fermai: le altre persone sembravano non essersi accorte di me e forse nemmeno di lei. La guardai negli occhi: il bianco dell’iride aveva lasciato il posto ad un blu intenso, come quello dei Fiume. Indietreggiai:
“Tu, ora ci vedi?”, domandai.
“Sì, Sarah, ora ci vedo, grazie a te”, rispose lei tranquilla.
“Come grazie a me?”
“Sulla Riva dei Sogni vediamo realizzati i nostri desideri: tutto ciò che vedi attorno a te è la risposta alle tue preghiere. Il Fiume dei Sogni ha guardato nel tuo cuore, scoprendo una grande bontà d’animo ed esaudendo i tuoi desideri, tra cui c’era quello che io potessi tornare a vedere la vita con i miei occhi. E così è stato. Finchè tu continuerai ad alimentare questo desiderio io non sarò più cieca.”
Detto questo ricominciò a camminare, toccando nuovi fiori. Da uno di questi prese una vita una bambina di poco più piccola di me. I lunghi capelli biondi intrecciati dietro la testa. Le andai incontro, seguita dallo sguardo di Christabel; la salutai:
“Ciao Alessia, sono tua sorella, ti ricordi di me?”
Ma la bambina non rispose. Mi voltai verso Christabel e iniziai a desiderare forte che Alessia potesse vedermi e sentirmi. Christabel mi rivolse un sorriso pieno di speranza, mentre indicava la bambina che mi stava guardando: la salutai nuovamente e questa volta lei mi rispose, abbracciandomi. Dopo un attimo però tornò a giocare, incurante della mia presenza. Capii che per lei era come se fossi svanita nel nulla e mi riavvicinai tristemente a Christabel.
“Purtroppo i poteri del Fiume sono limitati, Sarah”, mi disse con voce materna. “Ma non temere, la rivedrai ancora tante volte.”
Camminammo in silenzio per un po’, mentre sempre più persone tornavano in vita.
“Queste persone sono tutte morte?”, chiesi a Christabel.
“Nella realtà sì, ma nei tuoi sogni no. Sei ancora così piccola eppure già sai quale dolore immenso sia la morte. È per questo che hai potuto desiderare così ardentemente che i morti fossero resuscitati.”
Riprendemmo a camminare in silenzio, fino a che arrivammo alla foce del Fiume che si gettava tranquillo nel grande mare. Mi sedetti a terra e osservai la distesa d’acqua accanto a me. Christabel riprese a suonare e già dalle prime note la mia tristezza cominciò a svanire per lasciare il posto ad un’immensa pace. Sentii Christabel riprendermi per mano, mentre le braccia del Fiume mi circondavano nuovamente la vita. Tenni gli occhi chiusi e quando mi risvegliai, sentii le morbide coperte di cotone che mi avvolgevano. Mi alzai a fatica e cercai a tastoni il mio violino. Iniziai a suonare, immaginando i miei occhi ciechi come li avevo visti in Christabel. Sperai che all’improvviso si aprissero al mondo come era successo a lei, ma questo non avvenne mai. Imparai però a vedere la vita attraverso gli occhi degli altri, come Christabel.
Ogni notte, nel cuore della notte, cammino lungo sentieri impraticabili alla luce del giorno; supero montagne, attraverso vallate di piccola, sottile erba che si muove lievemente sospinta dalla brezza notturna; nuoto in profondi laghi illuminati dalla luna d’argento e mi muovo furtiva nella giungla. Ma non sono più arrivata al Fiume dei Sogni. Col tempo ho capito che ciò che ho visto giungendovi altro non era che una proiezione della realtà. La parte della mia anima che si chiama Christabel mi ha insegnato tanto e se anche l’età dell’innocenza non c’è più, non ho ancora smesso di credere che un giorno i miei sogni si avvereranno. Quando non lo so, ma il Fiume dei Sogni mi infonde speranza. Quando suono il mio violino sento il Fiume nascere in me ed espandersi, ricercare i miei segreti più profondi, quelli che pensavo di aver perduto per sempre. Ed è allora che rivedo Christabel, attraverso gli occhi del Fiume; è alloallora che so che non devo mai perdere la speranza.
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"L'effetto trigger" esiste,ma nessuno può dimostrarlo.Perchè nessuno è immune da esso.Tutti abbiamo rimosso dalla nostra mente una brutta esperienza.E allora come sappiamo che esiste davvero?Provate a chiedere alla vittima di una guerra,di un abuso,di una violenza e scoprirete che non sto mentendo.Perchè un viaggio nella mente umana è come un viaggio all'inferno,nel più profondo degli incubi..Anzi, peggio!

Offline kant.51

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Re: Il Fiume dei Sogni
« Risposta #1 il: 23 Giugno 2010, 23:06:59 pm »
B E L L I S S I M A !!!!!!!! Complimenti Juliet, è davvero una bella favola... :-X
cKappa ^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*° Sì che ti voglio bene, bene davvero...

Offline Juliet

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Re: Il Fiume dei Sogni
« Risposta #2 il: 24 Giugno 2010, 12:39:20 pm »
Grazie Kant! :-*
"L'effetto trigger" esiste,ma nessuno può dimostrarlo.Perchè nessuno è immune da esso.Tutti abbiamo rimosso dalla nostra mente una brutta esperienza.E allora come sappiamo che esiste davvero?Provate a chiedere alla vittima di una guerra,di un abuso,di una violenza e scoprirete che non sto mentendo.Perchè un viaggio nella mente umana è come un viaggio all'inferno,nel più profondo degli incubi..Anzi, peggio!