Lei sente i suoi sguardi. Li custodisce nella sua mente e nei suoi desideri, ma finge di non vederlo, di non accorgersi di lui e continua a camminare per la festa, a testa alta. È sola con la sua amica, può stare fuori fino alle nove stasera, sua madre le concede un’ora in più il giorno della festa patronale. Così spera tanto che tra qualche passo lui la fermi, le chieda di conoscersi, di scambiarsi il numero del cellulare, prima che arrivino le nove e lei debba andare via. E dopo qualche passo lui sì, la ferma e le chiede: “Scusa, che ore sono?” ed è ovvio che non voglia davvero sapere l’orario, che quello sia un pretesto per parlarle, ma lei è fredda, non riesce a guardarlo neppure negli occhi: si è innamorata. “Non lo so” risponde, sentendosi del tutto ridicola, e con le guance in fiamme continua a camminare, ignorandolo. Sull’angolo, quando lui è ormai lontano, si mette anche a piangere: si sente così stupida! Aspettava da tanto quel momento e se l’è lasciato sfuggire così. Sente che adesso, persa questa, di occasioni non ce ne saranno più. Si è innamorata di questo ragazzo che ha visto solo poche volte, e a lunghe distanze di tempo. Ha provato qualcosa dentro, sin da subito, dalla prima volta che si sono visti, tanto da sognarlo la notte, da desiderarlo. E scrive sul suo diario segreto “TI AMO”, a grandi lettere e contornato da cuoricini rossi. Chissà se lui adesso la starà pensando.
Poi passano gli anni, le stagioni, e la festa patronale del paese, ad ogni maggio, è diventata un pretesto per incontrare il suo amore segreto, di cui non dimentica mai i lineamenti, sebbene con il tempo sfumino un poco nella sua memoria. Quest’anno lui c’è di nuovo, ed è insieme ad una ragazza: la sua ragazza. Sono abbracciati e presi per la mano. D’altro canto anche lei, quest’anno, è insieme al suo ragazzo. Lui si accorge di lei, la guarda e per qualche secondo sembra che il tempo si sia fermato per entrambi. Entrambi sono mano nella mano con un’altra persona. Lei non regge più lo sguardo di lui. Sente un buco nello stomaco. Si ricorda la sera di qualche anno fa, la prima volta che si erano incontrati. Lui era un bel ragazzo, alto, moro, non passava (e non passa) inosservato. Lei attendeva che finisse il giro della giostra per occupare il primo sedile vacante. E il primo sedile a liberarsi era stato proprio quello da cui lui era sceso, lasciandole il posto con un sorriso, dopo uno sguardo prolungato. Lei si, si era innamorata proprio in quell’istante. E da allora avevano quasi giocato a rincorrersi negli anni. Nessuno dei due sapeva qualcosa dell’altro. Ora sono qui, stesso lunapark, qualche anno in più, e due persone accanto a loro. Hanno ciascuno la propria vita e forse non si conosceranno mai, se non nei loro sogni, o nei ricordi di questo lunapark pieno di musica, di euforia e di amori segreti. Lei sta crescendo, ma si sente ancora quella bambina che si era innamorata, a quindici anni, del suo “principe azzurro”, così lo chiamava. Vorrebbe dirgli una parola. Invece non lo può fare. Il suo ragazzo ha appena deciso che adesso prenderanno un panino al camioncino. Si stanno spostando da quel punto e lei vorrebbe salutare il suo principe azzurro. Guardalo, si dice tra sé e sé, potrebbe essere l’ultima volta che lo vedi, mandagli un segnale, uno sguardo, un saluto. Ma non lo guarda e non lo saluta.
Poi un giorno, non in primavera ma in inverno, un inverno freddo e cupo, si incontrano di nuovo, per caso, in un posto che non è più un lunapark, e sarà davvero l’ultima volta, o se ci saranno delle altre volte non sarà la stessa cosa. Lei ora ha 25 anni. Lui avrà su per giù la sua stessa età, massimo un anno in più. Da piccola lo vedeva come un uomo maturo, ora le sembra un bambino. Si rivedono in un locale, lei seduta al tavolino con degli amici ed una birra tra le mani, lui al bancone ad ordinare un caffè. Si guardano e non c’è dubbio che si siano riconosciuti. Sono sempre loro, e sono soli. Lui ha tutta l’aria di volerle dire qualcosa. Ma questo incontro ha rotto l’incantesimo che si era cristallizzato nel tempo. Negli anni qualcosa è cambiato. A lei non piace più. Lui non è più quel Principe, con la P maiuscola, del quale da piccola si era perdutamente innamorata. A quindici anni, le cose diventano tutte più grandi di noi, tutte le cose lo diventano, per poi sminuirsi solo nel tempo. E’ cresciuta, è ormai una donna e lui non è l’uomo che in una normale circostanza di vita oggi attirerebbe la sua attenzione. Sembra un ragazzino indisciplinato, non le piace come si è vestito e porta un orecchino all’orecchio sinistro ed un piercing al naso. Come si frantumano e si svalorizzano, nel tempo, i sogni dei ragazzini.