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Autore Topic: L'Inno del Marinaio  (Letto 1933 volte)

Offline Juliet

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L'Inno del Marinaio
« il: 9 Luglio 2010, 17:50:40 pm »
Elizabeth corse fuori dalla sua grande stanza. Prese in mano una delle tante torce appese alle pareti di solida pietra e percorse silenziosa i lunghi corridoi del castello. Accertandosi che nessuno l’avesse vista, uscì dalle mura che la proteggevano e si diresse più velocemente possibile verso la scogliera. L’oceano si agitava sotto le spinte del vento ululante, mentre la pioggia bagnava il viso di Elizabeth. La ragazza si fermò solo quando si sentì al sicuro, lontano da occhi indiscreti. Si piegò in due dalla fatica della corsa, ansimando e sentendosi il cuore battere in gola, mentre il piccolo seno si alzava e si abbassava al ritmo irregolare del respiro. Era una notte buia, priva di stelle e persino la luna aveva nascosto la sua faccia dalla tempesta. Quando si fu ripresa Elizabeth cominciò a fissare l’orizzonte, stando immobile al suo posto. Solo i suoi occhi ogni tanto si muovevano, alla ricerca di una nave che si avvicinasse nell’oscurità. Dalle sue labbra usciva la voce di una sirena, che intonava l’Inno del Marinaio, una ballata che, per tradizione o per scaramanzia, le donne irlandesi cantavano ogniqualvolta i mariti si imbarcavano, stando via mesi e a volte anni. Erano settimane ormai che il mare non portava ad Elizabeth notizie del suo amato, ma lei aveva deciso di non darsi per vinta. Non avrebbe ceduto alle lacrime e alla disperazione. Aveva giurato di non perdere mai la speranza. Ma nonostante fosse certa che lui era sano e salvo, e che aveva un motivo valido per non scriverle, seguitava a pregare Dio, giorno e notte, perché vegliasse sul suo marinaio e lo proteggesse dai pericoli. In quel momento, in assenza delle luci della notte, Elizabeth avrebbe voluto accendere una candela, per segnalare che lei era lì e chissà, magari lui l’avrebbe vista.

Eric era sdraiato sul letto di una piccola locanda spagnola. Le lenzuola erano fresche e pulite, candide come la morbida pelle della sua Elizabeth. Era arrivato in quel luogo circa tre settimane prima, ma ancora non si era arrischiato a mandare sue notizie alla famiglia. Da quando era partito, salendo come marinaio sulla King George, non aveva fatto altro che camuffarsi, per nascondere la sua vera identità. Andando in Spagna chiunque avrebbe capito che non era del posto e peggio ancora avrebbe potuto essere riconosciuto come colui che era stato accusato di aver violato la figlia del re d’Irlanda, promessa sposa del principe Enrico di Spagna. Ma lui era innocente: non avrebbe mai fatto del male ad Elizabeth. Si erano semplicemente amati, poco prima che lui partisse per l’ultima volta per la Danimarca. E questo poteva forse essere considerato un reato? Anche se lui non era di nobile stirpe, sapeva che avrebbe potuto rendere felice la bella Elizabeth, più di quanto lo sarebbe stata con il principe spagnolo. Ma lui era dovuto fuggire, giurando alla sua amata che sarebbe tornato presto. E durante il viaggio si era chiesto spesso se lei avrebbe continuato ad amarlo, se l’avrebbe aspettato come si attende l’alba che infonde nuovo coraggio. Poi, questa sera, aveva visto quell’uomo dai capelli rossi: nel momento in cui aveva abbattuto la porta della sua stanza, una folata di vento aveva spalancato la finestra, portandole la dolce voce di Elizabeth. Vedendo l’uomo, Eric si era domandato se finalmente la principessa avrebbe potuto avere sue notizie e aveva cominciato a cantare anche lui l’Inno del Marinaio, all’unisono con la voce di lei, trasportata dal mare.

Quando la pioggia si placò, Elizabeth accese la candela per Eric, mentre l’alba sorgeva debolmente tra le nuvole gonfie d’acqua. La principessa continuò a pregare e cantare l’Inno del Marinaio, per un tempo indefinito, senza mai sapere che Eric era in un locanda e miglia di distanza da lei, trafitto dalla spada del re mentre cantava quell’inno che, lei sperava, l’avrebbe salvato.
"L'effetto trigger" esiste,ma nessuno può dimostrarlo.Perchè nessuno è immune da esso.Tutti abbiamo rimosso dalla nostra mente una brutta esperienza.E allora come sappiamo che esiste davvero?Provate a chiedere alla vittima di una guerra,di un abuso,di una violenza e scoprirete che non sto mentendo.Perchè un viaggio nella mente umana è come un viaggio all'inferno,nel più profondo degli incubi..Anzi, peggio!

Offline Alamuna

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Re: L'Inno del Marinaio
« Risposta #1 il: 9 Luglio 2010, 23:04:21 pm »
Sicuramente positivo. E' interessante l'aspetto delle due parti di racconto che ritraggono due momenti contemporanei. Forse poche parole sono spese a descrivere l'assassinio del ragazzo che giunge improvvisamente agli ultimi righi, ma la fine lascia sicuramente stupefatto il lettore. Hai avuto una bella idea!  :-)
Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further. (T. Carlyle)

Offline Juliet

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Re: L'Inno del Marinaio
« Risposta #2 il: 12 Luglio 2010, 10:34:59 am »
Grazie Alamuna...si in effetti la fine è un po' breve..
"L'effetto trigger" esiste,ma nessuno può dimostrarlo.Perchè nessuno è immune da esso.Tutti abbiamo rimosso dalla nostra mente una brutta esperienza.E allora come sappiamo che esiste davvero?Provate a chiedere alla vittima di una guerra,di un abuso,di una violenza e scoprirete che non sto mentendo.Perchè un viaggio nella mente umana è come un viaggio all'inferno,nel più profondo degli incubi..Anzi, peggio!