Così una dolce lacrima lentamente scende, nel buio di una soffitta e nei giorni che seguono mi sento persa, smarrita in un mondo che non mi appartiene; altri invece ricordo una frase riportata sulla pagina d‘apertura di un qualche mio diario: “Ho il mondo ai piedi, ma non so che farmene del mondo” Poi torna il vuoto e scrivo: “Pagine strappate, rubate al vento in un giorno in cui ti senti un’altra. C’è bisogno di più grinta di quanto mi sarei aspettata, più forza per andare avanti in questo mondo ove mai nulla rappresenta una certezza. Mai nulla è di più. Mai una completa vittoria. Sono sempre gradini quelli che incontro, alcuni più alti, per altri basta un lieve saltello, certi sembrano insuperabili e quando guardo indietro, anche se spesso non dovrei, non mi sembra vero di averne saliti tanti, nonostante qualche scivolone o peggio. Quando guardo avanti scorgo l’infinito e verso il cielo salgono i gradini indefiniti. Vorrei solo essere felice, prima dell’ultimo” E più in là, poco dopo aver anelato di ricevere sulla mia pelle lo sguardo dell’amato, “Poiché nulla supplisce alla mancanza d’amore”