Buon giorno ragazzi/e , questo è l'inizio di un libro che sto scrivendo per la mia pagina su facebook, sono solo al 4° capitolo e questi non sono nemmeno grandissimi... spero vi piacciano

My Destiny And My Spirit
Era un giorno d’inverno e Dante stava sciando sulla pista di fondo come faceva tutti i giorni, si preparava per le gare, era forte ed era sempre sul podio…
Quel giorno stava facendo una pista che entrava nel bosco quando dovette fermarsi: davanti a lui un cervo sbranato sulla pista, il sangue era schizzato e anche dove c’era lui delle piccole gocce di sangue sporcavano il terreno, tornò indietro a dirlo al padre che spostò il cadavere su un lato della pista, era enorme.
Dante e il padre osservarono bene la carcassa e iniziarono a discutere, pensarono ad un orso, visto la quantità di carne che era stata strappata dal corpo, ci pensarono un bel po’ ma poi sotterrarono l’animale vicino al fiume.
Tornarono a casa ma Dante continuava a pensare e non riusciva a dormire.
La mattina a scuola lo disse ai suoi amici e questi si preoccuparono e decisero di andare con l’amico a sciare, non fecero quella pista ma fecero quella più corta e non videro nulla di sospetto, Dante aspettò che i suoi amici se ne andassero prima di tornare in quel luogo.
Il padre glielo aveva proibito ma lui era andato lì, nevicava ed era buio, non aveva paura ma quando arrivò lì non trovò nulla, solo il sangue visto che avevano sotterrato la carcassa. Tolse gli sci e si sedette lì appoggiato ad un albero ad aspettare qualcosa che nemmeno lui sapeva, si addormentò nella neve fredda e per tutta la notte stette lì, fermo al freddo e nella tempesta di neve.
Mentre lui dormiva al freddo lo spirito delle foreste lo osservava da lontano, decise solo di osservarlo e non volle attaccarlo e quindi se ne andò per la sua strada.
L’unica cosa che svegliò il ragazzo fu la voce del padre che lo sgridava, domani avrebbe avuto una gara, in quella pista che conosceva fin troppo bene perché era la sua pista. Era leggermente infreddolito ma decise di fare la gara, quella zona la avevano chiusa per paura di un attacco da parte di qualcosa.
La gara era solo per Ragazzi e Allievi, partirono le ragazze e poi i ragazzi, le allieve e adesso toccava a lui, teneva sempre al collo un talismano regalatogli dal nonno, questo talismano raffigurava un lupo che ululava. Il nonno diceva che era lo spirito guida del ragazzo ma nessuno gli credeva, lo credevano un po’ pazzo anche se Dante gli voleva tanto bene.
Quando iniziò la gara passò subito in vantaggio e diede anche un bel distacco al secondo; il silenzio era assoluto, sentiva solo il suo respirare e il suo passo scivolare lento sulla neve, gli piaceva quel rumore; gli piaceva chiudere gli occhi e pensare, si immaginava l’aquila che volava alta sopra di lui e di fianco a se un cavallo bianco che correva insieme a lui, poi si svegliava e aumentava l’andatura.
Notò che qualcosa nella boscaglia più in alto si era mosso, era incuriosito ma non poteva lasciare tutto e andare a vedere cosa era, forse era solo una volpe o un capriolo.
Continuò a correre e arrivò primo seguito da due suoi amici, appena arrivò andò dalla madre e gli disse di aver visto qualcosa…
Lei tentò di persuaderlo ma lui mise gli sci ai piedi e iniziò a spingere per scappare da tutto, voleva scoprire chi era quello spirito che si aggirava nei paraggi e uccideva, si aspettava un enorme orso ma non temeva nulla, aveva deciso che la paura era inutile come fastidiosa.
Arrivò vicino a dove avevano trovato la carcassa del cervo e si tolse gli sci per cercare qualche indizio, per due ore rimase lì ma non trovò nulla, era scoraggiato, rimise gli sci e lentamente scese il pendio della pista di fondo, quella era l’ unica discesa della pista ma era anche abbastanza difficile per i principianti, almeno secondo lui…
Era sovra pensiero quando un enorme camoscio lo fece cadere a terra e quest’ ultimo gli cadde sopra ferito e dolorante.
L’animale si alzò e zoppicando iniziò a correre verso il fondo della valle sulla pista, Dante era ferito ad una gamba, perdeva sangue, quel maledetto animale gli aveva conficcato le corna in una gamba.
Guardò l’animale ad allontanarsi e poi una figura color neve a scattare alla gola di questo e farlo cadere a valle sparendo nella vegetazione fitta.
Dante si tirò in piedi e guardò giù, c’erano solo segni di sangue ma nient’ altro, che cosa era? Non aveva mai visto nulla di simile, era tropo veloce e longilineo per essere un orso e non poteva essere una lince bianca…
Che diavolo era?
Decise di tornare a casa visto che era ferito, tentò di sciare fino a casa ma non ci riuscì, si trascinò fino a casa del nonno molto più vicina ella sua.
Raccontò tutto al nonno che non credeva ad una sola parola di ciò che il nipote gli stava dicendo, ma lo ascoltava con finto interesse mentre lo curava.
Dante chiese al nonno di non dire che si era fatto del male anche se zoppicava vistosamente, arrivò a casa e i suoi genitori erano arrabbiati e lo mandarono in castigo…
Aveva quell’ immagine fissa in testa, quell’ animale era grosso per essere una volpe ma era troppo piccolo per essere un orso; guardò distrattamente il tavolino dove c’erano il suo talismano e il computer: prese il computer e si mise a cercare senza risultati, si sdraiò e prese il talismano, lo osservò e poi si addormentò stanco per quella giornata così faticosa.
Quel ragazzo aveva solo 16 anni ma il suo spirito guida si era già fatto vedere, il nonno era sbalordito, credeva alle parole del suo nipotino anche se non voleva farglielo capire.
Il Nonno era uscito nella neve con delle candele e delle piume e invocava al cielo un inno per richiamare lo spirito del ragazzo, in poco vide apparire davanti a se un animale bellissimo, occhi azzurri e pelo bianco come la neve.
Questo animale ululò alla luna che era coperta appena da uno strato di nuvole soavi, dopo di che se ne andò scomparendo tra la neve.
My Spirit Guide
Un altro giorno era passato ed io pensavo a quell’animale magnifico che mi aveva abbagliato.
Era notte fonda e in lontananza sentì un ululato, le immagini confuse nella mia testa si fecero più nitide, quel bellissimo animale era un lupo, il pelo, la forma del corpo, era incredibile…
Mi alzai e senza fare chiasso andai per la pista sedendomi su un albero secolare, andavo spesso lì a pensare e anche quella notte mi ero seduto lì a cercare intorno a me quel bellissimo esemplare di lupo bianco.
Sentivo il lento respiro di Morfeo sul mio collo ma non volevo tornare a casa senza vederlo, presi in mano il talismano che mi aveva dato il nonno e lo strinsi forte tra le mani addormentandomi piano piano sull’ albero.
Quando mi svegliai era l’alba, lo spettacolo era magnifico, tutti i colori e la natura che si risvegliava, il lento colorarsi della neve e soprattutto l’alzarsi nel cielo di quella meravigliosa palla di fuoco.
Decisi di tornare a casa perché non volevo essere sgridato da mio padre per l’ennesima volta, tranquillamente tornai a casa e feci finta di alzarmi quando il papà venne a svegliarmi, era lunedì e dovetti andare a scuola, la cosa non mi piaceva, era inutile andare a scuola quando dovevo trovare quel bellissimo lupo. Chiesi alla maestra se era possibile che un lupo venisse o meglio stesse qui in questa bellissima valle ma lei ridendo mi disse che era impossibile e mi spiegò:
-Sai Dante tanto tempo fa qui i lupi c’erano e venivano cacciati, le loro pellicce valevano milioni di euro, la loro carne era prelibata e i loro denti erano duri come l’avorio, era una razza a parte, non era come i soliti lupi di medie dimensioni, pensa che il lupo più grande che era stato ucciso era di un metro di statura... non è enorme?
Ma poi un giorno dei lupi decisero di ribellarsi agli umani sterminando metà paese e uccidendo tutti i bambini tranne uno, quel bambino dicono che viva ancora ma visto che non si sa nulla credo che sia morto.
Ma comunque sono leggende non preoccuparti… -
La guardai ma non credevo alle mie orecchie, i lupi erano stati distrutti, il nonno mi aveva detto che se ne erano andati…
Dovevo trovare quel lupo e proteggerlo fino alla fine, mandarlo via da qui a tutti i costi.
Finita la scuola tornai a casa a piedi come al solito, passavo ma decisi di fermarmi alla taverna della mamma, come al solito lei mi preparò una cioccolata calda e io dovetti berla.
Entrarono dei cacciatori che iniziarono a parlare dicendo così:
-ehi ragazzi, quel bastardo lo abbiamo ucciso!
-quel cervo però aveva dei segni sulle cosce quindi la pelle varrà molto meno, maledetti orsi!
-Si però mi sembra strano, il cervo che scappa da un orso no?
Continuarono così per un bel po’ e dopo di che se ne andarono tranquilli, maledetti cacciatori, perché trovavano gusto ad uccidere gli animali? Solo per soldi? Per divertimento? O Per fama? Idioti! Perché gli umani sono degli emeriti imbecilli, anche noi siamo animali e dovremo temere gli altri visto che siamo inferiori… Ma loro non capiscono, gli indiani avevano capito tutto, il lupo, l’aquila, il cavallo e lo sciacallo erano i simboli della vita, della libertà, della pace e della guerra, loro erano il tutto e li rispettavano e li onoravano come dei.
Tornai a casa e andai a fare un giro con gli sci, a metà pista li tolsi e andai nel bosco seguendo il corso del fiumiciattolo.
Arrivai in cima ad un piccolo dosso e quando sentì il richiamo del lupo mi girai, il mio cuore iniziò a battere incessante per la paura, le mie gambe iniziarono a correre verso casa, ero terrorizzato. Caddi picchiando la testa su un sasso e persi conoscenza, de quel preciso istante iniziò il lungo viaggio.
Quando mi svegliai avevo una ferita alla testa ma non ero nella neve ero in casa… del nonno!?! Come ci ero finito?
Mi sorrise e disse che ero fortunato, passava di lì se no sarei morto.
Lo aveva già detto ai miei genitori ma li aveva già tranquillizzati e quindi mi avevano lasciato lì a casa del nonno. Continuavo a guardare fuori e chiesi al nonno:
-Non hai visto nulla intorno a me quando mi hai trovato?
Lui negò e fece spallucce, mi mise a nanna e poi si coricò anche lui. In poco mi addormentai, ero stanco e avevo perso molto sangue.
Quella notte il nonno si alzò e uscì nella tempesta di neve, si sedette e aspettò, un enorme lupo bianco gli apparve davanti e il nonno si inchinò e lo ringraziò, rientrò ma io non seppi nulla di ciò che era accaduto.
La mattina mi alzai e il nonno mi cambiò le fasce e mi riportò a casa in slitta, mia madre iniziò a urlare spaventata e piangeva come una matta mio padre voleva uccidermi e mio fratello mi dava dell’ idiota, che bella famiglia che ho!
Dopo ben 20 giorni che ero lì, seduto a guardare le grandi distese innevate, potevo di nuovo iniziare ad allenarmi, ma oggi avrei preso i miei sci e il mio cavallo e saremmo andati a fare la pista difficile, era una pista che arrivava fino in cima al piccolo monte, poi scendeva ma il problema era che la strada non era bella con gli sci visto che la neve si era sciolta quindi andavo a cavallo del mio frisone, Devil, di tre anni su per quei bellissimi paesaggi montani- collinari.
Arrivati in cima mi sedetti ad osservare tutto quel bellissimo scintillare della neve e chiusi gli occhi:
si sentiva il richiamo di un’ aquila reale che cercava e danzava nei cieli, si sentiva il silenzio e la quiete della natura immutata negli anni.
Il cavallo iniziò a muoversi freneticamente sotto di me e quindi riaprì gli occhi stranito, il cavallo era nervoso, agitato e spaventato, mi guardai in giro e non trovai nulla di strano ma poi un dolce canto mise fine a quella ricerca: un ululato.
Non sono riuscita a mettere tutti e quattro i capitoli quindi li metto nel post dopo.