La conoscevo appena, un cenno leggero come un saluto, quando la vedevo scendere dalle scale, a lei che era sempre di fretta, presa da mille impegni.
Poche parole, il mio sguardo però diceva tutto, quando la incontravo.
Mi bastava guardarla per sentire quella piacevole sensazione di chi si è innamorato.
Bella come un fiore di prato, un sorriso intenso e gradevole, con quelle labbra di petalo e gli occhi dove si specchia un trasparente ruscello.
Spesso la sentivo suonare il piano e avrei voluto che quelle lunghe mani suonassero su di me, mentre io le cantavo un brano di soul, la musica dell'anima.
Quelle note scandivano il tempo che passava, mentre tutto ci divideva.
La incontrai dopo 10 anni, in un negozio di scarpe.
Non potei fare a meno di guardarla, come un tempo, lasciando spazio alla mia fantasia di sognatore e poetastro da strada.
Lei si accorse di me, ma fuggì e con lei la speranza di ritrovarla come un tempo; sempre che quel tempo fosse davvero esistito.
Uscii dal negozio, non c'era più e per un attimo,
rimasi incantato col pensiero cercando di ricomporre i tratti del suo viso.
Dopo pochi passi una strana sensazione avvolgeva il mio spirito.
Mi girai e c'era lei, davanti a me, mi prese le mani e mi guardò negli occhi.
Non c'era niente da capire, bastava leggere in quegli occhi così profondi e stanchi.
Il suo viso era sfiorito, non solo per l'età.
Dieci anni di vita sballata, passata da un party all'altro, compagnie pericolose, prostituzione, ferite laceranti, depressione.
Poi la droga le aveva portato via quel sorriso che incantava il mondo.
Due ore passate in quella caffetteria ascoltando i suoi racconti e dimenticando tutti i miei problemi.
"La mia bellezza mi ha rovinata”.
“Mi ha travolta e quella che vedi è ciò che rimane di me.
Se solo avessi capito, un tempo, ora sarei una persona diversa".
“Sarei una donna”. Ora non lo sono più”.
“Se solo avessi capito quei tuoi sguardi...”
Le parole devastanti di una donna che non conosce pace,
fecero di me un uomo che non sa tacere e
grida la sua disperazione.
Un uomo che scrive nel suo ricordo
e quel che rimane sul foglio,
sono solo parole confuse
di chi è innamorato.
Come le note stonate di un musicista
che non vuole più imparare a suonare,
e le lascia morire nell'aria.
"Un pensiero per Alessia"
ilpoetastro