L’arresto della Peugeot 205
La vita è un viaggio fatto di ricordi.
Momenti da condividere, gioie e dolori da raccontare.
Come quel giorno, sfogliando uno dei miei diari di viaggio…
Aprile 1991 stavamo tornando da Grenoble(Francia) io ed un mio amico, Fabrizio.
La macchina, la sua(una Peugeot 205) non ce la faceva più.
Dopo tanti chilometri macinati su e giù per l'Europa, agonizzava.
Si era rotta la cinghia dell’alternatore e noi maldestramente
l’avevamo sostituita con un paio di calze a rete, le mie.
Ormai si muoveva solo per inerzia tanto che non ci potevamo fermare,
altrimenti non si sarebbe più messa in moto.
Ad un tratto scorgemmo una pattuglia della polizia che ci apparve come una rivelazione.
Tre agenti, mitra spiegati e sguardo penetrante,
fecero cenno di fermarci.
Ci fermammo, ma spiegammo subito che la macchina poi non sarebbe più ripartita.
Dopo i soliti accertamenti, come avevamo anticipato, la macchina non partì ed allora i tre poliziotti(molto gentilmente devo dire), si proposero per spingerla.
Provate ad immaginare:
Io e il mio amico in macchina, mentre i tre poliziotti dietro,
coi mitra ancora in mano,
a spingere la 205 rosso fiammante!
Sentivamo il tintinnio dei loro ferracci sbattere sulla carrozzeria,
ma lo percepivamo come un suono celestiale!
Non vi dico gli sguardi attoniti
e l’ilarità della gente mentre ci sorpassava.
Mentre noi in macchina,
sguardo fiero e petto gonfio,
ci godevamo lo spettacolo!
I tre manovali improvvisati avevano spinto
con tanta foga che la macchina raggiunse una velocità ragguardevole.
Alla faccia di chi dice che la giustizia è lenta!
La vita è anche questa,
a volte basta una spinta
per continuare il viaggio…
il poetastro 12 Giugno 2008