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Autore Topic: Giuramento Mortale  (Letto 2202 volte)

Offline Juliet

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Giuramento Mortale
« il: 17 Gennaio 2011, 16:01:59 pm »
Oggi ho ucciso un uomo. Era poco più che un bambino in realtà. Non è stato il primo e non sarà nemmeno l’ultimo. Ne ho uccisi tanti prima di lui, più giovani e più vecchi. E ancora ne ucciderò. Dovrò ucciderli. Quelli a cui ho sparato li conoscevo quasi tutti, vicini di casa, vecchi amici o compagni di giochi in questi campi di speranza morente. Campi di candida neve che in un attimo diventa cremisi, con la stessa velocità con cui le ragazzine perdono la loro innocenza in questi villaggi dove regna l’inferno, un inferno sconosciuto al resto del mondo, vissuto da donne vedove e ragazzini senza più un padre. Tutti quelli che ho ucciso, li ho ammazzati per salvare me stesso. E forse è proprio per questo non riesco a darmi pace. Ho tolto la vita a Dio solo sa quanti uomini per salvaguardare la mia, per difendere le mie credenze, le mie origini. Per difendere il mio mondo. Ma la mia patria vale davvero così tanto? Questo villaggio, questo paese in cui sono nato e cresciuto vale davvero la vita di tutti quegli uomini? La mia vita, vale davvero più di tutte le loro messe assieme? Ho imbracciato il mio fucile e ho cominciato subito a sparare, una raffica di proiettili in tutte le direzioni. L’ho fatto perché me l’hanno ordinato. L’ho fatto perché avevo quindici anni, avevo degli ideali, avevo tanta rabbia. Ora provo solo delusione. Delusione e rimpianto sono tutto ciò che mi resta dopo questi dieci anni di guerriglie senza interruzione. Non ho più una casa, non c’è più nessuno ad aspettarmi davanti ad un caminetto acceso. Nessuno della mia famiglia è riuscito a scampare a questo giuramento mortale: la vita degli altri per la mia. Ho ucciso un uomo e il suo amico ha ucciso mio padre. Ho sparato ad un ragazzo e suo fratello ha sparato al mio. Vedo questi corpi, stesi a terra a formare il mio sentiero; bambini, ragazzini come lo ero io, illusi da una speranza evanescente. Mi chiedo per quanto ancora dovrà continuare. Questa guerra non è la mia, non è la guerra delle migliaia di persone che qui, su queste strade fredde uccidono e muoiono a loro volta. Non è la guerra dei soldati bambini e delle donne violentate. Non è la guerra di chi uccide per salvarsi e di chi spara per paura. È la guerra di chi se ne sta al sicuro, nella sua casa, mangiando arrosto e bevendo vino, seduto su poltrone di velluto rosso, davanti ad un fuoco che non si spegne mai.  È la guerra di chi manda avanti gli altri, di chi illude, di chi vuole imporre le proprie idee senza rischiare, senza correre nessun pericolo. Possono anche chiamarmi codardo, ma io sono stanco. Sono stanco di vedere in continuazione i visi degli uomini morti, coperti da quella maschera fatta di fame e vergogna. Non posso più sentire le grida strazianti delle donne che mi lacerano l’anima, assistere impotente ai pianti disperati dei bambini. È un girone d’inferno, l’eterna punizione per i miei peccati. Un istante per fare del male corrisponde alla mia eternità: sarà tutto ciò che farò durante la mia vita. Vorrei essere liberato da queste catene, da questa condanna che non mi lascia respiro, da questa lotta che non può essere vinta se non da chi detiene il potere tra noi. Vorrei sanguinare anche io come questi uomini che giacciono a terra, contaminando la purezza della neve. La morte è l’unica vera salvezza, l’unico modo che permette al bruco di trasformarsi in farfalla. Ricordo quando la mia anima era come questa neve sotto i miei piedi: bianca, candida, il ritratto dell’innocenza. Questa neve che ora è macchiata dei miei peccati, come il mio spirito. Sono soltanto l’ennesimo uomo senza più voglia di combattere. L’ennesimo uomo che getta a terra quello che pensava fosse un compagno fedele e così, senza più difese, stanco di battersi, stanco di vivere, si avvia verso il patibolo in questo giorno nascente.
"L'effetto trigger" esiste,ma nessuno può dimostrarlo.Perchè nessuno è immune da esso.Tutti abbiamo rimosso dalla nostra mente una brutta esperienza.E allora come sappiamo che esiste davvero?Provate a chiedere alla vittima di una guerra,di un abuso,di una violenza e scoprirete che non sto mentendo.Perchè un viaggio nella mente umana è come un viaggio all'inferno,nel più profondo degli incubi..Anzi, peggio!

Offline Sciritos

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Re: Giuramento Mortale
« Risposta #1 il: 10 Giugno 2011, 12:13:07 pm »
Il racconto è indubbiamente drammatico.
A mio avviso dovresti approfondire  il carattere del personaggio principale, anche attraverso un maggiore lavoro di introspezione. Occorre una motivazione, giusta o sbagliata, per il fatto che lui uccida.
E' troppo generico,  secondo me, dire che uccide per salvare se stesso, per non essere ucciso.
C'è una guerra, un'ideologia che ha spaccato in due gli abitanti dello stesso villaggio, questo è un fatto importante, da approfondire. Descrivere maggiormente i rapporti ch si erano creati fin dall'infanzia e poi disastrosamente incrinati a causa della guerra, della divisione in fazioni.
Mi ricorda la guerra dell'ex Jugoslavia, che aveva creato situazioni simili, insegnanti che a un certo punto sparavano sui loro allievi.
Uccidere crea come una patina di indifferenza e apatia nell'anima, questo deve risaltare, assieme alla disperazione del rendersi conto dell'assurdità, della crudeltà di tutto questo.
Perchè in fondo, si è sempre esseri umani, anche molto in fondo, per quanto sia difficile da acquisire.
« Ultima modifica: 10 Giugno 2011, 12:16:27 pm da Sciritos »
Quando l'inferno è nell'anima, può essere bello vivere accanto a un fraterno burlone sotto l'occulto potere di Dio;
puoi ancora aprire i divini cancelli del Cielo con le chiavi pesanti del tuo stesso tormento.
(Sven Hassel)

Offline Juliet

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Re: Giuramento Mortale
« Risposta #2 il: 11 Giugno 2011, 14:15:23 pm »
Ciao Scritos! :-) Hai ragione, andrebbe approfondito in vari punti. Ti ringrazio del commento e dei consigli. Ne farò tesoro.
"L'effetto trigger" esiste,ma nessuno può dimostrarlo.Perchè nessuno è immune da esso.Tutti abbiamo rimosso dalla nostra mente una brutta esperienza.E allora come sappiamo che esiste davvero?Provate a chiedere alla vittima di una guerra,di un abuso,di una violenza e scoprirete che non sto mentendo.Perchè un viaggio nella mente umana è come un viaggio all'inferno,nel più profondo degli incubi..Anzi, peggio!