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Autore Topic: In un corridoio d'ospedale  (Letto 3374 volte)

Offline (ainos)

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In un corridoio d'ospedale
« il: 10 Novembre 2011, 21:46:32 pm »
Mentre guardava quell'uomo steso sul lettino, infreddolito e spaventato, un triste pensiero attraversò la sua mente: e se diventare adulti significasse infine essere soli di fronte alla vita? Quell'uomo all'apparenza non era solo, così circondato dai suoi familiari. Ognuno di loro si spendeva in gesti premurosi, sforzandosi di apparire calmo e positivo. Eppure lei non riusciva a staccare gli occhi da quell'uomo. Il suo sguardo trasmetteva un profondo senso di inquietudine. I gesti di quelle persone non lo rassicuravano per niente. Lei vedeva chiaramente che per lui quelle persone potevano anche sparire in un momento. Le loro parole non lo rassicuravano, erano un'inutile spreco di fiato, tanto valeva lasciarlo solo, al buio, tra i suoi pensieri.
Lei poteva chiaramente capire cosa provava in quel momento: lui si sentiva solo, sentiva dentro di sé una paura così grande... ed il bisogno struggente di un abbraccio materno. In quel momento quell'uomo adulto, che poteva anche essere un potente uomo d'affari nella vita di tutti i giorni, avrebbe solo voluto poter tornare bambino per qualche istante, e cercare così le parole rassicuranti della madre. Appoggiare la testa sul suo grembo, perdersi nel suo abbraccio intenso e sentirsi dire "andrà tutto bene figlio mio". Ed invece era lì, circondato da molte persone ma solo di fronte alla malattia, di fronte al dolore, di fronte alla paura. Chi l'avrebbe consolato? Chi l'avrebbe rassicurato e cullato tra le sue braccia?
"Non siamo poi così diversi" lei pensò. Ci creiamo barriere inutili, ci affibbiamo delle etichette che ci differenziano, ci attribuiamo dei titoli, eppure siamo così uguali di fronte alla paura! Invece che colpirci a vicenda, invece che perderci in parole e gesti inutili, dovremmo farci forza a vicenda, infonderci coraggio di fronte alla paura che ognuno di noi prova prima o poi: la paura di morire soli.
"Forza quelle lenzuola non si stenderanno da sole". Così le sue riflessioni furono bruscamente interrotte. Uscendo dalla stanza lei lo salutò con un cenno della mano e cercando di non rendere le sue parole banali gli disse: "andrà tutto bene". Lui la guardò per un istante senza parlare, aveva capito.
« Ultima modifica: 11 Novembre 2011, 10:11:20 am da Manfry »

Offline kant.51

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Re: In un corridoio d'ospedale
« Risposta #1 il: 12 Novembre 2011, 13:38:40 pm »
Una pagina di diario che dà spunto a riflessioni di vita e di fondamenti del pensiero ...
cKappa ^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*° Sì che ti voglio bene, bene davvero...