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Autore Topic: NO JUSTICE WITHOUT LIFE  (Letto 5409 volte)

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NO JUSTICE WITHOUT LIFE
« il: 3 Dicembre 2006, 12:01:05 pm »
questa è una relazione su una conferenza contro la pena di morte a cui ho assistito l'altra settimana.....
grazie a questa relazione ho preso 9 in filosofia, ma comunque non è molto importante il voto perchè alla fine sono andata lì per ascoltare cio che avevano da dire su questa pena, che oserei definire incivile, barbara e assolutamente ingiusta..... personalmente, e credo ke dalla relazione si capisca, sono decisamente contraria alla pena capitale...
lo so ke è un po lunga la relazione ma l'ho fatta proprio con il cuore, c'ho dato l'anima x scriverla xke m sta molto a cuore qsto argomento...e poi m è venuta proprio bene... ;)
vabè eccola qui....

Sono le 18 e qualche minuto, l’aula è gremita, l’argomento alquanto scottante “No alla pena di morte”.
La conferenza tenutasi presso l’auditorium il giorno 27/11/2006 è la degna e doverosa conclusione di un percorso compiuto dalla comunità di S.Egidio di Sezze con le scuole medie inferiori e superiori del paese. Inserita all’interno del contesto “SI ALLA PACE”.
Oratori della conferenza l’insegnante Luisa Coluzzi della sezione setina della comunità, e un esponente della sezione della comunità della capitale.
Dopo i ringraziamenti d’obbligo, la signora Coluzzi ha esplicato il perchè della scelta di tale delicato argomento:
per prima cosa perchè la comunità organizzatrice in toto crede fermamente che la vita umana sia, al di là di tutto, un valore importantissimo e basilare e nessuno ha il diritto di arrogarsi la decisione sulla vita o sulla morte di un altro essere umano. Secondo poi perchè è da ormai tanti anni che la comunità intrattiene con molti detenuti nel braccio della morte un intenso rapporto di corrispondenza epistolare grazie al quale si è venuti a conoscenza delle realtà e del passato più o meno drammatico di ognuno di loro. Tra i tanti, troppi detenuti nel braccio della morte, sono venuti a conoscenza della storia di Dominick Green, un giovane diciassettenne che, non essendo riuscito a provare la sua innocenza per mancanza di denaro con cui pagare un avvocato, è stato giustiziato nel 2004. Da ultimo, ma non per ordine di importanza, la comunità ha deciso di organizzare tale conferenza perchè fermamente convinta che la vita può cambiare, per tutti, soprattutto partendo da proposte positive e che ognuno deve avere almeno una volta una seconda possibilità.
Pensando alla pena di morte, vengono alla mente molti sentimenti: odio, amicizia, vendetta, perdono, riscatto…. Ed è per aiutare tutte quelle persone dimenticate che la comunità di S.Egidio è da ormai 10 anni che intrattiene con loro corrispondenze regolari.
Facendo un breve sunto della storia della pena capitale bisogna dire che questa all’inizio del 1900 era largamente diffusa e praticata in tutto il mondo, fortunatamente venne piano piano abolita. Solo negli ultimi 10 anni è stata abolita da più della metà delle nazioni e al momento solo 50 Paesi conservano la pena capitale anche se solo 4 o 5 di questi compiono ancora esecuzioni regolarmente, provocando, però, più del 90% delle morti nel Mondo. Ma chi sono i Paesi moderni che conservano, purtroppo, ancora questa pena cosi barbara e antica?
Nel Vecchio Continente tutti i Paesi sono degni dell’aggettivo “moderno” perchè nessuno di loro conserva ancora la pena capitale, in Africa solo 10 Paesi conservano ancora tale pena anche se sono più di 10 anni che non ne praticano più l’uso e per questo sono definiti abolizionisti de facto; il 90% delle esecuzioni si svolge in Asia tra Cina, Singapore, Giappone, Corea, Vietnam… solo per citarne alcuni, ma non bisogna dimenticare alcuni stati della modernissima America.
Naturalmente la speranza è che la situazione cambi radicalmente o, per lo meno, che il numero delle esecuzioni diminuisca drasticamente.
Alla platea viene quindi proposto un video documentario di tutte quelle realtà di sofferenza e orrore in cui vivono migliaia di condannati e in cui sono costretti a morire.
“NON VALE LA PENA
–la ballata della morte-,
sei volti,
sei voci,
sei parti del Mondo,
sei squarci di vita”.
È questo il titolo del documentario scioccante sì, ma che purtroppo tratta una realtà tristemente vera anche se può sembrare assurda, troppo lontana dalla nostra.
Il video è incentrato sulle realtà, vere, di sei paesi del Mondo in cui vige la pena di morte.
Silenzio di stato, ucciderli è giusto, parlarne non serve. Uccidiamo per legge. Era indegno di vivere. Spetta a noi decidere. Uccidiamo da secoli. Sono queste alcune delle risposte che gli addetti sono soliti dare a chi porge loro domande sui “fatti”.
Uccidono solitamente in estate, quando la gente è in vacanza, non legge i giornali, non segue il tg come d’inverno. Si nascondono.
I condannati non sentono dolore, non subiscono tortura…. Uccidono con i guanti…..Minorenni o minorati, la legge è uguale per tutti. Moriranno quando vogliono “loro”…..Oggi si muore…, niente avvocati, nessun giornalista, nessuna notizia…. Parlarne non serve, muoiono e basta. L’importante è che non trapeli nessuna notizia, nessuno deve vedere e nessuno vedrà. L’errore? Può darsi….., è meglio non dirlo.
La seconda testimonianza arriva dallo Shentzen e racconta, documentando anche con le immagini relative alle esecuzioni di cui tratta, la routine quotidiana dei soldati addetti alle esecuzioni.
“Guardiamo, impariamo. Oggi sono arrivati 10 camion pieni di persone legati a gruppi di 5. Nessuno piange. Nessuno grida. Ognuno ha appeso al collo il cartello con scritto il reato per cui viene punito. Al momento cruciale, pochi secondi prima della morte, l’uomo piange. L’uomo grida. L’uomo muore. Uno sparo…. In ginocchio…. Il proiettile gli ha sfondato il cranio. La famiglia rivuole il corpo? Dovrà pagare il costo del proiettile usato per eseguire il proprio caro…. È il turno di un ragazzo, occhi azzurro cielo. Il colpo che si ode è più forte. Sarà per quegli occhi? Sono azzurri. Sono aperti. Sono spalancati. Sono serrati. Sono enormi. BAM! Il reato? Furto di verdura…..”
Tra le testimonianze c’è anche quella di un boia, addetto all’impiccagione nell’Entebbe, Victoria.
“Ne ho uccisi a centinaia. La morte? Un lavoro. Un mestiere. È onesto. È necessario.
Con il tempo si cresce, si impara. Mille volte l’ho fatto, l’ho fatto sempre uguale: ti prendo, è il tuo turno, braccia dietro la schiena. Non gridare, dura poco. La benda calata sugli occhi e ti porto con me, ti porto alla morte…. Non gridare, dai, sei vicino, non ti farò alcun male…. Ecco, è questa la stanza, metti il collo avanti. Stringo il nodo, quattro gocce d’olio ogni mattina…. Abbasso la leva, la botola si apre, come al solito. Uno schianto. Collo spezzato. La vita?.... Un ricordo. Per te ho preparato una cassa di legno, sono in tanti ad aspettarti sotto terra. È il mio lavoro. Domani a chi tocca????...”
È dal Texas, U.S.A, che arriva la quarta testimonianza. Quella di una giornalista pagata per assistere alla morte dei condannati. Pagata per scrivere e raccontare la morte di migliaia di persone. 700 righe per un bianco, 400 per un nero. Anche per raccontare la morte si è razzisti.
“Sei innocente? Lo dicono tutti, non serve. L’ago è pronto nella vena. La macchina si aziona. 10…. 9…. 8…. Lui muore 7….  Io guardo 6…. 5…. Lui muore  4…. 3…. 2…. Io scrivo 1….0….. Era un mostro, ha ucciso un bambino. Nessuna pietà per le bestie…. È morto? È morto. Peccato, non era un nero! Ci alziamo. Tutto fatto, tutto finito. Chi ride. Chi scherza. Come stai? Bene grazie. Buonanotte. Buonanotte!”
Le immagini scorrono. Si commentano da sole. La platea è in assoluto silenzio, contemplando le storie, vere e sconvolgenti, che vengono raccontate. Come quella che proviene da Quazim….
“Corpo a corpo, centinaia di donne, bambine, vecchie. È notte fonda, ma sono tutte sveglie; sveglie ed immobili. Il silenzio è assoluto. Colpo su colpo, corpo su corpo… Sono più di 300 per notte ad essere uccise. I reati? Femminista. Scrittrice. Adultera. Eretica. Strega. Donna.... È morta 4 volte,  4 volte è stata schierata contro quel muro, la quinta volta è stata l’ultima…. Aveva 15 anni.”
L’ultima realtà raccontata è quella di Havana, Cuba. È quella di una madre che rivuole riavere il corpo del figlio, giustiziato.
“Sono più di 6 ore che sono seduta su questa sedia. Voglio il corpo di mio figlio.
Mi hanno detto - Lo riavrà 24 ore dopo l’esecuzione. Entro domani lo riavrà all’ufficio apposito. Numero 16 20 70 - …. Lo voglio….
Erano in 20 contro quel muro. Puntare. Sparare.
È morto tremando? Nessuna risposta
È morto piangendo? Non posso rispondere
È morto sul colpo? Non posso saperlo
2 gessi, 1 sapone, 3 stringhe,1 bottone. È questo ciò che aveva.
Non c’era un diario? Segreto di stato.
Ho atteso sei ore, lo voglio quel corpo, lo voglio vedere…. Finalmente esce qualcuno da quella porta. È un militare. – Quel corpo è scomparso, lo stiamo cercando….ritorni domani –
RITORNI DOMANI…… MA CHI SIETE? CHI SIETE PER UCCIDERE…. PARLO A VOI, A VOI…… CHI SIETE PER UCCIDERE???? DITEMELO!”
Il video termina, le luci si riaccendono e un senso di amarezza, rabbia e odio riempie la sala. Il proiettore si spegne, ma prima su quello schermo compaiono tali parole “Le persone coinvolte in questo video non hanno ricevuto alcun compenso. Un aiuto contro l’INCIVILTÀ”
Il rappresentante della comunità di Roma riprende allora a parlare. Non commenta il video però, non ce n’è bisogno, le immagini parlavano chiare senza il bisogno di altre parole. Inizia a parlare spiegando l’impegno che quelli di S.Egidio hanno preso, un impegno su due fronti:
da una parte il coinvolgimento con lotte politiche di tutti quei paesi in cui la pena capitale è ancora in vigore, dall’altro un impegno a favore dei condannati teso a creare e a mantenere una rete di corrispondenza in U.S.A., Cina e Africa.
Egli spiega inoltre la realtà propria di ogni paese: spiega come in America sia troppo dispendioso pagare la parcella di un avvocato per difendere la propria innocenza, spiega come in Cina si ricevono dei soldi per perdonare l’assassino della vittima e spiega come in Africa molti condannati vengano aiutati economicamente, grazie a poche centinaia di euro con cui il detenuto può pagare un buon avvocato che lo riesca a scagionare e a riportare alla vita con l’abolizione della pena.
Continua inoltre affermando come sia testato che nei paesi in cui la pena capitale è in vigore e regolarmente eseguita il numero degli omicidi sia tutt’altro che basso. Inoltre bisogna ricordare che anche i detenuti sono comunque persone con dei sentimenti; essi attendono il giorno della loro morte che potrebbe arrivare da un momento all’altro, il mattino seguente o dopo 5, 10, 15 anni. E la tortura è proprio questa: sapere di dover morire, ma non sapere quando, l’attendere giorno per girono, momento per momento, la propria fine.
Negli ultimi anni una nota positiva c’è stata: si sta registrando un trend positivo e le pene eseguite sono diminuite rispetto al passato. Purtroppo però, la battaglia ancora non è conclusa e solo grazie a molti privati che sostengono, a diversi livelli, i condannati e le associazioni pro abolizione pena di morte, che 20 e più paesi hanno abolito, negli ultimi 20 anni, la pena capitale.
Come in ogni conferenza che si rispetti alla fine del discorso non sono mancate le domande. A chi chiedeva quale potrebbe essere l’alternativa a tale pena, è stato risposto che si propone un carcere duro, un carcere vero, rieducativo e punitivo al tempo stesso, non come i carceri attuali che di carcere hanno ormai ben poco. A tale scopo è stata organizzata tempo fa una sollecitazione ai governi africano quali quelli della Tanzania, dell’Etiopia e della Nigeria per tramutare, in occasione delle festività, la pena capitale di molti condannati in ergastolo; e cosi è stato ben 250 detenuti hanno visto la barbara punizione tramutarsi in ergastolo.
In molti hanno sollevato la questione “Se suo figlio venisse ucciso, come si comporterebbe?”. Situazione molto difficile e delicata, non c’è dubbio. Ma perchè si dovrebbe punire con lo spargimento di altro sangue? Sangue non lava sangue. Se una società attribuisce alla vita un tale valore che può addirittura essere spezzata senza che nessuno dica nulla, in modo addirittura legale, che società è? Lo stato in quanto tale non può e non deve farsi strumento di vendetta tanto pubblica quanto privata.
Perché si è più favorevoli alla guerra che uccide migliaia di vittime e, invece, si è contrari alla pena di morte? Il principio in fondo è lo stesso!
Per avere qualcosa che non hai mai avuto devi fare qualcosa che non hai mai fatto

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Offline Joe McFly

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NO JUSTICE WITHOUT LIFE
« Risposta #1 il: 6 Dicembre 2006, 23:15:44 pm »
Non ho letto la tua recensione, ma le ho dato uno sguardo qua e là... Al primo impatto sembra ben fatta: sei davvero brava nello scrivere!!!
Cmq, non mi ritrovi d'accordo sull'argomento: per me la pena di morte non è un ingiustizia... Anzi, nel mondo di oggi, in cui assolviamo troppi reati, dimenticandoci del dolore provocato sulle persone, un pò di dura punizione non è affatto male. Anche perchè, a pensarci bene, un assassino che ha stroncato diverse Vite, ha gettato nel dolore decine di familiari, senza contare i figli delle vittime, i fidanzati, le mogli o i mariti... Una persona così non merita di vivere: anzi, una morte indolore è già un regalo che gli facciamo!!!

Tutto questo per dire che, spesso, molti di noi ci schieriamo da una parte o dall'altra della barca, senza mai immedesimarci negli altri. Prova a farlo (ma non cambiare subito idea!  :angry: ) e, poi, se vorrai, mi farai sapere...  :)
Cosa c’è da dire sul bisogno di morire?
Hai detto qualcosina che gironzolava nella testolina
e, in fondo, non sei cambiato quando il mondo se n’è andato.
C’è soltanto da ribadire che non tutto deve finire
e rimane da  scommettere
che la vita è anime da mietere.[

Offline Giusva

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NO JUSTICE WITHOUT LIFE
« Risposta #2 il: 7 Dicembre 2006, 10:02:35 am »
Mah, io sono sicuro che la pena di morte non sia una soluzione per chi il reato l'ha commesso (semmai per chi l'ha subito), però la storia del carcere duro penso sia utopico.
Prendete l'Italia: magari prendi l'ergastolo, ma diventano 30 anni per il rito abbrevviato, per buona condotta si dimezzano, ottieni l'indulto, la possibilità di uscire con obbligo di firma, la rieducazione all'esterno del carcere, ecc ecc...

Questa è la pena rieducativa?
Poi, detto tra noi, se qualche cosa va male, rischi anche che vada in prescrizione, con buona pace per chi ha perso anni dibattendo per la colpevolezza o l'innocenza di una persona.
Giusva
Quando ti guardi dentro vorrei che vedessi me, perchè io sarò parte di te per sempre.

Offline Joe McFly

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NO JUSTICE WITHOUT LIFE
« Risposta #3 il: 7 Dicembre 2006, 23:28:30 pm »
Vedi? Quindi, meglio la pena di morte: Lei non accetta indulti!!!  :P  :P  :P
Skerzo...  (forse!) :(  
Cosa c’è da dire sul bisogno di morire?
Hai detto qualcosina che gironzolava nella testolina
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Offline Young dreamer

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« Risposta #4 il: 8 Dicembre 2006, 13:16:14 pm »
Ne ho letta metà, davvero una relazione interessante!(quando avrò tempo la finirò :P )...però.......NO e poi NO alla pena di morte :angry: !!!Non posso proprio accettarla,potete dirmi che devo ancora conoscere il mondo, che sono troppo giovane, ma non sono d'accordo!!!!!!Insomma,perchè abbassarsi al loro livello,lui è un assassino e lo diventiamo anche noi per punirlo e dare una lezione a tutti quelli come lui!Non siamo dunque uguali a lui?Che differenza c'è, è perchè lo uccidiamo legalmente?Siamo esseri intelligenti, ci sono altri modi per distruggere un uomo....Se non ci fosse l'indulto, la buona condotta e cretinate varie secondo me l'ergastolo andrebbe bene, privare un uomo della vita vera, le gioie, i dolori i rapporti umani, tenuto rinchiuso in 4 sudicie mure fuori dal mondo,magari in isolamento...arriverà a desiderarla la morte!!!Con la pena di morte non si può tornare indietro, se si scopre innocente nessuno può più restituire quell'uomo alla vita...NO,NO,NO....Ho già detto no?!? :P
P.s.finalmente sono riuscita a mandare il post, sono 7 volte che lo riscrivo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!  
E dopotutto ci sono tante consolazioni! C’è l’alto cielo azzurro, limpido e sereno, in cui fluttuano sempre nuvole imperfette. E la brezza lieve […]
E, alla fine, arrivano sempre i ricordi, con le loro nostalgie e la loro speranza, e un sorriso di magia alla finestra del mondo, quello che vorremmo, bussando alla porta di quello che siamo.
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Offline Joe McFly

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« Risposta #5 il: 9 Dicembre 2006, 14:44:54 pm »
Citazione
Insomma,perchè abbassarsi al loro livello,lui è un assassino e lo diventiamo anche noi per punirlo e dare una lezione a tutti quelli come lui!Non siamo dunque uguali a lui?Che differenza c'è, è perchè lo uccidiamo legalmente?Siamo esseri intelligenti, ci sono altri modi per distruggere un uomo....
Rispetto la tua idea, anche perchè questo è un argomento difficile e pure io potrei benissimo aver torto... Ma ci tenevo a puntualizzare su questo punto interessante: per quanto rispetti tutte le idee (e questo è vero!) ho sempre cercato di far capire agli altri che UCCIDERE UN ASSASSINO non vuol assolutamente dire abbassarsi al suo livello.
Perchè (e se ti vedessi
"Batman & Robin" lo capiresti meglio), uccidere chi ha privato della vita un mio "caro" (che può essere un parente o un amico) ha un effetto di rassenerazione e, poi, cosa ben più importante, lui (l'assassino) ha ucciso per "sfizio" o per qualche altro motivo, e poichè ha privato ad un'altro della vita (il crimine più grave, per me) non ha IL DIRITTO di vivere, di assaporare le sue gioie, anche di un misero piatto di minestra in 4 sudicie mura...

Certo, se si ripristinasse il GIUSTO DIRITTO, attuando persino l'ergastolo, allora nn ci sarebbe bisogno della pena di morte, ma, poichè, l'ergastolo può apparire ben più disumano (costringere per l'eternità un uomo a "non-vivere") e può, in un secondo momento, essere "condonato", allora ben venga la pena di morte con le sue critiche e le sue giuste attuazioni

Tanto per: in natura, se un'animale appartenente ad un branco uccide, esso viene allontanato e abbandonato a sè stesso... Poichè noi siamo un pò tutti abbandonati a noi stessi, dobbiamo, quindi, essere più "drastici".
« Ultima modifica: 9 Dicembre 2006, 14:45:49 pm da Joe McFly »
Cosa c’è da dire sul bisogno di morire?
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e, in fondo, non sei cambiato quando il mondo se n’è andato.
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Offline Marta Karen Micol

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« Risposta #6 il: 10 Dicembre 2006, 18:32:24 pm »
mi aggrego in tutto a joe, per quanto possa sembrare estremamente duro togliere la vita a una persona, alcune "categorie" lo meritano!
si potrebbe dire che così vige la legge del più forte, la legge della giungla, ma non si può sempre fare affidamento sul carcere,l'ergastolo e quant'altro...comunque a olte chi è stato privato di un proprio caro in un motivo ingiusto e crudele è giusto che abbia la propria vendetta....
sangue lava sangue dicevano gli antichi
”Albert Camus once wrote, ‘Blessed are the hearts that can bend. They shall never be broken.’ But I wonder, if there’s no breaking, then there’s no healing, and if there’s no healing, then there’s no learning. And if there’s no learning, then there’s no struggle. But struggle is a part of life. So must all hearts be broken?”


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Offline Young dreamer

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« Risposta #7 il: 10 Dicembre 2006, 20:22:43 pm »
Citazione
Sangue non lava sangue.
Dice Tinkerbell e dico io... :P  
E dopotutto ci sono tante consolazioni! C’è l’alto cielo azzurro, limpido e sereno, in cui fluttuano sempre nuvole imperfette. E la brezza lieve […]
E, alla fine, arrivano sempre i ricordi, con le loro nostalgie e la loro speranza, e un sorriso di magia alla finestra del mondo, quello che vorremmo, bussando alla porta di quello che siamo.
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Offline *Tinkerbell*

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« Risposta #8 il: 10 Dicembre 2006, 22:21:35 pm »
Citazione
sangue lava sangue

nononononono (o almeno x me non è cosi!)
penso ke se Beccaria fosse ancora vivo, troverebbe una tra i seguaci + accaniti in me!
comunque personalmente sono ASSOLUTAMENTE CONTRARIA alla pena di morte (non so se dalla relazione si era capito  ;) ) e le ragioni sono esposte tutte qualche post più sopra!!!!
 
una cosa volevo chierderla a angelosmarrito...come fare a distinguere chi merita la pena di morte e chi no???? non sono tutti uomini? è come se si dicesse "a te si e a te no"! in base a quale parametro o principio decidi a chi dare la pena capitale???????? :blink:


-25
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Offline Istar

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« Risposta #9 il: 10 Dicembre 2006, 23:38:08 pm »
Sono d'accordo con joe, non si può rendere così facile una cosa così terribile. La pena ci deve essere e deve essere giusta(ed io credo che in certi casi la morte sia una pena giustissima).
Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso...
Figli di Gondor, di Rohan, fratelli miei! Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore! Ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli uomini cederà, e abbandoneremo ogni legame di fratellanza, ma non è questo il giorno! Ci sarà l'ora dei lupi, e degli scudi frantumati, quando l'era degli uomini arriverà al crollo, ma non è questo il giorno! Quest'oggi combattiamo! Per tutto ciò che ritenete caro su questa bella terra, vi invito a resistere, uomini dell'Ovest!

Offline Joe McFly

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NO JUSTICE WITHOUT LIFE
« Risposta #10 il: 11 Dicembre 2006, 15:04:56 pm »
Se non ti dispiace, rispondo pure io alla tua domanda Tinker (Pensavi di esserti liberato di me?  :P  Skerzo!!!)...
Cmq, in che modo distinguere chi merita la pena di morte e chi no? Questo è quello che ha reso difficili le cose: l'uomo (in generale) non ama avere troppa responsabilità, perchè può commettere degli sbagli e non vuole ammetterlo. Per questo motivo, invece di capire come funziona la cosa, la elimina (stessa fine della "pena do morte")...

Rileggendo meglio il post, capisco le tue ragioni e rispetto la tua idea: non puoi sopportare che un uomo, simile a noi (mi trovi del tutto d'accordo), debba morire per mano nostra. Molto giustamente dici: non è uomo anche lui?
Rispetto, ed il mio obiettivo, come ben sai, non è cambiare la tua idea (non sia mai!), bensì discuterne...
E a questo punto ti chiedo: ammettendo giustamente che tutti gli uomini siano uguali, e abbiano pari diritti, che cosa merita, allora, un persona come
Hitler?  :blink: Merita anche lui ciò che può meritare un "semplice" carcerato (per non dire "merita la vita")?
Rispondimi.... e grazie!
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