MONTALTINO
Così chiamiamo la nostra casa in campagna, dal nome della località in cui si trova, vicinissima a Castellana.
Montaltino mi aspettava un pomeriggio di settembre di sedici anni fa, l’ennesimo proprietario( in non moltissimi anni), se ne era stancato ed essendosi costruito una bella villa in cui vivere tutto l’anno, voleva disfarsene.
Io ero alla ricerca di un posto in cui mettere radici.
Volevo un punto di riferimento estivo per la nostra famiglia e magari anche invernale, non sapevo bene, dipendeva anche dai soldi… mio marito, pazientemente, mi assecondava, comprendendo, anche se forse allora non “condividendo” in pieno, la mia profonda esigenza di stabilità, dopo un’infanzia e un’adolescenza quasi da nomade.
La macchina procedeva piano sulla stradina sterrata che dalla provinciale ******-Castellana si inoltrava nei campi…
Superiamo dei trulli disabitati, un tempo certo bellissimi…poi un bosco alla nostra sinistra…ed ecco la casa: un cancello verde, un piazzale, mangiatoie, scala esterna che porta al primo piano, compatta, abbastanza piccola, cancelli di ferro a proteggere porta e finestra, un gelso maestoso sul piazzale, il tronco semi bruciato ( “ C’erano delle bisce!” è la spiegazione del proprietario che vuole diventare ex-proprietario) un brutto intonaco-riccio che nasconde una pietra splendida ( fa capolino qua e là dalle scrostature) muri spessi un metro e mezzo, il corpo della casa è antico( Seicento) salendo in terrazza un panorama mozzafiato a trecentosessanta gradi…
Dentro di me è scoppiato l’amore.
Non ho visto più niente di negativo, mi sono sentita a casa, in pace con l’universo, ho visto i fiori già cresciuti, le grida dei bambini che giocavano, gli amici seduti intorno al fuoco, ho sentito gli odori dei cibi che avrei cucinato, le lenzuola che avrei steso al sole in terrazza…
Tutto questo mio marito lo ha letto nei miei occhi, ha sospirato, si è guardato intorno studiando che di fondamentale non mancasse nulla ( è una persona di grande buonsenso) e…cominciò l’avventura.
Da allora molte cose sono cambiate, in meglio, in quella vecchia torre ( da noi le chiamano così…) noi siamo più vecchi, i figli grandi, alberi e fiori sono copiosi e generosi, continuiamo ad amare quel posto, isolato forse ( ma quanta libertà!) e poi da soli stiamo solo se vogliamo.
. Spesso vado a passeggiare nel bosco, di sera si vedono le stelle a centinaia, ci sono upupe, gufi, civette, usignoli, falchi, lucciole, ranocchi…
E gli amici sono benvenuti!