Era bianco tutto intorno, le pareti, il soffitto, i letti, e quelli erano medici o almeno per un attimo così credette. Tanta luce troppa, tanta luce come non fosse stata mai vista prima. Gli occhi socchiusi ma aperti quel tanto che basta per sbirciare alcuni volti sorridenti e felici. Era tutto confuso, ricordi e presente erano ora un tutt’uno ora un niente sbiadito. C’era un attimo prima la paura di quella morte che doveva arrivare, c’era quella maledetta camera, c’era l’esecuzione, e ora?
– Che ci faccio qui? Dove sono? Perche’ sembrano tutti felici? Cos’e’ questa luce? Perche’ non sono morto? Forse sono felici perchè mi son salvato? Ma chi può essere felice di ciò se non mi pare di vedere ne sentire amici o parenti? Come posso essermi salvato da un’esecuzione da pena di morte? Ma perchè ho la mente cosi’ offuscata? Forse sto sognando? Forse non sono mai stato condannato?
In un lasso di tempo indefinito un’ indefinita serie di domande assalì la sua piccola mente confusa.
Ma non potè dare risposta alcuna perchè più si concentrava per dare a se qualche risposta più i ricordi sembravano sbiadirsi e le idee annebbiarsi...