Sorrise e poi si preparò a stringere quella mano tesa, era la prima volta che si recava in quel posto, la prima volta che vedeva lui, la mano era calda, leggermente ruvida, forte e ricettiva, grande ma rassicurante la stretta che esercitava. Gli occhi di lei si rispecchiarono in un paio di chiare scaglie di cielo, limpidi occhi azzurri, circondati da una ridda di piccole rughe, sinceri e profondi, nascondevano in se un mondo che ella voleva scoprire, esperienza, conoscenza che lui era pronto a condividere. Ma cosa l’aveva spinta qui, il cammino era stato lungo, una strada costellata da indecisioni, due passi avanti e tre indietro, decidere e poi ripensarci, restare per un po’ a guardare mentre la vita scorre veloce, mentre ti scorre addosso l’indifferenza della gente, pensieri profondi che a volte son troppo e ti fanno scoppiare la testa… Parecchie volte ella si era guardata intorno cercando negli occhi degli altri, scrutando attentamente per capire se almeno uno di loro si arrovellava l’anima in continua ricerca di qualcosa di indefinibile, possibile che la vita sia solo andare e venire, lavoro, famiglia, svago… e poi più nulla? Il solito piattume di tutti i giorni, fai una cosa e ne pensi altre mille, la mente vaga indisturbata e tu la lasci a briglia sciolta … e vivi solo di sogni, ti rifugi nell’irreale.
“Ora sono qui, sono nel qui e ora, non sto vivendo solo un’altra fantasia, sto facendo qualcosa di concreto per capire, per condividere, per trovare risposte, ho finalmente deciso e ora si vedrà se questa è la strada…. solo il tempo saprà rispondere”.