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Autore Topic: Immigrazione  (Letto 5749 volte)

Offline brezza

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Immigrazione
« il: 5 Dicembre 2009, 19:08:14 pm »
Pur se non nuovissimo questo argomento è sempre d'attualità e quindi voglio porre la vostra attenzione a ciò che si pensava di noi italiani quando a nostra volta immigravamo all'estero per necessità di lavoro. Tra l'altro questo incipit non è molto diverso da ciò che i nostri nordisti pensavano della nostra immigrazione interna.

Gli italiani visti da un ispettore americano ( ottobre 1912)

Da una relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del Congresso americano (ottobre 1912)
"Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l'acqua, molti di loro puzzano anche perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane.    Si costruiscono baracche di legno e alluminio nelle periferie
delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo
appartamenti fatiscenti.  Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina.  Dopo pochi
giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.  Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.  Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.  Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.  Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo
agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.  I nostri governanti hanno aperto troppo gli
ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro Paese
per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura di attività criminali".
La relazione prosegue così:
"Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a
lavorare.  Si adattano a abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.  Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell'Italia.  Vi invito a controllare i documenti di provenienza e rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

Fonte : On the road - www.ontheroadonlus.it    Commenti?

Offline kant.51

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Re: Immigrazione
« Risposta #1 il: 5 Dicembre 2009, 19:57:23 pm »
Si commenta da solo questo documento...dopo essere stata ad Ellis Island, in America, non mi meraviglia...noi pensiamo sempre di essere i primi a scoprire tutto, invece la storia si ripete, ed è logico: povertà, emarginazione, ignoranza, necessità di lavorare, lontananza dalla propria terra...sono tutti fattori che depongono alla costruzione di un mosaico che ha tante similitudini nel tempo e nello spazio.... :(
cKappa ^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*° Sì che ti voglio bene, bene davvero...

Offline Young dreamer

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Re: Immigrazione
« Risposta #2 il: 6 Dicembre 2009, 16:43:48 pm »
Illuminante...ma soprattutto molto molto deprimente... :"> :( le vittime a distanza di anni diventano gli aguzzini,in un circolo vizioso in cui nessuno impara nulla da ciò che ha passato....o meglio,qualcosa l'abbiamo imparato:il lato negativo dell'esperienza,con quali pregiudizi e comportamenti accogliere chi arriva "a casa tua..." ..Dio che nervi quando dicono "tu arrivi a casa mia e devi..."! >_<
Vi invito a controllare i documenti di provenienza e rimpatriare i più.
La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

Per questo abbiamo anche una bellissima legge adesso! :-d :&#39;( :&#39;( :">
E dopotutto ci sono tante consolazioni! C’è l’alto cielo azzurro, limpido e sereno, in cui fluttuano sempre nuvole imperfette. E la brezza lieve […]
E, alla fine, arrivano sempre i ricordi, con le loro nostalgie e la loro speranza, e un sorriso di magia alla finestra del mondo, quello che vorremmo, bussando alla porta di quello che siamo.
(Fernando Pessoa)       Blog: http://sogna-ragazzo-sogna.blogspot.com/

Offline brezza

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Re: Immigrazione
« Risposta #3 il: 6 Dicembre 2009, 20:49:45 pm »
"Vedi una cosa"---Vi è una legge universale che dice: "così è nel grande, così è nel piccolo".  Ora poni attenzione a un fatto che potrebbe capitare pure a te.   Se un giorno suonasse la campanello di casa tua un uomo "molto male in arnese" e non solo ma tentasse di entrarvi con violenza obbligandoti a sottostare alle tue abitudini, tu come ti comporteresti?....".Nel grande"--In questo caso la variabile esistente sta nel fatto che la tua casa è una Nazione che ha a disposizione ben altre possibilità di accoglienza delle tue ma di massima deve cautelare se stessa e i suoi cittadini.   Sono d'accordo con te che un popolo civile deve accogliere chi purtroppo deve lasciare la sua terra per motivi economici o di "libertà" individuale e ove possibile debba fornire aiuto, lavoro, e una vita decente, ma per contro coloro che vengono accolti devono avere la "grazia" di sottostare alle leggi del paese che li ospita, senza tentare in alcun modo di modificare le stesse a proprio vantaggio.  Occorre dire che nel nostro caso (specifico) molti immigrati hanno in effetti ottemperato a questa regola ma altrettanti no e non solo, ma hanno procurato danni, dolore e mortificazione alla nostra comunità.  Nel caso specifico degli USA il relatore non diceva di affogarli tutti nell'oceano, bensì di far entrare coloro che dimostravano di meritarlo.
Non è un discorso facile, lo so bene, ma una cosa è certa, prima di inalberare bandiere di cui non conosci il colore ti consiglierei di informarti molto bene, senza accontentarti di ascoltare faziosità particolari di diverse sponde ma di ricercare quei fatti che ti aprirebbero la mente su un argomento di questo genere.  Ti assicuro che ne scopriresti delle belle (a parte i soliti ubriachi assassini) e con questo aggiungo...il principio base di fratellanza deve essere mantenuto ma attenta ad osservare che sotto al mantello più o meno stracciato di chi tu vuoi aiutare non si nasconda un coltello........

Offline Young dreamer

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Re: Immigrazione
« Risposta #4 il: 6 Dicembre 2009, 23:56:02 pm »
Sono bel cosciente del fatto che non si può e non si deve santificare "l'altra parte" soltanto in nome della tolleranza e della fratellanza,anche se ammetto che a volte erro buonisticamente in quel senso,e capisco anche che come gli immigrati hanno dei diritti nel nostro Paese hanno anche dei doveri,che vanno adempiuti nel rispetto del Paese che li accoglie.Ciò che mi spaventa però è che credo che i media siano molto ma molto bravi a strumentalizzare la situazione,sia  da una parte che dell'altra,ottenendo come risultato a causa dell'ignoranza di fondo di queste culture(e ci sono cascata e sicuramente ci casco ancora anch'io) o un clima di terrore infondato o un clima di eccessiva rilassatezza e accondiscendenza...così,o rischiamo di perdere noi la nostra identità,o la perdono loro.
Nel caso specifico degli USA il relatore non diceva di affogarli tutti nell'oceano, bensì di far entrare coloro che dimostravano di meritarlo.
Beh,comunque non erano proprio "indiscutibili" i parametri con cui si decideva chi meritasse e chi no...
Ovvio poi che comunque il mio pensiero deve maturare ancora molto e che per adesso tendo a seguire ancora la mia piccola e inesperta coscienza... :-) comunque grazie del consiglio. ^_^
E dopotutto ci sono tante consolazioni! C’è l’alto cielo azzurro, limpido e sereno, in cui fluttuano sempre nuvole imperfette. E la brezza lieve […]
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