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Autore Topic: L'UOMO ALLA FINESTRA - quinta parte  (Letto 1171 volte)

Offline deco

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L'UOMO ALLA FINESTRA - quinta parte
« il: 26 Febbraio 2010, 16:55:05 pm »
A ventotto anni Andrès Alvarez era già entrato nell’olimpo degli scrittori spagnoli dell’orrore. Aveva avuto un successo abbacinante col suo primo romanzo, A caccia nella notte, pubblicato appena un anno prima di sposarsi. E proprio pochi giorni prima del matrimonio era stato pubblicato il suo secondo lavoro, L’insonne. Milioni di copie vendute, traduzioni in decine di paesi in tutto il mondo, e la fama di scrittore visionario che ormai gli si era incollata addosso, con sua estrema soddisfazione. La trama parlava di un uomo afflitto dall’insonnia. Ogni notte finiva per svegliarsi prima. Fino alla totale follia della completa mancanza di sonno. Ciò lo aveva portato a creare nella sua mente le figure più contorte, i mostri più allucinanti. Fino all’esasperante finale in tragedia. Alvarez era famoso per i suoi finali violenti.
Le parole della moglie gli risuonarono in mente tutto il resto della giornata. La follia. Aveva paura di impazzire. Psichiatra. Antidepressivi. Ansiolitici. Mura bianche.
No, non stava impazzendo. Non stava accadendo anche a lui.
Lui creava la follia. Le dava forma e vita attraverso i suoi personaggi. Nelle sue dita la follia diventava una sostanza malleabile a cui dare il giusto tocco d’arte. Era lui a governarla e ora lei si stava ammutinando.

continua