PREFAZIONE a cura di Daniele Bonfanti:Certamente il ragazzo ha talento.
Il libro è vivace, entusiastico, e ricco di inventiva. La narrazione scorre piacevolmente e lo si legge in fretta – personalmente l’ho letto in un paio di giorni. Non ci sono parti noiose o troppo lente, lo stile è privo di fronzoli inutili e è molto personale e diretto. Certamente si può notare qua e là una certa “acerbità giovanile” nel linguaggio e nelle forme, ma che viene bilanciata – e si fa perdonare – dalla grinta e dalla gioia di raccontare che pervadono le pagine.
Importante la vena di ironia che spesso torna a farsi sentire e che sdrammatizza la narrazione mantenendo il tono su un registro comunque leggero. Il tutto gira bene, insomma, funziona.
Di fatto, Perfect liFe si presenta come una serie di episodi e non come un romanzo. Andrea l’ha scritto a puntate, e questo non è celato. Di conseguenza del romanzo manca la progettualità. Ricorda invece da vicino il procedere di un manga, di un cartone animato, o di un telefilm. Questo aspetto non è affatto negativo, siccome il pubblico preferenziale di PF sono senza dubbio i ragazzi, che generalmente sono più abituati a questi generi. Anche Harry Potter ha una struttura ravvicinabile, e ha avuto il successo che sappiamo. E a mio avviso il libro di Andrea non ha nulla da invidiare a Harry Potter in quanto a leggibilità e “commerciabilità”. Intendo dire che, con un po’ di fortuna, è un libro che potrebbe avere moltissimi estimatori anche su larga scala, specialmente come dicevo tra i lettori giovani, tra i sedicenni – età dei protagonisti stessi – che senza dubbio si ritroveranno moltissimo nei comportamenti e nelle storie dei personaggi di Perfect liFe. Che sono perfettamente credibili nelle loro gelosie, amori e paranoie adolescenziali.
In questo, nel tratteggiare gli atteggiamenti e le mentalità, e quel particolare modo di sentire e di rapportarsi con gli altri e con il mondo tipico degli adolescenti, davvero l’autore è stato molto, molto bravo. Un lucido psicologo, dotato anche di una buona dose di auto-ironia. Per fortuna, sono ancora abbastanza poco vecchio da ricordare “come ero” quando avevo sedici anni. E quindi mi è chiaro che i personaggi di PF ragionano veramente da sedicenni e si comportano da sedicenni. Sono ragazzi comuni che si trovano in situazioni parecchio insolite, ma non c’è mai un distacco completo dalle loro questioni e dai loro problemi terreni, di tutti i giorni. Con questi problemi e questioni, le vicende fantastiche si intrecciano strettamente. Per questo credo che i lettori giovani si ritroveranno in questi personaggi, che li sentiranno vicini, e che ne diventeranno amici.
L’idea di fondo del libro è molto bella, perché avere i poteri del protagonista è un po’ il sogno di tutti gli adolescenti (per lo meno io lo avevo), e viene sviluppata bene e coerentemente, inserendo un elemento di modernità legato a computer, Internet, etc.
Alcune scene – o episodi che dir si voglia – sono davvero ben fatte, forti, drammaticamente efficaci. In generale la parte più compatta, bilanciata e potente del libro è quella centrale. La prima parte forse ci mette un po’ a ingranare, anche se è vero che questo permette di cominciare a conoscere i protagonisti, mentre quella finale avrebbe meritato qualche pagina di più. (Ma sono impressioni personalissime, queste).
Alcuni personaggi sono molto originali, e parecchio insoliti.
In definitiva, PF è un’opera molta onesta dal punto di vista intellettuale. È un libro che non porta maschere: è scritto con passione e energia da un ragazzo, per i ragazzi, e racconta di ragazzi. Non pretende di essere altro, al contrario di tanta letteratura moderna che si propone per ciò che non è.
Oggi Andrea scrive ancora meglio, è cresciuto insieme al suo libro, e sono sicuro che i successivi episodi della trilogia saranno molto validi. Infatti alla sua narrazione vulcanica, ora ha accostato un lavoro a priori, di strutturazione, e uno a posteriori, di limatura e di pulizia.
Mi piace molto l’idea del crescendo che ha progettato per i prossimi volumi – e di cui mi ha raccontato – sia a livello di complessità che di maturità dei contenuti. Perché mi dà l’idea che un giovane lettore possa entrare nel mondo del Fantasy (e magari della lettura in generale) con un contenuto leggero e di svelta digestione come il primo PF, e che poi “cresca” lui stesso insieme agli episodi successivi.
In particolare il terzo episodio di cui mi ha parlato, PF3, è un progetto estremamente complesso e ambizioso, ma credo che Andrea abbia ormai tutti i mezzi – e il coraggio – per realizzarlo, e portare così la sua trilogia a compimento nel migliore dei modi, affermandosi come uno dei più interessanti, e promettenti, autori italiani di Fantasy contemporaneo.
Il
Prelude che segue è coperto da copyright da parte della sua disegnatrice, Annalisa Di Maggio (
DeviantART of Annalisa). E' SEVERAMENTE VIETATO farne un qualunque uso esteriore alla visione:
COPERTINA DEL LIBRO:
Invito alla lettura:A “Perfect liFe”: una vera scoperta, una rivelazione.
Andrea Spartà, giovanissimo autore dalle brillanti prospettive ci regala tutto un mondo da scoprire pagina dopo pagina. Nella genialità della trama di questo romanzo, l’essenza del suo stile: coinvolgente, fresco, giovane e dinamico. Spartà è riuscito a creare tutto un universo estremamente innovativo e originale, riuscendo abilmente a coniugare il fantasy tradizionale al romanzo di fantascienza contemporaneo. In realtà non è né l’uno, né l’altro, ma il perfetto connubio di entrambi in un mix travolgente.
La trama è complessa e ricca di elementi che trovano la loro perfetta collocazione in un quadro più ampio e dettagliato. Niente di superfluo, tutto assolutamente necessario e indispensabile all’intero di un romanzo ben scritto e molto affascinante.
Il lettore sarà entusiasta fin dalle prime pagine di farsi condurre in un viaggio davvero incredibile da Andry, Valentine, Giovy e Valery. Si lascerà conquistare dai poteri dell’MQ5 e dal misterioso Big Friend, fino a sentirsi parte intergrande di un mondo magico: quello di “Perfect liFe”.
Nonostante la vicenda si concluda completamente al termine del libro, un unico sentimento predominerà alla fine di questa appassionante lettura: leggere “Perfect liFe 2”, per rimanere ancora immersi in questo straordinario e sorprendente universo.
Dott.sa Marzia Scafidi
Salve a tutti!

In questo topic parlerò di
Perfect liFe, la trilogia che sto scrivendo.
No, non è un errore, la "l" di "life" è minuscola mentre la "f" è maiuscola. Il reale motivo di questa scelta è celato, ma qualche bravo criptologo, leggendo il primo libro della trilogia, ne ha intuito il significato recondito. Ma bando alle ciance! Prima di passare alla trama del libro, vorrei parlarvi un po' della sua genesi e del suo scopo.
PF (abbreviazione e personificazione del libro stesso) nasce in un sito internet decisamente poco famoso e che oggi non esiste più. Viene scritto "a puntate" (che in realtà sono capitoli), 30 nel complesso. Il ragazzo che ha scritto questa storia (adoro parlare di me in terza persona

) aveva solo 16 anni quando iniziò il primo capitolo, e ne aveva ancora 16 quando scrisse la parola "fine" dopo oltre 100 pagine di Word. Era il primo passo verso la realizzazione di un sogno che nacque in terza elementare. Questo sogno si realizzò qualche anno dopo quando il nostro "neo-scrittore", appena maggiorenne, riuscì finalmente a pubblicare il suo primo lavoro con una casa editrice, la Kimerik.
Qual'è il vero scopo di questo libro? Mi aggrappo alle parole di Daniele Bonfanti (scrittore dark-fantasy di Lecco e curatore della prefazione di Perfect liFe): "
PF è un’opera molta onesta dal punto di vista intellettuale. È un libro che non porta maschere: è scritto con passione e energia da un ragazzo, per i ragazzi, e racconta di ragazzi. Non pretende di essere altro, al contrario di tanta letteratura moderna che si propone per ciò che non è."
Nonostante il fatto che al momento della pubblicazione avrei potuto cambiare molte scelte stilistiche, ho deciso di non toccare niente del mio lavoro da sedicenne. Perché?
Perché lo scopo di PF è quello di catturare i giovani. Quei giovani che continuano sempre di più a dire "Libri? E che cosa sono? A che servono?".
Capisco che, agli occhi di qualcuno, possa sembrare un eccesso per uno scrittore giovane come me puntare ad un traguardo tanto ambito, eppure gli ingredienti per la riuscita della mia ricetta ci sono tutti, ed i primi risultati li ho già ottenuti.
Qualcuno mi ha detto che PF ha diversi difetti soprattutto sul piano morfologico. Uno stile troppo adolescenziale insomma, che hai “grandi” non piace.
Beh, vi dirò la verità. Ho fatto diverse revisioni del testo (naturalmente) ma ho deciso sin dall’inizio di cambiare il meno possibile dal testo originale. Il primo libro della trilogia di Perfect liFe ha uno stile adolescenziale? Ottimo. È proprio quello che volevo.
Come già ripetuto, PF è un libro principalmente diretto agli adolescenti e non pretende, anzi, non VUOLE esser nulla di più. Le motivazioni sono semplici.
Innanzitutto non credo proprio che, come qualcun altro dice, sia un libro solo per ragazzi. È un libro giovane, questo è vero, ma secondo me è un libro che fa sognare, che fa viaggiare con la fantasia, e credetemi quando vi dico che anche gli “adulti” hanno bisogno di farlo ogni tanto. Staccare la spina e viaggiare con la fantasia, sì.
PF è principalmente un libro per ragazzi. Vero. Ma è anche per tutti quei “non ragazzi” che, nonostante tutto, sognano ancora di esserlo. È per tutti quelli “giovani dentro”, per i malati della “sindrome di Peter Pan”, per i “grandi che non vogliono crescere mai”, chiamateli come volete.
Inoltre, cosa ben più importante, lo stile, per certi aspetti, “basso” e diretto di PF è espressamente voluto. Perché? Semplice anche questo.
Ho deciso di dare a PF uno scopo, un obiettivo, una meta morale da raggiungere.
Come tutti possiamo constatare, ci sono sempre meno persone che leggono, soprattutto tra i ragazzi, per diversi motivi.
Ebbene, la trilogia di Perfect liFe vuole essere come un piccolo “corso” per “aspiranti lettori”.
Il genere è il Fantasy, il più amato dai ragazzi, e quindi invoglia alla lettura. Il primo libro è, come detto sopra, semplice e diretto. Si fa leggere velocemente e appassiona. In altre parole, anche i ragazzi con meno “predisposizione alla lettura”, con un minimo di voglia riescono a leggere tranquillamente e, anzi, con gusto il primo libro.
Ma, come già detto, Perfect liFe assomiglia molto ad un telefilm, per quanto riguarda la sua struttura ed i suoi contenuti, e chi, dopo aver visto una bella prima serie di un telefilm non vorrebbe vedere anche la seconda?
Ed ecco che arriva Perfect liFe 2, che, pur mantenendo gli stessi personaggi, innalza notevolmente, ma senza strafare, il “livello” della trilogia. E così via, fino a Perfect liFe 3, in un continuo crescendo di tutti i campi, capitolo per capitolo, riga dopo riga.
In altre parole, PF cresce con il lettore, così come io sono cresciuto (stilisticamente parlando) scrivendolo.
È dunque questo lo scopo di PF. Abituare i più giovani a leggere di più, facendoli iniziare con qualcosa di “semplice” ma appassionante e portandoli via via sempre più su, fino alla fine della trilogia.
E se avrò fatto un buon lavoro e i lettori avranno provato ciò che io ho voluto esprimere tramite questi miei libri, allora capiranno che leggere è una cosa fantastica e insostituibile, prenderanno un altro libro, magari anche più complesso, e proveranno nuove incredibili emozioni.
Ed io… io mi riterrò soddisfatto di me e di PF, il mio sogno.
Di cos'è fatto PF? E' fatto di emozioni, principalmente. Sicuramente sono quelle che attraggono di più. E' fatto di energia, di voglia di scrivere, di passione. Quella stessa passione che, finita una pagina, ti costringere a voltarla per poter leggere la prossima. E non sono parole mie, queste.
PF è un fantasy, principalmente, ma è un fantasy particolare, fuori dall'interpretazione generale che ormai ha preso questa parola. Non ci sono orchi, draghi, cavalieri, nani o altri esseri simili. Non ci sono maghi. Dov'è che nasce davvero il fantasy? Non posso dirvelo, o vi rovinerei tutta la parte finale del libro.

Posso però dirvi che fin da subito entra in gioco l'elemento fantascientifico, quello moderno, che si collega perfettamente a qualcosa che non potrebbe mai accadere, qualcosa di Fantasy.
A me, quando mi si chiede il vero genere del libro, ho sempre risposto "
Fantasy moderato a sfondo Romantico". Perché è quello, in realtà.
TRAMA DEL LIBRO:Andry e Giovy sono due fratelli di, rispettivamente, sedici e quindici anni che vivono in una piccola cittadina chiamata Kite, nella regione Cresta. La loro è una vita assolutamente normale, fatta di scuola, amici e famiglia.
Un giorno Andry riceve un messaggio molto particolare sul suo computer attraverso un programma di messaggistica istantanea. Il mittente porta il nickname di Big Friend. Andry non lo conosce, ma il suo nuovo amico gli fa un regalo: il nuovo album del suo gruppo musicale preferito che uscirà solo il mese successivo. Andry scarica l’album e lo trasferisce su un cd, che comincia immediatamente ad ascoltare. Durante l’ascolto però si addormenta e nel sonno accade qualcosa di incredibile. Rimessosi in contatto con BF (Big Friend), questo gli spiega che in realtà il cd non era altro che un cd di installazione di un programma: l’MQ5 che ora Andry ha nel suo cervello e che funziona esattamente come un computer, fornendogli però degli speciali poteri: può accedere alla memoria di tutte le persone che lo circondano, può ottenere la loro forza fisica, può creare campi di energia e sfere gravitazionali. Il tutto, però, ha un prezzo da pagare.
Si apre così per Andry una nuova vita che lo porterà a vivere delle incredibili vicende.
Diventerà un piccolo eroe per la sua scuola, ma ben presto capirà che la fama non gli interessa. Si renderà conto che ha già tutto quello di cui ha bisogno per essere felice, e quei piccoli problemi adolescenziali che potrebbero rovinare le sue giornate riesce a risolverli grazie all’MQ5.
Tuttavia ben presto accade qualcosa che Andry non può impedire e che lo colpisce diritto al cuore. Tutta la sua vita viene, ai suoi occhi, annichilita da una grande mancanza. Precipiterà in un baratro interiore e rischierà di non uscirne più. Tuttavia la risalita, così come per tutti, prima o poi inizia, anche se lenta e difficoltosa.
Le sorprese non finiscono mai e Andry si ritrova coinvolto in qualcosa molto più grande, e soprattutto divino, di lui. Dovrà affrontare diversi scontri, principalmente interiori, per riuscire a riportare la sua vita alla normalità.
Il finale è ampiamente conclusivo e non sembra lasciare spazio a continuazioni.
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Andrea Spartà