Fiaba creativa moderna
Titolo: Mia mamma parla con un'oca che chiama zia Cecilia
Mia madre è un po' strana...
Si chiama Sofia, ha quasi quarant'anni e lavora come assistente in una clinica veterinaria.
Abita con la figlia Silvia (io) e con papà Roberto che fa il pittore; tra l'altro papà è più giovane di lei di cinque anni.
Io ho sette anni e non si sa a chi somiglio perché ho gli occhi verdi ed i capelli castano chiari, mentre i miei genitori sono castani sia di occhi che di capigliatura.
Bah, ci sono cose che i figli non capiranno mai.
Viviamo in una cascina piemontese vicino Rivoli.
La cascina è carina se non fosse per...
Mia madre è strana perché non trascorre le giornate a fare shopping o a spettegolare per ore con le amiche al telefono; lei salva gli animali destinati al macello.
Hai capito proprio bene!
Talvolta salva una mucca, altre volte qualche gallina, oggi è arrivata a casa con un'oca e domani chissà!
Con mia madre non si può mai dire.
È brava e sensibile, questo devo riconoscerlo, ma sta trasformando la casa in un bioparco o in una moderna arca di Noè.
Mamma è vegetariana e salutista.
Forse è per questo che non si ammala mai!
È un vulcano di energia e non ha paura di nulla, a differenza di mio padre che talvolta si spaventa persino della sua ombra.
Oggi per esempio sono andata nel suo studio di pittura che si trova tra il bagno e lo sgabuzzino.
Mi sono avvicinata a lui senza far troppo rumore per non disturbarlo.
Quando papà ha visto la mia ombra proiettata sulla tela ha avuto un mezzo attacco cardiaco!
Mi ha pure rimproverata.
Bah, valli a capire gli uomini. Sembrano tanto forti e sicuri di sé e poi si spaventano di un'ombra!
Un giorno o l'altro compro una maschera orrenda e terrificante in cartoleria e gli faccio uno scherzo.
Almeno così si spaventa seriamente.
Mio padre e mia madre si amano tanto nonostante siano così diversi.
Mamma è precisa e ordinata come un'impiegata che lavora in un archivio.
Papà semina disordine e distruzione ad ogni passo che fa in casa.
E non parliamo delle puzze...
Ne fa certe così rumorose che le sento addirittura quando sono in camera mia.
Però devo ammettere che papà è furbo perché quando combina danni in casa, riesce a trovare una scusa logica per non fare arrabbiare la mamma.
Credo che sia una dote innata in tutti gli uomini; anche il mio compagno di banco, quando non ha fatto i compiti, riesce sempre a non farsi mettere in punizione dalla maestra.
Il mio compagno di banco è geniale esattamente come papà.
Mia mamma ama parlare con gli animali che ospita nella grande stalla accanto casa; li fa scorazzare liberamente in cortile. Mamma parla con loro come faceva San Francesco.
Forse un giorno la faranno Santa o le dedicheranno una statua o una via.
Chissà poi se gli animali riescono a comprenderla!
Mamma dice di sì, ma io qualche dubbio ce l'avrei...
Oggi è tornata a casa con un'oca. Era spavenatissima. Come chi?
L'oca.
Stava per essere venduta insieme a molte altre per diventare un bel patè.
A me non piace proprio per niente il patè d'oca, ma a qualcuno deve piacere molto.
Mio papà quando ha visto l'oca ha esclamato: << finalmente si mangia carne in questa casa!>>
Mamma non l'ha nemmeno ascolato perché papà ripete sempre la stessa battuta quando mamma salva un animale, anche se si tratta di un criceto dorato o di uno scoiattolo.
Mamma dice che mangiare carne fa male perché gli animali sono intossicati da molti farmaci, ormoni e chissà quali altre sostanze chimiche.
Ogni tanto mi permette di mangiare carne bianca biologica, ma vedo che soffre quando la prepara.
Ha lo stesso sguardo di quando vede le foto dei parenti defunti nel cimitero.
È come se in quella cotoletta vedesse il riflesso di sua nonna o suo zio.
Mi capisci cosa voglio dire?
Io comprendo mia madre e so che lei è attenta a tante cose pur di rispettare tutte le creature del Signore, però a volte mi pare un tantino esagerata.
Le rare volte in cui andiamo al supermercato, perché la mamma coltiva l'orto e predilige i negozietti, evita il reparto macelleria.
Diventa triste quando vede tutte quelle fette di carne in bella mostra.
La mamma dice che è un macabro spettacolo.
Mah!
Comunque preferisco mia madre a quelle dei miei compagni di classe che li riempiono di merendine, panini, patatine fritte comprate in quella catena di negozi americani che mamma mi vieta persino di nominare.
Avete capito quali sono, no?
Regalano tanti giochi ai bambini pur di attirare la nostra attenzione.
Sergio, un mio compagno di classe ha festeggiato il suo settimo compleanno proprio in quella catena di fastfood.
Io non ho potuto parteceparvi, ma non è stata una grande perdita.
Sergio mi è antipatico perché non perde mai occasione di deridermi chiamandomi "mucca".
Lui dice che puzzo di letame di mucca!
Rispondo alle sue derisioni con intelligenza, come mi ha insegnato la mamma. Lo evito apposta, soprattutto quando ha bisogno di essere aiutato in matematica... Quando lui, irritato mi chiede il motivo, allora gli rispondo: <<lo faccio per non farti venire il voltastomaco dato che puzzo di letame di mucca!>>
Sergio si arrabbia e torna a sedere col viso imbronciato.
La mamma ama festeggiare i miei compleanni nel cortile di casa.
Spesso prepara da sola i pasticcini, le pizzette, le tartine e persino le bibite.
La mamma prepara tutto con amore anche se spesso non viene capita dai genitori dei miei compagni.
Loro la deridono; la soprannominano
"la salvarucola" che vuol dire più o meno sciocca.
Io non credo che mia madre sia sciocca, anzi penso sia una donna che ami così tanto la natura da considerarla parte della sua stessa famiglia.
Forse è proprio per questo che ogni animale che ospita nella stalla ha un titolo di parentela.
La mucca ad esempio si chiama zia Lillybell; il coniglio compare Bibu; il criceto nonno Dormo; lo scoiattolo cugino Piramo e così via.
Oggi ho visto la mamma liberare nel cortile zia Cecilia, è così che ha chiamato l'oca che ha portato a casa stamattina.
Io ero dietro la finestra in cucina e la osservavo.
L'oca ha sùbito svolazzato per raggiuere le altre; sembrava avessero molte cose da dirsi.
Chissà poi che cosa!
La mamma era contenta.
Glielo leggevo in volto perché aveva quel sorriso speciale che ho imparato a riconoscere.
Ancora una volta era riuscita a strappare un parente da morte certa.
La mamma si guardava attorno. Osservava la cascina, gli animali, l'orto, il mio volto dietro la finestra; sembrava felice come fosse una regina.
Mio papà intanto dallo studio rompeva l'idillio ruttando come un maiale, ma questo la mamma non poteva sentirlo.
Menomale!
Io lo dico sempre che mia madre è strana, molto più di mio padre che fa il pittore, ma non cambierei i miei genitori con nessuno al mondo perché sono semplicemente speciali.