E nemmeno oggi è venuto al doposcuola.
Mikele, con il kappa, così come vuole lui
“ Ma dai, Michele! Qui non lo devi scrivere così il tuo nome, col K ! Questo è un quaderno, mica un SMS!”
“ E no, prof! Così alle ragazze piace di più - mi aveva risposto sbuffando- è moderno, tu sei antica, prof! “
“ Sì, antica come la grammatica, infatti! Allora: a scuola lo scrivi così, col CH, fuori fai come ti pare, va bene? “
“ Ah! Ma sul diario no, prof! Lì col K che le amiche mie lo leggono! “
“ Va bene, sul diario...” risposi voltandomi e me ne andai perchè mi veniva proprio da sorridere alla faccia della severità e della grammatica.
Sento l'inquietudine che mi sale dentro, scommetto che non verrà più qui, al doposcuola che organizza la parrocchia per i ragazzini disagiati, un'altra perdita.
" Mo, prof, sto lavorando! " così mi ha detto, tutto orgoglioso, l'ultima volta, due settimane fa.
" Ah. E che fai, Michele?"
" Scarico le casse della birra al ristorante dove lavora mia madre!" ha risposto, fiero.
E gli brillava negli occhi la luce di un uomo orgoglioso di saper badare alla sua famiglia.
Un uomo di dodici anni.
Mikele, dagli occhi allegri e grandi, con le pagliuzze dorate dentro l'iride, i capelli alla Balotelli, le scarpe da ginnastica( “ uguali a quelle firmate, prof! “ ) l'aria da conquistatore, i dodici anni che sembrano quindici sul suo corpo alto e robusto e venti su quelle mani che non fanno lavoretti da bambino, ma conoscono già la fatica.
Mikele che è in perenne movimento e si stufa a studiare...
" E dai Mikele! Sono quattro nomi e un fatterello da cartone animato, li puoi imparare benissimo: allora, l'isola si chiama Creta, Minosse è il re, Teseo l'eroe e il mostro è..."
" Nooooo, prof! So' lunghi assai e poi so' strani...non ci riesco! "
" Sì, vabbè...ma i giocatori, quelli te li ricordi tutti...aspetta, aspetta: allora, ascolta, c'era un derby fra Creta e Atene, per Creta giocano: il Minotauro (in porta) poi Minosse, Pasife e Dedalo- Per Atene gioca Teseo, con Arianna e Icaro e l'arbitro è Poseidone..."
Ci rido ancora, così Mikele aveva imparato benissimo il mito di Teseo e lo raccontava alle ragazzine per farsi ammirare.
Ho conosciuto la madre di Michele, ha gli occhi belli come i suoi, ma spenti e stanchi e tanto orgoglio in un'anima ferita.
" Lo so professorè...studia poco, ma è intelligente, i conti li sa fare tutti! E poi è bravo, rispettoso, anche col nonno, che gli ha fatto da padre e ora è proprio vecchio..."
Mikele abita in una casa popolare, due stanze e servizi per cinque persone: il fratellino, la madre, i nonni e lui.
Ma alla finestra di una di quelle stanze, lì, sul davanzale, c'è un vaso di basilico, lo ha scritto lui un pomeriggio, nel tema dei compiti a casa:
"Alla finestra di casa mia cè una grasta di basilico che ci batte il sole sopra tutto il giorno, ma non gli fa male, perchè il basilico è forte come un re ha detto la prof, infatti significa pianta del re, allora il basilico se il sole e forte, profuma anche di più. E mia madre è una regina quando canta e prende le foglie che le mette nel sugo rosso e buono e tutta casa sa di allegria..."
E io penso: Ciao re Mikele...mi manchi.