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Autore Topic: Sulla vocazione.  (Letto 19044 volte)

Offline kant.51

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Re: Sulla vocazione.
« Risposta #30 il: 28 Settembre 2007, 08:37:57 am »
cerco di comprendere me e gli altri, se mi impegno ci riesco e devo dire che si vive con serenità...
cKappa ^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*° Sì che ti voglio bene, bene davvero...

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Re: Sulla vocazione.
« Risposta #31 il: 28 Settembre 2007, 14:27:11 pm »

ma è anche un terribile castigatore e non sempre perdona...
In questo caso la vediamo in modo molto diverso... O:) ^_^


Quotoooo!!! E' la cosa più falsa e triste che abbia mai sentito... :'(
"E se lo trovo[Don Rodrigo]," continuò Renzo, cieco affatto dalla collera, "se la peste non ha già fatto giustizia... Non è piú il tempo che un poltrone, co' suoi bravi d'intorno, possa metter la gente alla disperazione, e ridersene: è venuto un tempo che gli uomini s'incontrino a viso a viso: e... la farò io la giustizia!"
"Sciagurato!" gridò il padre Cristoforo, con una voce che aveva ripresa tutta l'antica pienezza e sonorità: "sciagurato!" e la sua testa cadente sul petto s'era sollevata; le gote si colorivano dell'antica vita; e il fuoco degli occhi aveva un non so che di terribile.
"Guarda, sciagurato!" E mentre con una mano stringeva e scoteva forte il braccio di Renzo, girava l'altra davanti a sé, accennando quanto piú poteva della dolorosa scena all'intorno. "Guarda chi è Colui che gastiga! Colui che giudica, e non è giudicato! Colui che flagella e che non perdona! Ma tu, verme della terra, tu vuoi far giustizia! Tu lo sai, tu, quale sia la giustizia! Va', sciagurato, vattene!"

[...]

Dopo pochi passi, il frate si fermò vicino all'apertura d'una capanna, fissò gli occhi in viso a Renzo, con un misto di gravità e di tenerezza; e lo condusse dentro.
La prima cosa che si vedeva, nell'entrare, era un infermo seduto sulla paglia nel fondo; un infermo però non aggravato, e che anzi poteva parer vicino alla convalescenza; il quale, visto il padre, tentennò la testa, come accennando di no: il padre abbassò la sua, con un atto di tristezza e di rassegnazione. Renzo intanto, girando, con una curiosità inquieta, lo sguardo sugli altri oggetti, vide tre o quattro infermi, ne distinse uno da una parte sur una materassa, involtato in un lenzolo, con una cappa signorile indosso, a guisa di coperta: lo fissò, riconobbe don Rodrigo, e fece un passo indietro; ma il frate, facendogli di nuovo sentir fortemente la mano con cui lo teneva, lo tirò appiè del covile, e, stesavi sopra l'altra mano, accennava col dito l'uomo che vi giaceva.
Stava l'infelice, immoto; spalancati gli occhi, ma senza sguardo; pallido il viso e sparso di macchie nere; nere ed enfiate le labbra: l'avreste detto il viso d'un cadavere, se una contrazione violenta non avesse reso testimonio d'una vita tenace. Il petto si sollevava di quando in quando, con un respiro affannoso; la destra, fuor della cappa, lo premeva vicino al cuore, con uno stringere adunco delle dita, livide tutte, e sulla punta nere.
"Tu vedi!" disse il frate, con voce bassa e grave. "Può esser gastigo, può esser misericordia. Il sentimento che tu proverai ora per quest'uomo che t'ha offeso, sì; lo stesso sentimento, il Dio, che tu pure hai offeso, avrà per te in quel giorno. Benedicilo, e sei benedetto. Da quattro giorni è qui come tu lo vedi, senza dar segno di sentimento. Forse il Signore è pronto a concedergli un'ora di ravvedimento; ma voleva esserne pregato da te: forse vuole che tu ne lo preghi con quella innocente; forse serba la grazia alla tua sola preghiera, alla preghiera d'un cuore afflitto e rassegnato. Forse la salvezza di quest'uomo e la tua dipende ora da te, da un tuo sentimento di perdono, di compassione... d'amore!"
Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, cap. XXXV




Ecco il passo che citavo... Lascio a voi il giudizio.
Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso...
Figli di Gondor, di Rohan, fratelli miei! Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore! Ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli uomini cederà, e abbandoneremo ogni legame di fratellanza, ma non è questo il giorno! Ci sarà l'ora dei lupi, e degli scudi frantumati, quando l'era degli uomini arriverà al crollo, ma non è questo il giorno! Quest'oggi combattiamo! Per tutto ciò che ritenete caro su questa bella terra, vi invito a resistere, uomini dell'Ovest!

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Re: Sulla vocazione.
« Risposta #32 il: 29 Settembre 2007, 15:25:14 pm »

ma è anche un terribile castigatore e non sempre perdona...
In questo caso la vediamo in modo molto diverso... O:) ^_^


Quotoooo!!! E' la cosa più falsa e triste che abbia mai sentito... :'(
"E se lo trovo[Don Rodrigo]," continuò Renzo, cieco affatto dalla collera, "se la peste non ha già fatto giustizia... Non è piú il tempo che un poltrone, co' suoi bravi d'intorno, possa metter la gente alla disperazione, e ridersene: è venuto un tempo che gli uomini s'incontrino a viso a viso: e... la farò io la giustizia!"
"Sciagurato!" gridò il padre Cristoforo, con una voce che aveva ripresa tutta l'antica pienezza e sonorità: "sciagurato!" e la sua testa cadente sul petto s'era sollevata; le gote si colorivano dell'antica vita; e il fuoco degli occhi aveva un non so che di terribile.
"Guarda, sciagurato!" E mentre con una mano stringeva e scoteva forte il braccio di Renzo, girava l'altra davanti a sé, accennando quanto piú poteva della dolorosa scena all'intorno. "Guarda chi è Colui che gastiga! Colui che giudica, e non è giudicato! Colui che flagella e che non perdona! Ma tu, verme della terra, tu vuoi far giustizia! Tu lo sai, tu, quale sia la giustizia! Va', sciagurato, vattene!"

[...]

Dopo pochi passi, il frate si fermò vicino all'apertura d'una capanna, fissò gli occhi in viso a Renzo, con un misto di gravità e di tenerezza; e lo condusse dentro.
La prima cosa che si vedeva, nell'entrare, era un infermo seduto sulla paglia nel fondo; un infermo però non aggravato, e che anzi poteva parer vicino alla convalescenza; il quale, visto il padre, tentennò la testa, come accennando di no: il padre abbassò la sua, con un atto di tristezza e di rassegnazione. Renzo intanto, girando, con una curiosità inquieta, lo sguardo sugli altri oggetti, vide tre o quattro infermi, ne distinse uno da una parte sur una materassa, involtato in un lenzolo, con una cappa signorile indosso, a guisa di coperta: lo fissò, riconobbe don Rodrigo, e fece un passo indietro; ma il frate, facendogli di nuovo sentir fortemente la mano con cui lo teneva, lo tirò appiè del covile, e, stesavi sopra l'altra mano, accennava col dito l'uomo che vi giaceva.
Stava l'infelice, immoto; spalancati gli occhi, ma senza sguardo; pallido il viso e sparso di macchie nere; nere ed enfiate le labbra: l'avreste detto il viso d'un cadavere, se una contrazione violenta non avesse reso testimonio d'una vita tenace. Il petto si sollevava di quando in quando, con un respiro affannoso; la destra, fuor della cappa, lo premeva vicino al cuore, con uno stringere adunco delle dita, livide tutte, e sulla punta nere.
"Tu vedi!" disse il frate, con voce bassa e grave. "Può esser gastigo, può esser misericordia. Il sentimento che tu proverai ora per quest'uomo che t'ha offeso, sì; lo stesso sentimento, il Dio, che tu pure hai offeso, avrà per te in quel giorno. Benedicilo, e sei benedetto. Da quattro giorni è qui come tu lo vedi, senza dar segno di sentimento. Forse il Signore è pronto a concedergli un'ora di ravvedimento; ma voleva esserne pregato da te: forse vuole che tu ne lo preghi con quella innocente; forse serba la grazia alla tua sola preghiera, alla preghiera d'un cuore afflitto e rassegnato. Forse la salvezza di quest'uomo e la tua dipende ora da te, da un tuo sentimento di perdono, di compassione... d'amore!"
Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, cap. XXXV




Ecco il passo che citavo... Lascio a voi il giudizio.
Per me,conferma la mia idea. ;)
E dopotutto ci sono tante consolazioni! C’è l’alto cielo azzurro, limpido e sereno, in cui fluttuano sempre nuvole imperfette. E la brezza lieve […]
E, alla fine, arrivano sempre i ricordi, con le loro nostalgie e la loro speranza, e un sorriso di magia alla finestra del mondo, quello che vorremmo, bussando alla porta di quello che siamo.
(Fernando Pessoa)       Blog: http://sogna-ragazzo-sogna.blogspot.com/

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Re: Sulla vocazione.
« Risposta #33 il: 2 Ottobre 2007, 12:35:50 pm »
i disegni di Dio sono imperscrutabili. Ma dentro di me non potrei mai coltivare nè odio nè rancore, forse a volte c'è dolore, da cui ci si riprende un po' alla volta, sarebbe più facile superarlo nella luce, invece la vita è spesso oscura, incerta, con sicurezza posso dire che alla fine della galleria c'è luce, tanta luce.
Comunque questo passo e le discussioni ad esso collegate mi hanno fatto venir voglia di rileggere i Promessi Sposi, con la maturità di oggi...
« Ultima modifica: 2 Ottobre 2007, 15:22:25 pm da kant.51 »
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Re: Sulla vocazione.
« Risposta #34 il: 2 Ottobre 2007, 15:18:45 pm »
Comunque questo passo e le discussioni adesso collegate mi hanno fatto venir voglia di rileggere i Promessi Sposi, con la maturità di oggi...
Fai bene, una rilettura ogni tanto la merita... Anche se non l'ho mai potuto sopportare!
P.S. Dai una letturina approfondita al cap. XIII...
Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso...
Figli di Gondor, di Rohan, fratelli miei! Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore! Ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli uomini cederà, e abbandoneremo ogni legame di fratellanza, ma non è questo il giorno! Ci sarà l'ora dei lupi, e degli scudi frantumati, quando l'era degli uomini arriverà al crollo, ma non è questo il giorno! Quest'oggi combattiamo! Per tutto ciò che ritenete caro su questa bella terra, vi invito a resistere, uomini dell'Ovest!

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Re: Sulla vocazione.
« Risposta #35 il: 2 Ottobre 2007, 15:47:00 pm »
no... o_O Qual'era il tredici?Ricordo di averlo raggiunto con la scuola... o_O non sarà mica Gertrude? O:) O forse era il nove quello? :s che confusione! (LOL)
E dopotutto ci sono tante consolazioni! C’è l’alto cielo azzurro, limpido e sereno, in cui fluttuano sempre nuvole imperfette. E la brezza lieve […]
E, alla fine, arrivano sempre i ricordi, con le loro nostalgie e la loro speranza, e un sorriso di magia alla finestra del mondo, quello che vorremmo, bussando alla porta di quello che siamo.
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Re: Sulla vocazione.
« Risposta #36 il: 2 Ottobre 2007, 15:48:58 pm »
Gertrude è il nove, la sua infanzia è il dieci... Il tredici è la rivolta dei pani; molto più interessante di quanto sembri... (bandit)
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Re: Sulla vocazione.
« Risposta #37 il: 2 Ottobre 2007, 15:54:58 pm »
Gertrude è il nove, la sua infanzia è il dieci... Il tredici è la rivolta dei pani; molto più interessante di quanto sembri... (bandit)
ah già,chi se la dimentica.... (bandit) il prof ci chiese i minimi particolari  all'interrogazione...ho odiato il pane... :-d
E dopotutto ci sono tante consolazioni! C’è l’alto cielo azzurro, limpido e sereno, in cui fluttuano sempre nuvole imperfette. E la brezza lieve […]
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Re: Sulla vocazione.
« Risposta #38 il: 2 Ottobre 2007, 15:57:22 pm »
Eh, ma là dentro ci sono certi spunti fantastici...
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Re: Sulla vocazione.
« Risposta #39 il: 2 Ottobre 2007, 16:02:48 pm »
Preferisco il nove e il dieci ... ^_^ (e quando Renzo si ubriaca,rompe un po' la monotonia! (LOL) (LOL) (LOL) )
E dopotutto ci sono tante consolazioni! C’è l’alto cielo azzurro, limpido e sereno, in cui fluttuano sempre nuvole imperfette. E la brezza lieve […]
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Re: Sulla vocazione.
« Risposta #40 il: 2 Ottobre 2007, 16:09:14 pm »
Del dieci mi piace molto la frase:"Così fatto è questo guazzabuglio del cuore umano"(non so se ricordi che parte è...)! E' una scena molto molto bella!

Quando Renzo si ubriaca poi è fantastico... Pensa a quando mangia i tre pani: uno davanti alla porta della città, prima di addentrarsi nel male della rivolta; uno quando arriva davanti al duomo, come un'immaginaria consacrazione,(ogni riferimento è puramente casuale...); il terzo nella taverna, dove si ubriaca e ha per la prima volta contatto col male!
E' praticamente una comunione all'inverso... (:) (bandit)
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Re: Sulla vocazione.
« Risposta #41 il: 2 Ottobre 2007, 16:11:17 pm »
Del dieci mi piace molto la frase:"Così fatto è questo guazzabuglio del cuore umano"(non so se ricordi che parte è...)! E' una scena molto molto bella!

Quando Renzo si ubriaca poi è fantastico... Pensa a quando mangia i tre pani: uno davanti alla porta della città, prima di addentrarsi nel male della rivolta; uno quando arriva davanti al duomo, come un'immaginaria consacrazione,(ogni riferimento è puramente casuale...); il terzo nella taverna, dove si ubriaca e ha per la prima volta contatto col male!
E' praticamente una comunione all'inverso... (:) (bandit)
Vero,quella frase è molto bella... :)
non ci avevo badato sulla comunione all'inverso...resta il fatto che sono morta dal ridere(per quel che può riuscire nei promessi sposi... :-d )
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Re: Sulla vocazione.
« Risposta #42 il: 2 Ottobre 2007, 16:14:19 pm »
Io invece ci ho buttato il sangue su quel capitolo XVII... Tutto questo per un tronchetto di cioccolato da due kg! (LOL)
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Re: Sulla vocazione.
« Risposta #43 il: 2 Ottobre 2007, 16:53:16 pm »
Tutto questo per un tronchetto di cioccolato da due kg! (LOL)
Bè,allora ne vale la pena! W00T!
E dopotutto ci sono tante consolazioni! C’è l’alto cielo azzurro, limpido e sereno, in cui fluttuano sempre nuvole imperfette. E la brezza lieve […]
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Offline Black_Rider

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Re: Sulla vocazione.
« Risposta #44 il: 2 Ottobre 2007, 23:52:38 pm »
io più che farmi prete mi dovrei far benedire da tutte le religioni :D :D :D
« Ultima modifica: 3 Ottobre 2007, 08:51:31 am da Manfry »