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Autore Topic: nulleggia  (Letto 9128 volte)

Offline gpdimonderose

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Re: nulleggia
« Risposta #15 il: 1 Luglio 2009, 21:40:31 pm »
Kant:
è ontologica....sula scia dell'ontoteologia leibniziana o kantiana....ma la soluzione c'è? per kant è impossibile...qui è rigorosa ma incompleta, quindi non c'è, ma solo quale logos teista e non quale ontica dell'essere superente divino....o fenomeno o noumeno....meglio trans-monade ontoteologica....leibniz docet....

Brezza:
...modelli ontologici delle icone consentiranno d’eventuare le icone morfogeniche, immaginarie, virtuali, trascendenti, transfinite, kaosmiche che si gettano nel campo della Gestell disvelano gli attanti dell’ontofisica, ontopoietici della velocità del tempo, del vuoto ontologico, dello spazio metastabile, delle ontovarietà ontoboliche.

La icona è una varietà ontologica ontobolica o un ontovarietà kaosmica che ci sta di fronte dinnanzi sempre davanti: i gegenikona

Nella Gestell o struttura ontologica planckiana le icone dei sentieri creativi si eventuano nel vuoto ontologico ora quali singolarità kaosmiche, leibniziane, morfogeniche di varietà gluoniche, ora in qualità di singolarità immaginarie ontogeniche di varietà cuspidali, ellittiche, quarks.

Nell’isteresi degli eventi della Gestell o struttura ontologica planckiana, le varietà iperboliche si alternano a quelle paraboliche il loro interesserci, intersein, si dà quali ikone del vuoto ontopoietico fluttuante e dispiegante singolarità virtuali immaginarie, trascendenti

transfinite, kaosmiche

L’ontofisica consente di eventuare modelli ontologici anche per le singolarità immaginarie, supergravitazionali o kaosmiche:immagina quali attrattori unidirezionali e per simmetria, o supersimmetria, aggettanti intermittenze quantiche, cosmiche.

Ma un modello ontofisico si possono eventuale varietà ove l’attente si presenta in tutte le direzionalità kaosmiche, sia in micro che in macro o mega,giacchè i sentieri creativi morfoattanti si gettano in campo globale: ogni infinitesimo per ontogenesi si eventua quale singolarità non solo immaginaria anche virtuale,trascendente, transfinita, kaosmica
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« Ultima modifica: 4 Luglio 2009, 08:03:22 am da Manfry »

Offline kant.51

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Re: nulleggia
« Risposta #16 il: 1 Luglio 2009, 21:56:22 pm »
sarò sincera:  :?... non riesco a immaginare attrattori unidirezionali per simmetria, nè polidirezionali per asimmetria, anche se aggettanti alternità quantiche...
Sono sbalordita, Monderose!  o_O
cKappa ^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*° Sì che ti voglio bene, bene davvero...

Offline gpdimonderose

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Re: nulleggia
« Risposta #17 il: 1 Luglio 2009, 22:05:05 pm »
........... o con più pregnanza all’essere-che-resta-invisibile o all’essere-che-resta-inaudito o all’essere-che-resta-indicibile o che fin allora era-invisibile, era-inaudito, era-indicibile, e che si disveli lì ed aldilà in essere che si eventui nell’ontosonanza e ontovisione dell’ontikona o nell’ikonapoiesis o nell’imagopoetante dell’essere musa delle post-muse-in-essere-create dall’arte. Lì in quell’essere-per-la-fine dell’arte o con-figura-disfigura-postfigura delle configurazioni postikonoklaste o in quell’essere-per-la-fine-dell’essere che è ancora invisibile-inaudito-indicibile-abis sale-kaosmico si disveli l’evento dell’essere per la fine della morte o dell’essere per la fine della morte-dell’arte quale ikonapoetante dell’essere per la vivenza dell’essere o dell’essere per la vivenza dell’esser-arte-postikonoklasta-pos t-mitoklasta o dell’essere per la vivenza dell’opera d’arte post-muse o dell’essere per la vivenza della verità nella messa .......................
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« Ultima modifica: 4 Luglio 2009, 08:01:53 am da Manfry »

Offline kant.51

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Re: nulleggia
« Risposta #18 il: 1 Luglio 2009, 22:28:55 pm »
Mentre ti leggevo vedevo la tua figura immaginaria decuplicarsi, centuplicarsi all'infinito, perchè tu esponi una teoria, un concetto, e poi, per approssimazione, immediatamente vicino, tutte le teorie e i concetti in confinanza e contingenza, come se fossero migliaia di universi paralleli che riesci a scorgere contemporaneamente...
svenuta e sbalordita...plaudo! =]
cKappa ^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*° Sì che ti voglio bene, bene davvero...

Offline gpdimonderose

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Re: nulleggia
« Risposta #19 il: 4 Luglio 2009, 01:06:22 am »
  
   pletho...  disvelò l'apeiron spazio temporale quale physis infinita e senza fine infinitamente sublime, mentre Diodorus e Democritus differenziarono l'apeiron e l'archè nel cosmo quale cosmesi o bellezza finita dell'infinito sublime anaximandreo: delicate membrane spaziali o topologiche, quali varietà sferiche consentiva la sensibilità dell'apparenza o phenomena quali imago dell'estasy eonyka platonica o ideale Cronotopia della Physis Ontologica. La frattalità kronotopica dell'apeiron di Anaximandro o i frammenti dell'archè di Anaximandro consentirono alla Ontologia dello spaziotempo di Anaximandro di dispiegarsi nel vuoto nulla di Melissus, per eventuare una Philosophy a della temporalità nel Timaeus Platonico:lì l'apprensibile modello paradigmatico svela il comprensibile Platonico Cosmos quale adeguatezza alla verità Platonica paradigmatica. E' l'universo paradigmatico dello spaziotempo Platonico quale estasy exstatica dell'eternità,o paradigma della physis eterna che si dà solo quale fenomeno visibile dell'ideale invisibile, ma intuibile con la metafisica della verità o logos animato. 1Solo così è possibile percepire le differenze spaziotemporali dei phora o dei periodos o delle periphoras o dei kykleseos: tutti misurabili secondo il paradigma pitagorico dell'identità tra aritmos e curvatura dello spaziotempo, in una sublime armonia cosmica e mousikale quale perfezione ideale delle eterne sphere spiralimorfe Platoniche. Si dà così la continuità dello spazio tempo in dinamica sublime e in infinito apeiron sublime ma apparente nei fenomena quale discreto e finito,anzi aritmos,senza ritmo,in stasi inerziale ocontrastanza ob-gettata o gegenstand istantanea,attimo,momentanea o atto, o essere solo in atto,o apparire nei fenomena solo nell'esserci dell'atto discreto quale singoralità temporale del presente, o apriorità dell'archè della kronotopia infinita. E' la differenza nella temporalità che si dà quale aritmos della presenza per creare la trascendenza al passato ed eventuare la possibilità eventuale del futuro, o futuro anteriore o eterno ritorno o apokatastasy ciclica o in lineare sequenza: Zeno Docet.Finito ed infinito non sono possibili nella stessa frazione di tempo: l'apeiron dovrà essere frammentato ed i suoi frattali fondare la rigorosità e l'esattezza, altrimenti la divisibilità o l'analitica o la dyairesis infinite possono creare dei paradoxa spaziotemporali infiniti. Aristotele inventò così le distanza discrete irriducibili nella temporalità kategorica memore delle omeomerie anaxagoriane, ma sempre nella dynamis dell'essere in atto nella presenza e di essere in potenza nel futuro o nel futuro anteriore quale passato.Leibniz nei Fundamenta Theoria Motus Abstracta del 1671 svelò una Philosophy Ontoteologica dello spaziotempo quale relatività Leibnizia della simultaneità degli eventi:Gödel si ispirò a quel paradigma per immaginare l'apokatastasy kaosmika, ma quella sarà un'altra sublime story, qui invece si è in presenza del versus Newton o della monade versus la gravità. Newton pensò al paradigma del tempo ab-soluto quale ab-soluta verità del tempo mathematico, la cui durata può essere misurata con il pensiero calcolante degli infinitesimi microkronotopici ma non-infinitamente divisibili. 2E' il Newton versus Leibniz o la syntesy dell'analitica degli eventi temporali: Gravità-Newtoniana dello Space-Time in contrastanza con la relatività della simultaneità degli eventi della monade sublime. Newton nei Principia immagina gli eventi istantanei con un paradigma empirista o non si cura di spiegare la struttura ontologica dell'evento, mentre Leibniz con la sua ontoteologia della monade svela una metafisica ermeneutica della verità che si eventui sia nei fenomena, sia nelle verità nascoste o kryptate o non ancora in dis-oblio nella mente sublime ed infinita della divinità: è la Leibniz-Theory della Temporalità Ontoteologica che si dà quale nuovo paradigma della Leibniz-Theory dello spazio tempo, giacchè nella struttura ontologica della monade non c'è più differenza sia nell'intra che nell'extramonade, quale mondità, o mente sublime ed infinita della divinità. Leibniz nei Mathematicarum Metaphysica del 1715 explicita definitivamente la struttura ontologica degli eventi simultanei dello spaziotempo quale dynamis sublime delle intramonadi o delle extramonadi in sistole e dyastole o quali intermittenze sublimi della struttura ontologica della monade.E' l'ermeneutica della temporalità o l'interpretazione dello spazio tempo intuitivo, quale consapevolezza dell'adeguatezza della metafisica della verità fenomeniche, o kriptate quali eventi virtuali nella mente sublime della divinità o monadea o eventi sublimi noumenici o noetici del pensiero pensante. Russell nella sua riscoperta critica del paradigma Leibniziano introdusse l'immaterialità post-newtoniana, ma le conferì un paradigma logico e non ontologico, tanto da intraprendere una controversia con il suo coevo Whitehead, più in proximità con il paradigma Leibniziano. Axiomi degli eventi dinamici delle monadi eventueranno una cronodinamica della Philosophy del Tempo di entità imaginarie o entità metafisiche immateriali e virtuali, un bel paradosso giacchè le entità nell'immaginaririo non ci sono o sono latenti o kryptate nella mente sublime della divinità monaDea. 3Gottfried Leibniz pensò quegli assiomi virtuosi e virtuali come paradigmi epistemici o metaontologie o ontoteologie matematiche.Christian Wolff invece quali axiomi della mathematica della physis e quindi dello spaziotempo: è il Methodo dell'Analytica dello spazio tempo che tanta fortuna addusse a Kant e ai Mathematici della Durata e della magnitudine dei quanta spazio-temporali, così Christian Wolff eminente philosofo della Germany promosse Leibniz nella philosophya universale. Leibniz aleggiò quel paradigma nell' Analysis Situs, o Geometrya della Situatione emotiva o cronodinamica della monadea. Lì gli axiomi della Geometrya Euclidea si disvelano quali assiomi della metafisica delle verità fenomeniche e virtuali e perciò assiomi di una geometria immaginaria, senza entità ilemorfiche, quasi un'ontoteologia topologica o una metaphysica topologica o geometrica o metamatematica o ontologia della mathesis della monadea. Leibniz, nei fragmenti del 1671, definì la quantità come se fosse il chiasma o l'apokatastasy della qualità spaziale e simbolica: l'infinito è il simbolo della qualità di un logos virtuale e così l'infinitesimo, o lo zero della mathesis. Quantità e adeguatezza degli eventi si riflettono nella qualità della monadea, quale innovativa Philosophya del Tempo in alterità con la Classica Philosophya che da Aristotele dominò in Europa , una differente versione del Mythos Rhapsodico di Chronos: quale movimento o ontodinamica immaginaria dell' eternità o ontokronia cronodinamica della monadea.Leibniz nella celebre controversia si ispirò a Plotino quasi presago di una virtuale relativity-theory. Plotino disvelò l'estasi del tempo quale autoevento dell'esserci nella mondità o dell'esserci della monadea. Plotino
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« Ultima modifica: 4 Luglio 2009, 08:01:36 am da Manfry »

Offline saragalea

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Re: nulleggia
« Risposta #20 il: 8 Luglio 2009, 23:23:29 pm »
 :-O
em ..... penso che ritornerò in questo argomento quando, non lo so quando ma ci ritornerò
Per ora scappooooooooooooooooooooooooooooooooooooo W00T!
Amo la vita e ascoltare le parole che mi detta

SaraDesirè

Offline gpdimonderose

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Re: nulleggia
« Risposta #21 il: 8 Luglio 2009, 23:40:16 pm »
 W00T! :-" O:) -_-......l'essere  s'eventua  da  sè,   senza  la   legge  che  non  c'è.....senza   il   logos   che   non  c'era,   senza   il   dio   che   mai  ci  sarà.....Ah   l'essere   s'eventua  aldilà   del  dio  che  non  c'è   più....ah   l'essere  si   dà   luce  da   sé....senza   il  dio  del  bene   e  del  male  che  non  c'è   mai  più.....ah   l'essere   s'eventua   aldilà  del  bene  e  del  male  che  non  c'è  più.     L'essere   si   dà   alla  luce  da  sé,   aldilà  del  dio  dell'eterno  ritorno  che  non  c'è  mai  più.   Ah   l'essere  si  dà  luce  e  si  darà  alla   luce  aldilà   del  tempo  che  non  c'è,   aldilà   del  tempo  dell'eterno  ritorno  che   non  ci  sarà   mai   più.   Madre  della  sublymanza   sublyme..nei  suoi  occhi   c'è   l'essenza   della  nostra  morte  eterna....non  saprei  come   e  senza  un  perchè,  né   saprei  come  mai  la  notte  si  nascose  nel  letto  delle  nuvole   e  si   rivelò   all'alba  con  il  raggio  di  luce  sublyme   di  un  tempo   che   fu  e  che  sarà:   oh  quante  volte   gli  occhi  hanno  visto  l'invisibile   sublyme    senza  scorgere  la  disvelanza  sublyme  dell'essere?    A   chi  si   rivolga  il  tempo  quando  pensi  alla  destinanza   e  giochi   con   le  sorti   degli  universy?   La   dea sublyme     non  gioca  mai  con  la   mondità,   ma  soffia  le   sue  auree sublymy  nei   pensieri  delle  stelle  che  mai   guardano  a   ieri,   ma   illuminano   i   sentieri  della  destinanza  sublyme  dell'essere.    Madre   sublyme  ed eterna   che  guardi   e  contemply  senza   parole   e  getty   e  lancy   i   segni   degli  ewenty  sublymy  della  destinanza  senza  deklyny,   come   il  volgersi  degli   eventi  astrali   degli  immensi  ed   infiniti   universi,   né  replicante   o  klonante   come  le  stagioni  del  cuore  della  natura,   o   le   intermittenze   sulymy   della   notte   o   del   giorno   in  disperanza  disanimata della   destinanza  sublyme.   Ma   solo   lì   la  singolarità   sublyme   dell'evento  dà   alla  luce  la   destinanza   dell'exstasy  sublyminare che  dagli  abyssy  sublymi   sorge,   si  dà,   si  ewentuy  qualy   lucy   della  vivenza  sublyme  delle  aurore  senza  più  le  scorie   di  ieri  e  senza  più  le  pre-visiony  del   domany:   oh   madre  sublyme   della  destinanza  dia  all'essere   l'ewento  invisibile   del  sogno  sublyme,   affinchè  l'esserci  possa  raggiungere   le   lontananze  sublymi  delle  lucy  borealy   e   naufraghy  nel  sublymynare  abysso  degli  ewenty  waghy,   ewanescenty  ma   pregnanty  di   miraggy   della  desideranza  sublyme.    AH   ascoltay  la  sera   con  i  pensiery  rivolty   verso  le  veglie  ed  ora  si  è  qui  ad  attendere  gli   ewenty  sublymy  velaty  di  presagy   e   ricordy.   Non   saprei  quando   possa  durare   l'attesa   dei   sogni  sublymy,   né  se  la  notte   sublyme  della  destinanza  salvi   dalle  spire  degli  abissy  della  sublimanza,    ma  se  la   madre dell'eterna   sulymanza   e della  destinanza   sublyme  disvelasse   agli   sguardy  il  tramonto   e  giammai  invocasse  il  deklyno  eterno  degli  abissy   sublymy,   l'eternità  abiterà  le  menty  sublymy  quale  gioia  sublyme   senza  fine   e  senza  finy        e   grazia  sublyme   fluttuante  nelle  tempeste  di  tutty  i  wenty  degli  ewenty  abissaly  della  destinanza  sublyme...................