pletho... disvelò l'apeiron spazio temporale quale physis infinita e senza fine infinitamente sublime, mentre Diodorus e Democritus differenziarono l'apeiron e l'archè nel cosmo quale cosmesi o bellezza finita dell'infinito sublime anaximandreo: delicate membrane spaziali o topologiche, quali varietà sferiche consentiva la sensibilità dell'apparenza o phenomena quali imago dell'estasy eonyka platonica o ideale Cronotopia della Physis Ontologica. La frattalità kronotopica dell'apeiron di Anaximandro o i frammenti dell'archè di Anaximandro consentirono alla Ontologia dello spaziotempo di Anaximandro di dispiegarsi nel vuoto nulla di Melissus, per eventuare una Philosophy a della temporalità nel Timaeus Platonico:lì l'apprensibile modello paradigmatico svela il comprensibile Platonico Cosmos quale adeguatezza alla verità Platonica paradigmatica. E' l'universo paradigmatico dello spaziotempo Platonico quale estasy exstatica dell'eternità,o paradigma della physis eterna che si dà solo quale fenomeno visibile dell'ideale invisibile, ma intuibile con la metafisica della verità o logos animato. 1Solo così è possibile percepire le differenze spaziotemporali dei phora o dei periodos o delle periphoras o dei kykleseos: tutti misurabili secondo il paradigma pitagorico dell'identità tra aritmos e curvatura dello spaziotempo, in una sublime armonia cosmica e mousikale quale perfezione ideale delle eterne sphere spiralimorfe Platoniche. Si dà così la continuità dello spazio tempo in dinamica sublime e in infinito apeiron sublime ma apparente nei fenomena quale discreto e finito,anzi aritmos,senza ritmo,in stasi inerziale ocontrastanza ob-gettata o gegenstand istantanea,attimo,momentanea o atto, o essere solo in atto,o apparire nei fenomena solo nell'esserci dell'atto discreto quale singoralità temporale del presente, o apriorità dell'archè della kronotopia infinita. E' la differenza nella temporalità che si dà quale aritmos della presenza per creare la trascendenza al passato ed eventuare la possibilità eventuale del futuro, o futuro anteriore o eterno ritorno o apokatastasy ciclica o in lineare sequenza: Zeno Docet.Finito ed infinito non sono possibili nella stessa frazione di tempo: l'apeiron dovrà essere frammentato ed i suoi frattali fondare la rigorosità e l'esattezza, altrimenti la divisibilità o l'analitica o la dyairesis infinite possono creare dei paradoxa spaziotemporali infiniti. Aristotele inventò così le distanza discrete irriducibili nella temporalità kategorica memore delle omeomerie anaxagoriane, ma sempre nella dynamis dell'essere in atto nella presenza e di essere in potenza nel futuro o nel futuro anteriore quale passato.Leibniz nei Fundamenta Theoria Motus Abstracta del 1671 svelò una Philosophy Ontoteologica dello spaziotempo quale relatività Leibnizia della simultaneità degli eventi:Gödel si ispirò a quel paradigma per immaginare l'apokatastasy kaosmika, ma quella sarà un'altra sublime story, qui invece si è in presenza del versus Newton o della monade versus la gravità. Newton pensò al paradigma del tempo ab-soluto quale ab-soluta verità del tempo mathematico, la cui durata può essere misurata con il pensiero calcolante degli infinitesimi microkronotopici ma non-infinitamente divisibili. 2E' il Newton versus Leibniz o la syntesy dell'analitica degli eventi temporali: Gravità-Newtoniana dello Space-Time in contrastanza con la relatività della simultaneità degli eventi della monade sublime. Newton nei Principia immagina gli eventi istantanei con un paradigma empirista o non si cura di spiegare la struttura ontologica dell'evento, mentre Leibniz con la sua ontoteologia della monade svela una metafisica ermeneutica della verità che si eventui sia nei fenomena, sia nelle verità nascoste o kryptate o non ancora in dis-oblio nella mente sublime ed infinita della divinità: è la Leibniz-Theory della Temporalità Ontoteologica che si dà quale nuovo paradigma della Leibniz-Theory dello spazio tempo, giacchè nella struttura ontologica della monade non c'è più differenza sia nell'intra che nell'extramonade, quale mondità, o mente sublime ed infinita della divinità. Leibniz nei Mathematicarum Metaphysica del 1715 explicita definitivamente la struttura ontologica degli eventi simultanei dello spaziotempo quale dynamis sublime delle intramonadi o delle extramonadi in sistole e dyastole o quali intermittenze sublimi della struttura ontologica della monade.E' l'ermeneutica della temporalità o l'interpretazione dello spazio tempo intuitivo, quale consapevolezza dell'adeguatezza della metafisica della verità fenomeniche, o kriptate quali eventi virtuali nella mente sublime della divinità o monadea o eventi sublimi noumenici o noetici del pensiero pensante. Russell nella sua riscoperta critica del paradigma Leibniziano introdusse l'immaterialità post-newtoniana, ma le conferì un paradigma logico e non ontologico, tanto da intraprendere una controversia con il suo coevo Whitehead, più in proximità con il paradigma Leibniziano. Axiomi degli eventi dinamici delle monadi eventueranno una cronodinamica della Philosophy del Tempo di entità imaginarie o entità metafisiche immateriali e virtuali, un bel paradosso giacchè le entità nell'immaginaririo non ci sono o sono latenti o kryptate nella mente sublime della divinità monaDea. 3Gottfried Leibniz pensò quegli assiomi virtuosi e virtuali come paradigmi epistemici o metaontologie o ontoteologie matematiche.Christian Wolff invece quali axiomi della mathematica della physis e quindi dello spaziotempo: è il Methodo dell'Analytica dello spazio tempo che tanta fortuna addusse a Kant e ai Mathematici della Durata e della magnitudine dei quanta spazio-temporali, così Christian Wolff eminente philosofo della Germany promosse Leibniz nella philosophya universale. Leibniz aleggiò quel paradigma nell' Analysis Situs, o Geometrya della Situatione emotiva o cronodinamica della monadea. Lì gli axiomi della Geometrya Euclidea si disvelano quali assiomi della metafisica delle verità fenomeniche e virtuali e perciò assiomi di una geometria immaginaria, senza entità ilemorfiche, quasi un'ontoteologia topologica o una metaphysica topologica o geometrica o metamatematica o ontologia della mathesis della monadea. Leibniz, nei fragmenti del 1671, definì la quantità come se fosse il chiasma o l'apokatastasy della qualità spaziale e simbolica: l'infinito è il simbolo della qualità di un logos virtuale e così l'infinitesimo, o lo zero della mathesis. Quantità e adeguatezza degli eventi si riflettono nella qualità della monadea, quale innovativa Philosophya del Tempo in alterità con la Classica Philosophya che da Aristotele dominò in Europa , una differente versione del Mythos Rhapsodico di Chronos: quale movimento o ontodinamica immaginaria dell' eternità o ontokronia cronodinamica della monadea.Leibniz nella celebre controversia si ispirò a Plotino quasi presago di una virtuale relativity-theory. Plotino disvelò l'estasi del tempo quale autoevento dell'esserci nella mondità o dell'esserci della monadea. Plotino
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