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Autore Topic: VM18: Estasi ...ar della vita  (Letto 3448 volte)

Offline saragalea

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VM18: Estasi ...ar della vita
« il: 17 Agosto 2009, 12:41:57 pm »
Mentre la lezione andava avanti, Estasi, sfinita dalle movenze insistenti della coreografia, si nutriva del fascino di Christian nel riflesso dello specchio.
Il ballo era la sua vita e creare quella scenografia sembrava la messa in scena di un’opera in 10 atti.
Christian, avvolto da un abbigliamento dinamico, nero, attillato al punto di lasciar vedere i movimenti nervosi dei muscoli in tensione, del contrarsi e tremare degli stessi sotto lo sforzo di quei gesti sinuosi e penetranti, mentre si muoveva virile e carnale si lasciava amare dallo sguardo indiscreto di Estasi e dalle sue colleghe di corso.
Questa era una prova importante, da qui si onorava la ballerina meritevole di accompagnare il maestro nello spettacolo di Sabato sera al teatro La scala di Roma.
Estasi, che amava ballare fin da quando portava i codini, stava vivendo un momento catartico sentendo la musica vibrare su ogni millimetro di pelle, in quel serpeggiante muoversi, inarcarsi, scivolare su se stessa, sfiorando con le sue morbide carni il pavimento e con dita sfioranti la propria pelle, con movimenti lenti, incorporei, scivolanti, come per cercare il tormento di un piacere che viveva tra le note di quel brano, caldo, sensuale, lento …ma colmo di passione; Estasi, presa dall’incedere dei suoi passi, accompagnati da quel corpo ubriaco di note, di tormento, imprigionata dall’accordo di quel concerto di incanto, era or mai irraggiungibile al punto di non rendersi conto che Christian si muoveva incantato da quel connubio di sensazioni che Estasi stava profondendo allo sguardo che la carezzava.
Era affascinato da questa allieva così dedita, iniziava a viverla sotto una luce di calda passione, godendo di quei movimenti fluenti, sensuali, che gli stavano provocando delle sensazioni di turbamento e forse, forse iniziava a rendersi conto che, gli sguardi furtivi non erano studio dei movimenti ma …. Desiderio dell’oltre chissà...
Dopo l’esercizio e lo studio della coreografia in assolo, dovevano assemblare l’insieme dei movimenti uno dell’altro, scambiandosi gli attimi che sarebbero fluiti da quella messa in scena per far vivere l’emozione negli occhi che avrebbero mirato quell’orchestrare di passione.
La prima ballerina ad effettuare la prova era Catrina del Greco, una ragazza dai capelli neri, lunghi, corpo affusolato, il suo modo di ballare era molto tecnico, aggraziato ma … troppo attento alla perfezione dei movimenti che le impediva quindi la naturalezza e, su quelle note così sensuali, veniva a mancare la corporeità delle movenze, era tutto troppo impostato.
Giunto il momento di Natascia, la prova prese vita, quell’attimo lasciava vivere una varietà di sensazioni ma …. mancava l’empatia, così fu anche per Roberta, Silvia e tutte le ragazze fino al momento di Estasi.
Christian, porgendole la mano, la invitò ad alzarsi, quando le stesse si sfiorarono, Estasi visse un momento di smarrimento, come se un fluido dolce la attraversasse, percorrendole la colonna vertebrale, irrorandosi in ogni cellula per donarle un senso di smarrimento che, al principiare della musica, la catturò completamente facendole vivere un momento di abbandono totale.
Fermi nell’ascolto della sinfonia dei cuori, fissi negli occhi, imprigionati dal magnetismo che si era creato, iniziarono a scivolare l’uno sull’altra, sfiorando i corpi, carezzando le membra solo con il tocco della pelle vibrante, lasciando permeare l’essenza dell’uno nell’altro, lambendo la carne di piacere, e nell’’incedere dei passi le mani accompagnavano l’ebbrezza di Estasi nel volo di questa danza d’amore.
Cinta la vita con mani forti, Christian controllava i movimenti docili e dediti all’abbandono di Estasi, le ragazze erano rapite dalla visione di quel momento, tanto da non vivere il disagio nel consapevolizzare che Estasi fosse la prescelta, due corpi che, in armonia e fusione cosmica, nel creare il connubio perfetto danzavano tra le ali del vento, mentre le mani bramose di lui sfioravano ogni centimetro di pelle incantata da quelle meravigliose sensazioni che stava vivendo.
Come fosse un simbolo sacrificale, Christian levò in alto Estasi che, abbandonando il corpo per chiudersi e poi ritendersi, si lasciava scivolare lentamente assaporando il soffocare del volto di lui tra le carni, gustando il tepore del respiro, inebriandosi del profumo di quell’uomo che, la stava facendo perdere tra sensazioni ed emozioni di immensa ed incontrollabile esaltazione, rendendola sbornia dell’ascoltare in quella danza un richiamo d’amore.
Quando il volto di Cristian giunse tra i seni, lei si strinse raccogliendo il proprio essere, donando a quel contatto dei secondi di vita … che la fecero smarrire tra le braccia forti e tremanti di quell’uomo preso da un tormento che divenne reale e concreto.
I muscoli, scossi dall’intensità delle sensazioni che lo stavano pressando, iniziarono a gonfiarsi, irrorandosi di sangue, linfa di quel piacere che …. che lo stava portando in una dimensione irreale.
Catrina era assorta al punto di non rendersi conto che Silvia le stava dando dei colpetti per attirare la sua attenzione, le ragazze si sentivano ipnotizzate e provavano nello stesso momento un disagio senza pari, sperando che tutto quello finisse ma non terminasse.
Gocce d’amore iniziarono a lambire il volto di Christian, ed Estasi, nel suo lento muovere di sinuosa sensualità, iniziava a nutrirsi di esse, soffocando il respiro tra le spalle e la voglia di baciare ogni millimetro della sua pelle, ruotando poi su se stessa, lentamente, per adagiare il capo sul petto di quell’uomo, catturato da un insaziabile bisogno di nutrirsi di lei. La musica si interruppe ma … l’incanto di quel momento non permise ai sensi di tacere il loro canto e così al coniato delle ragazze con profondenti complimenti, Christian, senza dover invitare la danza, avvolse Estasi tra le sue braccia, cingendole la vita, scivolando con le mani, bramose di lei, lungo la schiena sinuosa, e seguendo nuovamente il passo della musica incantata, ricondusse la sua allieva alla creazione di quella danza d’amore.
Ripreso l’attimo dell’innalzarla al cielo, lentamente ripercorrendo la via di quel tormento, nutrendosi delle perle d’amore che abbigliavano i loro corpi, godendo del sapore e del tepore di quel passo, lentamente, lasciandola scivolare sul suo corpo, giunse all’ascoltare il battito di quel cuore tiranno, veloce, fino a rimanere catturati negli occhi, magnetici di sogno, respirando il reciproco respiro, sfiorando labbra, mordicchiando la carne tremante di insaziabile desiderio, disegnando con la punta della lingua il contorno della bocca, nutrendosi di quel gioco d’amore, infinito, sfiorando la pelle bisognosa di quel contatto, danzando tra le ali di quel sogno, avvolto da quel tormento, istante di bramare la vita, bacio creato da un interminabile gioco d’amore che … lentamente si abbigliava di umido tepore, gocce di sapore intrise di quel respiro caldo, affannato, avvolti da un abbraccio, stretto ma … dolce d’amore, le mani chiuse, strette quasi a voler proteggere quel connubio.
Instancabilmente catturati dai loro sguardi, le mani si slacciavano per scrutare ogni centro del loro essere, fino a scivolare, lenti, su quel pavimento ospite del rito d’amore, della danza che, nell’estasi li ha lasciati travolgere.
Christian, sfiorandola con un solo dito, come fosse l’apice di una piuma, disegnava le vermiglie labbra, per poi apprendere, ….lentamente, la forma di quel viso; occhi, fissi nei suoi, per non perdere un solo istante di quel momento, lento sfiorare lento, della guancia, mento, giocando sinuoso con i tratti di quel dolce viso, della gola che si offriva reclinando cedevolmente il capo all’indietro, non potendo più mirare quegli occhi perché persa tra sensazioni e violente emozioni. Christian soffiava dolcemente la vita su quel volto sognante, mentre lei carezzava la schiena contratta, cercando i confini di ogni muscolo, il percorso del piacere, lento scorgere le vie che conducevano allo smarrirsi di Christian, che, desideroso di saziarsi di quel sogno, si perdeva tra le sue labbra, disegnandone i contorni, rubandone il sapore, catturandole ed avvolgendole con tutta la brama; carezzandosi, assaporandosi, godendo di quel momento di fusione, profondo, lento, smarrito nel tormento. Christian iniziava ad insinuare l’indiscreta mano sotto la maglietta madida d’amore, nel proseguir di quella danza, attirando Estasi che, ora mai completamente inerme di ogni reazione, assecondava il capriccio caparbio di lui; seduti, Christian le sollevava la maglietta, investendola del tiepido respiro, su ogni millimetro di quel goloso essere, sfilandogliela completamente.
Estasi, ora mai ubriaca di amore, iniziava lei stessa a scoprire Christian. In ginocchio, uno di fronte l’altro, catturati nello sguardo, le mani tremanti, ipnotizzati iniziarono a sfiorarsi, Estasi lo spinse dolcemente per terra, impadronendosi di lui, iniziando ad amare con le bramose labbra il viso, disegnando con la punta della lingua i contorni dei suoi tratti, lentamente, scendendo per ritrarre il collo, stordito da quel lento respirare, caldo alito di vita che lo lambiva nel mentre si nutriva del suo profumo, per poi scendere verso il petto, il torace aitante di piacere, raffigurando ogni percorso di quel corpo scolpito, delineato da muscoli prepotenti, invitanti, nel loro offrirsi a quelle labbra insaziabili, che, lasciando il passo alla loro anima, si nutrivano di ciò che era il loro desiderio, scendendo, nell’ascoltare di quell’adagio, verso l’intensificare del delirio dell’oggetto del suo sogno, teso e tremante ad aspettare il giungere dell’oltre di quel breve passo, più giù. Ma Estasi, indisponente, si lasciava amare da un giro più esteso, lasciando inatteso il respiro, ora mai troncato, del suo maestro, da quella dolce tortura. Le cosce di Christian erano impietrite, tese a pretendere quel contatto, non chiedendo pietà per quella sofferenza ma …. subendo passivamente quel tormento, quella lenta discesa e …poi ascesa; Estasi si stava saziando, ingorda di assaporare, mangiucchiando teneramente con le labbra umide di amore quella pelle estasiante, mentre le mani si lasciavano condurre verso il grande piacere, ridisegnando quella forma perfetta, fino allo sfinimento di Christian , con le morbide labbra, sentendo la maestosità crescere tra le delicate mani.
Mani che onoravano quella vita con soavi carezze, sfiorandolo con le labbra, premendo con le dita per sentire il pulsare della sua consistenza, fino a che ….Christian la attirò a se, invogliandola a nutrirsi del suo sapore, per perdersi nello sfinimento di quel momento ed Estasi, smaniosa di vedere in lui il delirio, come una bimba ghiotta del suo gelato iniziò a lusingarlo con la punta della lingua, avvolgendolo con le labbra morbide, umide, stringendolo fino a che, le mani di Christian la accompagnarono per poi bloccarla e renderla vittima del suo capriccio.
Teneramente, la prese a se, cercando con desiderio il suo respiro, per scambiarsi la vita, nella magia di quell’istante, trovando tra quelle labbra socchiuse il dono di un bacio colmo di passione. Dolci labbra da amare nel loro sfiorarsi di desiderio, ghiotte e umide della loro estasi, sognanti di carezzare il segreto del loro cuore per poi abbandonarle per cercare il segreto di ogni passo di quella donna che aveva rapito la sua anima.
Un lento incedere, dai piccoli piedi curati, tesi ad essere culla di quel viaggio d’amore, si offrivano come inizio dell’avido salire lungo quel corpo ora mai sogno del suo incanto. Come in un delirio le labbra di Christian, artiste di un quadro di passione, e con le sfioranti mani, curiose di scoprire quelle forme voluttuose e desiderose, iniziavano quel viaggio verso lo scioglimento di ogni fantasia. Ogni lembo di pelle di quell’essere, era lì porto verso la gola di assaggiare ogni tormento, fino a giungere lì dove Estasi, stravolta dal piacere si offriva alla lingua godiva che la tormentava con il suo insinuarsi fino a che, ohhhhhhhh le entrò nell’anima, lentamente, rivolando di piacere, lento muovere lento, estasiare di un momento, ora, sì, ancora! … Il maestro si nutriva dell’essere di quell’allieva ubriaca di amore, … sì, ohhhhh! Ancora e poi nel delirio di sospiri, baci di emozionare quell’anima non più lucente ma sbronza di passione, ancora! ancora! ancora, siiiiii! Le mani di Estasi vibravano sulla schiena madida, contratta di piacere e poi, e ancora, e …… siiiiii, ohhhhhhh ancora ……

« Ultima modifica: 3 Gennaio 2010, 16:27:34 pm da Manfry »
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SaraDesirè

Offline kant.51

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Re: Estasi ...ar della vita
« Risposta #1 il: 17 Agosto 2009, 16:47:51 pm »
Un erotismo elegante e scritto bene...complimenti Sara!
cKappa ^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*° Sì che ti voglio bene, bene davvero...

Offline saragalea

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Re: Estasi ...ar della vita
« Risposta #2 il: 18 Agosto 2009, 23:09:04 pm »
grazie, ... veramente è stato un esperimento e volevo sapere come appariva!
grazie kant
Amo la vita e ascoltare le parole che mi detta

SaraDesirè