Ti ho vista. Eri con lui. Eri felicissima, ridevi di vero cuore. Lui ti era accanto, ti accarezzava i capelli soffici e biondi, li hai ancora così soffici, vero? Immagino di si. Ti ho vista e il mio cuore è sobbalzato. Vorrei telefonarti. Mi capita sempre, a dire il vero, di avere il desiderio di sentirti, di prendere la cornetta e comporre il tuo numero di casa, di ascoltarti parlare di tutti i tuoi guai e delle tue gioie, ma ogni volta c’è qualcosa che mi frena.
Oggi ti apro il mio cuore. L’immagine di te, accanto a lui, mi spinge ad aprirtelo. C’è qualcosa che mi frena a comporre quel numero e a dire il vero non so spiegare benissimo di cosa si tratti. Tu credi sia perché ho paura? O perché non ti voglio realmente bene? Forse, se ti volessi realmente bene non esiterei minimamente a contattarti? Credi sia così? Io non lo so, Giulia, credimi, non lo so. So solo che il motivo non è quello che pensi tu. Non è perché non ti voglio bene. Non devi neanche pensarlo! Io sento qualcosa di forte nei tuoi confronti, qualcosa di fortissimo, che mi esplode tutti i giorni dentro al cuore. E solo grazie a te ho potuto capire cosa sia il vero Amore, Giulia. Amore non è quello che ho provato per tutte le altre donne della mia vita. L’amore per te è diverso, più puro e più profondo.
Vorrei telefonarti, ma c’è lui. E sono anche certo che se lui ti vuole bene almeno quanto te ne voglio io, Giulia, non avrebbe alcun problema se io ti contattassi, se parlassi con te, e se tu decidessi di passare un po’ di tempo con me... Già, di sicuro è così, ma ho paura. Ecco qual è il mio problema: ho paura di te. Ti voglio bene come il primo giorno, credimi, e anche molto di più, ma ho paura di te, di un tuo rifiuto. Mio Dio, avresti tutte le ragioni di questa terra a rifiutarmi!
Ti ho vista, il mio cuore è sobbalzato. Eri con lui, e capiscimi, Giulia, non mi sono potuto avvicinare. Ti starai chiedendo dove ti ho vista, come ho fatto a trovarti. Ti cerco da quando eri piccola! So dove abiti, so con chi vivi. Stamattina mi sono fatto coraggio, dopo tanti anni passati a riflettere, a cercare una spiegazione a tutti gli avvenimenti della mia vita, a contare a ritroso i giorni che mi separavano da quell’appuntamento immaginario che io e te avremmo fissato dopo una mia telefonata, e sono venuto a cercarti. Sei bellissima. Ti ho vista e non ci ho capito più niente. Eri con lui, capiscimi Giulia. Proprio con lui. Lui che mi ha sostituito in tutto e per tutto. Per un momento mi sono detto che sarebbe stato meraviglioso se tu ti fossi accorta di me e mi fossi venuta incontro, ad abbracciarmi, a rendermi le cose più facili, a dirmi che ti sono mancato tanto, che vuoi me e soltanto me accanto a te. Ma come avresti potuto? Tu non mi conosci. Non sai neanche come sono fatto. E sono rimasto impalato sull’angolo a fissarti senza che tu ti accorgessi di me, di quest’uomo ossuto che ti osservava dall'angolo di una strada affollata.
Le mie gambe hanno tremato, i miei occhi hanno pianto. Ho ripreso il treno per Ferrara e sono tornato a casa, di nuovo senza averti parlato. Mi ritrovo tra le mani solo un fiore, ormai appassito, che avevo comprato per te. Lo so… che ci vuole ben altro che un fiore. Ma più che darti il mio cuore, credimi, io non so che fare. Più che provare, un giorno, magari a spiegarti che la vita mi ha portato lontano da te per un periodo troppo lungo, non posso fare. Non so cosa fare oltre che cercare di spiegarti come può l’uomo, a volte, allontanarsi dall’Amore, dalla retta via, infrangere i propri sogni dentro solitudine e noia. Io non posso, Giulia, credimi, non posso spiegarti con parole quanto un uomo può perdere coscienza di sé. Ma forse un giorno lo capirai da sola.
Stasera vado a letto con la speranza di riuscire a ritrovarti, a parlarti, ma anche se non dovessi riuscirci, promettimi che quel sorriso, quello bello che avevi oggi, che illuminava ancora di più i tuoi occhi splendidi, che quello resti per sempre sul tuo volto. Tuo padre, quello che ti ha cresciuta, quello che chiami papà, lui è un uomo davvero fortunato. Io, invece, disgraziato come sono stato, non ti ho mai potuta sentire chiamarmi così. Figlia mia, io ci proverò… a rimettere a posto i cocci della mia vita.