scusate il doppio post
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Capitolo 4
Leo senza pensarci su due volte schiacciò sull’acceleratore, nemmeno il tempo che Ciccio si fosse girato per dare un’ occhiata a Franco che già erano usciti dallo spiazzale per ritrovarsi sulla strada. Franco dietro si manteneva a malapena, aveva perso i sensi ma fortunatamente respirava.
“cristo Leo… come facciamo ora?”
“perché scusa… lo portiamo lì e lo rimettono a nuovo…”
“si ma se c’è gente? Mica ci possiamo far sgamare che fumiamo…”
“ca**o ti frega scusa… lo fai per Franco… non per fare il bellissimo… se è una cosa che si deve fare la facciamo… e che poi Dio ce la mandi buona…”
“hai ragione…”
Arrivarono finalmente sulla curva che precedeva l’entrata dell’ ambulatorio… sul viso di Leo si accese un fuoco che sembrava quasi demoniaco…
“ca**o fai Leo……”
Non riuscì a finire la frase che Leo tirò il freno a mano e scalò di marcia, facendo alzare il pandino su due ruote.
“madò da quanto che sognavo di farlo…”
“Leo, tu sei da curare…”
Parcheggiarono l’auto nel piazzale e si caricarono Franco in spalla, non era pesante come persona, uno di loro l’avrebbe portato senza fatica su per le scale, ma il problema più grande era la sua altezza.
Salirono le scale ed entrarono senza complimenti.
Non era la loro giornata fortunata.
Giorno di vaccinazioni, tutti i bambini li guardarono con faccia spaventata e le mamme già mormoravano in silenzio qualche maldicenza.
“dov’è il medico?!?”
“sono qui…”
Gli spiegarono brevemente l’accaduto, omettendo il fatto che avevano fumato.
Il medico consigliò agli amici di uscire… ciò che sarebbe accaduto lì dentro al loro amico non gli sarebbe piaciuto…
Difatti appena chiusero la porta sentirono Franco che si lamentava e che vomitava. Ciccio abbassò lo sguardo.
“che hai mo?”
“è colpa mia… non dovevamo farlo bere… e se non ce l’avrebbe fatta? E se non c’eri tu? Che ca**o avremmo fatto?”
“siamo fortunati per come è andata… e poi comunque lo abbiamo avvisato sul fatto del bere…”
“si però… non me lo perdonerò mai…”
Leo gli diede una pacca sulla spalla e sul suo viso si aprì un sorriso a malapena accennato. Sapeva quanto i due erano legati.
Finalmente il medico aprì la porta, al suo fianco c’era Franco in piedi e con gli occhi di chi ha gettato l’anima sul pavimento.
“eccolo a voi, fate attenzione, ancora non sta bene…”
Non appena finì di dire ciò Ciccio si alzò di scatto e mollò un ceffone a Franco, facendolo finire a terra con una spalla poggiata al muro, poi lo prese per la maglia e lo alzò; lo guardò fisso negli occhi e lo abbracciò, stava piangendo. Franco non era da meno.
Se l’erano davvero vista nera quel giorno.
Salirono tutti sulla panda e Leo li accompagnò davanti al bar dove i due avevano lasciato i loro scooter. Ormai era sicuro che non avrebbero combinato niente di male, l’effetto dell’ampolla era finito.
Appena scesero girò l’auto nello spiazzale e si ritrovò davanti la casa di Eva. Aspettò quei cinque secondi sperando forse che si fosse affacciata, ma ciò non avvenne.
In testa aveva ancora i suoi occhi, si chiese se un giorno forse fosse riuscito a farli brillare per lui.
Accelerò e si diresse verso casa, dove lo aspettava un meritato riposo.
l'ho fatto proprio ora... voto?
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ora mi vado a godere anche io un pò di meritato riposo
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