Uscirono veloci di casa e si diressero al porto, seduti in un bar a prendere un aperitivo a base di pesce e prosecco, lì mentre il sole iniziava a tramontare e l’aria si rinfrescava e tutto intorno regnava una strana pace, solo spensieratezza e serenità, si alzarono dopo un paio d’ore, piuttosto brilli e lei s’accorse che i suoi progetti per la serata erano cambiati, eppure stranamente ne fu felice. Si incamminarono tra le barche di ogni tipo, felici perché erano insieme e per l’alcol, ridendo per ogni cosa, lui iniziò a farle il solletico e lei si dimenava, le mancava il fiato, si avvicinavano sempre di più, sempre di più, mentre il tocco diventava più forte e il respiro diventava veloce e le risate si trasformavano e il desiderio cresceva nuovo, da capo.
Seduti su una panchina le loro labbra si sfioravano, incontrollabili, e da gioco innocente divenne un gioco malizioso, quasi pericoloso e con la testa annebbiata iniziarono a scoprirsi la pelle a vicenda, le mani raggiunsero in fretta i pantaloni di entrambi, si provocavano mentre le emozioni crescevano, d’improvviso lui s’alzò, le tese la mano: “Andiamo, non possiamo restare qui, andiamo ti prego.”
Lei rideva, senza rendersi più conto di dove fosse, di cosa stesse succedendo e ripeteva: “No, restiamo qui, mi piace quest’odore, lo sai. Restiamo restiamo!” Alla fine però si alzò e si lasciò portare fino alla macchina e sembrava fossero chilometri e chilometri da fare, barcollava, ma arrivarono in fretta perché erano vicini al parcheggio, salirono e subito ripresero a baciarsi, si tolsero in fretta i pantaloni, a metà, giusto l’indispensabile per muoversi, lui le si trovò sopra in un istante e iniziò a muoversi velocemente, in preda a un desiderio fortissimo, passione allo stato puro, i loro corpi si toccavano, stretti in quell’angusto spazio di un’auto e lei continuava a ridere e poco dopo, improvvisamente, le si spezzò il respiro e i brividi le riempirono la schiena, mentre in quel totale silenzio si sentivano solo i loro sospiri, intervallati e fatti tacere da baci continui, lunghi; lui si spostò, tornando sul suo sedile, si rivestirono e ripartirono.
Per tutto il tragitto, nessuno di loro riusciva a dire qualcosa, entrambi sconvolti e tutto ciò che facevano era sorridersi, accarezzarsi, una dolcezza inusuale soprattutto per lei, che proprio non era così, tuttavia inconsciamente si rese conto che quella sera doveva essere solo loro, perfetta e che nulla avrebbe potuto rovinarla, prese dalla borsa il cellulare e vi trovò una decina di messaggi, tutti della stessa persona e improvvisamente la sbornia passò, appena aperto il primo.
Mattia le scriveva dal pomeriggio e lei si accorse di aver completamente dimenticato il telefono, quella sera che non voleva nessun altro se non la persona con cui stava, ma questo non le era concesso, a quanto sembrava; la gelosia di Mattia era ben motivata, lo sapeva, ma aveva sempre cercato di convincerlo a fidarsi di lei, che non aveva motivi di dubitare della sua fedeltà, evidentemente lui non le aveva creduto e mentre scorreva i messaggi capì che doveva aspettarsi una lite infinita quando si sarebbero sentiti. Decise comunque di non rispondere, di far finta di non averli letti e spense il telefono, prima che iniziasse a squillare e fosse ben difficile spiegare il motivo per cui era scomparsa per un giorno intero.
Si girò verso Luca, gli prese la testa e gli diede un bacio e disse: “ Avevo altri programmi, ma stasera me li hai rovinati! Trova un modo di farti perdonare…” Lui scoppiò a ridere e rispose: “ Non mi sono già fatto perdonare? Ti ho anche fatto bere!”
“Non credo proprio… secondo te sarebbe abbastanza un aperitivo? Mi hai perfino tirato via da un posto che mi piaceva così tanto!”
“Ma l’ho fatto per un buon motivo, non ti sembra?”
“No, assolutamente! -rispose- era un motivo puramente fisico, non vale!” E sorrise, sapevano entrambi che stava scherzando, lei era fatta così, le piaceva vivere con il brivido dei rischi, di ogni tipo e la cosa che preferiva di Luca era proprio che faceva sempre ciò che voleva, otteneva sempre ciò che desiderava, come aveva fatto con lei, nonostante tutto.
“Taci! Lo sai che non è vero, è stata colpa dell’alcol.. comunque, adesso che vuoi fare? Vuoi tornare ai tuoi noiosi programmi o ti vuoi divertire? Puoi anche non rispondere, tanto stasera decido io e non ti lascio andare da nessuna parte.”
“Va bene, sto con te, se prometti che non torniamo a casa… andiamo in un pub o in un locale, ho voglia di ascoltare un po’ di musica buona. Mi han detto che c’è una cover band di De Andrè che suona qui vicino, che ne dici?”
“Ok, andiamo a sentire!”
Guidarono ancora per circa mezz’ora per arrivare in un locale caldo e accogliente, non molto grande, ma era ancora presto e riuscirono a sedersi senza problemi, ordinarono da bere e mentre aspettavano che iniziassero a suonare, Marta vide in un angolo il suo migliore amico, così corse a salutarlo, era da tanto che non si vedevano perché ormai le loro strade avevano preso direzioni diverse, vivevano lontani ma ogni volta per loro rivedersi era una gioia, lui le presentò la sua nuova fiamma, o almeno una delle tante e Marta come sempre fece finta di nulla, sorrise e chiese di poterlo rubare per un attimo, così si allontanarono insieme, bellissimi, legati da un affetto sincero e duraturo; fu come se il tempo non fosse mai passato, iniziarono a raccontarsi le ultime novità, lei gli disse di non essere sola e lo accompagnò a conoscere Luca, a cui si avvicinò e disse in un orecchio: “Non essere geloso, è il mio migliore amico, usciamo fuori a fumare e a chiacchierare, torno tra poco.” Gli diede un bacio lieve, prese la borsa e uscirono mano nella mano, come sempre.
“Mattia non esiste più?” Le chiese ridendo.
“No, no… esiste, eccome se esiste, ma non c’è, è stato trasferito per lavoro e io mi godo questa pace, questo non dover necessariamente inventare qualcosa o decidere con chi stare, sono in vacanza e mi diverto, anche se domani dovrò inventare qualcosa per essere scomparsa per un giorno intero. Non ci sentiamo spesso, lo sai come son fatta, però lui è geloso e ho appena trovato ben dieci messaggi a cui non ho risposto… consigli? Tu sei esperto!” E mentre parlava l’abbracciò come piaceva loro, forte, stretto e come sempre si ritrovarono con le bocche a un centimetro di distanza.
“Ma guarda, fossi in te direi la verità, ero con degli amici che non vedevo da tempo e non ho avuto tempo di guardare il telefono. Puoi sempre raccontargli che hai visto me, sai che di me si fida e se ne avessi bisogno io ti copro volentieri, come tu fai con me!” Le diede un bacio sulla guancia e sorrise.