Baline richiuse le imposte.
Ormai era buio e il freddo vento del Nord soffiava ancora più forte.
Quella mattina il primo morso di gelo aveva stretto gli arbusti rinsecchiti e spogli del giardino, gli alberi del bosco avevano cominciato a gemere e a piegarsi frustati dalla furia del terribile vento gelido: il grande inverno era tornato, le giornate di tiepido sole sarebbero state solo un ricordo per lunghi mesi.
Baline attizzò il fuoco, con un gesto esperto, che parlava di lunga abitudine a farlo, si sistemò meglio lo scialle sulle spalle ancora poderose, nonostante l'età avanzata, e cominciò a pulire le cipolle che le sarebbero servite per la zuppa serale.
Il cane e il gatto si strinsero un po' di più uno addosso all'altro, in cerca di calore, quando un soffio di vento più rabbioso schizzò dentro la stanza, accogliente e semi buia, attraverso la cappa del focolare, spargendo cenere e un'ombra di inquietudine intorno.
" Maledetto gelo...finirai mai? " borbottò Baline tra i denti.
Forti colpi di tosse si udirono a un tratto da dietro una tenda, posta nell'angolo più riparato della stanza.
Il cane sollevò il muso e si avviò scodinzolando da quella parte, subito seguito da Baline che portava fra le mani una tazza fumante. Scostò la tenda e sorrise a una ragazzina che, semi sdraiata sui cuscini del letto, ancora tossiva.
" Come stai Hastrid? Hai riposato?" le chiese con affetto la vecchia
" Sì nonna, sto meglio grazie...Credo di non avere più febbre: la mia fronte non brucia più! Sai fare miracoli con le tue erbe nonna Baline...devo berla ora? " rispose la ragazza, prendendo la tazza bollente dalle mani della vecchietta che annuiva vigorosamente, mentre le sorrideva con affetto.
Il cane appoggiò il muso sul bordo del letto e lambì la mano, ormai fresca, della ragazza.
" Nonna...ho fatto il solito sogno...Quella donna che correva tra gli alberi e la luce giocava fra i tronchi illuminando i suoi capelli...una risata forte e lontana...qualcosa di rosso alla cintura...
Baline impallidì visibilmente e si voltò verso il fuoco per nascondere il tremore improvviso delle sue labbra e delle mani
" A un tratto, nonna, il viso di quella donna si riempiva di lacrime e poi tutto cominciava a svanire in una nebbia scura..." finì Hastrid con voce turbata.
Baline si girò verso di lei lentamente, i suoi occhi ora erano scintillanti e labbra e mani erano ferme, anche se ghiacciate.
" Non pensarci piccola mia - mormorò accarezzandola teneramente- la febbre fa di questi scherzi e tu sei ancora debole...devi riposare al caldo e riprenderti completamente per affrontare questa lunga e dura stagione...come potrei da sola fare burro e formaggio e focacce d'avena e governare le bestie nella stalla e raccogliere legna e spalare la neve ogni tanto...
" Già nevica?- chiese debolmente la ragazza
" Sì, credo di sì- sospirò Baline
Scostò l'imposta e vide i fiocchi gelidi volteggiare lentamente e inesorabilmente, accumulandosi sul terreno arido...
" Il vento si è quietato un po' e la neve sta scendendo abbondante...Eeeeeh! Maledetta neve!
Baline brontolò, rimboccò le coperte alla ragazzina che si era assopita e tornò al focolare, ove la zuppa cuoceva piano piano emanando un buon profumo.
Il gatto si stiracchiò e andò alla porta d'entrata a grattare con la zampina.
" Ma come? Vuoi uscire?- borbottò incredula la vecchia- Be' ...eccoti servito!-così dicendo e scuotendo la testa, Baline aprì la porta. Il gatto uscì cautamente e lei lo seguì subito, coprendosi con un vecchio mantello che teneva sempre pronto accanto all'uscio.
" Non tardare, Musonero! Non è notte da girare per amori! " mormorò accarezzando la bestiola che sparì velocemente nel buio e nel turbinio dei fiocchi.
La vecchietta, stringendosi addosso il mantello, si diresse a una bassa capanna adiacente la casa, tirò il paletto ed entrò. Accese la lanterna e illuminò debolmente la stalla: le due vacche erano tranquille accanto alla mangiatoia e così le poche capre e il cavallo da tiro.
" Sempre affamati voi! Eeeee...si preparano tempi duri! " brontolò Baline.
Prese una manciata di erbe e fieno e la pose in ciascuna mangiatoia, gli animali la guardarono con i loro occhi innocenti e presero a ruminare con voracità, anche il vitellino, nato da poco, andò a cercare latte e calore dalla madre. La vecchia sorrise e carezzò le sue bestie, che le consentivano di sopravvivere anche negli stenti del freddo, producevano ancora latte, nonostante la scarsità del cibo, grazie anche alle erbe particolari che Baline raccoglieva e faceva essiccare, unendole al magro pasto invernale.
" Già già...dovete accontentarvi, belli miei! Per stasera è tutto! "
Spense la lanterna, chiuse la stalla e, stringendosi nel manto per il freddo, giunse alla porta di casa.
Insieme a lei sgusciò dentro Musonero, intirizzito e fradicio nel pelo, che prese subito a leccarsi davanti al calore del focolare.
" Spero almeno che tu abbia cenato con qualche grasso topolino, eh? " ridacchiò Baline.
Il gatto la guardò sornione e, accucciatosi presso il fuoco, si mise a ronfare tranquillo.