Forse in una notte ho provato a gridare senza avere il tuo ascolto. Forse le tue orecchie erano troppo tese verso parole che magari neanche tu capivi. Forse quella notte ti stavo chiedendo aiuto. Forse è inutile continuare a gridare quando nessuno può sentirti perché il mondo è solo. Preso dalle routine dell'ipocrisia, preso dagli umani di ogni giorno, che dimenticano il piacere di una ricerca, come quella che fa il puledro per riuscire a camminare.Un mondo che vuole tutto scrivere bianco su nero, regolamentare.Un mondo che non sa più lasciar parlare l'anima. Un mondo che è tonaca senza monaco. Un mondo di luoghi comuni. Di chi parla di luoghi comuni lontani senza neanche magari sapere cosa siano. Forse quella notte avrei potuto parlarti. Forse quella notte avresti potuto ascoltare. Ma ormai è inutile ed è tardi, devo tornare a studiare, sui libri. Perché da quelli deriva l'arte. Da libri. Eppur un genio non è più genio se legge. L'intelligenza si dissolve nell'immagine di un genio. Si tende a confonderli. Forse chissà,nessun ascolta perchè nella loro intelligenza suprema non comprendono la mia genialità. Ma non son più io a dover parlare,lascio le sentenze ai posteri che forse mi udiranno,magari leggendomi, sapranno ascoltare.E chissà magari anche da me potrebbero imparare.