Vi siete mai chiesti se un libro può far piangere??? Io vi risponderei di si... Che libro però? Sicuramente nn uno di quei libri pseudo-romantici che certa gente pubblica... la letteratura nn è per tutti.... e perdonatemi se la penso così... certo siamo nel mondo liberale, globalizzato.... tutti possono fare tutto, ma una spintarella ogni tanto fa bene per fare carriera... e nel frattempo mi domando se esistano ancora persone capaci di farci pensare, sognare, riflettere (forse è questo il termine giusto che sto cercando)... e così una sera nel letto... preso dai miei pensieri da 19enne... nn riesco a prendere sonno... mi alzo e mi volgo alla libreria.... mi passano davanti agli occhi centinaia di titoli, nomi di autori... poi disperato ormai che nn avrei mai trovato qualcosa di interessante da leggere, lo sguardo mi cade su un libricino nascosto lì nell'angolo a destra... all'ombra del vocabolarione di ken follett: i pilastri della terra.... allungo una mano, rischiando di cadere dalla sedia, lo afferro al secondo tentativo. un libro piccolo, poco più di un centinaio di pagine... lo porto alla luce della scrivania... vedo la foto di un vecchio uomo cn la barba... un maglione da marinaio... leggo: Ernest Hemingway....... Il vecchio e il mare.... avverto un brivido per la schiena, come poche volte già mi è capitato.... e allora penso... ridacchiando un pò... a quando avevo 16 anni... e alle lezioni di italiano al liceo col professore che spiegava l'inferno di Dante e io a leggere questo libricino.... senza nulla togliere a Dante.... io poi sn daccordo che si studi la divina commedia a scuola.... però è una palla.... e scagli la prima pietra chi nn l'ha mai pensato... accompagnato dal volumetto mi butto sotto le coperte... apro la prima pagina.... bianca... la seconda... bianca... la terza... titolo autore e traduzione.... la quarta... bianca... mi sono sempre chiesto a cosa servissero tutte quelle pagine bianche al'inizio e alla fine di un libro.... nn credo che quando Hemingway consegnò il manoscritto ci mise 4 o 5 pagine bianche per.. introdurre l'opera...... cmq... arrivo alla 5a pagina....la vita.... Ernest Hemingway, secondogenito di una famig..... no, no... ho letto troppe volte la sua bibiografia.... adesso nn ne ho proprio voglia... salto tutti i paragrafi di una vita felice e depressa a momenti, qualche volta monotona, qualche volta spericolata. Arrivo alla prima pagina dell'opera, inizio a leggere:
Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce. Nei primi quaranta giorni lo aveva accompagnato un ragazzo, ma dopo quaranta giorni passati senza che prendesse neanche un pesce, i genitori del ragazzo gli avevano detto che il vecchio era decisamente e definitivamente salao , che è la peggior forma di sfortuna, e il ragazzo li aveva ubbiditi andando in un'altra barca che prese tre bei pesci nella prima settimana. Era triste per il ragazzo veder arrivare ogni giorno il vecchio con la barca vuota e scendeva sempre ad aiutarlo a trasportare o le lenze addugliate o la gaffa e la fiocina e la vela serrata all'albero. La vela era rattoppata con sacchi da farina e quand'era serrata pareva la bandiera di una sconfitta perenne.
Chiudo il libro.... lo poso al suo posto nella libreria e mi accorgo che il libricino che prima notavo appena, coperto da ken follett, adesso sembra oscurarlo.... nn riesco più a leggere... mi cade qualche lacrima... e penso: in genere si piange alla fine di un libro... al massimo a metà.... io... alla prima pagina... nel frattempo mi ricordo della storia di Santiago... ho letto quest'opera troppe volte per scordarmela, nonostante siano passati 3 anni dall'ultima letta..... un marinaio anziano.... la cui vita è raccontata dalle profonde cicatrici sul corpo causate da troppi anni a maneggiare cn lenze e al costante contatto cn la salsedine.... e quei vispi occhi azzurri che mostrano ancora lo spirito di un lottatore.... e alla fine penso alla lotta tra il vecchio e il marlin... alla lotta col primo...al rispetto che aveva per il pesce, alla lotta quasi a mani nude contro i pescecani che volevano portargli via la preda.... e alla vittoria e alla sconfitta..... una sconfitta solo materiale... ma una vittoria morale... e all'uomo, che benchè vittima degli eventi.... ha sempre la forza di sognare..... i leoni
GRAZIE ERNEST