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Autore Topic: le identità  (Letto 3344 volte)

Offline kant.51

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le identità
« il: 29 Marzo 2007, 16:53:04 pm »
LE IDENTITÀ



Se ne stava lì, davanti a me, era arrivata con passo felpato, all’improvviso. Si era seduta sulla panchina dicendo “Buongiorno, posso?”.
“ ‘Giorno… sì, prego…” avevo replicato, alzando appena la testa dal libro per sbirciarla, un pò sorpresa perché non l’avevo sentita arrivare. Mi rituffai nella lettura provando un leggero senso di fastidio, forse per il fatto che lei si era seduta così vicino a me da sfiorarmi, violando il mio piccolo spazio privato, eppure la panchina era tutta libera. Fingendo di aggiustare le pieghe del cappotto sotto di me, mi spostai leggermente più in là, per ristabilire le distanze.
“Ha da accendere?” riprese la donna con voce limpida, girandosi vero di me e accostandosi di nuovo.
“No! Non fumo!” questa volta ero proprio seccata, quindi alzai lo sguardo sul suo viso, inarcando un po’ le sopracciglia e indurendo il tono di voce.
Ebbi un sussulto e per un attimo mi sentii venir meno, mentre i giardino vorticava furiosamente intorno a me in una nebbia colorata di alberi, bambini che gridavano, cani che abbaiavano e busti di eroi di altri tempi….
“Sorpresa, eh?” riprese la donna, imperturbabile, con un sorrisetto.
“Ssì! Chi è lei?” farfugliai.
“Non lo sai?” sorrise lei ammiccante.
“Certo che non lo so” risposi stizzita “la sola cosa che so è che ci somigliamo in modo impressionante! Mi sembra quasi di guardarmi allo specchio! Forse se ci fossimo incontrate per strada non ci avrei badato, ma lei è venuta qui, mi ha aggredito…”.
“Aggredito!?” la sconosciuta spalancò gli occhi, guardandomi con aria innocente. “ Aggredito?” ripetè “Per essermi seduta sulla panchina di un giardino pubblico, averti salutata educatamente e averti chiesto se potevi accendermi una sigaretta? Via…” La donna scosse la testa, poi aprì la borsetta e, preso un piccolo accendino d’oro, dette fuoco alla sigaretta lunga e sottile che teneva in mano.
“Ecco, lo vede che era una scusa!” ripresi con tono maligno.
“Ma che noia!” sbottò l’elegante signora, sbuffando ed esalando una boccata di fumo azzurrino, poi, poggiando una mano sulle mie:
“Vedi, Roberta, questo è il guaio: sei noiosa, chiusa, permalosa… per forza sei scontenta della tua vita! Mai uno slancio, un pizzico di brio, un po’ di disponibilità verso gli altri… sempre le stesse cose, gli stessi gesti, lo stesso egoismo, gli stessi posti! Ti rendi conto che sono dieci anni che non cambi negozi?”.
Scattai in piedi “Che c’entrano i negozi, accidenti! E poi come fa a sapere il mio nome, lei chi è insomma?”
Si alzò anche lei, era molto elegante, ben pettinata, con le mani curate e, sul viso, un trucco leggero e sapientemente dosato.
“Ma sono Roberta anch’io, naturalmente!” disse sorridendo, mentre schiacciava la sigaretta appena accesa sotto l’elegante scarpetta a tacco alto. “E non fare quella faccia da idiota a bocca aperta! Certo, sono la Roberta che tu potresti essere se solo volessi. Guardati lì: quanti anni ha quel cappotto? E i tuoi capelli, le tue unghie tutte mangiucchiate? Quanto tempo è che non canti, non ti fai una risata di quelle stupide, quasi senza motivo? Da quanto non vai fuori con gli amici, anzi, dove sono finiti i tuoi amici? Dov’è la Roberta innamorata della vita, della gioia, dell’eleganza? Guarda là, la ciliegina sulla torta: hai perfino una calza smagliata!”
“ Beh, quello no!” replicai indignata “ Sarebbe sciatteria e io non…” ma, nel parlare avevo abbassato gli occhi e la smagliatura era proprio lì, sulla gamba destra, biancastra come una cicatrice e finiva dentro la scarpa che, oltretutto, mi apparve sporca di polvere e terriccio.
Istintivamente nascosi la gamba dietro l’altra, poi mi sentii pungere gli occhi da fastidiose, indesiderate lacrime.
“ Sei qui per umiliarmi, dunque, chi ti manda?” ripresi, lasciando scorrere quelle maledette lacrime che non riuscivo a trattenere.
“ Mi manda Roberta, è logico!” rispose lei affettuosamente, prendendomi sottobraccio.
“ Ma quale…quale Roberta? “ balbettai confusa.
“ Ecco, brava, cominci a capire!” trillò lei “ Mi manda la Roberta che ti vuole scuotere, perché tu la pianti di abbandonarti così, di morire un poco ogni giorno, di spegnerti come una luce stanca perché hai perso il gusto di vivere…”
Ci incamminammo lungo il viale  parlando come due vecchie amiche e io mi aggrappavo al suo braccio, sentendo nascere in me la speranza di riorganizzare la mia vita.
“ E quante Roberte siamo?” le chiedevo piano piano.
“ Tante,oh tante!” sussurrava lei in risposta.

 
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Offline Young dreamer

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le identità
« Risposta #1 il: 29 Marzo 2007, 17:07:19 pm »
BELLISSSIMAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Non ho potuto fare a meno di sorridere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :D Sai quante volte mi son divertita a immaginare un mio intervento per correggere o aiutare me stessa nel futuro! :lol:  :D Ma la storia continua,kant?^^
« Ultima modifica: 29 Marzo 2007, 17:11:45 pm da Manfry »
E dopotutto ci sono tante consolazioni! C’è l’alto cielo azzurro, limpido e sereno, in cui fluttuano sempre nuvole imperfette. E la brezza lieve […]
E, alla fine, arrivano sempre i ricordi, con le loro nostalgie e la loro speranza, e un sorriso di magia alla finestra del mondo, quello che vorremmo, bussando alla porta di quello che siamo.
(Fernando Pessoa)       Blog: http://sogna-ragazzo-sogna.blogspot.com/

Offline kant.51

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« Risposta #2 il: 29 Marzo 2007, 17:17:04 pm »
no, finora non ho mai scritto un seguito, però è un'idea...grazie per le tue parole! :)  
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Offline Young dreamer

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« Risposta #3 il: 29 Marzo 2007, 17:20:21 pm »
Di niente! :) Bè,spero di leggere un seguito allora! ;)  
E dopotutto ci sono tante consolazioni! C’è l’alto cielo azzurro, limpido e sereno, in cui fluttuano sempre nuvole imperfette. E la brezza lieve […]
E, alla fine, arrivano sempre i ricordi, con le loro nostalgie e la loro speranza, e un sorriso di magia alla finestra del mondo, quello che vorremmo, bussando alla porta di quello che siamo.
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Offline amatib

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Re: le identità
« Risposta #4 il: 8 Giugno 2010, 18:37:44 pm »
ho potuto solo adesso leggere con calma il racconto, è bellissimo, ed è assolutamente reale, noi siamo (intesi come esseri umani) unici ed allo stesso tempo molteplici, non siamo corpo ma "personalità" che a turno usano il nostro corpo così come una famiglia usa la casa comune, a volte litigano tra di loro, e allora siamo scontente di noi stesse, mentre quando, come in una vera famiglia tutto va per il verso giusto ecco che siamo contente e in pace con il mondo intero  spero che presto tu scriva il proseguio del racconto che noi tutti leggeremo con tanto piacere ciao ciao mati

Offline deco

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Re: le identità
« Risposta #5 il: 8 Giugno 2010, 19:53:30 pm »
kant m'hai fatto ammazzà dal ridere!cioè è divertente e fa anche riflettere..sai cosa potevi aggiungere?le descrizioni fisiche delle due roberta per creare uno smacco forte tra le due figure. M'hai fatto divertire bella idea  >:)

Offline kant.51

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Re: le identità
« Risposta #6 il: 8 Giugno 2010, 21:47:48 pm »
 ^_^...grazie di cuore a tutti e due... :-*
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Offline Alamuna

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Re: le identità
« Risposta #7 il: 9 Giugno 2010, 12:46:24 pm »
Io l'ho trovato profondo ed uno spunto per una riflessione su noi stessi. Dovremmo parlarci più spesso, come le due Roberte o come al nostro riflesso allo specchio, per capire dove siamo arrivati, dove stiamo andando e soprattutto dove vogliamo andare, chi vogliamo essere... gli eventi della vita spesso ci deviano ed è difficile renderci conto di quello che siamo diventati. Il nostro Io che viene a sedersi sulla panchina accanto a noi, purtroppo, è impensabile, ma se solo riflettessimo di più, e ci amassimo di più...! Brava Kant!  W00T!
Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further. (T. Carlyle)

Offline Juliet

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Re: le identità
« Risposta #8 il: 20 Giugno 2010, 17:59:58 pm »
Bellissimo racconto, Kant!uno sguardo profondo allo specchio per vedere dove potremmo cambiare e migliorare non farebbe mai male
"L'effetto trigger" esiste,ma nessuno può dimostrarlo.Perchè nessuno è immune da esso.Tutti abbiamo rimosso dalla nostra mente una brutta esperienza.E allora come sappiamo che esiste davvero?Provate a chiedere alla vittima di una guerra,di un abuso,di una violenza e scoprirete che non sto mentendo.Perchè un viaggio nella mente umana è come un viaggio all'inferno,nel più profondo degli incubi..Anzi, peggio!

Offline kant.51

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Re: le identità
« Risposta #9 il: 20 Giugno 2010, 18:02:04 pm »
Grazie Juliet...credo capiti spesso nel corso del vivere, sì.... :-)
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Offline Juliet

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Re: le identità
« Risposta #10 il: 20 Giugno 2010, 18:04:00 pm »
già...lo dimostra il fatto che esistano tante "Roberta"...tante possibilità di cambiare e infinite combinazioni
"L'effetto trigger" esiste,ma nessuno può dimostrarlo.Perchè nessuno è immune da esso.Tutti abbiamo rimosso dalla nostra mente una brutta esperienza.E allora come sappiamo che esiste davvero?Provate a chiedere alla vittima di una guerra,di un abuso,di una violenza e scoprirete che non sto mentendo.Perchè un viaggio nella mente umana è come un viaggio all'inferno,nel più profondo degli incubi..Anzi, peggio!