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Autore Topic: romanzo  (Letto 17336 volte)

Offline Deleo91

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Re: romanzo
« Risposta #15 il: 31 Dicembre 2007, 12:34:25 pm »
grazie kant... te ne sarei grato..  :">
ecco una kikka  :P
Capitolo 2

Appena uscito dal cantiere si diresse dritto verso casa, era già tardi.
Il capomastro lo aveva fatto lavorare come un ossesso, aveva la testa che gli scoppiava “vai lì” “fai quello” “aiuta quell’altro”… quasi ce l’avesse con lui. Qui ci voleva qualcosa per riprendersi. Per fortuna nel pomeriggio doveva vedersi con i suoi amici.
Scese dall’auto e, arrivato a casa, cercò inutilmente di mandar giù qualche boccone davanti al padre che, anche se faceva l’uomo duro, sapeva tutto quello che il figlio stava passando e si preoccupava per la sua salute.
Mentre mangiava Leo diresse lo sguardo verso il padre… aveva i capelli grigio topo, segno che la giovinezza stava per sparire, le sopracciglia folte come poche e il naso aquilino… Più lo guardava più si rivedeva in lui come se uno specchio gli avesse fatto il dono di vedersi nella vecchiaia.
Finito il pranzo, Leo andò direttamente a farsi una doccia rigeneratrice.
Si tolse la maglietta e si guardò riflesso nello specchio. I capelli neri ormai erano bianchi di calce, gli occhi erano spenti e poi rivide quella cicatrice sulla fronte, quella che si fece quando in un vicolo arrivò per la prima volta un ragazzo che gli chiese dell’erba, ma appena Leo gli diede quello che aveva chiesto, questo ragazzo raccolse da terra un pezzo di metallo e glielo gettò alla testa; per fortuna la ferita non era grave, tanto che appena colpito Leo gli si gettò addosso e lo mandò dritto all’ospedale, tre giorni di coma…
Momenti passati di beata gioventù, si disse.
Guardandosi nello specchio però si accorse di qualcosa che non andava…
La sensazione era strana, forse per la prima volta cercava di ragionarci su…
Aveva diciotto anni, la maggiore età l’aveva raggiunto. Che futuro avrebbe avuto se avesse continuato a fare la vita che faceva… che futuro avrebbe potuto dare ai suoi figli, un giorno, se oggi aveva solo la sua panda, una pistola e qualche grammo di fumo… forse nessuno… forse non sarebbe arrivato a fare i capelli grigio topo e raggiungere suo padre… ma era l’unica vita che gli si presentava davanti…
Un brivido gli corse giù per la schiena…
Entrò nella doccia e ne uscì soltanto dopo che l’ultimo granello di polvere fosse scesa dalla sua testa.
Si rivestì e diede un occhiata all’orologio da polso che portava sempre al braccio. Erano già le quattro, era già in ritardo per il suo appuntamento.
Salutò il padre e corse dritto in macchina, fece la sua solita sgommata di partenza e partì.
Ma arrivato al bar non c’era nessuno, per fortuna. Sapeva quanto quei due fossero meticolosi in fatto di orari.
“una birra e tre bicchieri…”
Seduto al tavolino esterno e fumandosi la sua sigaretta aspettava in solitudine assoluta. Girò lo sguardo verso il locale.
Non era un locale per Leo e gli altri, era un centro di ritrovo. Era l’unico locale che andava bene nel suo paese, in quanto si trovava al centro dalla cittadina.
I tavoli erano tutti di plastica rossa e targati Peroni, come le sedie. Il telone che faceva da riparo dal sole nel periodo estivo era stato tolto, visto che ormai era settembre e l’autunno era già inoltrato. Di fronte a Leo c’era un viale pieno di aceri e le foglie, che ormai erano secche, cadevano ricoprendo anche le panchine, creando un paesaggio di dolce silenzio. Ma altro attirava l’attenzione di Leo.
C’era una casa al lato del viale, una casa modesta ma al tempo stesso discreta e viva. Sul balcone c’era una ragazza che accudiva i suoi fiori. Aveva la pelle chiara e i capelli neri. Era indaffarata nelle sue cose ed era tutta sporca di terra ma a Leo diede una sensazione strana, come se quella ragazza fosse venuta da un altro pianeta, aveva un qualcosa di inumano ma allo stesso tempo dolce…
Gli sembrò che quella ragazza fosse un angelo caduto dal cielo.
Aveva una precisione assoluta e la passione che metteva nelle sue piante dava l’impressione che fosse nata solo per accudirle, aveva delle mani fini e gentili con le quali accarezzava i petali delle sue rose.
Leo rimase colpito. Doveva conoscerla.
Lei, forse sentendosi osservata, si girò di scatto verso di lui. Aveva uno sguardo intenso e profondo, e gli occhi verdi come le foglie delle sue rose.
Si scambiarono un occhiata.
Leo per la prima volta si sentì in difetto, non riuscì a tenere lo sguardo e lo abbassò girandosi di lato
“che ca**o sto facendo…” si disse
Era la prima volta che gli capitava. Tutti lo conoscevano per i suo sguardo tagliente e sprezzante di ogni pericolo, come se la sua anima fosse vuota all’interno, e molto spesso chi guardava si allontanava da lui, impaurito e spaventato.
Ma quella volta era diverso, anche se non si riusciva a capacitare di cosa gli avesse fatto.
“la birra… tieni Leo”
“grazie”
Leo prese la sua bottiglia ed incominciò a riempire i tre boccali. Nemmeno il tempo di riempire l’ultimo quando sentì il rombo dei due scooter di Franco e Ciccio. Non avevano ancora preso la patente, avendo ancora diciassette anni.
Franco aveva un Mbk Nitro di colore nero con cerchi e particolari verde fluo, Ciccio aveva un Aprilia Sr del 2006 di colore blu con i particolari rosso acceso. Li avevano modificati fino all’osso ed erano due scooter da pista che potevano partecipare, per la loro elaborazione, a qualsiasi torneo di 70cc. Il primo preferì la polini il secondo la malossi.. ogni volta che passavano impennando in coppia facevano un rumore che faceva tremare la terra sotto i piedi e tutti i ragazzi che li guardavano sbavavano come dei sambernardo. I due scooter erano stati rubati “in giro”, come amavano dire loro. Ma nessuno sapeva davvero dove li avessero presi, ma infondo non interessava nemmeno.
“vedi, sentono odore di alcool e si precipitano…” sogghignò Leo
“beh siamo sempre cani cinofili noi … lo sai” rispose Ciccio
“vabbè ma ora parliamo d’affari… hai portato tutto?”
“si, c’ho tutto lì” disse Franco indicando lo scooter “dopo andiamo nella Casa e dividiamo”
Franco aveva una casa lasciatagli dalla nonna dopo che è partita per la Svizzera, per andare a vivere con i figli, visto che aveva quasi diciotto anni e che era autonomo. Viveva da solo in quella casa e molte volte la usavano come deposito dove tenere la roba prima di tagliarla e “smaniciarla”, come dicevano loro.
“ok Franco… ci andiamo tra un po’…”
“che hai Leo? Di solito ti precipiti quando ci sono affari del genere…”
I due si accorsero che stava fissando quella ragazza sul balcone…
“cristo Leo… non ci pensare nemmeno” sbottò Ciccio “quella è la sorella minore di Giovanni”
“Giovanni?”
“Giovanni Cristiano”
Al pronunciare del nome Leo aprì di colpo gli occhi, come se qualcuno gli avesse dato una mazzata sulla nuca. Ma poi si riprese subito.
“devo conoscerla comunque… non mi interessa…”
“non ci pensare nemmeno, è per il tuo bene… adesso andiamocene da qui…”
Ciccio picchiò sul tavolo il suo boccale.
“ok dai… vedremo un'altra volta”
Presero le loro cose e se ne andarono, ma Leo sapeva che non poteva finire così…
Aveva fisso ancora negli occhi quello sguardo, quel verde… si sentì perso nella bellezza di quella ragazza…
No non doveva finire così…

il secondo capitolo...
com'è?
comunque potete chiamarmi come volete  :P B)
anche Leo se vuoi (anche se il mio nome è Michele...  :-" )
Nei momenti difficili mostra un animo forte; allo stesso modo raccogli sapientemente le vele gonfie per il vento troppo favorevole

Offline kant.51

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Re: romanzo
« Risposta #16 il: 31 Dicembre 2007, 14:38:03 pm »
GRANDE!!!
Tu sai scrivere Leo! VAIVAIVAIVAI...vai a mille!
grande tifo, farai un best seller!
cKappa ^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*° Sì che ti voglio bene, bene davvero...

Offline Deleo91

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Re: romanzo
« Risposta #17 il: 31 Dicembre 2007, 15:48:01 pm »
veramente a me non piace questo secondo capitolo...
non so...  o_O
entra troppo in fretta nella storia.... cioè non l'ho nemmeno descritta la ragazza ma subito se ne innamora... poi non mi soffermo nei momenti di riflessione per passare subito alla narrazione.......
 o_O
 o_O
 o_O
 o_O
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Offline kant.51

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Re: romanzo
« Risposta #18 il: 31 Dicembre 2007, 15:54:12 pm »
A me sembra in stile con il resto, però se ti va un maggiore approfondimento di alcuni punti, puoi sempre tornarci su e modificare qualcosa, oppure approfondire in seguito: non sembra scarsamente descritto( a me) il suo interesse per la ragazza, anche perché è ancora semi-celato sotto la voglia di "sfida" quando apprende di chi è sorella...
Ti ripeto: REGGE , questo è l'importante...
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Offline Deleo91

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Re: romanzo
« Risposta #19 il: 31 Dicembre 2007, 16:02:47 pm »
beh, in realtà la descrizione la voglio preservare per i prosimi capitoli, per far si che il lettore abbia la curiosità di proseguire e di avere il racconto vivo, come per il fatto di spiegare chi è "giovanni" (chi è tatianaaaaaa!  o_O (LOL))... però non è troppo definirla un angelo?  o_O :s
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Offline kant.51

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Re: romanzo
« Risposta #20 il: 31 Dicembre 2007, 16:09:34 pm »
Stai descrivendo delle sensazioni soggettive, quindi devi chiederti se un tipo come il tuo protagonista userebbe un'immagine simile per una ragazza che lo colpisce, o forse sottolinea il fatto che normalmente non la userebbe, ma in questo caso è straordinariamente colpito...
 o_O o_O o_O...beh, comincio a dare i numeri, è quasi più complesso dei test di Caramellina.. :-d (LOL)
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Offline Deleo91

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Re: romanzo
« Risposta #21 il: 31 Dicembre 2007, 16:13:38 pm »
beh questo è vero, ma anche le descrizioni devono essere soggettive per il protagonista, definirla 1 angelo senza descriverla mi sembra sbagliato... o no?  :s :s
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Offline kant.51

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Re: romanzo
« Risposta #22 il: 31 Dicembre 2007, 16:20:35 pm »
No, può andare, è chiaro che la sta idealizzando, secondo me puoi riservarti di descriverla in seguito, magari giocando sulla curiosità di chi legge, come hai detto...
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Offline Deleo91

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Re: romanzo
« Risposta #23 il: 31 Dicembre 2007, 16:34:10 pm »
la volevo riservare per il momento del primo kiss tra i due  :-" :-" ok non anticipo niente  :-" :-"
a domani (forse)  il terzo capitolo  >:)
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Offline Young dreamer

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Re: romanzo
« Risposta #24 il: 1 Gennaio 2008, 19:51:29 pm »
non ho avuto tempo di leggerlo tutto,ma bene,bene,la storia incuriosisce! W00T! per la descrizione di lei,la definizione angelo può benissimo rimanere,ma se il primo bacio tra i due è un po' troppo in là nel racconto,forse è meglio anticipare un po' la descrizione...poi,tu sai ciò che vuoi trasmettere. ;)
E dopotutto ci sono tante consolazioni! C’è l’alto cielo azzurro, limpido e sereno, in cui fluttuano sempre nuvole imperfette. E la brezza lieve […]
E, alla fine, arrivano sempre i ricordi, con le loro nostalgie e la loro speranza, e un sorriso di magia alla finestra del mondo, quello che vorremmo, bussando alla porta di quello che siamo.
(Fernando Pessoa)       Blog: http://sogna-ragazzo-sogna.blogspot.com/

Offline sassi1960

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Re: romanzo
« Risposta #25 il: 2 Gennaio 2008, 01:13:40 am »
Dai su sbrigati aspetto il terzo capitolo ;) ;) ;) =)

Offline Deleo91

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Re: romanzo
« Risposta #26 il: 2 Gennaio 2008, 13:15:14 pm »
Capitolo 3

La vecchia panda si parcheggiò nello spiazzale antistante alla casa. Scesero uno dopo l’altro.
Si trovarono di fronte un vecchio condominio di colore biancastro e con qualche scritta vicino al portone di quando il “piccolo” Franco faceva il filo alla ragazza del piano di sopra, che aveva ventisei anni, scrivendo i soliti “ti amo” e le solite firme che lo contraddistinguono , ma alla fine capì che la cosa non poteva andare avanti, avendo lui solo dieci anni.
Iniziarono a salire le scale.
Le gradinate si presentavano abbastanza pulite a confronto dell’esterno, in quanto tutti si davano da fare almeno per conservare quel minimo di onore che la propria casa necessita, anche se ogni tanto un topolino tagliava la strada a quelli che passavano tranquilli, spesso e volentieri facendoli sobbalzare e gridare.
Terzo piano prima porta a destra. Ormai lo sapevano a memoria, erano di casa.
Entrarono senza esitare nella casa e trovarono lo stesso spettacolo che fin ora li aveva accompagnati. Era tutto in semidegrado, c’erano pezzi di pizza ancora inscatolati e gettati in un angolo, cicche di sigarette sparse in giro e ruggine un po’ dappertutto, segno che Franco non era molto dedito alla pulizia, se non a quella minima per lo spazio in cui abitava e quella personale, in cui era molto meticoloso.
Entrarono nella cucina/sala da pranzo e si sedettero su alcune vecchie poltrone.
“Raga vado a prendere l’ampolla, aspettatemi qui”
Ciccio e Leo rimasero un po’ attoniti, di solito preferiva rollare…
Forse voleva farsi male quel giorno.
Ciccio volse lo sguardo verso Leo, per scambiare qualche parola nell’attesa, ma vide lo stesso sguardo nei suoi occhi, lo sguardo di desiderio che lo accompagnava quando fissava quella ragazza.
“Leo, ti ho mai detto che mi sono afferrato un giorno con Giovanni e la sua compagnia?”
Ciccio in quella occasione si ritrovò solo contro una ventina di persone, il tutto soltanto perché aveva buttato un’occhiata al tavolo da gioco di Giovanni, nella rissa si fece rispettare mandando dritto all’ospedale tre persone, ma gli effetti gli rimasero ancora su tutto il corpo…
“ca**o si, lo so benissimo a che vado incontro”
“ho ancora una cicatrice di 30 cm sulla schiena e 40 punti sparsi sul corpo”
“non è che me ne sbatto dei tuoi consigli, ma …”
“ascolta… davvero vuoi conoscerla? Davvero vorresti rischiare la pelle per una puttana?”
“per lei si, non me ne frega”
Ciccio prese il suo nokia 8310 dalla tasca, un telefono non a colori ma che all’interno conteneva tutta la sua vita, scritta sotto sms.
“copiati sto numero”
Gli passo il cellulare e quando guardò sullo schermo vide una scritta.
Eva…
“di chi è questo numero?”
“prova ad indovinare Genio”
“come ca**o fai ad averlo tu?!”
“tempo fa mi scrisse perché mi confessò di avere una cotta per me, ma alla fine la cacciai proprio per il fratello”
“ca**o… secondo te adesso ci starebbe?”
“beh, credo di si… tentar non nuoce…”
In quel preciso istante arrivò Franco con l’ampolla in una mano, una bottiglia di vodka nell’altra e si accomodò al tavolino. Mentre gli altri due lo guardarono con aria attonita, lui iniziò col riempire con tutta calma l’ampolla di vodka, la chiuse e mise un po’ di erba sopra, già mischiata col tabacco.
“dove cristo l’hai presa quell’erba?” chiese Ciccio con gli occhi fuori dalle orbite
“sono come la ditta del parmigiano reggiano, ho sempre qualche riserva da stagionare”
Accesero sopra l’ampolla ed iniziarono a tirare dal tubo.
Un giro, due giri, tre, quattro, cinque…
Ormai avevano perso il conto.
Alla fine era tutto finito e si ritrovarono a guardare in aria con la testa che impazziva.
Ma Franco voleva di più, e iniziò a buttare giù vodka senza complimenti.
“cristo Fra finiscila” disse Leo “non bere che poi stai male”
“tanto ormai…” gli rispose Franco
Ciccio e Leo stettero dieci minuti a ridere e a sparare ca**ate prima che il loro amico non gli rispose
più. Si era accasciato con la faccia in giù sul fianco sinistro.
Lo guardarono con aria perplessa.
“ca**o Franco svegliati, non è ora di fare sti scherzi… Franco!”
Lo girarono… aveva gli occhi completamente bianchi.
“cristo Leo dobbiamo portarlo all’ambulatorio!”
Lo tirarono su in due e se lo portarono di corsa giù dalle scale fino a farlo entrare in auto.
Leo si mise alla guida. Non era nelle condizioni ottimali per correre come lui faceva da sobrio e ne era cosciente.
Ma quella volta era diverso, lo faceva per un Amico.
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Offline kant.51

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Re: romanzo
« Risposta #27 il: 2 Gennaio 2008, 14:07:12 pm »
Non ti smentisci Leo, mantieni le tue caratteristiche di stile, va bene...
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Offline Deleo91

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Re: romanzo
« Risposta #28 il: 2 Gennaio 2008, 14:23:17 pm »
ma va bene come è scritto? scusate le mie paranoie  :P ma sto ancora storto da ieri sera  >:)
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Offline kant.51

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Re: romanzo
« Risposta #29 il: 2 Gennaio 2008, 14:25:59 pm »
C'è qualche ripetizione in più, sei un po' più distratto, non so se per un tuo stato d'animo personale...
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