Starry night

Questo ricercare la fine della sofferenza può sembrare a prima vista un pensiero meschino e vile; molte volte mi è stata mossa questa critica, soprattuto dai cattolici, abituati a pensare alla sofferenza come qualcosa di ineluttabile, da accettare con rassegnazione, senza neanche sforzarsi di capirne il senso. Non a caso il peccato supremo, quello originario, per i cristiani risalirebbe proprio alla "presunzione irriverente" di conoscere. Tuttavia, non si può negare, il dolore (specie quello dell’anima) affina la coscienza, poiché è generato proprio dall’intima lotta che si svolge in noi per elevarci, contrastata da torpore, paura, abitudine, ego; per questo la coscienza del dolore e la volontà di eliminarlo sono sintomatici dei progressi che si stanno compiendo. Proprio come un attimo prima dell’alba, nell’"ultima parte della notte" l’oscurità particolarmente densa, lungi dallo spaventare, dovrebbe farci nascere la speranza nella promessa della luce, ormai prossima.