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Autore Topic: IL SEGRETO DI BELLA  (Letto 1123 volte)

Offline kant.51

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IL SEGRETO DI BELLA
« il: 23 Maggio 2009, 19:40:28 pm »
IL SEGRETO DI BELLA






Ora poteva tornare alla forma primigenia.
Un piccolo brivido la scosse.
Iniziò il processo di luce nelle sue cellule.
Come davanti a uno schermo, velocemente i fotogrammi della sua ultima vita ...

Un cucciolo femmina di cane. Un bastardino, nel sangue di mille antenati anche quello dei levrieri.
E del levriero aveva la struttura fisica,  elegante e leggera, il pelo però era folto, chiaro con poche focature marrone, il musetto  grazioso, tenero.
Quel pomeriggio di luglio varcò il cancello verde e fu accolta da un festoso vocio: una famiglia. Due ragazzi con un pallone, un papà che innaffiava il giardino, e poi, sulla porta di casa, con una espressione dolce e indagatrice, Lei: la donna dell'incanto, la donna dalla voce dolce.
" E tu chi sei? che ci fai qui? " e subito una ciotola d'acqua fresca, che sollievo nella calura, e poi , LEI, andò fuori dal cancello, a cercare un ipotetico padrone, ma non c’era padrone, non ricordava affatto come fosse arrivata lì.
Il tempo scorre, c’è un periodo di solitudine, Lei ha detto che è difficile tenere un cane in casa, l’hanno affidata a un signore buono, gentile, c’è un’altra cagnetta che la fa giocare e le tiene compagnia, ma sogna Lei, sa di essere il suo cane e non capisce il perché di questa separazione…la prende la malinconia, non vuole mangiare più, si sente senza voglia di nulla.
E Lei rispunta: la vede scendere dalla macchina una mattina di sole, lo aveva presentito nell’aria, le molecole avevano vibrato, si era alzata dal suo cantuccio e si era messa in attesa, eccola, i suoi capelli al sole hanno quell’odore speciale…le apre le braccia ed è un tuffo, mille baci, una felicità incontenibile e Lei piange e dice sottovoce” Che cretina sono stata, Bella, noi non possiamo stare separate” …e c’è odore e sapore di lacrime….
Vita in famiglia. Sempre vicina a Lei, adora anche i ragazzi e il papà. Sono tutti buoni, affettuosi, c’è grande entusiasmo per la sua presenza, si è abituata anche ai rumori e al traffico della città con Lei, vanno in un giardino, ci sono altri cani ed è bellissimo sfidarli a correre, vince sempre, il levriero si libera  e sfida il vento…tutti la guardano con ammirazione, gli occhi di Lei brillano di complicità e orgoglio: “ La mia Bella! “ le sussurra sorridendo” Il mio turbine di vento…”
Un giorno lo incontra, è un piccolo levriero italiano, chiaro di pelo , dolce, ha una padrona giovane e sorridente, tra loro c’è un legame forte, quasi come con Lei, ma non è esattamente la stessa cosa .
Questa cosa del legame è dentro Bella, non sa bene i come e i perché, sa esattamente però di essere una estensione di Lei, una sua parte. Allo stesso modo sa di essere complementare al piccolo levriero: è la sua parte maschile, yin e yang, è l’amore…
Le bestiole si annusano, si cercano, sorridono ( certo: i cani sorridono!) giocano, correre con Snap, questo è il nome del levriero, è meraviglioso, è arte, è sintonia, è amore…
Lei la guarda complice, la lascia libera tutto il tempo che vuole accanto a Snap e lo accarezza in quel modo speciale, che gli dice: ti voglio bene, perché Bella ti vuole bene.
Non passa molto tempo, Bella sa che questo passaggio sarà breve, è così.
Un giorno sente che si sta compiendo il ciclo, l’insetto l’ha punta, la malattia serpeggia.
Crescono le dita adunche del male sotterraneo, la porteranno via, ma la sofferenza è una sola: lo strappo da lei, quanto dovrà restare senza vederla.
Lei non sa nulla, in questo periodo è distratta, la ama sempre, ma ha una ferita profonda nell’animo, Bella capisce solo che soffre in modo disperato, che sta facendo di tutto per sopravvivere, lo capisce da come certe volte la abbraccia e le dice”la mia piccola…quella che sa tutto di me…”, da come la accarezza grave, pensando ad altro, da come piange quando nessun altro la vede.
Un pomeriggio di marzo escono che è appena finito di piovere, anzi, piccole gocce ancora  volteggiano nell’aria e c’è anche il sole e profumo di pulito, l’erba del giardino è verdissima.
 Lì c’è Snap: la sta aspettando, le va incontro e la invita alla corsa.
Ed è un miracolo: due creature che sono grazia e velocità e movimento, salti altissimi , tratti di corsa sfrenata e rallentamenti improvvisi e riavvolgimenti su se stessi, come se fossero zampilli d’acqua, come seguendo un’armonia che canta dentro entrambi…sembrano danzare su onde di energia, sono uccelli, sono pesci, sono felini, sono un’entità unica in due diramazioni…intanto piccole gocce di pioggia e raggi di sole li incorniciano, li accompagnano in questa danza muta…
Lei ha capito, per questo Bella la ama, è come se stesse danzando con lei in quest’aria di marzo, sa tutto, sa che cosa si vive…
Il sole va via, Bella e Snap si fermano, ansanti, una luce negli occhi, una piccola strusciata dei musi, Bella torna da lei, Il levriero torna al negozio in cui è la sua padrona.
Lei non parla, ha ancora gli occhi umidi, la accarezza piano, dolcemente, poi sussurra “eravate bellissimi”…

Il male incalza, Lei se ne è accorta.
L’ha portata in giro disperata, dappertutto, dieci veterinari almeno, ma non c’è niente da fare.
Intanto è estate e si va in campagna, Bella ama quei posti, ogni tanto scavalca la rete e corre, libera, quasi dimentica che il ciclo sta per compiersi e sarà doloroso, come tutte le volte.
Durante un terribile temporale d’agosto si accoppia, con tutta la foga dell’istinto: sente la voce di Lei disperata, che la chiama da lontano, nella sua voce il timore della perdita. Ma resiste, sceglie dal cerchio di cani intorno, richiamati dal suo odore e si accoppia, si compia anche questo passaggio.
Poi , sfinita, torna a casa. Lei è felice, la coccola, temeva si fosse perduta, la accarezza, la nutre, le fa sentire la gioia del ritrovarsi.
Ma Bella sa che è tempo di distacco, glielo dice guardandola negli occhi, ma lei rifiuta lo sguardo, si gira…non vuole accettare.
La fine…doloroso riviverla, ma è necessario per il nuovo stadio di esistenza…
Lei è lì, non la lascia sola, sussurra qualcosa e l’accarezza, piange quieta, ma il dolore è profondo, le ha creato un’aura scura e densa intorno, impenetrabile, ma per il passaggio va bene, l’aiuta, non la fa sentire sola…adesso deve andare

 spero di ritrovarti presto, non posso stare a lungo senza di te, ti appartengo, siamo un essere unico e ora sono forma primigenia….sono luce che ti avvolge i capelli e il viso e non piangere amore mio, tornerò presto, perché nessuna energia può tenermi lontano da te e…..
« Ultima modifica: 24 Maggio 2009, 10:00:23 am da kant.51 »
cKappa ^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*°^*° Sì che ti voglio bene, bene davvero...