Stavo seduta sul davanzae della finestra, quella che dalla cucina guarda verso il mare. Il cielo si era annuvolato ed ho pensato stesse per arrivare uno di quei meravigliosi e improvvisi temporali estivi. Pensavo e pensavo e pensavo. Non avevo soluzioni per le mani, lasciavo che la mente vagasse dove volesse lei, ma il pensiero andava sempre a quell'ultimo giorno che ci sentimmo. Era un periodo strano, forse entrambi nervosi, forse entrambi coi cazzi nostri e pronti ad attaccare e divorare il primo malcapitato, il capro espiatorio che ci avesse solo dato la possibilità di sfogarci un pò. In quel momeno c'eravamo io e te e così è andata. Non abbiamo fatto altro che punzecchiarci per giorni, che discutere per banalità, che essere in disaccordo su tutto.
Tu.. con quel tuo solito modo del cavolo di porti, con le tue pretese e le tue manie, presuntuoso, illuso ed arrogante, con un piede dentro ed uno fuori, tu che non rispondi mai e se lo fai riesci comunque ad evitare di dirmi ciò che ti chiedo.
Io.. nevrastenica e viziata, che ti voglio e non ti voglio, che ti voglio come dico io e basta, che mi scarico su di te se sono confusa, che mi incazzo ancora di più quando mi scarichi e mi mandi a quel paese, lasciandomi coi miei malumori, le mie incertezze, il mio vivere un pò fuori.
Noi..non siamo mai riusciti ad esistere, non c'è mai stato un vero e proprio noi. Ma legati, tremendamente legati. Non ha senso volersi e desiderarsi come facciamo noi. Infondo non ci vogliamo veramente, io resto dove sono e tu non rinunceresti alla tua vita. Quanti sono adesso? Più o meno 23 giorni? Un pò più di tre settimane. Il mio pc è sul tavolo e la casella delle e mail è vuota. Ho cancellato anche quella in cui ci promettevamo che non ci saremo lasciati mai -pur non stando insieme-. Quella in cui ci promettevamo, qulunque cosa fosse successa, che non avremmo mai smesso di sentirci, non avremmo smesso di farci compagnia anche se lontanissimi.
Bolle di sapone, aria fritta, parole al vento.