Era una giornata come tante, e come tante giornate stavo tornando a casa con il mio pullman.. Era stato molto stressante quel giorno e la testa andava per i fatti suoi... forse il mio alter ego preferiva volare via nell'azzurro piuttosto che rimanere a lesinare problemi odierni che ogni giorno si affacciavano ogni giorno dalla finestra, quasi come quella bella signora che stava lì a stendere gli ultimi vestiti bagnati...
mentre tornavo a pensarci l'occhio tornò a cadere su di lei...lei, era così bella...
stava lì, ferma a chiaccherare appollaiata sul bracciolo e riversa sullo schienale del sedile... erano anni che la immaginavo nuda ma mai l'avevo vista così lontana... giuro… Dio quanto desideravo baciarla sulla bocca per poi scendere giù, fino a sentirla fremere tra le mie mani... ma il destino aveva deciso per me, l'Infame ha deciso che questo corpo dovesse essere lontano dal suo...
Eppure la spogliavo con gli occhi... me la stavo immaginando già davanti ai miei occhi per muovere le sue labbra in un "ti voglio"....... lo stesso Ti Voglio che andavo scrivendo sui muri, sui sedili e su ogni superfice che ammettesse queste parole troppo cariche per essere dette di persona....
forse si sentì accalcata dai miei occhi.... si girò di scatto verso me ma il mio sguardo era già altrove…
dinuovo perso nell'azzurro........
era arrivata la nostra fermata.. scendemmo in silenzio e in ordine come dei monaci buddhisti con la nostra calma esemplare, in realtà di calma ce n'era poca... mentre la voglia di capirla e di parlarle aumentava ad ogni passo... ma il suo sguardo mi fece capire come nonostante quel mio momento di follia fossimo ancora distanti...
casualità del destino ci incrociammo, ancora una volta, e forse ancora interdetta dalla scena nel pullman cercò il mio sguardo... forse fu una delle poche volte che il mio volto s'arrossì ma non ci badai più di tanto...
presi il mio mp3 e infilai le cuffie nelle orecchie... fu ancora il caso a tirarmi un destro in faccia... partì la canzone che scrissi e registrai per lei e che quel giorno ci allontanò.... maledetto giorno…..
non so cosa successe in me, davvero... so solo che alla fine la mia mano sanguinava e sul cartello della fermata c'erano le tracce di adrenalina che colavano imperterrite a terra...
tornai a casa e mi fasciai con calma la mano, mentre mi preparai per mettermi a tavola....
Dopo il tempo trascorse da solo nel far niente che ormai imperava nella mia vita…
ormai era arrivato il tardo pomeriggio, l’azzurro di quella mattina era diventato un dolce cremisi.. eppure la mia testa continuava a disegnare su fogli neri il suo viso, le sue labbra, il suo seno... un brivido mi trapassò da parte a parte la schiena...
stava suonando il mio cellulare... un numero sconosciuto...
mi accensi una sigaretta e risposi, sentii il suo respiro affannarsi e sotto un po' di musica le faceva di sottofondo....
"ti voglio".......... riattaccò...
non era la mia lei, lo sapevo... ma era davvero giusto tutto questo che stava succedendo?? questa ragazza stava passando la mia stessa storia ma con i ruoli alternati... mi sentii in una partita a scacchi più grande di me dove ero solo un pedone, e come il triangolo delle bermuda era capace di far scomparire aerei e persone, questo triangolo fu capace di far scomparire i miei pensieri…
mi vestii di fretta e mi misi alla guida ancora con la sigaretta accesa in bocca, dopo dieci minuti mi trovai sotto casa di questa ragazza che voleva rimanere nascosta nella penombra, riuscendoci a malapena... forse per una sua scelta…
Suonai al campanello, ma non ci volle molto tempo perché lei mi venisse ad aprire…
Stava lì ferma sulla porta con gli occhi sbarrati, forse non capì subito la mia scelta, ma non ci volle molto per convincerla….
Quella sera prostituii il mio corpo per evitare che le nostre anime si logorassero definitivamente.... forse fu più un mio sfizio, e me ne vergognai quando capii che la stavo usando per una stabilità emozionale migliore…
fu una lotta ma non fu stupendo, sicuro però vederla dormire sul mio petto mi fece svegliare....
forse non era ancora finita.....
rivista
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parte da una storia vera, molto è inventato.. spetta a voi decidere il confine tra onirico e realtà
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alla prossima!!