Senza talenti nè coraggio:
ci elimina la debuttante
Slovacchia
Fuori a pedate nel sedere, fuori perché il calcio è un’altra cosa, fuori perché noi italiani non cresceremo mai, tutto o niente, campioni o bidoni.
Slovacchia tre, Italia due è la fine di un ciclo e, vista la stoffa degli eredi, l’inizio di una fine. Era dal 1974 che non si usciva al primo turno e mai, nella storia di un Mondiale, la prima e la seconda dell’edizione precedente avevano tolto il disturbo così presto. Sarà un caso, ma Italia e Francia avevano deciso, e comunicato, la volontà di cambiare ct: da Lippi a Prandelli, da Domenech a Blanc. Chi scrive, aveva lanciato l’allarme subito dopo il debutto con il Paraguay. Non ricordo, a memoria, una Nazionale così piatta, fragile, paurosa della sua ombra. Marcello Lippi offre il petto al plotone di esecuzione. «Colpa mia, sparate». Vero, ma non basta. Essere stracciati per un tempo dalla Slovacchia, 34ª nella classifica Fifa - ripeto: essere dominati e sottomessi in quel modo, ben oltre la vergogna - significa aver sbagliato tutto, e che tutti hanno sbagliato.