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Autore Topic: Il Nostro Grande Divario  (Letto 1685 volte)

Offline Juliet

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Il Nostro Grande Divario
« il: 24 Settembre 2010, 19:10:55 pm »
[youtube]mrxDxHeMmhA[/youtube]

Oggi ho conosciuto la tristezza dei tuoi occhi, in quel parco nascosto alla vista persino di Dio. Un parco vuoto, spento, senza il vociare dei bambini, desolato come avrei voluto che fosse il mio cuore e soprattutto il tuo. Nessun pettirosso a rendere meno straziante la tua sofferenza. Siamo stati un’ora seduti su quella panchina, sotto il sole, mentre l’aria fredda mi aiutava a nascondere i brividi di agitazione che mi sconvolgevano. Sentivo che tremavi, mentre mi stringevi, e più volte ho avuto la sensazione che piangessi, nascondendo il viso tra le mie braccia. Ci sono tante cose che avrei dovuto dirti e tante altre che semplicemente avrei voluto tu sapessi, ma i nostri silenzi sono stati più intensi di mille conversazioni. Ho letto la sofferenza sul tuo viso, ma non ti sei scomposto nemmeno per un attimo. Hai continuato a scherzare, come se nulla fosse, come se niente stesse accadendo. Ma dentro di te sapevi che qualcosa sarebbe successo. “Non può andare avanti così”, mi hai detto facendoti serio. “Lo so”, ti ho risposto, ma non ho avuto il coraggio di dirti altro. Sono partita di casa con centinaia di buoni propositi, con un discorso pensato, scritto e imparato. Ma ogni idea, ogni parola che avevo in mente, è decaduta quando ti ho visto. Abbiamo parlato, poco in realtà. Solo qualche domanda a cui non sapevo dare risposta, forse perché di risposte non ce n’erano. Non sono riuscita a guardarti in faccia nemmeno una volta, mentre ti parlavo. Avevo paura: paura di annegare ancora nei tuoi occhi verdi, paura di perdermi nuovamente, senza sapere la strada per tornare indietro, paura di non riuscire a dirti ciò che sentivo, ciò che capivo fosse giusto tu sapessi. Hai provato più volte a tenere i miei occhi nei tuoi, ma ti sei arreso quasi subito. E poi mi hai offerto una pausa. Ci ho pensato, a lungo, non sapevo che genere di risposta darti. Avrei dovuto dirti no, doveva essere tutto finito definitivamente, ma dalla mia bocca è uscito solo un debole sì, neppure molto convinto in realtà. Mi sono già pentita di questa scelta: perché dire sì, se penso di non amarti più? Ma forse il problema è proprio questo: penso, ma fino a che punto ne sono certa? Forse una pausa può aiutare, può far riflettere. Ma se anche scoprissi di essere ancora innamorata di te, non potrei più dirti di sì, non, sapendo che è una storia destinata a disperdersi nel mare. Anzi, oggi volevo anche restituirti il tuo anello, per farti capire che dopo questa pausa non potrà che esserci il nulla. Ma non hai voluto, tu che sei ancora convinto che amore tra due persone significhi per forza di cose stare assieme. La verità è che mi sento un’ipocrita, perché credevo che oggi avrei smesso di illuderti; credevo che avrei messo fine alla tua sofferenza e, devo ammetterlo, anche alla mia; pensavo di avere abbastanza coraggio per dirti le vere ragioni della mia scelta; l’unico risultato che ho ottenuto è stato farti credere che forse c’è ancora una traccia d’amore per te, dentro di me: e in effetti forse è così, ma anche se così fosse, con che coraggio potrei ancora stare con te? Con che coraggio potrei ancora guardarti in faccia? Ho visto una tua lacrima quando mi sei corso dietro, e mi hai fermata. Volevi che ti baciassi: ti ho detto di no. Forse è stato questo quello che ti ha fatto più male.
Solo di una cosa sono felice oggi: di non aver pianto. Non sarei stata credibile se l’avessi fatto. Ho parlato poco, praticamente a monosillabi, ma non ho versato nemmeno una lacrima, fino a che non sono salita sul treno che mi ha riportata a casa. E lì mi sono lasciata andare, mi sono abbandonata al pianto, mentre accendevo l’Mp3. Ironia della sorte, la prima canzone era “Our Great Divide”. Ti ho mandato un messaggio, mentre ascoltavo le parole della canzone, augurandomi di riuscire anche io ad “aprire il mio cuore per chiudere il nostro grande divario”.
"L'effetto trigger" esiste,ma nessuno può dimostrarlo.Perchè nessuno è immune da esso.Tutti abbiamo rimosso dalla nostra mente una brutta esperienza.E allora come sappiamo che esiste davvero?Provate a chiedere alla vittima di una guerra,di un abuso,di una violenza e scoprirete che non sto mentendo.Perchè un viaggio nella mente umana è come un viaggio all'inferno,nel più profondo degli incubi..Anzi, peggio!

Offline Alamuna

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Re: Il Nostro Grande Divario
« Risposta #1 il: 24 Settembre 2010, 19:47:57 pm »
Viene meno, spesso, il coraggio, eh? Specie quando non siamo del tutto certi di quello che pensiamo (l'amore è davvero finito?) e allora ci invade la paura del pentimento... E' possibile sia questo!
La pausa, comunque, potrebbe aiutarli a riflettere.
 :-)
Go as far as you can see, when you get there, you'll be able to see further. (T. Carlyle)

Offline Juliet

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Re: Il Nostro Grande Divario
« Risposta #2 il: 25 Settembre 2010, 13:07:13 pm »
Già! è proprio così!
"L'effetto trigger" esiste,ma nessuno può dimostrarlo.Perchè nessuno è immune da esso.Tutti abbiamo rimosso dalla nostra mente una brutta esperienza.E allora come sappiamo che esiste davvero?Provate a chiedere alla vittima di una guerra,di un abuso,di una violenza e scoprirete che non sto mentendo.Perchè un viaggio nella mente umana è come un viaggio all'inferno,nel più profondo degli incubi..Anzi, peggio!