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Autore Topic: Tornatevene a casa vostra.  (Letto 16039 volte)

Offline kant.51

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Re: Tornatevene a casa vostra.
« Risposta #15 il: 15 Aprile 2011, 19:33:27 pm »
Torniamo sempre ai soliti e fondamentali concetti di base: dobbiamo combattere ignoranza e pregiudizi, perchè sono i mezzi con cui, da sempre, uomini hanno manovrato altri uomini, sfruttandoli per fini utilitaristici.
Come riusciremo a farlo, non so, credetemi, ma almeno averne coscienza, parlarne e cercare di operare scelte politiche e personali in questo senso, mi sembra già una piccola cosa positiva: solo una goccia nel mare, ma serve anche questo, e miliardi di piccole gocce formano una pozza d'acqua e.... :-)
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Offline shark

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Re: Tornatevene a casa vostra.
« Risposta #16 il: 15 Aprile 2011, 23:42:41 pm »
Innanzitutto chiedo scusa a tutti per essermi espresso male. io non volevo dire che TUTTI i terroristi sono o mercenari o persone manipolate... volevo solo fare presente che buona parte di loro lo era.. anche se poi mi sono reso conto di aver proprio sbagliato completamente il modo di esprimermi.. scusate di nuovo...

Sono d'accordo con te, young dreamer, quando dici che il terrorismo infanga il nome di una religione. è vero, in molti odiano l' islam solo a causa di una diffusione dei media degli aspetti negativi (anche questo già detto non ricordo più se da juliet o da alamuna)

Credo invece che la riflessione di kant.51 dia ampio spunto ad un altro argomento, quello della responsabilità.

Il filosofo e scrittore Sartre pensava che ogni nostra azione, l' azione di ogni singolo individuo, apporta delle conseguenze nel mondo che ci circonda. ognuno di noi è quindi responsabile non solo delle proprie azioni, ma in parte anche della realtà che ci circonda.

ho cercato di esprimere il pensiero di sartre in maniera sintetica e semplificata, di modo che sia accessibile a tutti. spero quindi di non aver fatto altri errori di espressione come prima! =)

Ho scelto di citare questo filosofo in quanto mi trovo almeno in parte d'accordo con il suo pensiero, e quindi con ciò che kant.51 ha espresso:
parlarne e cercare di operare scelte politiche e personali in questo senso, mi sembra già una piccola cosa positiva: solo una goccia nel mare, ma serve anche questo, e miliardi di piccole gocce formano una pozza d'acqua

Io penso che ci sia un unico modo per noi, singoli individui apparentemente impotenti, di cambiare la nostra realtà: divulgare il nostro pensiero, la nostra opinione, e descrivere i ragionamenti che ci hanno portato a compiere una decisione o a intraprendere il nostro stile di vita. questo stesso topic è un modo per fare ciò. in fondo finora ci siamo tutti trovati d'accordo sul fatto che il nostro governo non si stia comportando nella maniera migliore per fare fronte all emergenza immigrati.

Ognuno di noi ha espresso anche le proprie idee personali su come si può aiutare queste persone facendo quindi del bene. e quello che credo io, a questo punto, sia che noi, da singoli, possiamo cambiare la nostra realtà, coinvolgendo le persone che ci circondano a proposito di questo argomento (così come di altri non meno importanti), e il metodo è semplice. parlarne. parlarne con coloro che non sono d'accordo con noi, cercare di fare capire alle persone che ci circondano l' importanza di fare del bene al prossimo. questo, credo sia l' unico modo per avere una possibilità di cambiare il mondo.

Il nostro stesso stile di vita parla per noi: il nostro comportamento di tutti i giorni esprime ciò che noi vorremmo anche gli altri facessero. e spesso il solo comportarsi correttamente non basta. perchè tutti noi, parlando di questo argomento, sentivamo un fuoco interiore che ci spingeva a denunciare la discriminazione, a combatterla. e questo nostro fuoco interiore è la chiave per aprirsi agli altri, per fare comprendere al mondo intero il nostro punto di vista e riscuotere così dei consensi. lasciare che la nostra anima bruci mentre parliamo di questo argomento è il trucco per infiammare gli animi e fare in modo di non essere gli unici a "combattere ignoranza e pregiudizi"..

scusate se mi sono lasciato prendere la mano e sono andato ampiamente off topic, ma era un argomento che consideravo legato a questo. inoltre parlare di cose simili mi appassiona sempre molto...
Almeno una volta nella vita ci si ritrova a dover scegliere tra due possibilità, tra due risposte.
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Offline Juliet

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Re: Tornatevene a casa vostra.
« Risposta #17 il: 16 Aprile 2011, 09:17:38 am »
Io dico sempre che nella stragrande maggioranza dei casi, non guardiamo le cose con i nostri occhi, ma le guardiamo con gli occhi di chi ci vuol fare vedere solo “certe cose” (in televisione). Un ragazzo, che ancora deve formare la sua personalità, è logico che si faccia una certa idea guardando i telegiornali. Il futuro sta nei giovani, ma i giovani sono ammaestrati da una società che non sa ammaestrare.

Penso proprio che nessuno potrebbe darti torto Alamuna. La televisione e i media in generale sanno modellare le nostre menti come pare e piace a loro. Basti pensare che esiste la distinzione politica pure tra i giornali: "Giornali di destra" e "Giornali di sinistra". E' vero che il direttore di un giornale può avere tutte le idee politiche che vuole, ma la cosa sbagliata è che le idee politiche sue e dei suoi collaboratori influenzino le notizie che poi io vado a leggere.
E purtroppo anche nel caso immigrazione ne abbiamo sentite di cotte e di crude. Ne sentiamo dire talmente tante al telegiornale, che la gente è stata influenzata al tal punto che qui a Brescia, per le vie del centro, dopo le sei e mezza di sera gli italiani non girano più, che ci sia buio o che ci sia ancora la luce. Perchè? Perchè a quell'ora le vie sono piene di extracomunitari, che girano a gruppetti di quattro o cinque, per la maggior parte solo uomini. Io posso capire che può far paura, soprattutto per una donna, vedere in giro solo uomini. Ma qui non è una questione di vedere in giro solo uomini, è una questiono di vedere camminare per le strade solo stranieri. Perchè se al posto di marocchini, rumeni, albanesi, libici eccetera eccetera ci fossero italiani, tutto sarebbe risolto. Quello che colpisce la gente, a parer mio, non è vero e proprio razzismo; è xenofobia, è paura del diverso! Paura di chi ha un altro colore della pelle, un' altra religione, un altro dio, altre tradizioni. E la gente lo teme perchè non conosce queste cose, a volte nemmeno ne hanno la possibilità, perchè i media gettano fango su ciò che è diverso dalla "casta, pura, buona e ridente" Italia. La gente è presa dagli stereotipi, quindi secondo loro: i musulmani sono tutti terroristi, i rumeni tutti ladri e assassini, gli albanesi sono tutti ubriaconi e violenti, i brasiliani sono tutti transessuali, le ucraine sono tutte prostitute. Questo è quello che la gente crede, perchè viene loro imposto. Sono costretti dai media a crederlo. E, senza voler giustificare chi ammazza o è disonesto, ma comunque non si rendono conto che alcune situazioni a volte nascono da situazioni ben più complicate che stanno alle spalle e che noi nemmeno ci sogniamo. E soprattutto non ci rendiamo conto che le stesse identiche cose accadono anche a noi, al nostro popolo, all'Italia. Anche tra noi si nascondono ladri e assassini e prostitute, ma chissà perchè non li giudichiamo mai come giudichiamo un extracomunitario. Tutto il mondo è paese. Il bene e il male ci sono ovunque, senza distinzione.
Comunque, Shark, non ti preoccupare. Stiamo andando un po' tutti un pochetto off topic, io per prima!  :-d
« Ultima modifica: 16 Aprile 2011, 15:06:43 pm da Juliet »
"L'effetto trigger" esiste,ma nessuno può dimostrarlo.Perchè nessuno è immune da esso.Tutti abbiamo rimosso dalla nostra mente una brutta esperienza.E allora come sappiamo che esiste davvero?Provate a chiedere alla vittima di una guerra,di un abuso,di una violenza e scoprirete che non sto mentendo.Perchè un viaggio nella mente umana è come un viaggio all'inferno,nel più profondo degli incubi..Anzi, peggio!

Offline shark

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Re: Tornatevene a casa vostra.
« Risposta #18 il: 16 Aprile 2011, 16:18:02 pm »
è xenofobia, è paura del diverso

ecco, è proprio ciò che avevo descritto quando parlavo del mio mondo... mi sfuggiva il termine =s tanto per cambiare =)
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Offline Alamuna

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Re: Tornatevene a casa vostra.
« Risposta #19 il: 17 Aprile 2011, 12:55:05 pm »
Vi racconto una storiella successa ieri (ve la racconto così vi dimostro che anch'io so essere off-topic  :-d ).
Io e il mio ragazzo eravamo sull'autobus e ci stavamo dirigendo alla stazione per prendere il treno alla volta di Roma. Eravamo una decina di persone a bordo, tra cui un nero (con ogni probabilità senegalese). Ad un certo punto è salita a bordo una signora, penso fosse straniera anche lei, probabilmente rumena o ucraina, ma non è questo il punto. Il punto è che la signora non aveva il biglietto. Non ho ben capito la storia perché ero all'ultimo posto, ma a quanto pare non aveva neanche la possibilità di farlo a bordo perché non avrebbe potuto acquistarlo. Diceva cose del tipo "come faccio, io devo andare a casa, ecc", non aveva assolutamente cattive intenzioni, anzi, stava chiedendo una soluzione al suo problema. Non ho avuto il tempo per capire quale soluzione stesse suggerendo l'autista (ma pare non volesse darle il biglietto o non volesse accoglierla a bordo), che ad un certo punto il senegalese, seduto davanti a me, si è alzato di scatto dal suo sedile, ha raggiunto l'autista, gli ha dato delle monete e ha fatto gesto con la mano per indicare la signora. E' tornato immediatamente al posto come se nulla fosse successo, guardando fuori dal finestrino, come un momento fa, mentre l'autista diceva alla straniera: "Il signore le ha comprato il biglietto". Allora la signora ha preso il biglietto, ha obliterato e non la finiva più di ringraziare il suo "benefattore".
Io sono rimasta senza parole. Sembrerà una cosa da niente, lo so, ma sono rimasta senza parole perché in quel momento mi sono venuti in mente un sacco di pensieri.
Quell'uomo extracomunitario era molto buono. Eravamo in dieci sull'autobus, come ho detto. Perché nessuno di noialtri (bianchi e italiani) si è alzato da quel fottuto posto per aiutare la signora? Perché a me non è venuto di farlo neanche nell'anticamera del cervello e a lui si? Cosa c'è dentro di lui che non c'è dentro di me? Me ne stavo scioccamente a guardare la scena senza che mi venisse in mente neanche lontamente che avrei potuto acquistare io il biglietto a quella signora.
Ne derivo che quell'uomo deve avere dentro qualcosa che io non ho, e che molti altri non hanno.
So che è solo un gesto, un semplicissimo gesto, ma è una cosa che io non vedo tutti i giorni, non so voi. Non è una cosa che succede spesso e mi ha lasciato qualcosa dentro, specialmente in relazione agli accadimenti di questi giorni e a quelli legati alla storia razzista della nostra terra.
Il protagonista di questa storia è uno straniero in mezzo a tanti italiani.
Ecco, è solo uno spunto di riflessione che si ricollega all'argomento di questo topic.
 ^_^
« Ultima modifica: 17 Aprile 2011, 13:01:15 pm da Alamuna »
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Offline Juliet

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Re: Tornatevene a casa vostra.
« Risposta #20 il: 17 Aprile 2011, 14:29:09 pm »
Quello che penso io, Alamuna, è che su 10 persone italiane su quell'autobus, probabilmente ce ne sarà stato qualcuno che se ne fregava della signora, forse anche per pura e semplice cattiveria; ma penso anche che chi come te e il tuo ragazzo seguiva la scena e non si è alzato per fare lo stesso gesto del ragazzo nero, non lo abbia fatto per cattiveria o perchè manca qualcosa dentro di sè; semplicemente quel ragazzo sa cosa significa essere uno straniero, cosa significa essere discriminato, considerato un diverso. Il suo gesto è stato forse dettato da una sorta di empatia. Suppongo che tu fossi a Perugia in quel momento; non so come funzionino lì gli autobus, ma qui a Brescia ad esempio, i biglietti possono essere acquistati sull'autobus solo in determinate fasce orarie: beh, io ho visto più di una volta autisti che facevano l'eccezione per un italiano ma non per uno straniero. Non voglio dire che l'autista dell'autobus sul quale eri tu si sia rifiutato di aiutare la donna perchè straniera, non posso dirlo perchè non lo conosco, non ero lì. Probabilmente nel vedere il gesto del ragazzo, anche lui avrà pensato: "beh, potevo pagarlo io il biglietto alla signora". Ma a noi non verrebbe in mente di fare un gesto del genere, ripeto, non per cattiveria, ma per un'infinità di altri motivi, che nemmeno so.
Comunque è vero, è una cosa che non si vede tutti i giorni. O forse semplicemente non facciamo caso ai piccoli gesti altrui perchè non vengono fatti così, davanti ai nostri occhi. Sono cose fantastiche, che dimostrano che anche gli stranieri sono persone, che anche tra loro ci sono i buoni, che anche loro meritano di vivere una vita dignitosa, che non sono bestie prive di sentimenti; evidentemente quel ragazzo nero aveva capito una cosa semplicissima che Ayn Rand spiegò così: "Siamo tutti fratelli sotto la pelle, e io vorrei spellare l'umanità per dimostrarlo".
"L'effetto trigger" esiste,ma nessuno può dimostrarlo.Perchè nessuno è immune da esso.Tutti abbiamo rimosso dalla nostra mente una brutta esperienza.E allora come sappiamo che esiste davvero?Provate a chiedere alla vittima di una guerra,di un abuso,di una violenza e scoprirete che non sto mentendo.Perchè un viaggio nella mente umana è come un viaggio all'inferno,nel più profondo degli incubi..Anzi, peggio!

Offline Alamuna

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Re: Tornatevene a casa vostra.
« Risposta #21 il: 17 Aprile 2011, 15:58:15 pm »
Immagino che tutto derivi da un insieme di cose, che uno è "buono" o non è "buono" anche relativamente a diversi fattori, a cose successe nella sua vita, a "reazioni emotive" o mentali, ma credo che, fondamentalmente, bisogna essere così dentro, bisogna avere qualcosa di speciale dentro. Non tutti possiamo essere delle Madri Teresa di Calcutta o dei Padri Pio (mi scuso per aver citato nomi di persone onorabili ma è per enfatizzare sul concetto). Il gesto di quell'uomo senegalese è solo un esempio sciocco rispetto alla "vera" bontà d'animo di cui parlo, lo avrebbe potuto fare chiunque, ma penso che per fare qualcosa del genere o anche di più bisogna "esserne predisposti".
Sono persone che, non so spiegarlo, ma so che mi capirete, persone che si può leggere sui loro volti e sui loro sorrisi quanto sono buone dentro, quanto bene hanno nel loro cuore, persone i cui sorrisi sono sempre solari e spontanei, mai forzati, persone i cui atteggiamenti e i cui comportamenti e i cui gesti sono assolutamente gratuiti, mai mossi da secondi fini o interessi personali.
Queste persone sono rare. Quello è un dono e non sono certa che tutti lo abbiamo.  ^_^
Quello che mi ha colpito di tutta questa storia non è stato l'atteggiamento dell'autista (non sono neanche certa che la donna fosse straniera, figurati) nè il fatto che la donna fosse o meno italiana, ma solo ed esclusivamente il gesto del senegalese e, in generale, la bontà che mi pareva di leggergli sul volto, quel suo voler essere d'aiuto in maniera gratuita (non solo attraverso il gesto dell'acquisto del biglietto, ma anche attraverso altri atteggiamenti che ho osservato nel corso del viaggio in autobus).

Ci sono al mondo persone dedite al prossimo, all'aiuto, al sacrificio, ne esistono tante, sicuramente, ma non troppe  :s .
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Offline shark

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Re: Tornatevene a casa vostra.
« Risposta #22 il: 17 Aprile 2011, 16:39:08 pm »
Che bella storia! sono felice quando sento parlare di persone così, perchè mi fanno ancora sperare che il mondo non sia solo un posto in cui la gente cerca di fregarti o di sopraffarti... io credo fermamente nella possibilità di un mondo migliore, mosso dall' amore per il prossimo e dall' altruismo. ma credo anche che un mondo del genere non sia possibile nella nostra società, nel capitalismo. purtroppo non ho altre idee, non saprei cosa proporre per avere un mondo migliore... l' unica cosa che mi viene in mente è che "si stava meglio quando si stava peggio", ovvero più la nostra società progredisce a livello tecnico e culturale, più il mondo diventa difficile, e chiuso. almeno questo è il mio parere. e vedere delle persone così, mi fa sperare che un mondo migliore non sia solo possibile, ma sia anche vicino a noi. e mi ha fatto ancora più piacere sentir dire che è stato un extracomunitario a compiere questo bel gesto, perchè credo che comportamenti del genere siano la loro unica possibilità per integrarsi in modo pacifico con la popolazione.
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Offline ciaccarella

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Re: Tornatevene a casa vostra.
« Risposta #23 il: 17 Aprile 2011, 18:37:29 pm »
quello che ancora non si accetta o si nega è una solo e semplice cosa, lìidifferenza, lo noto tutti i giorni in varie situazioni,l' apitia e l'indifferenza in ogni circostanza....pongo un semplice esempio: osservo molto le persone nei loro piccoli gesti, l'aprire la porta ad una persona quando porta vari pacchi, aiutare una madre a salire le scale mentre porta il figlio col passeggino, dare un aiuto ad un anziano in vari uffici...ci sono miglia di cose che una persona può fare solo per il piacere di essere presente e credetemi io sono così, a volte mi accorgo che il primo sguardo è guardingo e perplesso  :-) sorrido,il sorriso che manca a tante persone,ci vuole poco è questo che non si comprende,ci vuole propio poco a sconfiggere ogni stupida convinzione.
Non amare è un lungo morire.

Offline shark

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Re: Tornatevene a casa vostra.
« Risposta #24 il: 17 Aprile 2011, 22:11:29 pm »
Se tutti fossero come te, sarebbe un mondo migliore =s
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Offline Juliet

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Re: Tornatevene a casa vostra.
« Risposta #25 il: 18 Aprile 2011, 17:43:28 pm »
sorrido,il sorriso che manca a tante persone,ci vuole poco è questo che non si comprende,ci vuole propio poco a sconfiggere ogni stupida convinzione.

Hai ragione Ciaccarella, un sorriso può fare molto; può cambiare la giornata di chi sorride e di chi riceve il sorriso.

Queste persone sono rare. Quello è un dono e non sono certa che tutti lo abbiamo.  ^_^

Sì, beh, l'essere buoni, veramente buoni, come i personaggi che tu hai citato, è vero, viene da dentro. E sì, è anche vero che non tutti possediamo questo dono. C'è chi per natura vedendo una persona in difficoltà, anche nella più piccola difficoltà, l'aiuta senza riserve. Per fare un altro esempio stupido e banale, c'è chi se vede una donna anziana carica di borsine passa dritto e va per la sua strada; c'è chi invece si ferma e si offre di aiutare quella signora. Io non credo che la persona che non sia ferma non sia buona. Semplicemente la persona che si ferma ha una qualità in più unita alla sua bontà: l'empatia. Io credo che persone come quel senegalese, come Madre Teresa e tutte le altre che cercano di aiutare chi sta loro attorno, dalla ragazzina che sull'autobus cede il suo posto agli anziani al medico che mette le sue capacità al servizio completamente gratuito di chi non potrebbe permettersi cure mediche, abbiano una bontà dentro che non è diversa da quella degli altri, se non per questa qualità: l'empatia, ciò che ti permette di vedere e pensare come la persona che hai di fronte, che ti permette di provare i suoi stessi sentimenti. Una persona buona forse si mette nei panni di chi ha una difficoltà; ma una persona che prova empatia riesce a provare gli stessi sentimenti di chi ha bisogno di aiuto, senza essere in realtà mai passata per quella situazione. E questo secondo me è ciò che determina la straordinaria bontà, anche nei piccoli gesti, di una persona. Del resto l'empatia è una qualità che non tutti possediamo, e coltivarla non è poi così semplice.
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Offline rita

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Re: Tornatevene a casa vostra.
« Risposta #26 il: 7 Marzo 2013, 16:43:59 pm »
L’accoglienza che l’Italia propone nei confronti di esuli disperati è lodevole. Un po meno, se sempre l’Italia, non è in grado (non vuole o non può) offrire o rendere la permanenza di queste persone dignitosa e conforme alle più semplici regole di civiltà. Come sta infatti accadendo  i buoni propositi non trovano riscontro nell’offrire adeguata assistenza a chi rischia per se e/o per la famiglia la vita, i propri risparmi, ecc.  sia nei lori paesi, sia affrontando un rischioso viaggio, alimentando inoltre un business economico di traffico umano notevole. Illudere che l’Italia, ora più che mai, sia “un’isola felice” è patetico e controproducente per tutti.
Altresì chi comunque si trova a dover patire una pessima  assistenza ed ospitalità, non può permettersi di distruggere quel poco che viene loro offerto.
Meglio dire prima che “non si è in grado di” anziché “vorrei ma non posso”. L’arte dell’illusione lasciamola ai prestigiatori.
rita

Offline kant.51

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Re: Tornatevene a casa vostra.
« Risposta #27 il: 8 Marzo 2013, 00:52:13 am »
Eh sì, il tempo delle illusioni facili, quelle da tivù pubblicitaria, per intenderci, credo proprio sia finito.
Certo che se tutti gli stranieri residenti, ufficialmente o clandestinamente, qui da noi, se ne andassero all'improvviso, resteremmo con un'Italia senza badanti, senza manovalanza nel terziario, senza braccianti agricoli, senza venditori ambulanti e con un numero molto ridotto anche nell'esercito delle prostitute... o_O
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Offline rita

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Re: Tornatevene a casa vostra.
« Risposta #28 il: 8 Marzo 2013, 09:10:45 am »
E’ vero Kant ciò che dici ma in un paese dove l’economia è in una tremenda fase di stasi che mina  tutti i settori lavorativi (edilizia, industria, agricoltura, ecc…) anche coloro che si sarebbero adattati a lavori che noi italiani rifiutiamo di accettare, si troverebbero (diversamente da come forse speravano) in situazioni di estremo disagio,  alimentando il già malessere palpabile in ogni contesto, incrementando altresì, pur di “tirare avanti” il mercato dell’illecito, della micro e/o max criminalità, (sempre esistita d’accordo …) ecc.   La sicurezza e l’ordine pubblico atta a tutelare anche i ns. figli risulterebbe inadeguata e insufficiente.
Non ne capisco niente di “pianificazione o strategia politica” ma forse, se chi ci governa si riducesse di numero, chi rimane rinunciasse agli acquisiti molteplici, spudorati privilegi e tanto altro ancora, tutti noi autoctoni e non solo, riusciremmo a vivere in una conciliabile armonia.
rita

Offline kant.51

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Re: Tornatevene a casa vostra.
« Risposta #29 il: 8 Marzo 2013, 10:36:55 am »
Rita, credo che diciamo sostanzialmente cose simili, magari da angolazioni diverse. Viviamo in un mondo che si è rimpicciolito e mischiato, per fortuna, ed è logico che uomini e donne di colori e mentalità diverse vengano a contatto, in uno splendido arricchimento spirituale e culturale che, sempre per fortuna, cresce al di là delle volontà politiche. Quanto poi alla classe politica che ci guida...spero si svecchi e rinnovi davvero, profondamente, perchè i tempi sono saturi e maturi!...
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