Vi racconto una storiella successa ieri (ve la racconto così vi dimostro che anch'io so essere off-topic

).
Io e il mio ragazzo eravamo sull'autobus e ci stavamo dirigendo alla stazione per prendere il treno alla volta di Roma. Eravamo una decina di persone a bordo, tra cui un nero (con ogni probabilità senegalese). Ad un certo punto è salita a bordo una signora, penso fosse straniera anche lei, probabilmente rumena o ucraina, ma non è questo il punto. Il punto è che la signora non aveva il biglietto. Non ho ben capito la storia perché ero all'ultimo posto, ma a quanto pare non aveva neanche la possibilità di farlo a bordo perché non avrebbe potuto acquistarlo. Diceva cose del tipo "come faccio, io devo andare a casa, ecc", non aveva assolutamente cattive intenzioni, anzi, stava chiedendo una soluzione al suo problema. Non ho avuto il tempo per capire quale soluzione stesse suggerendo l'autista (ma pare non volesse darle il biglietto o non volesse accoglierla a bordo), che ad un certo punto il senegalese, seduto davanti a me, si è alzato di scatto dal suo sedile, ha raggiunto l'autista, gli ha dato delle monete e ha fatto gesto con la mano per indicare la signora. E' tornato immediatamente al posto come se nulla fosse successo, guardando fuori dal finestrino, come un momento fa, mentre l'autista diceva alla straniera: "Il signore le ha comprato il biglietto". Allora la signora ha preso il biglietto, ha obliterato e non la finiva più di ringraziare il suo "benefattore".
Io sono rimasta senza parole. Sembrerà una cosa da niente, lo so, ma sono rimasta senza parole perché in quel momento mi sono venuti in mente un sacco di pensieri.
Quell'uomo
extracomunitario era molto buono. Eravamo in dieci sull'autobus, come ho detto. Perché nessuno di noialtri (
bianchi e italiani) si è alzato da quel fottuto posto per aiutare la signora? Perché a me non è venuto di farlo neanche nell'anticamera del cervello e a lui si? Cosa c'è dentro di lui che non c'è dentro di me? Me ne stavo scioccamente a guardare la scena senza che mi venisse in mente neanche lontamente che avrei potuto acquistare io il biglietto a quella signora.
Ne derivo che quell'uomo deve avere dentro qualcosa che io non ho, e che molti altri non hanno.
So che è solo un gesto, un
semplicissimo gesto, ma è una cosa che io non vedo tutti i giorni, non so voi. Non è una cosa che succede spesso e mi ha lasciato qualcosa dentro, specialmente in relazione agli accadimenti di questi giorni e a quelli legati alla storia razzista della nostra terra.
Il protagonista di questa storia è uno straniero in mezzo a tanti italiani.Ecco, è solo uno spunto di riflessione che si ricollega all'argomento di questo topic.
