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Autore Topic: sfogo di fine anno.  (Letto 3008 volte)

Offline Marta Karen Micol

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sfogo di fine anno.
« il: 11 Giugno 2011, 15:06:56 pm »
Destino. Non c’è modo di opporsi.
Gli incontri che facciamo, al pari di quelli che non avvengono, sono già decisi. Segnano a fondo la nostra vita, anche se spesso ne siamo inconsapevoli, restiamo all’oscuro di tutto finchè non arriva il momento in cui la vita ci porge il conto, finchè non arriva un segnale inconfutabile.
Ognuno ha i suoi, specifici e personali, qualcosa che gli altri non possono percepire come particolare. Si nascondono dietro una frase che ci risulta familiare, dietro un oggetto comune, ogni dettaglio potrebbe essere fondamentale o totalmente superfluo.
Io credo nel destino. Credo che tutto avviene per un motivo. Credo che ogni dolore ci avvicina al mondo cui apparteniamo. Credo che ogni sconfitta serve a testare la nostra forza di volontà. Credo che quando ti guardi allo specchio, devi riconoscerti. Penso che le persone contano. Che l’amore conta. Ma dev’essere ricambiato.
Penso che in vent’anni ho vissuto solo amori sbagliati e malati e non so più come amare in modo sano. Credo che si arrivi a dipendere dalle persone che ci fanno soffrire molto più di quanto si abbia bisogno di quelle che ci rendono felici. Credo che quando inizi a contare troppo sugli altri ti distruggi con le tue mani.
Sono convinta che ci sono battaglie per cui non vale la pena lottare fino a morirne, ma siamo in grado di riconoscerle solo quando è troppo tardi.
Credo che l’amore non basta. Ci vogliono le occasioni e i tempi giusti perché le cose vadano come si sperava.
Credo che ci voglia tanto coraggio ad alzarsi la mattina, perché le ferite e le delusioni sono sempre dietro l’angolo.
Penso che anche i sentimenti più forti si affievoliscano fino a scomparire, perchè nulla è eterno.
So che bisogna toccare il fondo del baratro per poter risalire, ma non so più come riconoscerlo, perché la soglia massima di dolore aumenta costantemente.
Credo che ci si abitua a tutto. Alle cose belle e a quelle brutte.
Alle presenze e alle assenze.
Penso che arrivi un momento in cui lo spirito di sopravvivenza ci obbliga ad essere egoisti e a prenderci cura di noi stessi, a dedicare del tempo a curarci le ferite.
Credo che in fondo si può contare solo su se stessi e che se non sei forte perisci.
Credo che respirare a volte diventa troppo difficile per pensare di poter anche vivere.
Penso non ci sia male peggiore di quello dell’anima.
Credo che a volte hai bisogno di inciderti la pelle perché un po’ di sangue marcio esca.
Penso che ci siano due categorie di persone: quelle che vivono e quelle che sopravvivono.
Io appartenevo alla prima categoria. Preferivo emozioni brevi ma molto intense a quelle tiepide e di lunga durata.
Pensavo che un attimo di paradiso valesse una vita d’inferno.
nella mia vita son rimaste talmente poche persone che non vorrei perderne altre, eppure sono costretta a dire addio anche a chi ritenevo fondamentale. Vale la pena soffrire così tanto? Ogni giorno? Per amore? Forse no, forse si. Chi lo sa. Credo dipenda dal momento in cui ci pongono questa domanda.
Penso che l’unica certezza è che nessuna certezza è reale. Ci illudiamo ogni giorno di essere importanti, di essere indispensabili. In realtà, il mondo va avanti benissimo anche senza di noi. L’universo non si ferma ad aspettare che ci si riprenda.
Non credo che quando si chiude una porta se ne apra un’altra. Anzi, alcune volte vorremmo solo poter tornare indietro.
Penso che quando qualcosa si rompe non c’è modo di aggiustarla e che anche riunendo i cocci, al tatto si sentirà sempre la frammentazione.
Non credo che si possa dimenticare e perdonare. A volte si può fare la seconda, ma la prima è praticamente impossibile.
Penso che quando hai il cuore a pezzi non c’è consolazione che regga. Scendi nel baratro con il baratro che ti riempie.
Penso che puoi essere molto fortunato ed incontrare persone cui appartieni e su cui poter sempre contare a prescindere dalla distanza, di spazio o di tempo che sia, perché vi unisce un filo rosso chiamato empatia.
non credo che se fai il bene ne ricevi.
Sono convinta che ci si debba circondare di cose persone e situazioni che ci rendano migliori, perché con la coscienza pulita si vive meglio.
Non credo alle promesse. Né fatte né ricevute. Credo che si debba stare insieme perché se ne ha voglia e bisogno, non per contratto.
Penso che ognuno abbia i suoi tempi, ma alla fin fine tutti dobbiamo affrontare la realtà per quella che è, senza filtri.
Credo che scappare non risolva nulla, anche quando sembra l’unica possibilità.
Forse è vero che in ognuno di noi c’è una parte di bene, per quanto minima possa essere, ma è altrettanto vero che in tutti c’è una traccia di male che prima o poi si manifesta.
Credo che alcune volte bisogna avere fede, ci sono cose che accadono e basta e bisogna solo accettarle, cercare di capire è solo inutile perdita di tempo.
Sono certa che si possa sopravvivere a tutto. Ma a volte il solo modo di farlo è impazzire.
Penso che quando ti dicono che sei pazzo, quando ti mettono sotto accusa per ogni frase ogni gesto e ogni pensiero è perché fai paura. Tu hai ragione. Li metti a rischio, potresti intaccare il loro mondo perfetto.
Il tuo mondo può frantumarsi in un istante, una settimana può dilatarsi o accorciarsi all’infinito, credo che un anno può sembrare una vita intera quando tutto cambia totalmente.
Penso che certe azioni abbiano la futile pretesa di convincere noi stessi a credere in qualcosa che in realtà sappiamo essere solo un desiderio, un’utopia.
La vendetta è un’arte e l’indifferenza non può placare l’odio o il rancore.
Credo che quando hai un sogno devi fare di tutto per raggiungerlo.
Mi dicono che sono pessimista. Io credo di essere realista. Parlo e scrivo sulla base di ciò che ho vissuto. Delle persone che ho trovato per strada.
Penso che a 21 anni bisognerebbe essere nel pieno della vita, nel periodo migliore. Ma io me ne sento addosso almeno 50.
 
”Albert Camus once wrote, ‘Blessed are the hearts that can bend. They shall never be broken.’ But I wonder, if there’s no breaking, then there’s no healing, and if there’s no healing, then there’s no learning. And if there’s no learning, then there’s no struggle. But struggle is a part of life. So must all hearts be broken?”


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