Fu Giada a turbare Paola. Giada avendola vista pensierosa continuava ad insistere per sapere dei suoi problemi sentimentali. Era convinta che Paola ne avesse tanti, si vedeva da come guardava con malinconia lei e Gianluca e Giulietta e Guido. Quindi voleva cercare di capire qualcosa delle storie di quella ragazza così dolce e carina, avrebbe voluto aiutarla. Dalle risposte precedenti aveva pensato che Paola non meritasse di non essere considerata. E le chiese, senza rendersi conto di darle dolore:
-”Ma tu l'hai cercato il tuo amico?”
Paola molto triste rispose:
-”Sono mesi che lo chiamo. Il telefono suona a vuoto e non risponde, non risponde nemmeno ai miei messaggi. Ed io, anche per orgoglio, non voglio chiamarlo più. Deve essere lui, una volta tanto a cercarmi!”.
A quel punto Giada non sapeva più che fare, guardò Giulietta che fece una smorfietta che diceva: “Nemmeno io so che farci!”.
Gianluca e Guido stavano parlando di musica, di calcio, del concerto. Rimasero indietro, mentre Paola e Giada camminavano vicine e Giulietta due passi indietro. Giada prese la mano di Paola che aveva gli occhi di chi voleva piangere e disse:
-”Vedrai, la vita è grande, e prima o poi le cose torneranno magnifiche!”
-”Non lo so. Davide negli ultimi tempi mi nascondeva qualcosa e poi è sparito!”. Così dicendo Paola cominciò a piangere. Paola disse altro frugando nella borsetta, ma Giada non capì cosa dicesse, non ascoltava più. Il nome Davide l'aveva colpita. In un attimo ebbe un flash di memoria. Quando aveva visto Paola la prima volta le ricordava una rivista ... Non era una rivista, era una foto. Una foto che era tra le pagine di una rivista di auto e moto che Davide le aveva involontariamente lasciato a casa. Il nome Davide le aveva svelato il ricordo. Adesso non sapeva che fare. Era mai possibile che Paola fosse la ragazza a cui lei aveva tolto Davide. Come avrebbe mai potuto dire qualche altra parola. Sperò ardentemente che fosse una pura coincidenza.
Giulietta aveva sentito tutto e guardo Guido sperando che anche lui avesse sentito, ma Guido era troppo preso dai discorsi con Gianluca. Provò a fermarsi in modo che Guido e Gianluca la raggiungessero, diede una gomitatina a Guido, ma non ottenne risposta. Riprovò e Guido si girò giusto il tempo perchè lei potesse indicargli di seguire la scena che si stava svolgendo tra Paola e Giada, ottenne che anche Gianluca guardasse.
Giada era immobile con il viso tirato a guardare una foto che Paola le aveva dato piangendo e dicendo:
-”Questi siamo Davide ed io in giro con la sua macchina! A volte mi rimbrottava seccato perchè gli dicevo che doveva smetterla di correre con quella stupida auto. Sarà anche per questo che non mi risponde?”
-”Non credo...”. Rispose Giada irrigidita. Aveva tutti i muscoli della faccia tesi. Teneva la foto poggiata sulla mano osservandola con gli occhi sgranati. Era la stessa che aveva visto nella rivista di Davide. Identica, non identica ... Quella.
Le passarono in mente le immagini della gara a cui anche lei aveva partecipato con la sua auto sportiva. 100 metri e chi arriva primo vince tutti i soldi puntati. Avevano scommesso lei Davide e un altro amico. Ricordava gli amici che li incitavano ai margini della pista improvvisata in campagna. Gara che poi era finita con un incidente tra Davide e l'altro amico che aveva dovuto frenare per evitare un grosso cane che gli aveva tagliato la strada. Ricordava con terrore le due auto ridotte ad un ammasso intrecciato e contorto, ricordava gli amici spettatori che dai margini della pista si erano avvicinati muti ed ammutoliti. Ricordava della fortuna che aveva avuto a non riuscire a partire in tempo. Ricordava il fumo, i pezzi di auto che volavano. Ricordava le luci blu delle ambulanze e della polizia, la polizia che faceva mille domande mentre due persone stavano morendo...
Gianluca rimase un attimo a guardare il volto di Giada dolce sì, ma con la mandibola squadrata e forte. Quel viso era fermo, e gli occhi immobili su quella foto. Paola era anche lei lì paralizzata, con il volto rigato di lacrime, capiva che quella foto aveva dato una qualche emozione molto forte a Giada, non sapeva quale è quanto dolorosa fosse quell'emozione.
Giada non piangeva, non poteva. Piuttosto avrebbe urlato a squarciagola un urlo lungo rauco, liberatorio. Giada aveva faticato per sopire il senso di colpa (per altro mai spento) che aveva per aver proposto quella gara. Ma il destino le aveva messo di fronte la ragazza a cui lei aveva tolto l'amore e per di più l'aveva ucciso.
Gianluca mosse verso Paola e Giada, non capiva che stesse succedendo le guardava alternativamente interrogandole con i suoi occhi. Da Giada non ottenne neanche uno sguardo, lei aveva gli occhi verdi, sgranati, immobili piantati su quella foto che reggeva sul palmo della mano. Paola non rispose a parole, lo guardò con i suoi occhi cerulei cercando se in Gianluca ci fosse una spiegazione.
Un soffio di vento tentò di portar via la foto dalle mani di Giada, ma lei come un automa la bloccò continuando a rimanere immobili. Ricordava il corpo di Davide martoriato estratto dai rottami, ricordava la notte in ospedale con i medici che dondolavano a destra ed a sinistra la testa leggermente abbassata.
Giulietta rimase indietro con Guido. Lo tirò per il braccio per fermarlo e gli disse:
-”Hai visto avevo ragione io ... Vedi cosa sta succedendo perchè Paola ha fatto vedere la foto di Davide a Giada!”.
Guido la guardò affermativamente. Lei continuò:
-”E' proprio lei guardala bene! E' la ragazza che stava alla festa di Ilenia. Adesso chiamo Ilenia e le chiedo come si chiamava la ragazza che stava con Davide alla sua festa!!!”.
Mentre Giulietta prendeva il telefono Guido la tirò per un braccio e le disse:
-”Non combinare i soliti tuoi casini. Se è vero, è un brutto impiccio per tutti noi! Non mettere in mezzo altre persone”.
-”Ma io mica le dico quello che sta succedendo!”. Rispose lei.
Guido tentò di fermarla mentre lei componeva il numero di Ilenia, poi con un gesto scocciato si allontanò... Giulietta avviò la chiamata:
-”Pronto casa Marchesi, c'e' Ilenia per favore!”.
-”Adesso la chiamo”. Rispose una voce.
Dopo i soliti convenevoli di identificazione telefonica, saluti e chiacchiere Giulietta chiese:
-”Ilenia posso chiederti una cosa delicata?”
-”Si certo! Chiedi!”. Fu la risposta.
-”Chi era la ragazza che alla festa del tuo compleanno stava con Davide?”
-”E' mia sorella Giada, la più grande. Tu non la conosci perché è qualche anno che è andata via di casa per andare all'università e poi per lavoro...”.
[...]